Terapia della scrittura. Tra versi e pensieri

Terapia della scrittura. Tra versi e pensieri

Poesie di Valentina Ciurleo

Scrivere è terapeutico
Non si può rinunciare a scrivere è una medicina che prendi in determinati giorni, in determinati orari. Sai che ti serve, che non puoi farne a meno, almeno per me è così. Trascorrere diversi giorni a pensare, attraversare il doppio strato di silenzio o semplicemente il balbettio del respiro. Ogni punto è una sequela di prove. Un acrobatico esercizio per menti che puntano dentro, sulla logica, sulla riflessione. Un foglio bianco è luogo, è attesa; può darti sollievo, farti compagnia. Ti fa svuotare quello che hai dentro, che hai da dire o non dire. Puoi sentirti libero tra le righe, sempre con i dovuti riguardi dei punti fragili, quelli che necessitano di maggior cura e attenzione. Ancora di più scrivere riguarda il silenzio la fatalità del mondo. Il vero silenzio, ospita e ripara, accompagna ogni parola, un linguaggio sterminato di pause e acuti. Silenzi, ore meridiane e notturne, indugi, tregue, soste assopimenti.

Testi tratti dal silenzio
Rifugio
una riga inconscia
inconsapevole dentro.
In armonia con lo stato
con la memoria del vicino.
Ripeti nell’intimo
nel bisbiglio del tono.
Sfogliando sera
abito la volontà
in fondo a questo
incessante.

————————————-

Tutto sembra
lento, fermo nel silenzio
e invece,
questo scorticante movimento
del mondo addosso.
Effetto nudo amplificato.
Invisibili
nella corrente del tempo.
In questa variante
cerco il caso
l’incrocio che sbanda.
Cerco segno
libero gesto
la forma che accende.

————————————-

Una torsione di luce.
Uno schianto del corpo
nella precisa volontà.
Una forza che soccorre.
Necessaria vita.
Sulla spiaggia un altare
oceano appagato,
con il fuoco della somma
della fortezza che assiste
la mia umile bocca.

————————————-

Torno alla sera
alla nostalgia di fondo.
Rendo voce al silenzio.
Mutano gli occhi
sino a volare.
Fai finta che sia una favola
dentro un castello ambrato.

————————————-

Non so dove punti il cielo
se dall’alto
oppure nella vertebra
dell’indifeso corpo.
Forma una piega
che contempli l’anima.
Mi ripiego, curva
impercettibile
rosea e minuta.
Dietro la mia forza.

Post correlati

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: