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	<title>sensazioni Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Giorno che sorge</title>
		<link>https://www.borderliber.it/giorno-sorge-poesie-buttazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 21:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Buttazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giorno che sorge&#8221; è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto tratta da Pexels, a uso gratuito Giorno ubriacami. Fammi vivere oltre il godimento, oltre il piacere. Fammi soffrire esistere patire. Fammi bere. Il tempo passa e corre verso terre di nessuno. Fammi conoscere la realtà le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Giorno che sorge&#8221; è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto tratta da <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-dell-ora-d-oro-163323/">Pexels, a uso gratuito</a></strong></p>
<p>Giorno<br />
ubriacami.<br />
Fammi vivere<br />
oltre il godimento,<br />
oltre il piacere.<br />
Fammi soffrire<br />
esistere patire.<br />
Fammi bere.<br />
Il tempo passa<br />
e corre verso terre di nessuno.<br />
Fammi conoscere la realtà<br />
le sue infinite rappresentazioni.<br />
Dammi l’inganno della felicità,<br />
l’illusione d’esistere.<br />
Giorno sorgi di là dell’orizzonte<br />
oscura la notte<br />
del mio tempo interiore.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Altro da sé”, L’Autore Libri Firenze, 2006</strong></em></p>
<hr />
<p>Già viva è la piazza del paese.<br />
San Vito troneggia sulla secolare colonna<br />
la Casa del popolo è ancora chiusa<br />
i netturbini spazzano le strade<br />
con ramazze di ferro<br />
i muratori entrano infreddoliti nei bar<br />
a bere bicchieri di fuoco<br />
io consumo il solito caffè<br />
e nello specchio della tazza fumante<br />
annego colorati pensieri.<br />
Un cane passa<br />
e composto piscia ai bordi del marciapiede.<br />
Fa freddo<br />
la gelata taglia le gambe<br />
un vecchio coperto di stracci<br />
traversa la piazza in bicicletta<br />
e mi dice che bisogna andare<br />
veloci, andare.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Alba”, L’Autore Libri Firenze, 2007</strong></em></p>
<hr />
<p>Pioggia<br />
insistita e leggera<br />
come carezza di donna.<br />
Aprimi il cuore<br />
stamane,<br />
allagami.<br />
Dammi parole, respiro<br />
e quel bacio<br />
frustata delle mille lingue.<br />
Dammi le labbra.<br />
Guardami, rapiscimi,<br />
fammi stare male.<br />
Sovversiva è la bellezza.<br />
La mattina è di latte.<br />
Tu vieni<br />
stamane<br />
e non mi lasciare più.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “E ancora vieni dal mare”, Manni Editori, 2012</strong></em></p>
<hr />
<p>In coppe alabastrine<br />
berrò<br />
quel che resta del giorno.<br />
Per i campi del Sud<br />
cullerò<br />
amori fanciulli.<br />
Irrorerò<br />
di linfe e frescure<br />
gli ulivi contorti e assolati.<br />
Sul mio confine<br />
di marginale sentimento<br />
né barriere né steccati,<br />
solo un barchetto in libertà.<br />
Viaggerò<br />
oltre le nubi.<br />
mi nutrirò di pane<br />
e di tutte le malinconie<br />
del mondo.<br />
<strong><em>Versi tratti dalla raccolta “Origami di parole”, Luca Pensa Editore, 2016</em></strong></p>
<hr />
<p>Mille cavallini<br />
con la chioma d’argento<br />
in piazza<br />
scalpitano e scalciano<br />
sul tuo cuore fanciullo.<br />
Mille cavallini<br />
in piazza<br />
percorrono il più bel sentiero.<br />
Giardino di primavera,<br />
nei campi di duro ulivo<br />
tu segni a caratteri perpetui<br />
una terra vibratile<br />
d’amore.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Nei tuoi arcobaleni… e altre poesie”, I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2019</strong></em></p>
<hr />
<p>Cade<br />
insistentemente<br />
una pioggia<br />
fitta di memorie.<br />
Una pioggia<br />
di ricordi<br />
scende<br />
sull’anima bruciata<br />
di rame.<br />
Vissuti d’arsure<br />
bagnate<br />
da gocciole benedette.<br />
Precipitano<br />
catinelle<br />
come affermazioni<br />
mai dette,<br />
che tu non pronunciasti<br />
per neghittosità, per indolenza.<br />
Scende<br />
quest’acqua<br />
d’improvvisa frescura.<br />
Io sono qui.<br />
Sono qui<br />
alle periferie,<br />
ad aspettare<br />
laconico<br />
un inatteso disvelamento.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Fra le pieghe del rosso”, I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2022</strong></em></p>
<hr />
<h4><strong>Chi è Marcello Buttazzo?</strong></h4>
<p>Marcello Buttazzo è nato a Lecce nel 1965 e vive a Lequile, nel cuore della Valle Della Cupa salentina. Ha studiato Biologia con indirizzo popolazionistico all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha pubblicato numerose opere, la maggior parte di poesia. Scrive periodicamente in prosa su Spagine (del Fondo Verri), nella rubrica Contemporanea, occupandosi di attualità. Collabora con il blog letterario Zona di disagio diretto da Nicola Vacca. Tra le pubblicazioni in versi ricordiamo: “E l’alba?” (Manni Editori), “Origami di parole” (Pensa Editore), “Verranno rondini fanciulle” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), “Ti seguii per le rotte” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Ad aprile 2025, è uscito per Collettiva Edizioni Indipendenti il libello dal titolo “Sommesse preghiere” (Collezione I Distillati).</p>
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		<title>Incroci, Henry Miller-Heinrich Böll-Enrico Emanuelli insieme senza saperlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 06:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo '63]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura delle macerie]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria personale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sensazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo a cura di Martino Ciano &#8211; già pubblicato su Zona di Disagio Ho sfogliato con gli occhi le opere allineate nella mia libreria. Tanti volumi, riposti alla meglio, senza tener conto dell’ordine alfabetico. Eppure ogni testo è ancor vivo in me. Mi basta uno sguardo per ricordarmi quando l’ho letto, quanto ci ho messo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo a cura di Martino Ciano &#8211; già pubblicato su <a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2015/12/11/diario-di-un-lettore-impertinente/">Zona di Disagio</a></strong></em></p>
<p>Ho sfogliato con gli occhi le opere allineate nella mia libreria. Tanti volumi, riposti alla meglio, senza tener conto dell’ordine alfabetico. <strong>Eppure ogni testo è ancor vivo in me. Mi basta uno sguardo per ricordarmi quando l’ho letto, quanto ci ho messo, le emozioni che mi ha dato. In alcuni casi, riesco a ricordare anche il disgusto che ho provato, perché non tutto ciò che si legge piace davvero.</strong> A volte la nostra colpevole bulimia letteraria serve solo a soddisfare l’insoddisfazione cerebrale. Si legge per grazia ricevuta.</p>
<p>I miei occhi sono caduti su <strong><em>Opinioni di un clown</em></strong>, il capolavoro dello scrittore tedesco <strong>Heinrich Böll</strong>. L’ho letto qualche anno fa, ma in me rimane ancora vivido il ricordo del protagonista, Hans. Attore, clown, caduto in povertà, fermato da un infortunio, eroe anti-borghese e tremendo accusatore del bigottismo cattolico con cui la Germania stava provando a dimenticare il nazismo e l’Olocausto.</p>
<p>Ricordo anche quando lessi l’introduzione e la prefazione del libro.<strong> Io le leggo sempre, perché oltre l’opera v’è lo scrittore e oltre l’autore v’è il contesto storico in cui agisce.</strong> Non esiste penna che sia indipendente dal tempo in cui il suo tratto si rende indelebile. Al massimo può essere controcorrente. <strong>Böll faceva parte della corrente della Letteratura delle macerie nata proprio per ricostruire la cultura tedesca attraverso l’autocritica.</strong> Mi rimase impresso questo nome. A primo acchito potrebbe sembrare un nomignolo nichilista, invece, svela al mondo il potere salvifico della letteratura. Dalle macerie, la ricostruzione spirituale attraverso l’analisi e l’autocritica.</p>
<p>Faccio scorrere lo sguardo tra le mensole della mia libreria e pesco un piccolo testo che ho letto da poco.<strong> Una lettera dal deserto di Enrico Emanuelli.</strong> Giornalista e scrittore morto nel 1967 e che negli ultimi anni della sua vita fu responsabile delle pagine letterarie del <strong>Corriere della Sera</strong>. Questo libro è un breve testo in cui cronaca e letteratura si uniscono. Tutto ruota intorno a una curiosità: sapere perché un ex tenente medico italiano si sia rifugiato presso gli Indos peruviani per condurre una vita appartata. In queste poche ma intense pagine si intrecciano emozioni, ricordi e, soprattutto, una profonda analisi dell’uomo e della società italiana nell’epoca fascista.</p>
<p>Anche di questo libro ho letto la prefazione e ho scoperto che Emanuelli era un convinto avversario del Gruppo ’63, all’epoca avanguardisti, oggi, tra i principali responsabili della creazione delle baronie culturali italiane.<strong> Sarà per questo motivo che Emanuelli è finito nel dimenticatoio?</strong></p>
<p>Ecco cosa scrisse Emanuelli riguardo al gruppo di cui facevano parte Sanguineti, Eco, giusto per citare i più celebri.</p>
<p><em><strong>“Certuni ad ogni costo vogliono far paura ai benpensanti. È da sciocchi non riconoscere grande importanza a questi impauritori di turno. Soltanto bisogna rassegnarsi a un guaio: per ogni vero, spontaneo e disinteressato impauritore, come Henry Miller, ve ne sono dieci fasulli, calcolatori e mestieranti”.</strong></em></p>
<p>Ed ecco, rimetto Emanuelli al suo posto. Nel mio cuore ancora lo applaudo e mi scuso con lui per averlo conosciuto così tardi. Mi sposto proprio su Henry <strong>Miller, sul suo Tropico del Cancro.</strong> Libro amabile, libertino, parigino. L’esperienza di un uomo che risponde con indifferenza alla possibilità che i suoi sogni non si realizzino. Miller è diventato ciò che voleva, ma proprio grazie alla genuinità della sua scrittura. Scioccare, raccontando la realtà.</p>
<p><strong>E così finisco il viaggio nella mia libreria, il mio tour in questi ricordi ancor vividi. Posso andare a dormire tranquillo anche questa sera.</strong></p>
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