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	<title>Serie Tv Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Elize: le ombre di una donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:33:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vittima, carnefice o entrambe? La complessa verità dietro &#8220;Elize: le ombre di una donna&#8221;. Articolo di Letizia Falzone. In copertina un&#8217;immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale  Non è mai facile approcciarsi a un’opera true crime cinematografica quando il fatto di cronaca da cui attinge è ancora fresco nella memoria collettiva, ultra-mediatizzato e già sviscerato in ogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>Vittima, carnefice o entrambe? La complessa verità dietro &#8220;Elize: le ombre di una donna&#8221;. Articolo di Letizia Falzone. In copertina un&#8217;immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p dir="ltr">Non è mai facile approcciarsi a un’opera true crime cinematografica quando il fatto di cronaca da cui attinge è ancora fresco nella memoria collettiva, ultra-mediatizzato e già sviscerato in ogni suo dettaglio da inchieste e documentari. Il delitto Matsunaga, consumatosi nel maggio 2012 a San Paolo del Brasile — in cui la trentunenne <strong>Elize Matsunaga</strong> uccise e smembrò il marito Marcos <strong>Kitano Matsunaga</strong>, erede del colosso alimentare Yoki —, è stato per anni un perno del voyeurismo mediatico brasiliano.</p>
<p dir="ltr">Nel 2021 Netflix ne aveva esplorato la componente documentaristica con la docu-serie &#8220;<strong>Elize Matsunaga: C’era una volta un delitto</strong>&#8220;. Oggi, il regista Felipe Vellas, affiancato dalla penna esperta del romanziere e sceneggiatore Raphael Montes, tenta la via della finzione pura con &#8220;<strong>Elize: le ombre di una donna</strong>&#8220;.</p>
<p dir="ltr">Il risultato è un dramma psicologico claustrofobico e volutamente asimmetrico, che preferisce l’esplorazione del controllo coercitivo alla spettacolarizzazione del macabro.</p>
<p dir="ltr">L’errore più comune in cui questo adattamento avrebbe potuto cadere era puntare sul sensazionalismo efferato della dinamica dell’omicidio (lo sparo in testa, lo smembramento dell’anatomia, la dispersione del corpo all’interno di valigie da viaggio). Vellas e Montes scelgono invece la strada opposta: il delitto è un punto di partenza implicito, non la climax su cui costruire lo spettacolo.</p>
<h3 dir="ltr">Strutturato a capitoli temporali sfalsati, &#8220;Elize&#8221; si muove costantemente su due binari</h3>
<p dir="ltr"><strong>Il presente claustrofobico:</strong> l’isolamento emotivo di Elize nell’attico di lusso della coppia, una prigione dorata fatta di specchi, marmi freddi e silenzi tesi.</p>
<p dir="ltr"><strong>Il passato frammentato:</strong> le origini umili di Elize nel Paraná, il suo passato da escort, l’illusione della scalata sociale e la progressiva erosione della sua autonomia per mano di un marito ossessivo.</p>
<p dir="ltr">Questa scelta narrativa decostruisce il mito dell’“istantaneo raptus di follia”, ponendo al centro dell’attenzione l’escalation graduale e microscopica della violenza psicologica.</p>
<h3 dir="ltr">Un&#8217;interpretazione fuori dagli schemi</h3>
<p dir="ltr">Il vero pilastro su cui regge la pellicola è l’interpretazione di Lorena Comparato. La sua <strong>Elize</strong> è distante dagli stereotipi della femme fatale o della sociopatica fredda e calcolatrice. È una figura tragica, ambigua, perennemente sul filo del rasoio tra la vittima e il carnefice.</p>
<p dir="ltr">Al suo fianco, Arthur Toyoshima nei panni di Marcos costruisce una figura di marito sfaccettata, evitando la caricatura del mostro urlante per restituire invece la figura più sottile e minacciosa del manipolatore educato.</p>
<p dir="ltr">&#8220;<strong>Elize: le ombre di una donna</strong>&#8221; si attesta come un prodotto di finzione formalmente impeccabile, sorretto da una grande prova protagonista e da una regia che sa gestire la tensione senza scivolare nel macabro gratuito.</p>
<p dir="ltr">È un’opera che farà discutere per il suo punto di vista sbilanciato, ma che riesce nel suo intento principale: mostrare come la violenza domestica non sia fatta solo di lividi visibili, ma di una lenta e spietata demolizione dell’identità.</p>
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		<title>La casa degli spiriti: dal libro alla serie Tv</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-casa-degli-spiriti-dal-libro-alla-serie-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Allende]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone. In copertina una adattamento della locandina di &#8220;La casa degli spiriti Se c’è un romanzo che ha saputo fondere indissolubilmente la storia politica di un Paese con il fascino del realismo magico, quello è &#8220;La casa degli spiriti&#8221; (La casa de los espíritus). Pubblicato nel 1982, il capolavoro d’esordio di Isabel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Articolo di Letizia Falzone. In copertina una adattamento della locandina di &#8220;La casa degli spiriti</strong></p>
<p style="text-align: left;">Se c’è un romanzo che ha saputo fondere indissolubilmente la storia politica di un Paese con il fascino del realismo magico, quello è &#8220;<strong>La casa degli spiriti</strong>&#8221; (La casa de los espíritus).</p>
<p style="text-align: left;">Pubblicato nel 1982, il capolavoro d’esordio di <strong>Isabel Allende</strong> ha incantato generazioni di lettori.</p>
<p style="text-align: left;">Oggi, quella stessa magia si appresta a conquistare il piccolo schermo grazie all&#8217;attesissimo adattamento seriale firmato Prime Video.</p>
<p style="text-align: left;">Che tu sia un fan storico della famiglia Trueba o un neofita curioso, ecco tutto quello che devi sapere su questo straordinario legame tra pagine e streaming.</p>
<h3 style="text-align: left;">La casa degli spiriti: un’eredità di amore, potere e fantasmi</h3>
<p style="text-align: left;">Per capire l&#8217;hype attorno alla serie, bisogna fare un passo indietro e tornare alle pagine del libro.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<strong>La casa degli spiriti</strong>&#8221; è una maestosa saga familiare che attraversa quattro generazioni del Cile del XX secolo (anche se il Paese non viene mai esplicitamente nominato).</p>
<p style="text-align: left;">Al centro della storia troviamo: <strong>Esteban Trueba</strong>, Il patriarca fiero, violento e conservatore, ossessionato dal potere e dal controllo. Clara del Valle, ossia la moglie, una donna chiaroveggente che comunica con gli spiriti, capace di muovere gli oggetti con la mente e di ignorare le convenzioni umane con una grazia eterea. <strong>La loro discendenza, </strong>cioè Da Blanca, protagonista di un amore proibito e rivoluzionario, fino ad Alba, che si troverà a fare i conti con la brutale realtà della dittatura militare.</p>
<p style="text-align: left;">Il romanzo non è solo una storia d&#8217;amore e di fantasmi; è l&#8217;affresco di un Paese spaccato in due, dove il misticismo della terra si scontra con la violenza della storia (chiaro riferimento al colpo di stato del 1973 in Cile).</p>
<h3 style="text-align: left;">La Serie Prime Video: Cosa Dobbiamo Aspettarci?</h3>
<p style="text-align: left;">Dopo il celebre (ma controverso) film del 1993 con Meryl Streep e Jeremy Irons, Prime Video ha deciso di ridare giustizia all&#8217;opera della Allende con una serie TV, prodotta da nomi del calibro di Eva Longoria e dalla stessa Isabel Allende come produttrice esecutiva.</p>
<h3 style="text-align: left;">I punti di forza di questo nuovo adattamento di &#8220;La casa degli spiriti&#8221;</h3>
<p style="text-align: left;"><strong>Il Cast: Eccellenza Ispanica</strong></p>
<p style="text-align: left;">A differenza del film degli anni &#8217;90, criticato per il cast eccessivamente &#8220;hollywoodiano&#8221; e poco latinoamericano, la serie di Prime Video punta sulle radici. Tra i protagonisti spiccano Alfonso Herrera (nei panni di Esteban Trueba) e Dolores Fonzi (in quelli di Clara del Valle), affiancati da Nicole Wallace e Juan Pablo Espinosa. Una scelta che promette di restituire l&#8217;autenticità culturale e l&#8217;intensità emotiva del testo originale.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il formato seriale: il tempo di respirare</strong></p>
<p style="text-align: left;">Un romanzo di oltre 400 pagine, denso di eventi storici e micro-storie, sacrifica molto in un film di due ore. Il formato a episodi (la prima stagione è composta da 8 puntate) permette di esplorare a fondo le sfumature dei personaggi, l&#8217;evoluzione politica del Paese e, soprattutto, di dare spazio a quegli &#8220;spiriti&#8221; che nella casa non sono spaventosi, ma parte integrante del quotidiano.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La benedizione dell&#8217;autrice</strong></p>
<p style="text-align: left;">Isabel Allende ha espresso grande entusiasmo per il progetto, dichiarando che la serie riesce a catturare l&#8217;anima del libro, rispettando la complessità delle donne della famiglia Trueba, che sono il vero motore della storia.</p>
<h3 style="text-align: left;">Libro contro Serie Tv: cosa scegliere?</h3>
<p style="text-align: left;">Il nostro consiglio? Entrambi.</p>
<p style="text-align: left;">Se hai già letto il libro, guardare la serie sarà come veder prendere vita i diari di Clara (i famosi &#8220;quaderni per annotare la vita&#8221;). Se invece non lo hai mai letto, la serie TV di Prime Video è il perfetto punto d&#8217;ingresso per innamorarsi della penna della Allende, per poi correre in libreria a recuperare le pagine cartacee.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>In sintesi, perché non perderla?</strong></p>
<p style="text-align: left;">• Per il <strong>Realismo magico</strong>: un genere che in TV, se supportato da ottimi effetti visivi e una buona fotografia, sa essere visivamente poetico.</p>
<p style="text-align: left;">• <strong>Per la storia</strong>: un promemoria potente di come le scelte del passato influenzino il destino delle generazioni future.</p>
<p style="text-align: left;">• <strong>Per i personaggi femminili</strong>: Clara, Blanca e Alba sono figure indimenticabili di resilienza, ribellione e compassione.</p>
<p style="text-align: left;">Preparate i fazzoletti e mettetevi comodi sul divano: la casa dei Trueba sta per riaprire le sue porte.</p>
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		<title>Frankenstein: un sogno di carne e solitudine</title>
		<link>https://www.borderliber.it/frankenstein-un-sogno-di-carne-e-solitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 10:50:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone. In copertina la locandina di &#8220;Frankenstein&#8221; Dopo aver ridato un’anima al legno di Pinocchio, Guillermo Del Toro torna a scavare nelle cicatrici dei dimenticati, rivolgendosi questa volta al padre di tutti i reietti: il mostro di Frankenstein. Il regista messicano non firma un semplice horror, ma un melodramma gotico sfarzoso e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Letizia Falzone. In copertina la locandina di &#8220;Frankenstein&#8221;</strong></p>
<p>Dopo aver ridato un’anima al legno di Pinocchio, Guillermo Del Toro torna a scavare nelle cicatrici dei dimenticati, rivolgendosi questa volta al padre di tutti i reietti: il mostro di Frankenstein. Il regista messicano non firma un semplice horror, ma un melodramma gotico sfarzoso e dolente, un ballo a due tra creatore e creatura che si muove sulle note fragili della psicanalisi.</p>
<h3>Il peso di un’eredità spezzata</h3>
<p>Il cuore del racconto batte nel petto di un giovane Victor Frankenstein, un bambino dalla sensibilità vibrante, intrappolato tra l’amore viscerale per una madre-chioccia e l&#8217;ombra gelida di un padre chirurgo, incapace di carezze. Quando il destino gli strappa la madre proprio mentre dona la vita a un altro figlio, Victor trasforma il lutto in un’ossessione: sconfiggere la morte per non dover più dire addio.</p>
<p>Spostando l&#8217;azione in un Ottocento sontuoso e decadente, Del Toro ci conduce tra i corridoi dell&#8217;Università di Edimburgo, dove Victor sfida Dio stesso. Ma in questa rincorsa al miracolo, il regista sembra a tratti smarrirsi: se l&#8217;occhio gode di una ricostruzione storica magistrale, il cuore fatica a trovare spazio tra personaggi di contorno che restano sfocati, quasi fossero solo spettatori di un dramma troppo grande per loro.</p>
<h3>Frankenstein: lo specchio del rifiuto</h3>
<p>La vera magia — e insieme il limite — del film risiede nel legame speculare tra Victor e la sua Creatura. Per la prima volta, Del Toro sceglie di dare piena voce al mostro: non più un essere muto e ferino, ma un’anima senziente che grida il proprio dolore. La sua violenza non è malvagità, ma il riflesso di uno specchio rotto: la risposta disperata al disgusto di un mondo che lo rifiuta e di un padre che non lo ritiene all&#8217;altezza.</p>
<p>&#8220;È la solitudine di chi non ha chiesto di essere creato, il pianto di un figlio abbandonato che cerca solo un posto in cui non essere un errore.&#8221;</p>
<h3>Un adone tra le cicatrici</h3>
<p>In questa ricerca di bellezza nel deforme, Del Toro compie una scelta audace ma rischiosa. Se Oscar Isaac interpreta un Victor in perenne estasi febbrile, quasi elettrico nel suo delirio, la Creatura di Jacob Elordi spiazza lo spettatore. È difficile vedere un mostro in Elordi: il suo è un fascino oscuro, un eroe maledetto troppo magnetico per incutere il terrore primordiale della creatura di Mary Shelley. Più che un essere ripugnante, ci troviamo davanti a un adone segnato dal destino, una scelta che toglie forse un po’ di forza al tema dell’emarginazione visiva.</p>
<h3>Frankenstein: un involucro prezioso ma fragile</h3>
<p>Frankenstein era il sogno di una vita per Del Toro, la &#8220;matrice&#8221; di tutto il suo cinema. Il risultato è un’opera di una bellezza formale abbacinante, un involucro luccicante che però rischia di soffocare il suo stesso messaggio sotto il peso della citazione e della magniloquenza.</p>
<p>Resta però impressa, come un marchio a fuoco, l&#8217;intuizione più struggente del film: la tragedia di un essere che, intrappolato tra la vita rubata e una morte negata, ci ricorda quanto possa essere crudele il dono dell&#8217;esistenza quando manca l&#8217;amore che la giustifichi. Un film imperfetto, forse troppo ambizioso, ma animato da quel bisogno universale di inclusività che è, da sempre, la vera firma di Del Toro.</p>
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		<title>Les Revenants</title>
		<link>https://www.borderliber.it/les-revenants-serie-tv-falzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 22:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Falzone]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della serie Tv &#8220;Les Revenants&#8221; “Cosa significa essere vivi se i morti camminano tra noi?”. L’elaborazione del lutto, di solito, è qualcosa che riguarda i vivi. C’è chi ci riesce e chi no, ma in sostanza, della solitudine dei morti non importa a nessuno: sono morti appunto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della serie Tv &#8220;Les Revenants&#8221;</strong></p>
<p>“Cosa significa essere vivi se i morti camminano tra noi?”. L’elaborazione del lutto, di solito, è qualcosa che riguarda i vivi. C’è chi ci riesce e chi no, ma in sostanza, della solitudine dei morti non importa a nessuno: sono morti appunto. In <strong>“Les Revenants”</strong>, i morti, all’improvviso non sono più tali. Ritornano, si ripresentano alla porta di casa dopo anni, come se il tempo non fosse passato, dimentichi di essere, a un certo punto, trapassati.</p>
<p>Il luogo è una cittadina delle Alpi francesi, un grumo di case sprofondate tra le montagne, accanto a una diga e a un lago artificiale, che qualche decennio prima ha inghiottito tra le acque un intero villaggio.</p>
<p>La prima a tornare a casa è Camille, una quindicenne dalla folta chioma fulva, finita quattro anni prima in fondo a una scarpata insieme a tutto il pullman della sua classe in gita.</p>
<p>Attorno a Camille ci sono le macerie di una famiglia divelta dal lutto: i genitori si sono separati, la madre ha una relazione con il coordinatore di un gruppo di sostegno per i parenti delle vittime, la sorella attraversa un’adolescenza scapestrata. Proprio questa sorella è la gemella di Camille, che gemella non è più: il primo incontro tra le due, lo specchio fratturato di due corpi non più identici in quanto Léna naturalmente è cresciuta mentre Camille conserva lo stesso aspetto di quattro anni prima.</p>
<p>Simon è invece scomparso dieci anni prima, il giorno in cui avrebbe dovuto sposarsi. Dicono sia stato un suicidio, ma lui non se ne ricorda. Da dietro la porta a vetri, osserva la fidanzata Adèle e la figlia Chloé, ed è determinato a ricominciare dal punto in cui tutto si è interrotto.</p>
<p>Camille e Simon sono ritornati dalla morte, e come loro sono ritornati Victor, Serge, Viviane. E, forse, non solo loro. Nella profondità della cattolica provincia francese, quando i morti si presentano all&#8217;uscio, prima di gridare all’apocalisse zombie, si parla con nonchalance di risurrezione e ci si presenta dal parroco a domandare spiegazioni.</p>
<p>Da un lato, non si può dire che i “ritornanti” siano zombie: non c&#8217;è modo di distinguerli dai vivi. Qual è allora, la fine, se non più la morte? Perché qualcuno ritorna e qualcun altro invece no? Mentre le acque del lago artificiale misteriosamente si abbassano, lasciando emergere gli scheletri e i fantasmi di un villaggio-cimitero, mentre l’elettricità salta a intermittenza soffocando il paese nel buio, ogni personaggio rimesta nelle cicatrici aperte della colpa e del lutto, forzando morti e vivi a fronteggiare i conti del passato e del presente.</p>
<p>E non è tanto interessante il fatto dei “Ritornanti” in sé per sé, non sono tanto loro il punto da focalizzare, ma come noi comuni mortali, ancora mai morti però, potremmo riaccogliere chi, senza alcuna spiegazione, è tornato dall’aldilà.</p>
<p>Guardare <strong>“Les Revenants”</strong>, non è dissimile dall’osservare un quadro di Delacròix o ascoltare la musica di Wagner. Lo stile supera i limiti della ragione. La fotografia cupa e malinconica, la regia cristallina, le musiche incantevoli, prevaricano la narrazione. Ancor più della storia,</p>
<p>infatti, il comparto tecnico impatta sul nostro umore: grazie ad esso mettiamo in campo l’intero bagaglio emotivo. Una serie tv che invita al ragionamento e al rompicapo riuscendo a coinvolgere in maniera passionale</p>
<p><strong>“Les Revenants”</strong> potrebbe essere tutta una grande metafora di come la morte di una persona sconvolga gli equilibri della nostra vita: ma la nostra vita è una materia che, come l’acqua, tenderà a invadere e riempire da sé gli spazi vuoti..</p>
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		<title>Sorelle Sbagliate</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sorelle-sbagliate-recensione-falzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 21:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della Serie &#8220;Sorelle sbagliate&#8221; tratta dal web Tratta dall’omonimo romanzo di Alafair Burke, la serie di Amazon Prime “Sorelle Sbagliate” si muove tra le maglie dei rapporti interpersonali di sangue provando a sviscerarne tutte le possibili sfaccettature. Il rapporto tra Chloe e Nicky non è mai stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sorelle-sbagliate-recensione-falzone/">Sorelle Sbagliate</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della Serie &#8220;Sorelle sbagliate&#8221; tratta dal web</strong></p>
<p>Tratta dall’omonimo romanzo di Alafair Burke, la serie di Amazon Prime “Sorelle Sbagliate” si muove tra le maglie dei rapporti interpersonali di sangue provando a sviscerarne tutte le possibili sfaccettature. Il rapporto tra Chloe e Nicky non è mai stato rose e fiori, fin da piccole, anche a causa di un ambiente familiare complicato.</p>
<p>Crescendo, le cose non sono migliorate soprattutto da quando le loro vite si sono estraniate: Chloe Taylor è direttrice di un giornale di moda con sede a New York, è una attivista dei diritti delle donne con ambizioni in politica. Ha un marito sexy e avvocato di successo, Adam Macintosh, un figlio diciassettenne, Ethan, che le vuole molto bene. Donne che le ripetono, ogni giorno, quanto le siano grate. Ma il suo essere un personaggio pubblico, a capo di una redazione chiamata “The Real Thing” la rende, giorno dopo giorno, bersaglio di haters e di commenti velenosi sui social, con tanto di minacce di morte e disgustosi pacchi inviati direttamente a casa sua.</p>
<p>Nichole lotta per arrivare a fine mese e rimanere pulita da un passato di dipendenze. Una sera, dopo una cena di gala in suo onore, Chloe va nella casa al mare a East Hampton. Camminando scalza, nel buio, sente con il piede che il pavimento è bagnato: si gira e trova Adam riverso per terra, in una pozza di sangue, morto.</p>
<p>A occuparsi delle indagini sono i detective Nancy Guidry e Matt Bowen, che scandagliando alibi e moventi si convincono che il colpevole sia Ethan. La polizia si trova quindi legalmente costretta ad avvisare Nichole Macintosh, ex moglie di Adam del quale ha mantenuto il cognome ma non il figlio: Nichole è la madre biologica di Ethan, ma è anche la sorella maggiore di Chloe.</p>
<p>Per amore di Ethan le due sorelle devono mettere da parte rancore, invidia, diffidenza e usare tutte le loro capacità e le loro risorse per risolvere in prima persona i molteplici misteri che si celano dietro alla morte di Adam. E nel frattempo affrontare anche i demoni del loro passato recente e remoto, dall’infanzia difficile con un padre alcolista e una madre paranoica, al tragico evento di qualche anno prima che le ha separate fino a questo momento.</p>
<p>A tenere sicuramente la scena sono Jessica Biel ed Elizabeth Banks, che confermano la propria bravura nel muoversi tra il dramma e la commedia senza soluzione di continuità e danno vita a due sorelle sbagliate in cui, un po’ come in “L’amica geniale”, non si capisce bene chi sia la “sbagliata” del titolo. Mostrano come non si è sempre il risultato delle proprie scelte ma anche di quelle di qualcun altro.</p>
<p>Una serie thriller con elementi di legal thriller e drama familiar che punta sul cast femminile senza dimenticare di creare un valido contraltare su quello maschile. Più di tutto è però una storia di legami e dinamiche familiari. Dove queste sono tossiche e irrequiete, scalfite e consumate dall’aggressività e dalla violenza. Chloe e Nicky sono volto, corpo e anima di figure ambigue, doppie, i cui intenti sono equivoci e vaghi. L’unica certezza è la ricerca della verità nel momento in cui ad essere in pericolo è chi amano di più. Nessuna delle due riesce a</p>
<p>sostenere l’altra, non c’è odio, ma riluttanza, sdegno e accanimento. Eppure qualcosa le unisce, e nulla ha a che fare con il legame di parentela.</p>
<p>“Sorelle Sbagliate” cattura l’attenzione e si fa sempre più avvincente puntata dopo puntata, anche quando tutto sembra andare in una direzione prende svolte inaspettate e sorprendenti. Fino al finale, all’epilogo perfetto per una storia in cui l’amore ha almeno due facce. Come Chloe e Nicky.</p>
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