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	<title>Strega Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Strega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 22:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Strega&#8221; è un racconto di Doris Bellomusto. In copertina una foto di Anton Atanasov, tratta da Pexels per uso gratuito Era nata nella luce di fine estate, era stata concepita a Santa Lucia. Un amplesso morbido e sordo al mondo aveva innestato quel grumo di vita nel grembo minuto di sua madre. Il corpo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Strega&#8221; è un racconto di Doris Bellomusto. In copertina una foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/foresta-durante-il-giorno-213172/">Anton Atanasov, tratta da Pexels per uso gratuito</a></strong></p>
<p>Era nata nella luce di fine estate, era stata concepita a Santa Lucia. Un amplesso morbido e sordo al mondo aveva innestato quel grumo di vita nel grembo minuto di sua madre. Il corpo di una donna racchiude l&#8217;universo: oceani e galassie; lune e meteore; piogge e venti. Era stata concepita nel cuore della notte. Era un 13 Dicembre. Si portava addosso odore d&#8217;arancio e neve; il freddo sulla pelle le sussurrava poesie da scrivere sui vetri appannati; il retrogusto del caffè lo tratteneva sulla lingua indugiando sui ricordi. Non credeva ai santi, ma Santa Lucia con quegli occhi strappati al cielo a Dicembre le strappava i capelli, ma poco, le graffiava la pelle, ma con dolcezza, le nascondeva tanto buio nella gola e un po’ di luce sotto le suole.</p>
<p>I suoi passi d&#8217;inverno erano sempre sicuri, sapeva dove andare, dove restare, la vedeva solo lei la tana del lupo, ci andava tutti i giorni, i suoi sogni se li mangiava la bestia, glieli offriva lei, dalle sue stesse mani. Perché a dar da mangiare agli affamati si fa del bene. Però i sogni più veri sapeva farli a occhi aperti e quelli non li mangiava nessuno, sono ancora tutti tra le sue ciglia e più sogna e più i suoi occhi sanno andare altrove, lontano, lontano dal male.</p>
<p>Nella tana del lupo si ostinava a cercare briciole di memoria. Camminava a passo lento, attenta ai respiri, alle folate di vento, alle nuvole, ai fili d&#8217;erba. Sul ciglio della strada cercava i sogni caduti dalle tasche dei vecchi, su scontrini stropicciati o tra liste della spesa leggeva di amori perduti per sempre e li salvava dall&#8217;oblio, mescolando i ricordi ai sogni, e a chi soffriva di demenza concedeva il conforto di deliri appena accennati. Era una strega votata alla compassione, la sua vocazione era saziare a poco a poco i cuori resi asciutti dalla vita, dargli da bere, rinvigorirli.</p>
<p>Raccoglieva dalle spiagge cocci di vetro levigati, li ammucchiava in vasi di vetro trasparente, poi versava l&#8217;acqua e vi immergeva un rametto di qualche sua pianta d&#8217;appartamento. Adorava le talee tenute in acqua, le piaceva vederne spuntare le radici e osservarle in controluce, le guardava con stupore, come fossero le vene di un corpo umano.</p>
<p>Sapeva poco di sé, molto delle persone che amava, si cercava nel loro sguardo e non si trovava mai intera. Non è mai intero, né integro l&#8217;amore e chi guarda vede solo frammenti.</p>
<p>Al lupo non chiedeva niente e il lupo le leccava le ginocchia, le portava in dono rami di alloro, bacche, pezzi di legno, sassi neri e pigne.</p>
<p>In silenzio rispondeva all&#8217;amore con l&#8217;amore e quando lei scivolava via dalla fiaba lui tornava alla sua forma umana, dimenticava l&#8217;amore, ma non le sue conseguenze.</p>
<p>Ricordava quell&#8217;uomo maldestro di aver ricevuto carezze e sguardi ma non sapeva raccontarsi niente di esatto.</p>
<p>Era un uomo senza qualità, lei una strega senza ambizioni, aveva bisogno di un rifugio e di indugiare nel tepore di un abbraccio, stanca del mondo aveva scelto di agire da strega, avere un lupo tutto per sé, trasformando un uomo in animale.</p>
<p>E il miracolo era accaduto in silenzio, bastano occhi e sangue per amarsi e darsi, senza la pena di dirsi &#8220;ti amo&#8221;.</p>
<p>Senza la pena di dirsi &#8220;Ti amo&#8221; si può andare ovunque, essere pettirosso oppure gatto; nuvola, onda, fiamma accesa nel camino; sale sulla ferita, brina su filo d&#8217;erba. Ma se l&#8217;amore si dice diventa ghiaccio bollente, un ossimoro banale e si ammala di stupidità.</p>
<p>La strega non dichiarava mai amore a nessuno. Solo ai bambini si dice l&#8217;amore, poi si tace, si nasconde sotto la lingua, non si mastica, non si ingoia, si tiene in bocca, sa di caffè.</p>
<p>Che poi l&#8217;amore, a pensarci bene, non è altro che un ricordo remoto, sfumato in un tempo imprecisato e vago. Si cerca il sapore del latte di madre, la mano che ci ha intrecciato i capelli, il primo sguardo estraneo, quello che taglia e recide il primo strato di pelle, ti consegna al tuo nome proprio e ti sottrae all&#8217;appartenenza. Che questo è l&#8217;amore, un viaggio di ritorno verso un posto che non sappiamo esattamente dov&#8217;è, un girovagare tra stanze vuote e voci in lontananza. Si sente l&#8217;eco, l&#8217;odore, si intravede l&#8217;ombra, ma resta senza corpo.</p>
<p>E se una strega addomestica un lupo può accadere che un piccolo sole imploda nel petto della bestia e piccole stelle con fioca luce, come gatti randagi, trovino posto tra la gola e gli occhi, accovacciate e assorte. Nella gola le parole da non dire, custodite con prudenza; negli occhi sguardi avidi e tutta la bellezza da tradurre in baci, mute parole d&#8217;amore che non sanno mentire. Fa sempre bene l&#8217;amore se ci ricorda che somigliamo alle cose che passano e restano: al cielo, alle nuvole, ai sassi sul letto del fiume, all&#8217;acqua, alla terra, alle braci sotto la cenere, alle meteore, alla neve, ai battiti del cuore, al tempo ingannevole dei minuti, al seme che diventa frutto, al frutto che contiene il seme, alle carezze lievi.</p>
<p>Eppure gli amanti da tutti i cieli si dicono che sarà per sempre, inchiodano il cuore al tempo eterno e pende dalla croce il loro amore. Non vola, non trascende, pesa, ha corpo, sangue, ossa e dà dolore e muore ad ogni passo l&#8217;amore eterno.</p>
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		<title>Emanuela Sica e il suo Memorie di una Janara</title>
		<link>https://www.borderliber.it/emanuela-sica-memorie-janara-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 22:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Janara]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Masciovecchio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Marco Masciovecchio. In copertina una foto di Emanuela Sica, autrice di Memorie di una Janara Viviamo in tempi bui, solo apparentemente “moderni” in cui ancora oggi la donna è relegata ad un livello di secondo piano rispetto all’uomo. E sì, perché dopo anni di battaglie sociali, di aperture, spiragli, sembriamo inevitabilmente ricadere in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Marco Masciovecchio. In copertina una foto di Emanuela Sica, autrice di Memorie di una Janara</strong></p>
<p>Viviamo in tempi bui, solo apparentemente “moderni” in cui ancora oggi la donna è relegata ad un livello di secondo piano rispetto all’uomo. E sì, perché dopo anni di battaglie sociali, di aperture, spiragli, sembriamo inevitabilmente ricadere in un oscurantismo senza uguali. Certo molte donne, oggi, occupano posti di potere, ma nella maggior parte dei casi <strong>“scimmiottano”</strong> gli atteggiamenti maschili, va da sé che invece di un arricchimento le nostre società ipermoderne, ipertecnologiche si stanno man mano impoverendo.</p>
<p>A fine 2024 è uscito, per la Delta3Edizioni: <strong>Memorie di una Janara</strong> di <strong>Emanuela Sica</strong>, un “omaggio” alle donne custodi di segreti e tessitrici di destini, un testo “unico” nel suo genere tra romanzo, poesia e fonti storiche. Un testo che mette in luce la figura della donna, nel periodo storico più nero della loro storia. Quelle donne che poiché lungimiranti, indipendenti, essendo il collegamento tra sacro e terreno sono state da sempre dipinte come le spose o le figlie del Demonio.</p>
<p>Indipendenza pagata a prezzo carissimo, con il rogo. Perché quando l’inspiegabile, il mistero, il diverso diviene più<strong> “forte”</strong> dello spiegabile, l’uomo non trova più le parole e passa a gesti disperati, i più disperati (purtroppo, ieri come oggi, nulla è mutato… muta solo la forma, la sostanza è la medesima). In Memorie di una Janara, <strong>Emanuela Sica</strong> ci ricorda che queste donne (tutte le donne non solo le Janare &#8211; termine campano per chiamare le streghe -), appartengono solo a loro stesse, rifiutano di appartenere a un uomo o a un ordine prestabilito; e proprio questa sorta di libertà è quella che le relega a nascondersi a diventare preda e ossessione da parte dell’uomo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-13425 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2025/03/Janara_Frontera_Libro.jpg?resize=800%2C561&#038;ssl=1" alt="Memorie di una Janara, foto di Domenico Frontera" width="800" height="561"  data-recalc-dims="1"></p>
<p>In un racconto che alterna e fonde prosa e poesia, inizia con il ritrovamento, in contrada <strong>Li Pacci (Guardia Lombardi)</strong>, d’un misterioso manoscritto da parte del piccolo Michele all’interno d’una casa abbandonata. Qui inizia la storia, il manoscritto ritrovato è il diario di una strega dal titolo: “Memorie di una Janara”. L’autrice ci accompagna, attraverso <strong>Michele e Ginevra</strong> (la sorella maggiore di Michele) alla scoperta di questo mondo misterioso attraverso la lettura del manoscritto.</p>
<p>Un manoscritto che custodisce anche ricette antiche, infusi e pozioni, simbolo del patrimonio di conoscenze di cui le Janare erano detentrici; si passa dal filtro dell’amore bramoso all’incantamento per sogni profetici, dall’antidoto contro i veleni all’infuori di verità, etc. etc. Ci sono poi gli antichi racconti in dialetto irpino che raccontano, oltre che delle janare, anche di donne vittime della violenza dei mariti o della cultura patriarcale.</p>
<p>Un memoriale in tutto e per tutto questo <strong>Memorie di una Janara </strong>di <strong>Emanuela Sica</strong>, complesso come complesso è l’universo femminile. E poi c’è tanta, tantissima poesia:</p>
<p>E tu, che mi respiri nel cuore<br />
allunga questo presente al domani<br />
ricama ancora filigrane di brina<br />
albe a schiudersi negli occhi<br />
accendi costellazioni sul mio cammino<br />
parlami con la voce fondente della notte<br />
ma vegliami sempre dal sonno<br />
col richiamo della rondine<br />
che torna al suo nido.</p>
<hr>
<p>Tienimi radice<br />
attaccata alla terra.<br />
Lucidi fili di parole<br />
si rincorrono nel vento<br />
a tirare memoria nei capelli<br />
Barlumi di fuochi fatui nel petto.<br />
bevimi veloce<br />
come se fossi l’ultima luna<br />
a scendere nella gola<br />
dal monte dei miei anni.<br />
Reliquia dissacrante l’assenza<br />
in questa torba di pensiero.<br />
Inutili i miei canti<br />
a questo Dio<br />
sordo.</p>
<hr>
<p>A noi tutti resta una domanda: ieri come oggi chi ha paura delle streghe?</p>
<p><strong>Emanuela Sica</strong> è nata ad Avellino nel 1975 e vive a Guardia Lombardi in Irpinia. È un avvocato cassazionista, giornalista pubblicista, attivista per i diritti delle donne contro la violenza di genere. Ha pubblicato molte raccolte di poesia.</p>
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		<title>Memorie di una Janara di Emanuela Sica</title>
		<link>https://www.borderliber.it/memorie-di-una-janara-sica-recensione-frontera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 23:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Demonio]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Streghe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Domenico Frontera. In copertina: &#8220;Memorie di una Janara&#8221; di Emanuela Sica, Delta 3 edizioni &#8220;La storia della sua infelicità le sonnecchiava negli occhi e se nessuno sapeva leggerla era perché il sorriso richiamava le lacrime sul davanzale delle ciglia un attimo prima di esondare. Era coraggiosa finanche nei respiri. Li centellinava con parsimonia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Domenico Frontera. In copertina: </strong><strong><em>&#8220;Memorie di una Janara&#8221; di Emanuela Sica, Delta 3 edizioni</em></strong></p>
<p>&#8220;La storia della sua infelicità<br />
le sonnecchiava negli occhi<br />
e se nessuno sapeva leggerla<br />
era perché il sorriso richiamava<br />
le lacrime sul davanzale delle ciglia<br />
un attimo prima di esondare.<br />
Era coraggiosa finanche nei respiri.<br />
Li centellinava con parsimonia<br />
mentre nel centro della tempesta<br />
teneva al riparo le margherite<br />
per non arrendersi all&#8217;inverno.&#8221;</p>
<p><strong><em>Poesia di Emanuela Sica tratta da &#8220;Memorie di una Janara&#8221;</em></strong></p>
<hr>
<p>Mentre nel 1600, in Olanda, <strong>Spinoza</strong> affermava che la parola di Dio è stata scritta dagli uomini e combatteva la superstizione, sentendola materializzarsi nella lama di uno stiletto che lambì, fortunosamente, solo il suo mantello, l&#8217;Europa continuava ad <strong>&#8220;appiccare streghe&#8221;;</strong> un vero e proprio olocausto nel nome della <strong>&#8220;Parola del dio della Bibbia&#8221;</strong> e di un libello, il<strong> &#8220;Malleus maleficarum&#8221;</strong>, scritto verso la fine del 1400 da due frati domenicani.</p>
<p>In <strong>Italia</strong> eravamo in pieno <strong>Rinascimento</strong>, ma si sa chi va contro il potere costituito è sempre un eretico da far tacere ad ogni costo, soprattutto in un sistema clericale e patriarcale e soprattutto se in quel periodo si era donne.</p>
<p>Ne il suo <strong>&#8220;Memorie di una Janara&#8221;, </strong>Emanuela Sica riesce a descrivere in prosa, poesia e ampie narrazioni scritte in vernacolo, quella che fu una vera e propria lotta per l&#8217;emancipazione femminile: il dramma di donne condannate al rogo o ad un violento ed umiliante <strong>autodafé</strong>, solo perché erano <strong>&#8220;pietra di scandalo&#8221;</strong> per il modo comune di intendere la società.</p>
<p>Esiste in questa nuova opera <strong>dell&#8217;autrice irpina </strong>un grande lavoro di ricerca storica e un raffinato sforzo poetico narrativo che fa emergere dalle tradizioni, dalle radici profonde della sua terra, tutta la bellezza e la <strong>&#8220;dannazione&#8221;</strong> dell&#8217;identità femminile, il suo <strong>&#8220;potere magico&#8221;</strong>, che quando si realizza nella libertà e nell&#8217;emancipazione diventa dono per la collettività e <strong>&#8220;Strega&#8221;</strong> per chi ha paura di mettere in discussione le proprie ottuse rappresentazioni del mondo.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-13722 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2025/03/Resize_20250322_221948_8981.jpg?resize=800%2C600&#038;ssl=1" alt="Jamara Casa Sanremo" width="800" height="600"  data-recalc-dims="1"></p>
<p>Non sono, infatti, le streghe le amanti del demonio ma è il demonio della voglia di possedere e sottomettere l&#8217;altro che rende dannata e mortale ogni possibile forma di relazione umana.</p>
<p>In <strong>&#8220;Memorie di una Janara&#8221;</strong>, poesia, mito, ricerca storiografica e lessicale si intrecciano fino ad apparire al lettore un unico e raffinato <strong>&#8220;Cuntu&#8221;</strong>, un racconto da leggere e rileggere perché per ogni pagina che si sfoglia scorre una realtà che ne rimanda ad altre fino ad arrivare fin dentro l&#8217;inconscio, nei nostri stessi fantasmi; in un mondo che ha sacrificato il mistero per rifugiarsi nella falsa sicurezza di un potere maschilista che oscura, con ogni mezzo, l&#8217;altra metà del cielo.</p>
<p>In questa opera, la poetica della scrittrice sembra essere attraversata da due <strong>&#8220;anime&#8221;</strong> che si fondono magistralmente: quella del <strong>Verismo</strong> che appare nella puntuale descrizione del quotidiano e quella che si apre all&#8217;<strong>Incanto</strong>, al simbolismo misterico e che si traduce attraverso un linguaggio intimo, riflessivo, pieno di notevoli suggestioni tratte dal mondo della natura che per l&#8217;autrice è la rappresentazione simbolica e concreta del nostro stesso corpo, che invita e trasporta il lettore ad esplorare i profondi desideri, le paure e le contraddizioni di una donna che nella sua rivolta contro la discriminazione cerca di ricreare non solo la sua identità, ma anche quella di un <strong>ethos</strong> collettivo.</p>
<p>In questo senso e nella dinamica ancestrale fra <strong>Eros e Thanatos,</strong> la poetessa fa della <strong>Janara</strong> la detentrice di una <strong>Memoria</strong> che non è un ricordo statico, ma una &#8220;origine&#8221;, un&#8217;azione, una parola che plasma il presente e lo rinnova, come una primavera dolorosa che ha in sé lo sbocciare di una vita nuova o la morte per chi si ostina a restare nell&#8217;ombra di una visione dogmatica e narcisistica dell&#8217;esistere.</p>
<p>&#8220;Io sono semplicemente la guardiana dei segreti. Conosco gli incantesimi per guarire e per nuocere, posso portare prosperità o distruzione. La mia magia è un&#8217;arma affilata come una lama di ferro, e la mia conoscenza dell&#8217;ancestrale universo è ineguagliabile. L&#8217;etichetta di demone, strega malvagia, mi sta stretta. Io non sono nient&#8217;altro che il riflesso oscuro dell&#8217;anima umana, una manifestazione dei desideri e delle paure che giacciono nell&#8217;ombra in cui io riposo&#8221;. <em>(Emanuela Sica, &#8220;Memorie di una Janara&#8221;)</em></p>
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		<title>Regole per essere &#8220;sadici&#8221; piangenti</title>
		<link>https://www.borderliber.it/regole-sadici-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 04:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Boomer]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
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		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Martino Ciano Nessuno riposa per davvero nel paese della lieta dimenticanza, in cui persino un uomo ammazzato per strada non suscita indignazione, ma solo una timida repressione della rassegnazione in favore di un guizzo di protesta sui social. E mentre scaraventiamo in aria parole e lettere di poca sostanza, con cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Articolo e foto di Martino Ciano</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno riposa per davvero nel paese della lieta dimenticanza, in cui persino un uomo ammazzato per strada non suscita indignazione, ma solo una timida repressione della rassegnazione in favore di <strong>un guizzo di protesta sui social</strong>. <br /><br />E mentre scaraventiamo in aria parole e lettere di poca sostanza, con cui la circostanza viene però rispettata, <strong>così come l&#8217;idea &#8220;totalitaria&#8221; dell&#8217;innocenza fino al terzo grado di giudizio</strong>, si affossa ancora di più con il menefreghismo l&#8217;appuntamento con le scelte. <br /><br />Gli intellettuali, si sa, sono impegnati con le loro lotte di classe. La <strong>categoria dello Spirito</strong> è qualcosa di liquido, a metà tra le classifiche di qualità dei libri, o dei film, o degli ultimi artefatti kitsch, e la <strong>Cinquina dello Strega</strong> che, ogni anno, dovrebbe coordinare i gusti etici ed estetici del pugno di lettori occasionali che tutti gli anni si radunano intorno alle fascette.<br /><br />E mentre si è perso il gusto di disquisire, di dubitare, di gettare alle ortiche certezze che ormai risultano essere appassite, ci viene imposta la moda del consenso ammaestrato. Tutti i giochi di prestigio che il potere usa per dirigere la baracca sono visibili; ci sono anche alcune <strong>fiction popolari</strong> che ce li mostrano, eppure è tutto ben accetto, anzi molti non vedono l&#8217;ora di partecipare alla competizione.<br /><br />Mentre nuovi stili di scrittura e di promozione dei libri, senza contare quelli che si sperimentano in tutti i campi artistici, vengono proposti in pochi attimi di <strong>TikTok</strong>, tra<strong> pentole, calamai, reggiseni, slip e citazioni prese a caso, </strong>risorge la sensazione che <strong>&#8220;tutta la storia sia una presa per il culo&#8221;</strong> e che presto la ragione e il senso critico si estingueranno. <br /><br />Intanto, a ogni latitudine del mondo, qualcuno sgomita per vincere la gara della propria <strong>sovraesposizione social</strong>. <br />Questo eterno campionato chiede energia e spirito di sacrificio. <br />Per esempio:</p>
<ul>
<li>Bisogna esprimere sempre l&#8217;emozione o l&#8217;umore del personaggio che si sta costruendo. Quindi, se il tuo debutto sarà da incazzato o da indignato, dovrai esserlo per sempre.</li>
<li>Devi utilizzare termini di massa, quindi il linguaggio corrente. Ogni <strong>neologismo</strong>, a meno che non entri nel giro di qualche giorno nei <strong>vocabolari on line</strong>, è bandito. La lingua ricercata, o semplicemente l&#8217;uso di termini che erano presenti nel <strong>parlato</strong> di qualche anno fa, possono essere causa di immediato insuccesso. Si retrocede nella categoria <strong>Boomer</strong> nel momento in cui si diventa pignoli e ragionevoli.</li>
<li>Devi essere il meno competente possibile su un argomento. Devi essere però un abile <strong>venditore di fumo</strong>, pure di quello stupefacente, per rendere appetibile il tuo profilo.</li>
<li>Studia bene le posture del corpo, perché ormai tra il popolo si aggira una certa mania per il <strong>mentalismo</strong> e per il minuzioso studio dei tic nervosi.</li>
<li>Detto ciò, bisogna anche ricordare che sempre meno persone hanno successo, a causa di un incremento dell&#8217;offerta quotidiana di <strong>influencer</strong>. Se ti può consolare, però, anche provarci aiuterà a costruire un&#8217;umanità <strong>omertosa e lobotomizzata</strong>.</li>
</ul>
<p>Grazie per essere uno dei nostri.</p>
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		<title>Sublimi emozioni. Salvatore Cucinotta e i versi del silenzio</title>
		<link>https://www.borderliber.it/poesia-silenzio-cucinotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 03:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cucinotta]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Strega]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Gianni Vittorio. In copertina: &#8220;Sublimi emozioni&#8221; di Salvatore Cucinotta, La rosa nel pozzo edizioni &#8220;Dove tutto inizia…come un dipinto, come luci sfumate d’un cielo d’oriente. Ogni atto è un sasso lanciato nel tempo…&#8221; Un libero pensatore ama definirsi Salvatore Cucinotta, autore di questa nuova silloge dal titolo &#8220;Sublimi Emozioni, versi sussurrati dal silenzio&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Gianni Vittorio. In copertina: &#8220;Sublimi emozioni&#8221; di Salvatore Cucinotta, La rosa nel pozzo edizioni</strong></p>
<p><em>&#8220;Dove tutto inizia…come un dipinto,</em><br />
<em>come luci sfumate d’un cielo d’oriente.</em><br />
<em>Ogni atto è un sasso</em><br />
<em>lanciato nel tempo…&#8221;</em></p>
<p>Un libero pensatore ama definirsi <strong>Salvatore Cucinotta</strong>, autore di questa nuova silloge dal titolo &#8220;<strong>Sublimi Emozioni, versi sussurrati dal silenzio&#8221;</strong> (La rosa del pozzo edizioni). Che sia la natura, oppure la descrizione di uno stato d’animo, le poesie dell’autore hanno la capacità di farci “viaggiare” dentro l’animo umano.</p>
<p>Diverse sono le pennellate che riesce a dare alle liriche, suddivise per sezioni.<strong> L’energia</strong> è la prima chiave per raggiungere gli obiettivi di ciascuno di noi; poi segue la sezione dedicata <strong>all’esistenza</strong>, nella quale si cerca di fare una fotografia della vita, nel bene e nel male, con le sue contraddizioni. E poi <strong>il tempo</strong>, definito da <strong>Cucinotta</strong> come una tela sulla quale costruiamo i nostri ricordi e formiamo le nostre esperienze.</p>
<p>Altra parola chiave è <strong>il benessere</strong>, uno stato d’animo fondamentale senza il quale non si può esplicitare la vita nella sua pienezza. Infine <strong>l’emozione</strong>, che rappresenta l’emblema del poeta che mette su carta ciò che prova con la sua mente.</p>
<p>Poesie che hanno il pregio di farci provare un senso di pace e calma. Va sottolineato che i testi (che contengono anche riflessioni personali) sono arricchiti dai disegni e le illustrazioni di <strong>Chiara Gligora</strong>, brava ad esprimere con i suoi lavori la profondità espresse dalle poesie, creando una simbiosi tra parole e immagini. Da menzionare la candidatura al <strong>Premio Strega 2024</strong> sempre nella sezione poesia.</p>
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