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	<title>Trinità dei Monti Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Itinerari romani. Quando le scale sono un lusso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2024 23:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Valentina Ciurleo La scalinata di Trinità dei Monti è tra le scalinate più famose di Roma. Sempre piena di turisti e di romani, è simbolo di storia e ricche emozioni. Realizzata tra il 1723 e il 1726, su progetto dell’architetto romano Francesco De Sanctis (1693-1740), conta 136 gradini. Fu commissionata dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Articolo e foto di Valentina Ciurleo</h4>
<p>La scalinata di <strong>Trinità dei Monti</strong> è tra le scalinate più famose di <strong>Roma</strong>. Sempre piena di turisti e di romani, è simbolo di storia e ricche emozioni. Realizzata tra il 1723 e il 1726, su progetto dell’architetto romano <strong>Francesco De Sanctis (1693-1740), </strong>conta 136 gradini. Fu commissionata dal cardinale <strong>Pierre Guérin de Tencin</strong> e fu inaugurata da papa <strong>Benedetto XIII</strong> in occasione del <strong>Giubileo del 1725</strong>. Essa costituisce il raccordo scenografico tra le pendici del Pincio, dominate dalla chiesa della Santissima Trinità, e la sottostante <strong>piazza di Spagna</strong>.</p>
<p>Sicuramente è la scalinata più famosa al mondo, splendida in ogni stagione e a ogni ora del giorno. Spettacolare la vista sia dal basso, nella zona della Barcaccia, che dall&#8217;alto, con panoramica su Roma.</p>
<p><strong>Un aneddoto curioso?</strong> Si dice che, nell’Ottocento, la scalinata fosse il ritrovo preferito dei giovani “rampolli” aristocratici che si esibivano sfoggiando i loro abiti più belli, un po’ come una “sfilata”. Oggi è più probabile incontrare turisti che scattano fotografie, artisti di strada e gente del posto che si gustano il panorama, infatti, sulla scalinata di <strong>Trinità dei Monti</strong>, c&#8217;è un punto di osservazione che ti permette di vivere un&#8217;esperienza scenografica urbana tra le più belle del mondo.</p>
<p>Un luogo di incontro e di forte aggregazione che permette di fantasticare, anche poeticamente parlando. Infatti, all’angolo destro della scalinata si trova la casa del poeta <strong>John Keats, </strong>che oggi è un museo dedicato alla sua memoria e a quella dell’amico <strong>Percy Bysshe Shelley</strong>, piena di libri e ricordi del Romanticismo inglese. La <strong>“Keats-Shelley House”</strong> è stata l’ultima dimora di <strong>John Keats</strong>, in cui morì nel 1821 a soli venticinque anni.</p>
<p><strong>Trinità dei Monti</strong> è un luogo d’arte, di letteratura e di spiritualità. Infatti la chiesa della <strong>Santissima Trinità dei Monti</strong>, in piazza della Trinità dei Monti, è un luogo di culto cattolico di Roma, nel rione Campo Marzio, posto sulla cima dell&#8217;omonima scalinata che la collega a <strong>piazza di Spagna.</strong></p>
<p>Ora, per le feste, a piazza di Spagna, il Natale è caratterizzato dall&#8217;albero hi-tech di Bulgari. Un albero che vuole essere soprattutto un’opera d’arte, ma che rappresenta anche il miglior esempio di sostenibilità ambientale, realizzato con materiale riciclato ed illuminato a led.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11486 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/12/Trinita_Monti_Roma_Ciurleo.jpg?resize=798%2C493&#038;ssl=1" alt="" width="798" height="493" data-recalc-dims="1" /></p>
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		<title>La sveglia svegliò chi già era sveglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 01:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Ambulanza]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto e foto di Giuseppe Gervasi Le macchine sfrecciavano, le sirene delle ambulanze infilzavano i miei timpani, gli aerei atterravano e decollavano. L’aeroporto internazionale di Fiumicino Leonardo da Vinci distava poco più di mezz’ora di macchina dalla Tuscolana. Sentivo parlare a bassa voce, qualcuno tornava a casa dal lavoro notturno. Poche parole: il rumore dell’acqua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto e foto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>Le macchine sfrecciavano, le sirene delle ambulanze infilzavano i miei timpani, gli aerei atterravano e decollavano. L’aeroporto internazionale di Fiumicino Leonardo da Vinci distava poco più di mezz’ora di macchina dalla Tuscolana.</p>
<p>Sentivo parlare a bassa voce, qualcuno tornava a casa dal lavoro notturno. Poche parole: il rumore dell’acqua sotto la doccia e poi niente più. Mi trovavo in un appartamento romano e non riuscivo a prendere sonno. Vivere di notte una città come Roma è magico: uno spazio per solitari, artisti, ricchi e poveri seduti in tavoli diversi. Cercatori di vita, lavoratori o semplicemente persone, che non sanno più dormire e vanno alla ricerca di un sogno più che di un sonno rigenerante.</p>
<p>La notte: per alcuni passa in fretta e per altri non passa mai. Pensavo alle luci che regalavano ombre alle meraviglie della Capitale e ricordavo un viaggio in pullman di molti anni prima, che mi regalò l’immagine notturna dei monumenti romani.</p>
<p>Ritornai il mattino dopo per capire se ciò che avevo visto di notte esisteva: rividi Piazza di Spagna e la scalinata di Trinità dei Monti dialogare con la gente e gustarsi un raggio di sole tra le nuvole. Ancora oggi, ripensando a quel momento, stento a credere alla realtà di ciò che avevo potuto ammirare. Ho sempre pensato a un sogno e compreso come i ricordi belli, a distanza di molto tempo, indossano una maschera, vivendo in bilico tra la notte e il giorno.</p>
<p>Rumori nuovi per chi abitava in un piccolo paese dell’entroterra calabrese, dove la pace della notte poteva infrangersi solo in qualche occasione: un tuono improvviso, un cane che abbaiava di continuo, dei gatti che si azzuffavano, i pellegrini giunti a piedi dalle montagne che cercavano di riposare in una tenda da campeggio e che puntualmente cadeva.</p>
<p>Il tonfo dei ferri ci faceva sobbalzare in una notte di fine settembre, ma il riposo perduto si tollerava pensando al sacrificio di quelle persone, che scendevano a piedi dalle montagne delle Serre per chiedere una grazia a Cosma e Damiano, medici anargiri diventati santi.</p>
<p>La sveglia fece il suo dovere e “svegliò” chi già era sveglio…</p>
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