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	<title>Sinonimo Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La libertà venne a chiamarti&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 23:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto e foto di Martino Ciano All&#8217;improvviso, la libertà venne a chiamarti. Hai sentito la sua voce. Fu come il tuono che annuncia il temporale, ma non hai avuto paura di andare incontro a quel ruggito. Ti sei messo in cammino e ti sei interrogato su quali sembianze potesse avere, se fosse maschio o femmina, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto e foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>All&#8217;improvviso, la libertà venne a chiamarti. Hai sentito la sua voce. Fu come il tuono che annuncia il temporale, ma non hai avuto paura di andare incontro a quel ruggito. Ti sei messo in cammino e ti sei interrogato su quali sembianze potesse avere, se fosse maschio o femmina, se fosse facoltosa e ben acconciata o se fosse vestita di stracci come un mendicante.</p>
<p>L&#8217;hai immaginata come una persona diversa da te; come un parente che torna a casa, come un fratello o una sorella di cui non conoscevi l&#8217;esistenza. Ti sei fidato, perché quella voce risuonava in te nei momenti in cui ti sentivi soffocare da un&#8217;oppressione malevola, un&#8217;ombra capace di eclissare tanto una fiammella quanto un bagliore immenso.</p>
<p>Allora ti sei messo a correre; a inseguire l&#8217;eco del suo richiamo. Sei inciampato, ti sei rialzato; hai zoppicato, non hai controllato se a ogni caduta ti fossi procurato delle ferite. Dopotutto, il sangue si coagula, i tagli si rimarginano e le cicatrici sono segni pittoreschi. Hai seguito la voce della libertà, imperterrito e infischiandotene degli ostacoli e delle tortuosità.</p>
<p>Ti è sembrata vicina; ti è sembrato che tu fossi a un passo da lei. Sei giunto dove la strada era finita; davanti a te c&#8217;era la scogliera e dopo di essa il mare piatto e placido, smosso solo da brevi e indistinguibili onde.</p>
<p>Dov&#8217;era la libertà? Forse tra i tuoi organi, tra i tuoi occhi, nel tuo naso, nella saliva della bocca?<br />
Dov&#8217;era la libertà? Magari nelle dita, nelle vene, nel cuore, nella mente, sotto i piedi, nel tuo inguine?</p>
<p>Non era lì fuori?<br />
Non era tra la gente, tra le cose del mondo, tra il dolore e la gioia, tra ogni scelta sbagliata, azzeccata, perversa, insensata, meditata, improvvisa, con cui hai cercato di partecipare alla costruzione della realtà?</p>
<p>Che sia la morte, la libertà?<br />
Che sia tornare bambini, la libertà?<br />
Che sia Dio, la libertà?<br />
Che sia la tua distruzione, la libertà?<br />
Che sia autentica solo quando non ci si domanda nulla sulla sua natura?</p>
<p>Hai percorso la via del ritorno con il cuore aggrovigliato tra i rovi. La paura di essere stato ingannato, la rabbia per esserti fidato, la consapevolezza che è un miraggio la libertà fin quando si teme la solitudine. Eri tornato al punto di partenza, dove l&#8217;inganno era iniziato, dove avevi sentito per la prima volta la sua voce; era anche quello il punto di non ritorno. Hai brindato al silenzio con te stesso, all&#8217;unica libertà che ti eri concesso: credere.</p>
<p>E forse è solo questa la libertà: credere che esista.</p>
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