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	<title>Testimonianza Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Marco Masciovecchio: &#8220;Ciò che resta e ciò che va via&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/intervista-masciovecchio-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 01:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista di Martino Ciano. In copertina una foto di Marco Masciovecchio Dell&#8217;autore romano Marco Masciovecchio ho subito apprezzato la schiettezza. La sua raccolta poetica, dal titolo &#8220;Poco più di niente&#8221;, edita da Ensemble, mi è apparsa come una lucida testimonianza che giunge dal passato per porre domande a chi guarda &#8220;solo al futuro&#8221;. In un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista di Martino Ciano. In copertina una foto di Marco Masciovecchio</strong></p>
<p>Dell&#8217;autore romano Marco Masciovecchio ho subito apprezzato la schiettezza. La sua raccolta poetica, dal titolo <a href="https://www.borderliber.it/poco-piu-di-niente-recensione-masciovecchio/">&#8220;Poco più di niente&#8221;</a>, edita da Ensemble, mi è apparsa come una lucida testimonianza che giunge dal passato per porre domande a chi guarda &#8220;solo al futuro&#8221;. In un vortice di riflessioni, in cui ogni verso &#8220;racconta e cattura&#8221;, ho preparato quattro domande per lui.</p>
<h4><strong>Di una poesia meglio non dire troppo, eppure tu accompagni il lettore in un vissuto che ha già detto tutto. A lui quali conclusioni lasci?</strong></h4>
<p>Non c’è, in ciò che scrivo, l’ambizione di offrire conclusioni precostituite o risposte che, tra l’altro, non ho. Spererei, piuttosto, che il lettore abbia uno spunto di riflessione da cui partire. Mi piacerebbe che suscitasse domande più che risposte. Poi il “viaggio” è individuale, è personale<strong>.</strong> Le parole possono evocare immagini, suggestioni, ricordi e da qui l’accesso a diverse opportunità di decodificazione, di ipotesi…</p>
<h4><strong>Poco più di niente, eppure, se si vive intensamente, ogni momento può diventare ingombrante. Pensi che la poesia sia un ottimo disinfettante?</strong></h4>
<p>La poesia non sterilizza, non depura, non decontamina. Forse, è un cammino per incontrare la realtà in una sorta di procedimento dinamico che va dal dentro al fuori e viceversa. È un tentativo di ricerca di senso, anche se provvisorio.</p>
<h4><strong>Fuggiamo da noi stessi e dai nostri ricordi, eppure senza radici e senza memoria non potremmo avere né &#8220;una identità apparente&#8221; né &#8220;una esperienza salvifica&#8221;. Ecco, a te quel poco che è rimasto basta per scrivere versi?</strong></h4>
<p>Fuggire non salva, non ci mette al riparo da noi stessi e dal vivere. È, al contrario, nella memoria, nelle radici che dobbiamo indagare per ritrovare quella “linfa” che può renderci unici e autentici. Fuggire dai ricordi, perché potrebbero darci dolore o riaprire ferite non sana, non cicatrizza, non libera. Riandare per tornare offre, forse, la possibilità di recuperare ciò che è ferito ed abbracciarlo.</p>
<h4><strong>La borgata, la droga, l&#8217;emarginazione, la lotta politica e l&#8217;amore? Tocchi tutti questi temi, ma con impeto. Denunci e istighi, appari come un uomo del secolo scorso, ma i problemi sono sempre gli stessi. Che ne facciamo quindi degli uomini di oggi?</strong></h4>
<p>Impeto sì, ma non è certamente quello dello scandalo. Denuncia? Forse. Ma figli della medesima urgenza: il bisogno di salvezza. In realtà, le storie che racconto fanno parte di una storia che si ripete da sempre, Arriva sempre il momento in cui, inevitabilmente, ci accorgiamo che c’è qualcosa di irrisolto che ha ancora bisogno di domande. Che ne facciamo dell’uomo di oggi mi chiedi… Così come quello di ieri e di domani spero continui a “guardare le stelle” e a porsi domande.</p>
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		<title>&#8220;La testimonianza&#8221; di Mattia Torre. La lettura di Saverio Di Giorno. (Seconda parte)</title>
		<link>https://www.borderliber.it/torre-testimonianza-audio-pt2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 02:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Redazione. In foto: Mattia Torre (Livia45, CC BY-SA 4.0 &#60;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&#62;, via Wikimedia Commons). Seguici e iscriviti anche sul canale WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05 All&#8217;interno di un percorso di lettura espressiva ed esercitazioni di recitazione Saverio Di Giorno si cimenta nella lettura e nell&#8217;interpretazioni di brevi racconti, atti unici di Mattia Torre. Ogni racconto sarà suddiviso in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Di Redazione. In foto: Mattia Torre (Livia45, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons). Seguici e iscriviti anche sul canale WhatsApp: </strong></em><em><strong><a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05">https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05</a></strong></em></p>
<p>All&#8217;interno di un percorso di lettura espressiva ed esercitazioni di recitazione Saverio Di Giorno si cimenta nella lettura e nell&#8217;interpretazioni di brevi racconti, atti unici di Mattia Torre. Ogni racconto sarà suddiviso in &#8220;puntate&#8221; della durata di 10/15 minuti l&#8217;una. Come una pillola serale per fare il bilancio sorridendo.</p>
<p>Il protagonista chiamato a testimoniare per un incidente nel quale si è trovato in qualche maniera coinvolto va in crisi. Testimoniare significa &#8220;dire la verità&#8221;, ma anche &#8220;conoscere e conoscersi&#8221;. Ma come si può fare una cosa del genere, come può farlo lui che non conosce a fondo se stesso, la sua relazione con Elena, conosce solo il ping-pong.</p>
<p>Il primo racconto preso in considerazione è &#8220;La testimonianza&#8221;.</p>
<h3>Chi è Mattia Torre?</h3>
<p>Mattia Torre (Roma, 10 giugno 1972 – Roma, 19 luglio 2019) è stato uno sceneggiatore, commediografo e regista italiano, noto per aver collaborato alla sceneggiatura, insieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico, della serie televisiva Boris. Il fulcro del suo lavoro è mettere il pubblico davanti alla sconcertata evidenza delle fragilità e delle dissonanze dell&#8217;umana esistenza. Racconti, anzi monologhi umoristici che prendono spunto da episodi apparentemente comuni e banali. Con la sua capacità di scrittura e di analisi, viscerale come solo la leggerezza sa essere mette a nudo ossessioni, paure, vergogne sottaciute della nostra epoca.</p>
<h3>Ascolta la seconda parte de &#8220;La testimonianza&#8221;</h3>
<p><iframe title="La testimonianza - parte 2" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/5rQjvGhwrLQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/torre-testimonianza-audio-pt2/">&#8220;La testimonianza&#8221; di Mattia Torre. La lettura di Saverio Di Giorno. (Seconda parte)</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>&#8220;La testimonianza&#8221; di Mattia Torre. La lettura di Saverio Di Giorno. (Prima parte)</title>
		<link>https://www.borderliber.it/torre-testimonianza-audio-pt1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 02:12:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Redazione. In foto: Mattia Torre (Livia45, CC BY-SA 4.0 &#60;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&#62;, via Wikimedia Commons). Seguici e iscriviti anche sul canale WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05 All&#8217;interno di un percorso di lettura espressiva ed esercitazioni di recitazione Saverio Di Giorno si cimenta nella lettura e nell&#8217;interpretazioni di brevi racconti, atti unici di Mattia Torre. Ogni racconto sarà suddiviso in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/torre-testimonianza-audio-pt1/">&#8220;La testimonianza&#8221; di Mattia Torre. La lettura di Saverio Di Giorno. (Prima parte)</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Di Redazione. In foto: Mattia Torre (Livia45, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons). Seguici e iscriviti anche sul canale WhatsApp: </strong></em><em><strong><a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05">https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05</a></strong></em></p>
<p>All&#8217;interno di un percorso di lettura espressiva ed esercitazioni di recitazione Saverio Di Giorno si cimenta nella lettura e nell&#8217;interpretazioni di brevi racconti, atti unici di Mattia Torre. Ogni racconto sarà suddiviso in &#8220;puntate&#8221; della durata di 10/15 minuti l&#8217;una. Come una pillola serale per fare il bilancio sorridendo.</p>
<p>Il protagonista chiamato a testimoniare per un incidente nel quale si è trovato in qualche maniera coinvolto va in crisi. Testimoniare significa &#8220;dire la verità&#8221;, ma anche &#8220;conoscere e conoscersi&#8221;. Ma come si può fare una cosa del genere, come può farlo lui che non conosce a fondo se stesso, la sua relazione con Elena, conosce solo il ping-pong.</p>
<p>Il primo racconto preso in considerazione è &#8220;La testimonianza&#8221;.</p>
<h3>Chi è Mattia Torre?</h3>
<p>Mattia Torre (Roma, 10 giugno 1972 – Roma, 19 luglio 2019) è stato uno sceneggiatore, commediografo e regista italiano, noto per aver collaborato alla sceneggiatura, insieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico, della serie televisiva Boris. Il fulcro del suo lavoro è mettere il pubblico davanti alla sconcertata evidenza delle fragilità e delle dissonanze dell&#8217;umana esistenza. Racconti, anzi monologhi umoristici che prendono spunto da episodi apparentemente comuni e banali. Con la sua capacità di scrittura e di analisi, viscerale come solo la leggerezza sa essere mette a nudo ossessioni, paure, vergogne sottaciute della nostra epoca.</p>
<h3>Ascolta la prima parte de &#8220;La testimonianza&#8221;</h3>
<p><iframe title="La testimonianza - parte 1" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/vdU-ZSFbeHM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/torre-testimonianza-audio-pt1/">&#8220;La testimonianza&#8221; di Mattia Torre. La lettura di Saverio Di Giorno. (Prima parte)</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Punta il dito ma non può capire</title>
		<link>https://www.borderliber.it/punta-il-dito-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 02:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Giuseppe Gervasi Innanzi al Padre, attendi conforto. Uomo, tradisce l’Eterno, uccide il fisico e lo spirito. Ti avvicini perché credi, ti allontani perché credi. Innocentemente ti doni, uomo colpevole, punta il dito. Il corpo cammina, l’anima è ferita. Ti rivolgi al cielo, chiedi perdono, per te e per l’altro. Non può capire. Avevo soltanto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>Innanzi al Padre,<br />
attendi conforto.<br />
Uomo, tradisce l’Eterno,<br />
uccide il fisico e lo spirito.<br />
Ti avvicini perché credi,<br />
ti allontani perché credi.<br />
Innocentemente ti doni,<br />
uomo colpevole,<br />
punta il dito.<br />
Il corpo cammina, l’anima è ferita.<br />
Ti rivolgi al cielo,<br />
chiedi perdono, per te e per l’altro.<br />
Non può capire.</p>
<p>Avevo soltanto bisogno di conforto e non l’ho avuto.<br />
Se anche gli strumenti di pace suonano una musica triste, allora tutto è finito.<br />
Ci credo, non ci credo, pensiero che vibra nel mio corpo.<br />
Credo nell’assoluto reso relativo dall’uomo, credo nella natura non umana che l’uomo continua a distruggere.<br />
Credo in ciò che non vedo, ma l’uomo mi rende cieco.<br />
Credo nel cielo azzurro ma le nuvole sono pronte a sporcarlo. Non mi resta che chiedere perdono per la mia poca fede, resa minuscola dal fanatismo ottuso degli altri, credenti in un mondo falso e bugiardo.<br />
L’ipocrisia di chi si crede giusto, la strana dolcezza dei peccatori e l’egocentrismo dei forti, atteggiamenti di un mondo inumano.<br />
Riusciremo un giorno a capire l’importanza di credere in qualcosa di immateriale?</p>
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		<title>Zoccole e puttane: Profiteer</title>
		<link>https://www.borderliber.it/zoccole-puttane-racconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 02:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Zoccole e puttane: Profiteer&#8221; è un racconto di Ippolita Luzzo. In copertina una foto di Martino Ciano Seduta nello studio dell’affermata e bella professionista mi ero attardata in pratiche inerenti gli operai, e nel mentre lei spulciava normative, io tiravo fuori dalla mia borsa qualche foglio. Lei sapeva che io scribacchiavo qua e là ed [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/zoccole-puttane-racconto/">Zoccole e puttane: Profiteer</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>&#8220;Zoccole e puttane: Profiteer&#8221; è un racconto di Ippolita Luzzo. In copertina una foto di Martino Ciano</b></p>
<p>Seduta nello studio dell’affermata e bella professionista mi ero attardata in pratiche inerenti gli operai, e nel mentre lei spulciava normative, io tiravo fuori dalla mia borsa qualche foglio. Lei sapeva che io scribacchiavo qua e là ed improvvisamente mi fa: &#8211; Lei scrive, signora. Scriva la mia storia! &#8211;</p>
<p>Non avevo idea di quale storia io potessi scrivere, non avevo idea che avrei dovuto mettere su carta una vita completamente destabilizzata malgrado le apparenze, lo studio scintillante, i dipendenti, il suo abbigliamento da donna in carriera, la sua bellezza. Mi risedetti e abbassai la testa, a disagio, io ero solo una sua cliente, a mia volta catapultata in anni, in giorni orrendamente sciupati.</p>
<p>Lei, come me, aveva avuto un grande e solo amore che aveva sposato dopo ben quindici anni di fidanzamento.<br />
Le somiglianze fra me e lei finiscono qui.<br />
La sua storia poi a me sembrò inverosimile.<br />
Dopo pochissimo suo marito incontrò un’altra donna, povera, ignorante, debole, ecco e lui, così disse a lei, ne ebbe pena.<br />
La moglie perdonò, ma lui continuò a vedere di nascosto questa donna povera, debole, senza grazie.<br />
Lui disse alla moglie che l’avrebbe lasciata se lei lo avesse aiutato, avesse aiutato questa povera donna finanziariamente.<br />
Così la professionista affermata ed innamorata finanziò l’acquisto di un bel negozietto per l’altra, che cos’erano per lei cinquantamila, sessantamila euro, centomila euro?</p>
<p>Nulla, mentre per l’altra erano vitali. Lei acconsentì.<br />
Continuavo ad ascoltare a bocca aperta, senza pensare, mentre lei aggiungeva che il marito non lasciò l’altra ma addirittura dopo qualche tempo la mise incinta. S’incontrarono tutti e tre e l’altra, quasi fintamente rassegnata mellifluamente sospirò: &#8211; Ora dovrai dare la separazione a tuo marito, ora noi lo facciamo per il bambino.  Il marito, a capo chino, spergiurava di amare la moglie e che l’altra le faceva pena, l’altra aveva calcolato solo il portafoglio di lei, della moglie. Così la professionista si ritrovò senza marito, senza soldi, ovvero con una perdita ragguardevole…</p>
<p>-Ma io amo ancora mio marito- mi diceva- mentre l’altra vuole solo i suoi soldi. Vede signora &#8211; continuava &#8211;  la differenza fra zoccole e puttane. Le puttane fanno un mestiere dignitoso, sanno cosa fanno, non rovinano famiglie, sanno stare al loro posto, la zoccola fa la manfrina, recita a soggetto il ruolo della gatta morta, della povera disgraziata, di chi ha tanto bisogno, bugiarda, ingannevole, riduce l’uomo un pupazzo.</p>
<p>Mah, io non ero tanto d’accordo e tornata a casa studiai le zoccole, le femmine dei topi, che possono rimanere incinte di più partner, le zoccole che quando camminano fanno un rumore incredibile come le donne del medioevo che battevano sul selciato gli zoccoli. &#8211; Passano le zoccole-  dicevano gli uomini sentendo il rumore ed era ovvio che le donne per bene stavano a casa.</p>
<p>Studiai la voracità di sesso, l’avidità senza scrupolo di donne che saltano su tutto, come cavallette, impazzite ma determinate nel raggiungere i loro scopi. Che hanno sporcato come una fogna il nostro tessuto, politico, sociale, urbano. Rimanevo sempre più infastidita e cominciai anch’io a dare della zoccola e della puttana a donne che rubavano tutto, la villa principesca, tutta l’attrezzatura ed i camion della ditta, rubavano tutto</p>
<p>Zoccola e puttana… cominciai a dire io, ma non era vero, siamo noi che permettiamo la spoliazione per troppo amore, nel mio caso ero io che, noncurante dei beni materiali, continuavo a veleggiare con un foglio in mano senza orpelli, gioielli e conto in banca.</p>
<p>Le zoccole e puttane restano solo zoccole e puttane- come dice mio padre.</p>
<p>Parlo come lui. Perdonatemi. Parlo come lui e poi continuo amaramente e storicamente precipitata nel basso impero romano, quando una grande potenza finì in mano ai barbari indebolita, infiacchita da zoccole e puttane, da una rilassatezza di costumi, da avidità senza fine, dallo sporco e dalla puzza della cloaca massima</p>
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