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	<title>Sesso Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La vita in più di Marta S. Paola Musa e ciò che trapassa con noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 22:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La vita in più di Marta S&#8221; di Paola Musa, Arkadia editore Un gioco della mente o ciò che davvero accade nel passaggio tra la vita e la morte? Il romanzo di Paola Musa ci pone sul misterioso confine su cui nessuno potrà fornirci certezze, se non altro perché [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La vita in più di Marta S&#8221; di Paola Musa, Arkadia editore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un gioco della mente o ciò che davvero accade nel passaggio tra la vita e la morte? Il romanzo di <strong>Paola Musa</strong> ci pone sul misterioso confine su cui nessuno potrà fornirci certezze, se non altro perché parliamo di una condizione irreversibile.</p>
<p><strong>&#8220;La vita in più di Marta S&#8221;</strong> si diverte a unire la narrativa con il meglio delle idee che circolano sulla reincarnazione, chiamando in sua difesa <strong>il matematico Roger Penrose e lo psichiatra Brain Weiss</strong>, personalità illustri che sul perdurare della coscienza dopo la morte hanno detto diverse cose. Logicamente, sono tutti argomenti che godono di molto scetticismo, ma l&#8217;intento del libro di Musa non è quello di stabilire cosa sia vero e cosa sia falso.</p>
<p>Partiamo dalla protagonista del romanzo, ossia <strong>Marta Scacchi</strong>, ingegnere che lavora nell&#8217;industria del sesso. L&#8217;interesse per tale attività avrebbe inizio fin dall&#8217;adolescenza, quando la maggior parte del suo tempo lo passa nel <strong>Sexy Shop</strong> del padre. Ma a ciò bisogna aggiungere anche certe visioni, accompagnate da vere e proprie ossessioni, che si manifestano in lei fin dalla tenera età. Immagini innate, istinti che secondo<strong> Marta</strong> provengono da un passato remoto che non appartiene alla sua attuale esistenza.</p>
<p>Da qui la costruzione di un fantasioso viaggio a ritroso che investiga, senza volerlo, sull&#8217;eros in ogni sua forma. <strong>Marta si convince di portare sulle spalle quello che potremmo definire un debito karmico.</strong> Nulla la schioda dall&#8217;idea di aver bazzicato per necessità o per curiosità luoghi di promiscuità e di disinibizione. Raccoglie prove e si domanda quale sia il senso del suo passaggio terreno.</p>
<p>Ciò che innesca alcuni suoi quesiti è l&#8217;esplosione del palazzo nel quale abita. Un incidente da cui si salva ma che permetterà anche l&#8217;incontro con <strong>Virgilio</strong>, un infermiere che in lei risveglia un timore ancestrale. <strong>Musa</strong> costruisce tutto sospendendo il suo personaggio <strong>tra mondi onirici e reali, tra lucidità mentale e stati alterati della coscienza</strong>, fino a giungere a episodi di regressione che spalancano le porte sulle vite precedenti.</p>
<p>Per gli argomenti toccati, il romanzo spazia anche in gradevoli divagazioni che rendono ancora più solide le convinzioni della protagonista, spingendo pure noi a una leggera quanto interessante autoanalisi. <strong>&#8220;La vita in più di Marta S&#8221;,</strong> infatti, non si ferma all&#8217;apparenza, <strong>non spara nel mucchio dei mondi possibili</strong> ma dà voce a un personaggio che incarna le preoccupazioni della nostra epoca.</p>
<p>Vita, morte, sesso, edonismo, eros, promiscuità e invadenza del cyberspazio. Insomma, tra le pagine del libro troveremo frammenti che riescono a legarsi con naturalezza. <strong>La personalità di Marta è una metafora della nostra coscienza collettiva.</strong> La protagonista attinge da più parti pur di dare una spiegazione alla propria inquietudine; va addirittura al di là della vita e della morte, creando una mappa della sua evoluzione spirituale.</p>
<p>Ma questo attraversare i secoli nasconde una triste realtà: l&#8217;impossibilità di appartenersi del tutto, di conoscersi completamente, di dominarsi da cima a fondo.<br /><br /></p>


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		<title>Grave disordine con delitto e fuga di Ezio Sinigaglia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/disordine-delitto-fuga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 04:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Grave disordine con delitto e fuga&#8221; di Ezio Sinigaglia, TerraRossa edizioni, 2024 L&#8217;ingegnere De Rossi è equilibrato e razionale; governa le sue aziende con un rigore asburgico. Padrone delle sue emozioni, così come della sua vita che corre spedita senza ostacoli, egli si ammira e si incensa nella sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Grave disordine con delitto e fuga&#8221; di Ezio Sinigaglia, TerraRossa edizioni, 2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ingegnere <strong>De Rossi</strong> è equilibrato e razionale; governa le sue aziende con un rigore asburgico. Padrone delle sue emozioni, così come della sua vita che corre spedita senza ostacoli, egli si ammira e si incensa nella sua comfort zone.<br /><br />Poi, però, si accorge di <strong>Michelangelo</strong>, detto <strong>Jimmy</strong>, fattorino dalle fattezze delicate e suadenti, portatore di una bellezza che perturba, che manda in confusione. Anche lui è così equilibrato e rigoroso, tanto nelle membra quanto nello spirito. Quasi si stenta a credere che un essere così sia reale, anzi umano.<br /><br /><strong>De Rossi</strong> se ne innamora, vuole possederlo, vuole penetrarlo, ma vuole anche punirlo, in quanto sovvertitore della sua tranquillità, del suo autocontrollo. L&#8217;ingegnere non ha un buon rapporto con il disordine, in lui sviluppa pensieri difficilmente domabili. C&#8217;è bisogno che tutto si compia affinché si spenga il tormento, ma come questo avvenga di certo non possiamo dirlo qui. Quindi, vi auguriamo fin da ora buona lettura.<br /><br />È il perturbamento dei sensi il tema del romanzo di <strong>Sinigaglia</strong>; un potente e ammaliante mix di leggere disquisizioni su come la percezione della bellezza sia in grado di sovvertire le barriere con cui teniamo a bada, ma sarebbe meglio dire <strong>incanaliamo gli istinti</strong>, ci fa approdare ai lidi oscuri della mente. Come già riscontrato nei romanzi dello scrittore di origine milanese, l&#8217;eros, nelle sue svariate forme, smuove l&#8217;esistenza e costringe l&#8217;uomo ad abbandonarsi alle pulsioni più recondite.<br /><br /><strong>Jimmy</strong> sta lì, immobile, non stuzzica, non alimenta. È quel qualcosa che ognuno può descrivere come vuole, a cui ogni persona può attribuire un diverso nome. La sua verità è la &#8220;bellezza&#8221;, un concetto universale che si presta a fantasiose interpretazioni. Chi vuole acciuffare questo prodigioso ragazzo deve mettersi in movimento, chi  ne viene attratto non riesce ad arrestare il suo cammino verso di lui.<br /><br />Impregnato di uno stile Novecentesco, afferente a quel modo di raccontare che non si ferma al &#8220;qui-ora&#8221;, ma che è sempre proiettato verso l&#8217;universalizzazione dell&#8217;esperienza umana, Sinigaglia sembra richiamare tanto <strong>&#8220;La morte a Venezia&#8221;</strong> di Mann, quanto quel concetto di &#8220;erotismo dinamico&#8221; che <strong>Marcel Duchamp</strong> sviluppa nella sua opera <strong>&#8220;La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche&#8230;&#8221;</strong>. <br /><br />Pagina dopo pagina leggeremo una storia allegorica e ricca di goliardia, all&#8217;insegna dei <strong>&#8220;delitti dell&#8217;eros&#8221;</strong>. <br />Buon divertimento con <strong>&#8220;Grave disordine con delitto e fuga&#8221;.</strong></p>
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		<title>Maschio Alfa dal cuore timido</title>
		<link>https://www.borderliber.it/maschio-alfa-racconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 03:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Maschio Alfa dal cuore timido&#8221; è un racconto di Martino Ciano. La foto è stata scattata e rielaborata dall&#8217;autore Ti esplode il cervello; come un fuoco d&#8217;artificio si dissolve in scie colorate. Occhiali da sole per sguardi timorosi ombreggiano la visione. Suda la vista, oggi come ogni anno; arriva l&#8217;anticiclone e il solleone annuncia la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Maschio Alfa dal cuore timido&#8221; è un racconto di Martino Ciano. La foto è stata scattata e rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti esplode il cervello; come un fuoco d&#8217;artificio si dissolve in scie colorate. Occhiali da sole per sguardi timorosi ombreggiano la visione. Suda la vista, oggi come ogni anno; arriva l&#8217;anticiclone e il solleone annuncia la stagione delle <strong>gatte morte e dei muscoli allenati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maschi e pupe, cerbiatte contro scimpanzé. Tu cammini e boccheggi, una bottiglietta d&#8217;acqua gronda desiderio; a torso nudo ti senti a disagio, <strong>il tuo corpo da spaventapasseri non è addestrato alle prove estreme</strong>, ai selfie incantatori. Hai reminiscenze dei tuoi giorni da figo solo se pensi a quando ti chiudevi nel bagno con te stesso poi, davanti allo specchio, il latente rachitismo ti si svelava nella sua forma radiosa. Se pensi a quei momenti, ancora le budella ti diventano calde e tu vuoi scivolare in un cesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La spoliazione estiva delle femmine è un atto di rivolta contro la ragion pratica.</strong> Pensi a questa frase e ti si apre un mondo sul desiderio. La virgola che sta in mezzo alle tue cosce sente la necessità di intervenire; ti chiede di agire, di sollevarsi dal torpore in cui la mente la ingabbia. Il cervello acconsente, la tua volontà anche, ma resti solo e, soprattutto, ancora cammini, e hai un problema con quella <strong>voglia di sesso</strong> che si alimenta solo di natiche svestite, costumi da bagno che evidenziano labbra pubiche ingrossate, spalancate, rilassate, forse non vogliose, ma pur sempre accoglienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma come puoi immaginare tutto questo?</strong> L&#8217;estate scorsa provasti a conquistare una donna di mezza età; aveva due occhi da madre alla ricerca del figlio disperso tra le macerie di un terremoto; <strong>aveva voglia, secondo te</strong>. L&#8217;estate è un elogio della follia in chiave pop: la spensieratezza è forza; credere nei doveri coniugali o di coppia è ignoranza. Allora ti sei avvicinato, le hai detto <strong>&#8220;Ti senti sola?&#8221;</strong>, lei ha riso e ti ha scacciato; ti ha risposto che avresti potuto rivolgere questa domanda a te stesso di notte, in riva al mare, durante una passeggiata romantica con i tuoi testicoli. Tu sei rimasto lì, ti sei sentito un po&#8217; baccalà e un po&#8217; psicologo. <strong>&#8220;Va, ca sennò maritumu te vatte&#8221;</strong>, ti ha detto. Eppure ti era sembrata nubile&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti ha preso in giro, la disperata che sembrava pronta e impacchettata per te. L&#8217;estate è una grande presa per il culo. Oggi come ieri, come negli anni passati, cammini come un timido <strong>maschio alfa</strong> in cerca di avventure che ti salvino dall&#8217;oppressione del tuo latente rachitismo. Sei e non sei, al tramonto e all&#8217;alba, un superstite dopo il crollo di un teatro dell&#8217;assurdo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti fermi davanti a un lido; il <strong>Deejay</strong> ingrana la musica, la <strong>botta techno</strong> si eleva al cielo, il sole sparisce dietro una nuvola bianca, l&#8217;afa è un impermeabile per l&#8217;anima. Scoreggi, rutti; sei libero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La festa abbia inizio e augurati che duri per sempre.</p>
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		<title>Maschi di strada</title>
		<link>https://www.borderliber.it/una-questione-tra-maschi-di-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 00:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Maschi di strada&#8221; è un racconto di Rosanna Pontoriero. Foto di Martino Ciano &#8220;E dai&#8230; dillo! Il nostro Paolino è diventato uomo. Ti sei divertito almeno? Certo, neanche mio nonno sarebbe andato a pagamento, questo sappilo. Ma poi non sei neanche brutto, ci potresti almeno provare. Sei un timido, sempre lì a guardare storie di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Maschi di strada&#8221; è un racconto di Rosanna Pontoriero. Foto di Martino Ciano</strong></p>
<p>&#8220;E dai&#8230; dillo! Il nostro Paolino è diventato uomo.<strong> Ti sei divertito almeno?</strong> Certo, neanche mio nonno sarebbe andato a pagamento, questo sappilo. Ma poi non sei neanche brutto, ci potresti almeno provare. Sei un timido, sempre lì a guardare storie di Instagram. Guarda me: <strong>in sei mesi ho cambiato tre donne e sai come mi cercano;</strong> una, amico caro, l’ho dovuta persino bloccare, era in follia per me, aveva perso la testa&#8221;.</p>
<p>Samuele aveva pronunciato le ultime parole ridendo, tipica espressione del maschio arrivato, compiuto. Gli altri, Danilo, Enrico, Gianni, Francesco lo accompagnavano in quella che era l’ennesima beffa ai danni del malcapitato Paolino, l’amico tardone. <strong>L’auto di Samuele, una Giulietta bianca, era parcheggiata </strong><strong>lungo un viale alberato,</strong> di quelli che in genere si frequentano di giorno. A sera inoltrata non c’era nessuno e tra quei sedili ormai vecchi, impregnati di fumo, andava in scena l’ennesima dimostrazione di come si è maschi vincenti.</p>
<p>&#8220;Ha provato piacere e per molto tempo, era completamente sciolta. – Paolino cercava, con voce timidamente virile, di persuadere gli amici e se stesso. – È stato liberatorio, lei si è divertita un sacco&#8221;.</p>
<p>&#8220;Infatti, si è divertita a lavorare. A Paolino bello, ti rendi conto di averla pagata e profumatamente? Stai facendo tutto un romanzino. Eri in un bordello! Forse non lo sapevi, te lo dico io adesso&#8221;.</p>
<p>Di nuovo il fracasso delle grosse risate, con in sottofondo un brano di Alfa. Per Paolino sembrava non esserci scampo, eppure era così contento di dire agli amici che finalmente era stato con una donna senza inciampi e fino in fondo. <strong>Avrebbe voluto sentirsi un maschio del branco.</strong> Quella beffa continua lo stava esasperando, in cuor suo sapeva che nella casa di appuntamenti c’era andato per avere qualcosa da raccontare e da raccontarsi, per vedere se era capace di fare l’amore con una donna.</p>
<p><strong>Si sentiva ormai da un bel pezzo sotto esame.</strong> Gli amici erano sadici, tanto che Paolino sull’onda di una emotività bambina, stava iniziando ad odiare le donne e anche il mondo, risucchiato da una competizione che lo vedeva eterno perdente. Nel raccontare le eroiche imprese amorose, mentre tutti mormoravano: <strong>&#8220;E meno male che è andato con una mignotta&#8230;&#8221;</strong>, si era accorto di una cosa: non aveva pagato per soddisfare un suo istinto.</p>
<h3>Maschi di strada&#8230;</h3>
<p>La musica per lui era sempre stata la stessa in quelle serate tra amici: Samuele, l’eroe della cerchia, arrivava con una rosa di nomi di donne da corteggiare e iniziava una opprimente filastrocca.</p>
<p>&#8220;Paolino questa potrebbe fare il caso tuo&#8230; guarda! Ha il profilo aperto, prova a contattarla e non fare l’imbecille, che l’altra volta mi hai fatto fare brutta figura, sembravi il Nano di Biancaneve&#8221;. Paolino non fiatava, guardava il suo volto in un <strong>selfie</strong> e non si piaceva, per molti aspetti si schifava:<strong> l’acne e l’apparecchio lo frustravano.</strong> Ecco perché aveva iniziato a praticare sport maniacalmente: era alla ricerca del sé ideale. Avrebbe voluto, forse, allontanarsi dagli amici, ma non ne aveva la forza, si sarebbe sentito un reietto.</p>
<p>Quella sera di fine inverno, dopo aver parlato di doti naturali, enfatizzando le sue, con Samuele che faceva da grillo parlante, aveva preso consapevolezza di molte cose, esattamente nel lasso di una serata anonima. Non era sceso dall’auto mortificato, ma più pacificato, maturo, cosciente del fatto che quelle erano questioncine tra maschi di strada, che poco avevano realmente a che fare con la vita. E che probabilmente un giorno avrebbe riso con affetto pensando a quel<br />
giovanotto terrorizzato dall’impotenza. <strong>E guardando un cipresso bagnato</strong>, aveva preso il telefono e cercato, nonostante l’ora, il contatto di Giulia, una donna più grande di lui che lo attraeva molto, l’aveva conosciuta in palestra.</p>
<p><em>Ehi Giulia, perdona l’ora, ma ho fatto tardi stasera. Ti andrebbe di cenare insieme domani dopo l’allenamento? avrei la nuova scheda da mostrarti e tanta voglia di raccontarti un po’ di cose.</em></p>
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		<title>Il grande cacciatore e altre violenze di Carlo D&#8217;Amicis</title>
		<link>https://www.borderliber.it/recensione-libro-damicis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 01:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il grande cacciatore e altre violenze&#8221; di Carlo D&#8217;Amicis, TerraRossa edizioni, 2023 Un&#8217;ironia amara ci accompagnerà per tutte le pagine di questo romanzo breve. La strada scelta dalla protagonista di questo racconto, che è anche la voce narrante, è quella della alienazione. Lei infatti preferisce essere una spettatrice distante, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il grande cacciatore e altre violenze&#8221; di Carlo D&#8217;Amicis, TerraRossa edizioni, 2023</strong></p>
<p>Un&#8217;ironia amara ci accompagnerà per tutte le pagine di questo romanzo breve. La strada scelta dalla protagonista di questo racconto, che è anche la voce narrante, è quella della alienazione. <strong>Lei infatti preferisce essere una spettatrice distante, poco coinvolta emotivamente</strong>, tanto da farci pensare che la sua reazione di fronte agli avvenimenti sia effetto di un trauma che ha provocato un violento distacco dalla realtà.</p>
<p><strong>Ci racconta del suo fidanzato fissato con la caccia e con gli extraterrestri</strong>, della relazione &#8220;poco clandestina&#8221; e accettata, perché si svolge alla luce del sole, con la giovane vicina di appartamento, anche lei convinta sostenitrice di teorie bislacche sugli alieni e sull&#8217;amore universale.</p>
<p>E lei, la narratrice intontita, guarda e racconta come se lo spettacolo che si sta consumando non le appartenga. Eppure, coinvolge l&#8217;intero universo, tant&#8217;è che persino gli animali sembrano avere un ruolo fondamentale; addirittura potrebbero avere la capacità di fecondare gli esseri umani.</p>
<p>In questo triangolo amoroso ironico e cinico è difficile comprendere <strong>chi è il predatore e chi è la preda, chi è umano e chi è alieno;</strong> anzi, è il caso di dire, chi non è ancora alienato. Posti questi elementi possiamo affermare di trovarci davanti un romanzo <strong>&#8220;in cui l&#8217;assurdo è razionale&#8221;</strong>, in cui ogni paradosso distrugge l&#8217;ordine, la normalità, la percezione della quotidianità.</p>
<p>Eppure questa storia esiste, una donna la racconta e il finale, che logicamente non vi dirò, è l&#8217;unica <strong>&#8220;conclusione possibile&#8221;. </strong>Tutto è lineare e schematico e potrebbe essere riassunto in questo modo: <strong>una convinzione non-ordinaria, deflagrante, innesca sistemi di comportamento socialmente accettati, per giunta esaltati.</strong> Si affaccia su questa storia l&#8217;idea di Foucault che <strong>&#8220;la natura sia un&#8217;invenzione umana attraverso cui viene ordinato il mondo&#8221;; </strong>così come sulla trama aleggia lo spettro di <strong>Ballard</strong> e della sua &#8220;critica romanzata della società&#8221;.</p>
<p>Mi permetto di aggiungere che certi passaggi di <strong>&#8220;Il grande cacciatore e altre violenze&#8221; </strong>mi hanno richiamato alla mente <strong>&#8220;La stanza da bagno&#8221; di Toussaint</strong>, libro di cui poco si parla, anche perché diventato di difficile reperibilità. Ma sia ben chiaro, <strong>mettere dei rimandi in una recensione serve sempre per dare al lettore una traccia, un solco da seguire</strong>, D&#8217;Amicis ha certamente il suo personale stile asciutto, privo di orpelli, tanto da rendere ogni elemento una cronaca dell&#8217;assurdo alla quale non si può non credere.</p>
<p>E siccome un buon lettore non può non lasciarsi catturare dal <strong>non-scritto di un romanzo</strong>, ecco che in questo viaggio ci troveremo catapultati su quel confine sottile tra paradossale e normale, tragico e ironico, tanto da dover sopportare quella sensazione di rottura con il nostro <strong>amore per l&#8217;ordine. </strong>Troveremo inoltre quel senso del &#8220;selvaggio&#8221;, ossia del dionisiaco, in cui una caotica emozionalità genera-distrugge-rigenera senza inibizioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/recensione-libro-damicis/">Il grande cacciatore e altre violenze di Carlo D&#8217;Amicis</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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