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	<title>Sentire Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Dubbi, lacrime e interferenze oniriche&#8230;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dubbi-interferenze-giudice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 22:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prose di Rocco Giudice. Foto di Martino Ciano Sui dubbi nuvolosi e gli affanni raziocinanti Leggendo i lampi come una scrittura, una folgore sforbicia la notte – ma sono solo le tue ali che ha mozzato. Perciò, devi piegarti e trascinarti sotto un cielo al cui riparo i fulmini, stremati, corrono a riposarsi, le statue, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Prose di Rocco Giudice. Foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<h3>Sui dubbi nuvolosi e gli affanni raziocinanti</h3>
<p>Leggendo i lampi come una scrittura, una folgore sforbicia la notte – ma sono solo le tue ali che ha mozzato. Perciò, devi piegarti e trascinarti sotto un cielo al cui riparo i fulmini, stremati, corrono a riposarsi, le statue, anchilosate, si sgranchiscono. Ma ogni lume riverbera dal sole e l’ombra che ora ristagna sul Creato sa che non diventerà mai tenebra notturna. Si può vivere nell’ombra, se si ha una luce nello sguardo?</p>
<h3>Acqua, lo inondi con le lacrime</h3>
<p>Cade la pioggia o si rovescia una cascata di fiori che non smettono mai di sbocciare e solo sulla sua carne attecchiranno, finché non verranno a disfarsi prima che diventino un abito, prima che qualcuno li colga piangendo per non vederli appassire come lui farà e come farà chi lui ama – perciò non può uscire dalla roccia più che dal disegno e dalla mente che non se ne libererà.</p>
<h3>Il custode dello specchio</h3>
<p>Un pupazzo addormentato in mezzo a un avanzo di giardino d’ortiche e d’orchidee intraviste tra le fibre d’un arazzo e che racconta a chiunque venga a risvegliarlo una storia di cui lui solo conosce i segreti – non confondere la tua immagine con chi ne possiede i sigilli.</p>
<p>“Quella verità che ho origliato se n’è andata senza saluto e senza lasciare tracce né messaggi” racconta. “Questo perché non può essere rubato alcun segreto, che solo a rubarlo capisci ch’era tale.”</p>
<p>Non rubargli il suo – non svegliarlo. Non dirgli il tuo – non svegliarti. Mettete sopra questo vuoto la stessa pezza – lo stesso sonno.</p>
<h3>Interferenze oniriche</h3>
<p>In dormiveglia, leggi a fatica il libro che da tanto di quel tempo tieni in sospeso, che l’amore così esclusivo a esso riservato è cambiato come una tendina sbiadita alla luce della lampada prima che cambiasse l’ora che ogni notte concedi alla lettura, così che la fedeltà a questo rito somiglia a un chiudere gli occhi a tempo – fingendo di non essere sempre tu a decidere quando.</p>
<p>Ma, ora, proprio poco prima di chiudere libro e occhi, perdi il rigo e ti perdi lungo il filo di una corrente onirica di cui non ti eri accorto ti teneva stretto fra immagini che non riesci a fissare – come le parole che compaiono e scompaiono sulla pagina, confusa allo schermo balenante dove molte storie premono per accadere.</p>
<p>In mezzo a esse, mentre le immagini si sopraffanno senza scorrere, tranne che qualcosa le agita oltre una quinta <em>cuki</em> fanno schermo, c’è un luogo affollato dove tutti sono di spalle mentre si dirigono verso un’uscita.</p>
<p>(Dove li condurrà, cosa o chi li aspetta oltre quella soglia, di cui tu non saprai nulla).</p>
<p>D’un tratto, qualcosa li blocca e tutti rimangono fermi dove sono, in attesa che qualcuno arrivi o che qualcosa accada: quando uno, uno dei tanti immobilizzati nella ressa, uno che non ricordi di avere mai visto, che non si preoccupa neppure di somigliare a un altro o a chiunque: uno che non si cura neanche di lasciare che un indizio spieghi il motivo per cui stare lì, almeno nel suo caso, a aspettare, forse, di trovare ospitalità in un altro sogno dopo essere entrato nel tuo per la dubbia funzione di sostituto di qualche altro di più memorabile: lui solo si gira verso di te: e come se ti vedesse, sorride nel modo in cui si sorride a chi sta facendo una cosa buffa: e tu riapri gli occhi giusto in tempo per sentire il libro caderti dalle mani.</p>
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		<title>Cromosoma della fine. Gianni Eros Russo condanna l&#8217;apparenza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cromosoma-nulla-russo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 03:42:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[divenire]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Esistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Essere]]></category>
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		<category><![CDATA[Pequod]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentire]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Cromosoma della fine&#8221; di Gianni Eros Russo, Pequod, 2024 I versi di Gianni Eros Russo incidono l&#8217;apparenza, l&#8217;evanescente. Ogni Ente si sgretola nel divenire e ciò tocca anche all&#8217;esistenza umana. La sua poesia non è un inno al nichilismo o al pessimismo, ma alla costatazione del reale, perché nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Cromosoma della fine&#8221; di Gianni Eros Russo, Pequod, 2024</strong></p>
<p>I versi di <strong>Gianni Eros Russo</strong> incidono l&#8217;apparenza, l&#8217;evanescente. Ogni <strong>Ente</strong> si sgretola nel divenire e ciò tocca anche all&#8217;esistenza umana. La sua poesia non è un inno al nichilismo o al pessimismo, ma alla costatazione del reale, perché nel mezzo della vita e della sua sostanza viene concepita la poesia; l&#8217;astrazione è infatti un&#8217;illusione peggiore della razionalità.</p>
<p><em>L&#8217;uomo è misura del suo tempo,/ma i suoi patimenti sono nulla/fra le mute infinite delle galassie/il suo cielo è meno/della misura di un punto./Eppure, vive questo caldo/e questa stanchezza come/se, nella sintassi delle orbite/ellittiche, contasse qualcosa:/e il suo decadimento mi appartiene./L&#8217;umanità è un canto sperduto/(veleno eterno della Terra)/è una manciata di polvere./(Inevitabile sarà smettere di scrivere, necessità, per eccesso d&#8217;ingordigia:/nell&#8217;abbandono dovremmo compatirci),/Eppure, sento il corpo caldo/nullità nell&#8217;economia del cosmo./Eppure, sono corpo caldo/e nella sera cerco i tuoi occhi.</em></p>
<p>La costruzione del mondo, ma potremmo anche dire <strong>&#8220;la natura delle cose&#8221;</strong>, è per il poeta campano un momento da cui soprattutto l&#8217;uomo si fa abbindolare, attribuendo a questo andirivieni tra <strong>&#8220;essere e nulla&#8221;</strong> la speranza nei giorni migliori. Tutto tende alla perfezione? Certo che no; attraverso le sue poesie, Russo risponde in maniera molto semplice: <strong>cos&#8217;è il nostro dolore in confronto all&#8217;erezione delle galassie?</strong> Cosa sono i nostri giorni rispetto ai tempi di evoluzione dell&#8217;Universo?</p>
<p>Le parole di Russo salvano poco, forse solo una latente necessità di amore, che, per quanto soggetta anch&#8217;ella al divenire, rinnova giorno dopo giorno un miraggio di eternità e di benessere. Il poeta duella con il lettore; lo interroga con la sua scrittura ricca di spunti di riflessione, fomentata da emozioni che fanno a pugni con il sogno che tutto prova a sistemare. Forse, è proprio questa reazione a catena innescata dal nostro<strong> &#8220;sentire&#8221;</strong> che prova ad addolcire l&#8217;incubo quotidiano nel quale siamo immersi.</p>
<p><em>Inalare la bianca pianura,/l&#8217;ultimo sole mattutino/e l&#8217;acciaio di un ponte/e la malattia del tempo:/l&#8217;ultima avventura di rumore/sparirà con l&#8217;uomo/con una perifrasi/vuota nel sogno della storia.</em></p>
<p>Con <strong>&#8220;Cromosoma della fine&#8221;</strong>, raccolta lucida che rende visibile anche l&#8217;invisibile e che fa trattenere il fiato anche all&#8217;aria aperta, Russo interroga se stesso e l&#8217;umanità. Sa che non avrà una risposta esaustiva, perché non è compito né della ragione né dello spirito comprendere quella misteriosa attrazione che lega l&#8217;uomo alle sue convinzioni e alla sua necessità di eternità. Provare a scoprire l&#8217;origine di questa forza è la provocazione in cui l&#8217;Universo ci getta quotidianamente.</p>
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		<title>Riesco a sentire la vita</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sentire-vita-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 03:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Autunno]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[Gervasi]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi Sento il vento ululare, sento il mare agitarsi, sento lo strofinare dei rami degli alberi, sento le gocce di pioggia sopra la mia testa, sento il profumo dell&#8217;inverno, sento l&#8217;eco lontano dell&#8217;autunno, sento la speranza della primavera, sento il calore dell’estate, sento la voce di un bimbo alla finestra, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>Sento il vento ululare,<br />
sento il mare agitarsi,<br />
sento lo strofinare<br />
dei rami degli alberi,<br />
sento le gocce di pioggia<br />
sopra la mia testa,<br />
sento il profumo dell&#8217;inverno,<br />
sento l&#8217;eco lontano dell&#8217;autunno,<br />
sento la speranza<br />
della primavera,<br />
sento il calore dell’estate,<br />
sento la voce di un bimbo<br />
alla finestra,<br />
sento la sua malinconia,<br />
la voglia di uscire,<br />
di correre nonostante la pioggia.<br />
Sento la natura<br />
e il suo battito,<br />
tanto simile al nostro.<br />
Sento la vita scorrere velocemente,<br />
mentre il creato<br />
implora una piccola pausa.<br />
Riesco a sentire un sospiro,<br />
riesco a sentire un sorriso,<br />
riesco a sentire una radio accesa,<br />
riesco a sentire il fischio del treno,<br />
riesco a sentire il pensiero della gente,<br />
riesco a sentire la solitudine d&#8217;agosto,<br />
riesco a sentire delle voci confuse,<br />
riesco a sentire la stanchezza,<br />
riesco a sentire il cammino del mio cuore,<br />
riesco a sentire il suo fiato: poesia,<br />
che chiede di uscire.<br />
Riesco a sentire la vita e la sua essenza.</p>
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		<title>Sei andata via</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sei-andata-via-adriana-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 01:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Decisione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesto]]></category>
		<category><![CDATA[Partenza]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[Perdono]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentire]]></category>
		<category><![CDATA[Vedere]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia di Adriana Sabato. Foto di Martino Ciano Sei andata via. Nessuno ad ascoltare il tuo muto grido d’aiuto. Sei andata via in punta di piedi: hai cercato e hai trovato una svolta senza ritorno. Sei andata via nel mese dell’amore come il tuo nome, simbolo di passione e forza, hai dato un taglio netto, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia di Adriana Sabato. Foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Sei andata via.<br />
Nessuno ad ascoltare il tuo muto grido d’aiuto.<br />
Sei andata via in punta di piedi: hai cercato e hai trovato<br />
una svolta senza ritorno.</p>
<p>Sei andata via nel mese dell’amore<br />
come il tuo nome, simbolo di passione e forza,<br />
hai dato un taglio netto, hai reciso quell’ultimo filo di speranza<br />
disperata.</p>
<p>Quante volte avrai chiesto senza ricevere<br />
quante volte i tuoi occhi hanno parlato<br />
senza neanche essere visti<br />
da altri occhi troppo presi dal proprio<br />
ego indaffarato!</p>
<p>Homo faber, recupera il tuo ormai fragile intelletto,<br />
ascolta, leggi, guarda in faccia il dolore.<br />
Ruvida terra, ruvida bellezza, osserva, tocca, immergi<br />
le operose mani in quel corpo martoriato dall’inquieta<br />
sofferenza di tua figlia.</p>
<p>Sole che sorgi ogni mattina, inonderai di luce<br />
una giornata fredda e muta nel dolore e nel pianto<br />
di una comunità intera.<br />
Ruvida morte, hai strappato un fiore raro del deserto<br />
in cui lascerai traccia indelebile.<br />
Nella tua folle corsa hai lasciato indietro<br />
compassione e pietà.</p>
<p>Sei andata via,<br />
fiore raro in un deserto,<br />
non conoscerai rose, non conoscerai futuro,<br />
non saprai mai cos’è la vita,<br />
una lucida angoscia ti ha travolta e noi…</p>
<p>Ci hai lasciati nel colpevole silenzio<br />
a chiederci un inutile e disperato perché,<br />
a chiederti un umile perdono…</p>
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		<item>
		<title>All&#8217;amore ritrovato</title>
		<link>https://www.borderliber.it/amore-ritrovato-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 01:16:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[ritrovare]]></category>
		<category><![CDATA[Sentire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie di Adriana Sabato Catturo suoni con le mani passi felpati di gattoni innamorati. Musica, poesia per l’anima, sei ritornata. Poesia, magico incanto per chi ascolta silenziosamente il tuo incedere lento e disperato. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Il gesto è lento, misurato preludio di silenzio. Fra le note si legge poesia musica vita. &#160; &#160;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesie di Adriana Sabato</strong></em></p>
<p>Catturo suoni con le mani<br />
passi felpati di gattoni<br />
innamorati.</p>
<p>Musica,<br />
poesia per l’anima,<br />
sei ritornata.</p>
<p>Poesia, magico incanto<br />
per chi ascolta silenziosamente<br />
il tuo incedere lento e disperato.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Il gesto è lento, misurato<br />
preludio di silenzio.<br />
Fra le note<br />
si legge<br />
poesia<br />
musica<br />
vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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