<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>TraLeRighe Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/tralerighe/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/tralerighe/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Mar 2025 11:20:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Wendyam: Pacmogda e la lettura dell&#8217;Africa</title>
		<link>https://www.borderliber.it/wendyam-clementine-pacmogda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 19:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Burkina Faso]]></category>
		<category><![CDATA[Clementine Pacmogda]]></category>
		<category><![CDATA[Costa d'Avorio]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[TraLeRighe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=10088</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Angelo Maddalena. In copertina: &#8220;Wendyam! La volontà di Dio&#8221; di Talatou Clementine Pacmogda, Tralerighe libri, 2023 La dedica che mi ha fatto Clementine, quando ho comprato il suo libro, recita così: “La vita riserva delle belle sorprese e incontrarti è una di quelle!”. Ricambio pienamente, anche perché, per me è stato il primo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/wendyam-clementine-pacmogda/">Wendyam: Pacmogda e la lettura dell&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Angelo Maddalena. In copertina: &#8220;Wendyam! La volontà di Dio&#8221; di Talatou Clementine Pacmogda, Tralerighe libri, 2023</strong></p>
<p>La dedica che mi ha fatto Clementine, quando ho comprato il suo libro, recita così:<strong> “La vita riserva delle belle sorprese e incontrarti è una di quelle!”</strong>. Ricambio pienamente, anche perché, per me è stato il primo incontro con una scrittrice africana in Italia. Infatti, lei è ormai <strong>“un’italiana di origine burkinabè”</strong>, come c’è scritto nel risvolto di copertina.</p>
<p>Ha due nomi e il motivo ce lo spiega a pagina 16, dove dice: “Non si sapeva se sarebbe nato un maschio o una femminuccia, per cui non avevano scelto alcun nome. Papà disse che mi avrebbe chiamato con il nome del giorno della nascita. Era un martedì quindi Talaato”. Però a sua mamma piaceva il nome Clementine, quindi suo padre la registrò con entrambi, “ma siccome erano in un paese africano dove si parlava un’altra lingua, loro scrissero <strong>Talaatu Clementine</strong>, trasformando la lettera O in U, e con l’ortografia francese divenne Talatou!”.</p>
<p>Per me che ho fatto una tesi di laurea sugli scrittori figli di emigrati italiani in Belgio, è un ritorno, anzi un continuare lo studio di chi scrive dopo essere arrivato in Italia dall’Africa, come nel caso di Clementine. Finalmente è una miniera che torna a zampillare, miniera di memoria, di narrazione e di incanto. Non so se è per questo che l’ho letto d’un fiato, in pochissimi giorni, nonostante le sue 300 e più pagine. C’è una costruzione intelligente e coinvolgente, frutto forse dell’estro letterario dell’autrice o anche del suo essere figlia di una cultura orale; e ciò si nota nel ritmo incalzante senza interruzioni, neanche per segnalare la fine di un capitolo e l’inizio di un altro!</p>
<p><strong>Un racconto che inizia con un ritorno in patria dell’autrice, nel 2011, e che parte da una figlia, sempre l&#8217;autrice, che chiede alla madre di raccontarle la storia intricata della loro famiglia;</strong> cosa che potrebbe sembrare una tecnica letteraria per dare spazio al racconto orale, appunto, ma in realtà è verosimile, perché Clementine, da piccolissima, vede il padre poche volte, perché quando lei nasce, in <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, lui e la madre sono già emigrati dal Burkina Faso, per poi farvi ritorno. In queste poche righe ci sono spunti per mandare in pezzi le idee fuorvianti e fuori dalla realtà che abbiamo dell’Africa e degli africani.</p>
<p>La prima è quella che gli africani vengono tutti in <strong>Europa</strong>, come negli ultimi decenni molti di noi ripetono a pappagallo seguendo le narrazioni becere di politicanti da strapazzo. Invece, Clementine emigra con la sua famiglia in Costa d’Avorio, dal Burkina Faso. Un’altra cosa che mi ha impressionato è che le sorelle di Clementine, tornate in Burkina Faso dalla Costa d’Avorio, hanno difficoltà ad abituarsi al cibo <strong>burkinabè!</strong> Cosa che per un europeo come me è inaudito: io pensavo che il cibo in Africa, fra due paesi confinanti soprattutto, fosse più o meno lo stesso.</p>
<p>Insomma, il libro di Clementine è una miniera di scoperte per noi poveri europei decadenti, figli di una civiltà al declino da un bel po&#8217; di decenni. Se già <strong>Emil Cioran</strong> scriveva che l’uomo europeo contemporaneo, a differenza di quello moderno che cercava i nemici per combatterli, rifugge i nemici e scappa per paura di affrontarli. <strong>“L’Occidente è un cadavere profumato”, dice sempre Cioran.</strong></p>
<p>Io ho incontrato Clementine <strong>all’osteria Filosofi di Perugia</strong>, a maggio, in un incontro su <strong>Thomas Sankara</strong>, presidente rivoluzionario del Burkina Faso, all’inizio degli anni ‘80, ucciso nel 1987. Anche di questi fatti Clementine accenna nel suo libro, <strong>lei è del 1977</strong>. Attenzione però, c’è autobiografia e autobiografia: qualcuno potrebbe pensare che scrivere la propria sia qualcosa di autoreferenziale e poco interessante, a meno che tu non sia una “celebrità”.</p>
<p>Clementine invece scrive con uno stile “epico” e, attraverso i suoi racconti semplici e “quotidiani”, utilizzando spesso un tono ironico o comunque leggero, a noi arrivano la cultura, le usanze, la storia di un popolo, o comunque del popolo di cui fa parte lei. Inoltre, Clementine ha le idee chiare sulla sua missione di narratrice; fin da quando, da ragazzina, aveva letto un libro di un autore africano pubblicato in Francia, sempre autobiografico, che la affascinò molto.</p>
<p>All’inizio della mia tesi di laurea, discussa nel 1997, scrivevo così: “Come scrive M.P. Guarducci in un articolo sulle letterature d’Africa, <strong>‘la letteratura, attraverso la lingua, è il veicolo della cultura (…). ed essere colti di più culture è il primo passo per non soccombere nell’era della globalizzazione’”. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/wendyam-clementine-pacmogda/">Wendyam: Pacmogda e la lettura dell&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10088</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
