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	<title>Televisione Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La ribellione è ricerca</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-ribellione-e-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 01:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La ribellione è ricerca&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore Avremmo bisogno della leggerezza degli uccelli: spiccano il volo e fanno il nido dove possono. Lo diciamo spesso, ma non sappiamo da dove iniziare; ci proviamo ogni giorno, ma forse ci crediamo poco. Quando davanti alla morte quotidiana raccontata dai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;La ribellione è ricerca&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore</strong></p>
<p>Avremmo bisogno della leggerezza degli uccelli:<strong> spiccano il volo e fanno il nido dove possono.</strong> Lo diciamo spesso, ma non sappiamo da dove iniziare; ci proviamo ogni giorno, ma forse ci crediamo poco. Quando davanti alla morte quotidiana raccontata dai telegiornali ci soffermiamo a riflettere sulla banalità del male, creando mostri che all&#8217;apparenza non ci appartengono, ma che abbiamo allevato involontariamente, ci agitiamo e cambiamo canale <strong>perché il discorso non ci conviene.</strong></p>
<p>Non vogliamo responsabilità; <strong>siamo al massimo disposti a sentirci la ramanzina dei soliti noti</strong>, degli psicologi, dei criminologi, dei portatori di sapienza, ma di una emancipazione collettiva non ne sentiamo la necessità. Che sia una coltellata al petto o una cicca di sigaretta buttata per strada, non riusciamo a sopportare l&#8217;idea che dietro entrambi i gesti ci sia un <strong>delirio di onnipotenza</strong>.</p>
<p>E cos&#8217;è questo delirio se non il segno di un disgraziato senso di incomprensione che avvertiamo verso l&#8217;ordine precostituito; una continua ribellione nei confronti delle regole che abbiamo solo il dovere di rispettare, senza fiatare? Dopotutto, odiamo questa fede cieca che ci viene insegnata, impartita, deliberata sotto gli occhi e infusa nel cervello. <strong>La verità è che si provano a dominare gli istinti, ma si fallisce e tutto si riversa in altro.</strong></p>
<p>Quanti moralisti sono immorali; quante persone coraggiose sono vigliacche davanti ai fatti. Va bene tutto, fin quando l&#8217;opportunità si trasforma in necessità e si agisce nell&#8217;unico modo in cui si può agire, <strong>ossia con gusto prevaricatore, imponendo la propria volontà.</strong></p>
<h3>La ribellione: atto di fede</h3>
<p>Credo nell&#8217;educazione che mira a far comprendere, che garantisce un processo di interiorizzazione non della norma, ma del senso <strong>del giusto e della comune appartenenza alla vita.</strong> Odio le regole che non sanno avvicinare, ma che scavano un solco tra <strong>&#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221;</strong>; sono queste delle norme utili solo per una certa epoca e lasciate lì, aperte a confronti di comodo con i &#8220;cambi dei tempi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;attacco al relativismo culturale ha generato conservatori che disprezzano ogni disquisizione sulla vita e sulla morte. <strong>Non mi fido della &#8220;fede&#8221;, ma dei dubbi, perché ogni strumento umano è il malcelato tentativo di porre un ordine nel mezzo del caos</strong>; di qui la limitatezza di ogni visione, di ogni progetto, di ogni certezza. Eppure, oggi e così in futuro, qualcuno accenderà un televisore, accederà al web, andrà alla ricerca di un &#8220;senso&#8221; e di &#8220;significati&#8221; che qualcuno ha costruito per lui.</p>
<p><strong>Sarà felice, persino della sua infelicità.</strong></p>
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		<title>Ora ci dicono che abbiamo sbagliato tutto</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ora-ci-dicono-che-abbiamo-sbagliato-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 01:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Consumismo]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Martino Ciano Dicono che ora sia un peccato mortale rincorrere il successo. Infatti, c&#8217;è una nuova tendenza che invita alla parsimonia delle emozioni e alla morigeratezza dei costumi. Insomma, dopo essere stati allevati al &#8220;tu vali, punta su te stesso&#8221;, qualcuno ci suggerisce che non ne vale la pena, che questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo e foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Dicono che ora sia un peccato mortale rincorrere il successo. Infatti, c&#8217;è una nuova tendenza che invita alla <strong>parsimonia delle emozioni e alla morigeratezza dei costumi.</strong> Insomma, dopo essere stati allevati al <strong>&#8220;tu vali, punta su te stesso&#8221;</strong>, qualcuno ci suggerisce che non ne vale la pena, che questo modello comportamentale è sbagliato.</p>
<p>Alcuni paragonano questa presa di coscienza a una sorta di <strong>decrescita felice: </strong>avere meno per essere meno stressati, perché il desiderio insaziabile causa l&#8217;estenuante corsa all&#8217;accaparramento. La lezioncina ci viene impartita da chi presuppone che <strong>tutti abbiano vissuto un&#8217;età dell&#8217;oro in cui ogni tentazione</strong>, o quasi, è stata soddisfatta.</p>
<p><strong>Dimenticano invece che le disuguaglianze sono aumentate</strong> e che pochi hanno preso tutto ciò che potevano, mentre la maggior parte è stata illusa. Il diritto all&#8217;ipocrisia è un po&#8217; come quello al buonismo, possiamo decantare successi e possiamo addirittura essere acclamati, ma resta nulla. <strong>Vero?</strong></p>
<p><strong>L&#8217;aumento della povertà&#8230;</strong> a che serve parlarne, lo fanno già altri. Ho conosciuto anche la <strong>povertà della fiducia</strong>, la peggiore delle piaghe. Questo bisogno di primeggiare secondo l&#8217;imperativo categorico del <strong>&#8220;tu vali&#8221;</strong> ha reso carne da macello ogni azione umana, ogni emozione.</p>
<p>Ora ci dicono che <strong>&#8220;tutto è stato sbagliato&#8221;</strong>, ci vuole una purificazione dei desideri. <strong>Per chi?</strong> Adesso che tutti sono frustrati per ciò che non è andato, c&#8217;è solo nostalgia per la serenità perduta, mentre complessi esistenziali, nuovi e atavici, tornano come delle antiche malattie, quali colera e il tifo. E vedo persone che <strong>&#8220;vogliono&#8221;</strong>, consapevoli che <strong>&#8220;non avranno&#8221;</strong>, ma che fanno di tutto per possedere. Fossero anche cose di poco conto, per loro tutto ha assunto il valore di una grande impresa; <strong>persino salire la scalinata di un condominio.</strong></p>
<p>Ecco, sto guardando una trasmissione televisiva nella quale uomini e donne provano a conquistarsi. <strong>Alfa contro beta, beta contro qualcosa&#8230;</strong> il pubblico fischia e applaude, un paio di opinionisti dirigono la discussione. Giusto e sbagliato, orgoglio e pregiudizio, amore e altre cazzate servite come se fossero argomenti d&#8217;alto valore. <strong>È banale tutto, persino la banalità insita nelle cose.</strong> Il senso è tautologico, ossia è presente in sé; è per sé stesso e per nessun altro. Qualcuno vorrebbe essere al loro posto, però.</p>
<p><strong>La donna e l&#8217;uomo di terza età litigano.</strong> Lei è stata ferita nel suo <strong>romanticismo</strong> dall&#8217;uomo che le ha leccato le ginocchia. Ciò è avvenuto mentre entrambi provavano a fare dei piegamenti su un tappetino&#8230; e adesso litigano, mentre su un altro canale, in un&#8217;altra trasmissione, ci dicono che <strong>&#8220;tutto è frutto di un madornale errore&#8221;.</strong></p>
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		<title>Messia popolari e disoccupati</title>
		<link>https://www.borderliber.it/messia-disoccupazione-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 02:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Messia popolari e disoccupati&#8221; è un articolo di Martino Ciano Rimandare sempre al futuro le cose migliori; prostrarsi al cospetto del mare nell&#8217;attesa di un Messia, anzi di un Guaritore dell&#8217;anima e del corpo; l&#8217;indolenza della lamentela, le braccia conserte di chi non vuole più lavorare o di coloro i quali hanno già ricevuto tutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/messia-disoccupazione-italia/">Messia popolari e disoccupati</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Messia popolari e disoccupati&#8221; è un articolo di Martino Ciano</strong></p>
<p>Rimandare sempre al futuro le cose migliori; prostrarsi al cospetto del mare nell&#8217;attesa di un <strong>Messia, anzi di un Guaritore dell&#8217;anima e del corpo</strong>; l&#8217;indolenza della lamentela, le braccia conserte di chi non vuole più lavorare o di coloro i quali hanno già ricevuto tutto e navigano nel mare quieto della catastrofe, sentendosi salvi, anche tra onde affamate. <strong>Cos&#8217;è questo mondo che mi circonda?</strong></p>
<p><strong>Oggi ho parlato con una lavoratrice che ha ricevuto la sua lettera di licenziamento</strong>, per qualche altro giorno sarà dipendente, attende con ansia il passaggio di stato in una disoccupazione svilente. Il <strong>fine-vita</strong> è nella sua firma posta con una grafia accigliata. Prima piange, poi ride, poi si azzittisce, poi sparisce. Si chiuderà in casa per pensare a una soluzione. Spero non sia l&#8217;inizio di una depressione.</p>
<p>Ma di che cazzo parlano i <strong>Signori dei salotti che si arrampicano sugli specchi della retorica</strong>. Mi appaiono tutte le sere in trasmissioni televisive in cui svuotano la parole di ogni significato. <strong>Devono litigarsi, devono gridare, devono prendere le parti di qualcuno, devono soffiare su un fuoco ormai spento.</strong> I sinistranti e le loro lezioni di sciccoso radicalismo, i destroidi che inventano slogan per cerebrolesi viziosi.</p>
<h3>In case popolari in attesa di un messia</h3>
<p>C&#8217;è vicino a me una pensionata al minimo che a 76 anni ancora deve arrabattarsi.<strong> &#8220;Povera in gioventù, povera in vecchia. Una vita di merda, insomma&#8221;.</strong> Quando morirà non avrà neanche i soldi per un degno funerale. Ha lavorato sempre da precaria, altro che boom-economico e &#8220;tempi migliori&#8221;. Mi racconta che ci sono stati giorni felici in cui le hanno venduto solo illusioni spacciate per opportunità. Se avesse cinquant&#8217;anni in meno farebbe saltare in aria i palazzi del potere.</p>
<p>Intanto, la casa umida le sta crollando addosso. I figli sono lontani, le mandano ogni tanto qualche spicciolo. <strong>&#8220;Non mi hanno abbandonata. Se ne sono andati per la disperazione, ché qui sarebbero stati operai sottopagati ed elemosinanti. A volte mi chiedo perché li ho messi al mondo&#8221;.</strong> Non si indigna di dire come la pensa. <strong>&#8220;I muri di queste stanze hanno sentito discorsi peggiori&#8221;.</strong></p>
<p>La sensazione che il futuro sia una presa per il culo, <strong>un anestetico per cavalli imbizzarriti</strong>, mi accompagna da tanti anni. Questa Provvidenza, che a volte si invoca, o soffre di letargia o si offende per le bestemmie rivoltele. Ma sia ben chiaro, di questo tempo nulla mi piace, ché la voglia di demandare <strong>al Mercato, ai Consumatori e ai Burocrati</strong> la felicità mi è passata da tempo.</p>
<p>Mentre le discussioni sull&#8217;ex reddito di cittadinanza e la solita chiacchiera sui giovani che non hanno voglia di lavorare mi assalgono le orecchie, <strong>penso a quando il sole si spegnerà ed esploderà.</strong> Accadrà tra qualche miliardo di anni. È scritto e provato scientificamente, come questo giorno che sta finendo.</p>
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