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	<title>Vino Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La fine del mondo in tasca</title>
		<link>https://www.borderliber.it/strada-apocalisse-opportunita-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 02:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Possedere la fine del mondo&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore &#8220;Tutti vogliono possedere la fine del mondo&#8221;. Mi è sempre piaciuta la frase con cui si apre il romanzo &#8220;Zero K&#8221; di Don DeLillo. A tutti noi attribuisce la volontà di essere &#8220;inizio e fine di ogni cosa&#8221; o [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>&#8220;Possedere la fine del mondo&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore</b></p>
<p>&#8220;Tutti vogliono possedere la fine del mondo&#8221;. Mi è sempre piaciuta la frase con cui si apre il romanzo <strong>&#8220;Zero K&#8221; di Don DeLillo</strong>. A tutti noi attribuisce la volontà di essere <strong>&#8220;inizio e fine di ogni cosa&#8221;</strong> o <strong>&#8220;misura valida per ogni evento&#8221;</strong>. Sensazione comune, onnipresente, che si manifesta davanti ai nostri occhi e che ci sospinge da quando ci alziamo dal letto.</p>
<p>Da manipolatori del senso delle cose, creiamo prima di tutto <strong>&#8220;significati&#8221;</strong> che sappiano rendere alla nostra portata le tessere del puzzle che estrapoliamo dalle esperienze quotidiane, affinché siano corrispondenti ai giudizi posti <strong>a priori</strong>. No, non siamo programmati per accettare la<strong> casualità</strong>, viviamo solo di <strong>causalità</strong>, e se qualcuno ci toglie la causalità, ossia la necessità di leggere tutto secondo i susseguirsi di <strong>&#8220;causa ed effetto&#8221;</strong>, ecco che o impazziamo all&#8217;istante o ci deterioriamo lentamente.</p>
<p>Si dice che <strong>&#8220;per vivere bene non bisogna aspettarsi nulla&#8221;</strong>, ma questo è impossibile. Per compiere un passo del genere, bisognerebbe mettere da parte gran parte dell&#8217;evoluzione, o della devoluzione, che l&#8217;uomo ha compiuto e che ha riversato nelle <strong>varie strutture e sovrastrutture sociali</strong> in cui si è ingabbiato. <strong>&#8220;Grandi aspirazioni, grandi delusioni&#8221;</strong>; e allora giù con<strong> distopie</strong> e<strong> utopie</strong>, due modi per manifestare artisticamente le nostre amarezze.</p>
<p>Così, delusi e consapevoli di essere figli di Dei imbecilli, i quali sono incapaci di creare perfezione <strong>&#8211; magari proprio loro sono in cerca di una utopica perfezione &#8211;</strong> ci incamminiamo con troppi pensieri e creiamo a &#8220;nostra immagine e somiglianza&#8221; un mondo deplorevole, con storture saldamente accettate e alle quali opponiamo fantasiose e immaginarie virtù sulle quali<strong> l&#8217;Universo piscia allegramente.</strong></p>
<p>&#8220;La retta via&#8221;, &#8220;la giustizia&#8221;, &#8220;la continenza&#8221;, &#8220;l&#8217;umiltà&#8221;, &#8220;la bontà&#8221; e tutte le cose affini e contrarie&#8230; &#8220;mai nessuno che abbia messo in conto quanto sia sobrio e delicato darsi la pace con una damigiana di vino&#8221;, disse un giorno una persona che, in una torrida serata del luglio 2014, si fermò ad ascoltare i declamatori di un <strong>&#8220;messaggio di pace e amore&#8221;</strong>.</p>
<p>Questo mondo di opportunità dietro cui sprecare tempo, energie e pensieri sembra essere diventato l&#8217;unico scopo perseguibile. Impensabile la fine, insostenibile la finitudine e la stravaganza di tutti i significati creati. Impossibile che non ci siano valori su cui basare la propria esistenza, deleterio ammirare lo spazio che si apre davanti ai nostri occhi come qualcosa di inospitale.</p>
<p><strong>La peggiore delle malattie è proprio la subalternità dimostrata nei confronti della strumentalizzazione dell&#8217;ottimismo.</strong> Ottimismo non è più sinonimo di vivere con propositività, ma solo di realizzazione, di successo, di famelico accaparramento. Siamo ideatori di progetti, di posti da occupare e da conquistare. <strong>Violenti ottimisti&#8230;</strong> liberi di divorare il prossimo, mentre lo releghiamo al nostro servizio.</p>
<p>La formula lapalissiana di questo circolo vizioso: <strong>sudditi che creano e pretendono sudditi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tutto è qui</title>
		<link>https://www.borderliber.it/tutto-e-qui-racconto-di-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 01:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Disgrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Francesco Di Giorno. Foto di Martino Ciano Ho la barba lunga e me la gratto, ma la cosa più sorprendente è che avrei un’incessante voglia di tagliarla, sentire la schiuma fresca posarsi sui peli, il piacevole scorrere della lametta sul viso e l’acqua calda, il fresco e profumato dopobarba inondarmi di gioia il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Francesco Di Giorno. Foto di Martino Ciano </strong></em></p>
<p>Ho la barba lunga e me la gratto, ma la cosa più sorprendente è che avrei un’incessante voglia di tagliarla, sentire la schiuma fresca posarsi sui peli, il piacevole scorrere della lametta sul viso e l’acqua calda, il fresco e profumato dopobarba inondarmi di gioia il cuore. Ma rimane solo una voglia, abortita al primo cenno di pensiero. Tutto qui. So già che starei meglio, ma non ci penso neanche minimamente ad alzare il culo dalla poltrona. Ho tutto quello che mi serve: <strong>una birra, la tv accesa e la bionda che mi fa intravedere le tette e il culo. Il mondo va a puttane e io mi bevo il suo piscio.</strong></p>
<p>Ho provato con la meditazione, dicono che funzioni, ma ancora non ho scoperto quella che faccia al caso mio. Ognuno dice la sua e chi si azzarda a dire che la via è dentro di te non fa altro che portarti ancora di più scompiglio. Io questa mia strada ancora non la trovo. Per quanto mi sia sforzato finora sembra che sia rimasto sempre fermo. Sono fatto così, cammino cammino e poi mi stanco. E se mi stanco devo pensare. <strong>E allora è finita. Meglio prendere una birra, vedere un culo, un paio di tette e morire sulla poltrona.</strong></p>
<p>Il fatto che sia consapevole che sto recandomi danno non mi fa né una persona acuta, né una persona intelligente. Semplicemente la mia è la saggezza degli sconfitti. “Fate pure” sembro dire “sputatemi addosso la vostra merda, io continuo a guardarvi”. Se avessi la possibilità di guardarmi dall’esterno mi farei schifo lo so, e mi prenderei a schiaffi per svegliarmi. Tutto qui. Niente stronzate oggi, il mondo sta andando a puttane. E tu non sei nessuno per cambiarne la direzione. <strong>Neanche ti si alza più a momenti. Idiota!</strong> C’è chi dice che la vita l’abbia inventata Dio alitando verso un modello di argilla. Chi crede che gli alieni siano scesi sulla terra per curarsi dei fatti loro e abbiano innescato il processo di evoluzione. C’è chi non pensa affatto e contempla, medita, annulla i pensieri. Intanto il mondo va avanti con o senza di te. Coglione! Forse non hai capito.</p>
<p>È tutto qui. Racchiuso in un piccolo segmento di esistenza c’è la tua fottuta vita di merda. Ogni tanto fa capolino un’illusione e credi che sia quella la felicità. Preoccupazioni, ansie e neanche l’hai scelta tu questa vita! Ma non se ne può fare a meno. Poi ci sono le piccole soddisfazioni che sembrano spazzare tutto il buio del mondo. E quanto è bella in quell’attimo la vita! Quel macigno allo stomaco non c’è più e respiri libero e senza intoppi col sorriso ebete e drogato che sembrano avere i guru. <strong>In realtà il viaggio continua e ad un tratto ti ritrovi a destinazione da tempo: seduto in poltrona con una birra in mano a guardare culi e tette in tv, con la barba lunga.</strong> Te la gratti, vorresti tagliartela, ma non hai la benché minima voglia di farlo, anche se in cuor tuo sai che la cosa ti farebbe stare di un bene, ma di un bene che solo tu lo sai.</p>
<p>È proprio a quel punto che alzi il gomito e tenti di bere l’ultimo goccio di birra che è rimasto sul fondo della lattina. Non ti va di fare la barba, di alzare il culo dalla poltrona, ma quando si tratta di prendere un’altra birra non ci pensi due volte. E non dite che non ho ragione! <strong>Ci sono dei momenti che tutto il mondo può caderti addosso, ma non ti sposti di un solo millimetro perché in fondo è quello che vuoi veramente: che il mondo cada o semplicemente che tu non lo veda più.</strong> Tutto qui. Vai in vacanza e ti affanni a fare le foto, poi neanche le vedi più. Te ne dimentichi subito. Al massimo le vedi una due volte con gli amici e poi basta. Ci sono giorni che ti alzi anche di buon umore, indossi il vestito migliore e sfoggi il più bel sorriso mai visto. Quel Dio che ha soffiato nell’argilla doveva avere l’alito cattivo quel giorno o era più ubriaco di me. Ecco, qualcuno dirà questa è blasfemia.</p>
<p>Sì certo, i preti che…lasciamo stare! So soltanto che il vino della comunione è buono, quello che compro io è molto arcigno, come se fosse incazzato. Sa un po’ d’aceto ecco. Voglio dire tutto è qui. Pure quel culo mi è venuto a noia! Domani mi metto la cravatta colorata e sabato sicuro mi taglio la barba. <strong>Non vado in bagno a pisciare perché se passo di fronte allo specchio mi viene da guardarmi.</strong> Tutto qui.</p>
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		<title>Spazi poetici. Esce &#8220;Asfalto&#8221; di Armando Grosso</title>
		<link>https://www.borderliber.it/spazi-poetici-esce-asfalto-di-armando-grosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 02:58:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Alcool]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano In libreria &#8220;Asfalto&#8221; di Armando Grosso. Il poeta di Diamante, in provincia di Cosenza, descrive così la sua raccolta: &#8220;Ho visto più verità e Poesia nello sguardo perso di un individuo solitario in un bar di paese, piuttosto che in tutti i salotti intellettuali dei finti Filantropi della nostra Società. La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>In libreria &#8220;Asfalto&#8221; di Armando Grosso. Il poeta di Diamante, in provincia di Cosenza, descrive così la sua raccolta: &#8220;Ho visto più verità e Poesia nello sguardo perso di un individuo solitario in un bar di paese, piuttosto che in tutti i salotti intellettuali dei finti Filantropi della nostra Società. La raccolta è uno sfogo contro le ipocrisie del tessuto sociale, ad esempio i costumi che abbiamo ereditato e che portiamo avanti per paura di sembrare differenti all’interno del Mondo omologato e programmato. <em>Asfalto</em> è un rabbioso manifesto della brutalità esistenziale di una vita vissuta sul lastrico, della difficoltà di ingoiare il volto falso della nostra Società&#8221;.</p>
<p>Per l&#8217;occasione, l&#8217;autore ci ha concesso la pubblicazione anche di tre poesie estratte dalla raccolta.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<div dir="auto"><strong>Cassetto Vuoto</strong></div>
<div dir="auto">Il mio cassetto è vuoto,</div>
<div dir="auto">dovrei riempirlo</div>
<div dir="auto">di sogni e speranze.</div>
<div dir="auto">Che della felicità</div>
<div dir="auto">non c’è traccia alcuna,</div>
<div dir="auto">ed anche stasera solitario,</div>
<div dir="auto">mi fa compagnia</div>
<div dir="auto">il bagliore della luna.</div>
<div dir="auto">Ed è solo l’inizio</div>
<div dir="auto">del viaggio,</div>
<div dir="auto">la notte è ancora lunga,</div>
<div dir="auto">il mare infrange i pensieri</div>
<div dir="auto">lungo gli scogli.</div>
<div dir="auto">Ho ancora un</div>
<div dir="auto">sorso di birra,</div>
<div dir="auto">tutto acquisisce</div>
<div dir="auto">la giusta forma,</div>
<div dir="auto">abbandonandomi</div>
<div dir="auto">al corso degli</div>
<div dir="auto">eventi.</div>
<div dir="auto">Luna,</div>
<div dir="auto">mi fissi ancora?</div>
<div dir="auto">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div dir="auto"><strong>Divano, Jazz e bottiglia di vino</strong></div>
<div dir="auto">Ascoltare Jazz</div>
<div dir="auto">sul divano di casa,</div>
<div dir="auto">una bottiglia di vino,</div>
<div dir="auto">libro sulla coscia sinistra,</div>
<div dir="auto">una donna che ti ama</div>
<div dir="auto">sullo sfondo della notte</div>
<div dir="auto">che inizia a scendere.</div>
<div dir="auto">Il frigo possibilmente pieno,</div>
<div dir="auto">i soldi per pagare la bolletta,</div>
<div dir="auto">qualche sigaretta</div>
<div dir="auto">che non ho mai fumato.</div>
<div dir="auto">Ho solo bevuto per fortuna,</div>
<div dir="auto">non che la cosa sia</div>
<div dir="auto">un vanto nazionale</div>
<div dir="auto">però le migliori soddisfazioni</div>
<div dir="auto">le ho sempre ottenute quando</div>
<div dir="auto">alticcio mi presentavo</div>
<div dir="auto">dinanzi i miei impegni</div>
<div dir="auto">e le mie situazioni.</div>
<div dir="auto">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div dir="auto"><strong>Contro il possesso</strong></div>
<div dir="auto">Sarò morto io alcolizzato,</div>
<div dir="auto">morirai tu ed il lavoro</div>
<div dir="auto">fisso,</div>
<div dir="auto">le tue case di</div>
<div dir="auto">proprietà,</div>
<div dir="auto">i soldi che hai</div>
<div dir="auto">conservato.</div>
<div dir="auto">Morirà</div>
<div dir="auto">il materialismo,</div>
<div dir="auto">i lecca culo raccomandati.</div>
<div dir="auto">Morirai tu e</div>
<div dir="auto">le tue sicurezze,</div>
<div dir="auto">ed i tuoi palazzi</div>
<div dir="auto">sai, andranno a terzi.</div>
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		<title>Il navigatore del diluvio. Mario Brelich e il vino della malinconia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/brelich-diluvio-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 17:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[Diluvio]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Noè]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il navigatore del diluvio&#8221; di Mario Brelich, edizione Adelphi. Questo articolo è già stato pubblicato su Libroguerriero Quella di Mario Brelich è una narrativa controcorrente. Laddove la saggistica diventa romanzo, le parole si trasformano in poiesi e linguaggio universale. Brelich, scrittore italo-ungherese morto nel 1982, dà alle stampe, nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il navigatore del diluvio&#8221; di Mario Brelich, edizione Adelphi. Questo articolo è già stato pubblicato su </strong><strong><a href="https://libroguerriero.wordpress.com/2019/06/20/mario-brelich-il-navigatore-del-diluvio-adelphi/">Libroguerriero</a></strong></p>
<p><strong>Quella di Mario Brelich è una narrativa controcorrente</strong>. Laddove la saggistica diventa romanzo, le parole si trasformano in poiesi e linguaggio universale. Brelich, scrittore italo-ungherese morto nel 1982, dà alle stampe, nel 1979, <em>Il navigatore del diluvio</em>, messo nero su bianco vent’anni prima. L’opera ruota intorno a Noè, padre dell’umanità riformata da Dio dopo <em>il grande acquazzone che seppellì l’uomo adamitico e la cattiva stirpe di Caino. </em>Noè è un uomo giusto, appartenente alla discendenza di Set la quale ancora ricorda con timore la maledizione di Dio nei confronti di Caino.</p>
<p><strong>Lui, il grande traghettatore, porta l’umanità verso l’insensatezza.</strong> Lui scopre il vino con il quale si ubriacherà. <strong>Ma perché tutto ciò avviene? L’umanità era davvero così perversa agli occhi di Dio?</strong></p>
<p>Brelich usa l’ironia, ma non dimentica il racconto biblico e, soprattutto, lo arricchisce di elementi significativi e documentati. <em>Il navigatore del diluvio </em>è un libro ricco di riflessioni, a metà tra il sacro e il profano. Lo scrittore italo-ungherese si pone due domande fondamentali: <em>perché dalla cacciata dal Paradiso al Diluvio, Dio impiegherà millecinquecento anni per verificare la malvagità dell’umanità? Perché a Noè non resterà che il vino?</em> <strong>Le risposte si apprendono nel corso della lettura e cercheranno di far luce </strong><strong><em>sulla ancestrale sensazione di spaesamento che l’uomo avverte almeno una volta al giorno, man mano che il mondo gli si svela</em></strong>. E se questo concetto così <em>heideggeriano </em>riecheggia in tutta l’opera, allora avrete già compreso che con questa storia del diluvio ancora dobbiamo chiudere i conti.</p>
<p>Cos’è quindi il vino? Un abbrutimento o un elisir che risveglia in noi <em>l’ebrezza dell’Essere, riportando a galla la nostra onniscienza, caratteristica del Creatore che ci ha plasmato a sua immagine e somiglianza,</em> <em>e il ricordo del paradiso perduto</em>, ancora vivo in quella stirpe che Dio temeva e che seppellì sotto il diluvio?</p>
<p>Sono tutte cose che Brelich mette in rilievo in quest’opera, grazie a due elementi che non dovrebbero mai mancare a uno scrittore, ossia, la malizia e l’ironia. <strong>È un libro indefinibile, quindi, </strong><strong><em>straordinario</em></strong><strong>.</strong> Da troppo tempo non troviamo in giro opere universali che potrebbero avvicinarci a una letteratura diversa, capace di sviluppare in noi quel senso di ricerca che non ci appartiene più come popolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/brelich-diluvio-vino/">Il navigatore del diluvio. Mario Brelich e il vino della malinconia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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