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	<title>Specializzazione Archivi - BORDER LIBER</title>
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	<description>Sguardi al limite</description>
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		<title>Poesia della specializzazione. Una lirica disumanizzante</title>
		<link>https://www.borderliber.it/poesia-della-specializzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 01:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Martino Ciano Quanto valore intorno all&#8217;arte della specializzazione, saper tutto di una sola cosa dopo averla estrapolata dal resto, dal suo habitat e dal corpo. Questa cosa che ha vita propria, che sta lì come un oggetto creato ad hoc, che quasi si è fatto da solo, dal nulla, per volontà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo e foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Quanto valore intorno all&#8217;arte della specializzazione, saper tutto di una sola cosa dopo averla estrapolata dal resto, dal suo habitat e dal corpo. Questa cosa che ha vita propria, che sta lì come un oggetto creato ad hoc, che quasi si è fatto da solo, dal nulla, per volontà propria; insomma tutto ciò sa di dramma.<strong> È come se la mano potesse funzionare lo stesso senza il braccio</strong>, o una gamba senza il resto del corpo. Sembra una sorta di amputazione continua che la tecnica impone ai corpi, come se lei avesse orrore del tutto, della continuità e della contingenza.</p>
<p>Ed è bello anche questo gioco linguistico in cui lo <strong>specialista</strong> è un tecnico a tutti gli effetti, un ingegnere, o perché no, un geometra che può misurare, collocare e disporre di ciò che conosce secondo le proprie esigenze.</p>
<p><strong>Li vedo agire così questi medici che ti fanno controllare da altri mille specialisti</strong>, che a loro volta si sono confrontati con altri specialisti, per giungere poi alla diagnosi quando sei ormai quasi spacciato. E loro ti comunicano tutto senza far trapelare dei sentimenti, <strong>mettendo da parte il cosiddetto lato umano</strong>, perché non si addice, ché tu sei una cosa in mezzo ad altre cose e se vuoi piangere delle tue disgrazie ci sono i preti. E anche i preti sono diventati <strong>&#8220;tecnici dello spirito e delle cose di Dio&#8221;. </strong>Loro hanno una risposta teologicamente corretta per ogni cosa, ché tanto tutta una questione di concetti è. La fede anche è credere profondamente in qualche cavillo messo lì, a fare la guardia a un problema irrisolvibile. <strong>Dio è una cosa seria, anche con il suo ordine che è il disordine che noi non accettiamo</strong>, così mi rispose un prete che forse aveva letto troppo Hegel.</p>
<p>La totalità non deve più esistere, anzi guai accennarla, perché essa è così immensa che mette in mostra la nostra limitatezza; e perché mai un uomo deve dimostrare così sfacciatamente di avere un limite. Tutto bisogna sapere, nulla deve sfuggire al controllo del tecnico e se qualcosa sfugge, allora bisogna dire <strong>&#8220;impossibile, ciò non esiste&#8221;</strong>. E tra espistemologie ed ermeneutiche, ci sono poi quelli che corrono tra le braccia della <strong>&#8220;sapienza da web&#8221;</strong>, così forte e ruggente da rendere certi schiavi dello spirito contraddittorio. Ne vediamo tanti, e questi tuttologi, felici per gli insulti che ricevono dai tecnocrati, si lasciano dilaniare e poi corrono a rifugiarsi in stanze segrete, in cui si tengono riunioni per pochi <strong>credenti.</strong></p>
<p>Oh l&#8217;Universo, che risate si fa di tutta questa sperimentazione, di questo lambiccarsi il cervello per comprendere ciò che volutamente se ne sta nascosto, mentre è solo un vizio conoscere ed essere felici con nozioni che svaniranno e con teorie che saranno seppellite. <strong>Rideranno altri specialisti di noi specialisti?</strong></p>
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