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	<title>Segnalazioni Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>I modi finiti: il primo romanzo di Marta Fanello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 03:10:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Redazione. Presentiamo il primo romanzo della scrittrice calabrese Marta Fanello. Il titolo è &#8220;I modi finiti&#8221;, pubblicato per la casa editrice Affiori Di cosa parla &#8220;I modi finiti&#8221; Il 15 agosto del 2007, il piccolo Giona, di quattro anni, scompare durante un picnic. Dodici anni più tardi, lettere anonime e inequivocabili riportano di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Redazione. Presentiamo il primo romanzo della scrittrice calabrese Marta Fanello. Il titolo è &#8220;I modi finiti&#8221;, pubblicato per la casa editrice Affiori</strong></p>
<h3>Di cosa parla &#8220;I modi finiti&#8221;</h3>
<p>Il 15 agosto del 2007, il piccolo Giona, di quattro anni, scompare durante un picnic. Dodici anni più tardi, lettere anonime e inequivocabili riportano di colpo a galla quella che sembra una vicenda ormai conclusa, minando gli equilibri di un microcosmo ormai consolidato, in una località del sud dal nome sconosciuto ma dai punti di riferimento nitidi.</p>
<p>È Tobia, fratello maggiore di Giona, ormai adulto, a ripercorrere gli eventi che hanno condotto alla sparizione, nel tentativo di mettere insieme i tasselli del mosaico che nasconde la verità, mentre Giona, in controcanto, narra la sua personale versione dei fatti. Ma la storia di Giona è riverberata in un alternarsi di punti di vista dalle voci di tutti coloro che, consapevoli o meno, in questa vicenda sono coinvolti: Glauco, padre dei due fratellini, che reagisce alla lettera col suo solito furore, incolpando Bianca; Bianca, che tenta di analizzare i fatti e rimettere le cose a posto; Viola, la sua migliore amica, che riscostruisce con razionalità e autocontrollo l&#8217;evoluzione degli eventi; Verdiana, che scorge in quella lettera un barlume di verità e non riesce a sopportare il dubbio che la attanaglia, fino al suicidio; don Nero, che non riesce più a fingere con se stesso e si trova costretto ad aprire gli occhi sul baratro; infine Giada e Celeste, che con la loro presenza-assenza tingono gli eventi di un&#8217;impronta indelebile.</p>
<p>Una storia che parte dagli anni &#8217;80 e attraversa l&#8217;infanzia, l&#8217;adolescenza e l&#8217;età adulta dei protagonisti, mostrando una serie di chiaroscuri fatti di menzogne, tradimenti, paura, tenacia, amori ossessivi, e passando dal 2019 giunge al 2052, in una catena di colpe e omissioni. Una vicenda che si dipana tra passato, presente e futuro, con un realismo in cui c’è posto per la magia, la superstizione e il soprannaturale ma in cui la relazione tra gli eventi è dominata dal libero arbitrio. Un mistero che appare come un gioco enigmistico. Una sciarada in cui solo la corretta concatenazione tra gli elementi condurrà all&#8217;inaspettata soluzione.</p>
<h3>Chi è Marta Fanello</h3>
<p>Classe 1982, sono cresciuta in Calabria per poi trasferirmi a Bologna dove mi sono laureata in Lettere. Successivamente ho vissuto a Tours (Francia), città famosa per la gastronomia, e a Leicester (Regno Unito), dove ho conseguito un dottorato in Storia antica e (nota di colore per gli appassionati) ho assistito alla storica e inattesa vittoria calcistica del Leicester City guidato da Claudio Ranieri.</p>
<p>Attualmente vivo e lavoro a Vibo Valentia, e sono in attesa di un bimbo. Fin da giovanissima mi sono cimentata con la stesura di racconti e romanzi, risultando finalista al premio J. Prévert 2006 con la raccolta Storie di oggetti inanimati (Montedit), e aggiudicandomi il primo premio al concorso internazionale Naviglio Martesana 2008 con il racconto L’eclissi e il dirupo. Per Giulio Perrone editore, miei racconti sono apparsi nelle raccolte Estate in cento parole e Mai una tregua (L’Erudita), e ho collaborato alle antologie Pensieri di carta, Disavventure amorose (Affiori) e Giro d’Italia in 80 racconti.</p>
<p>Ho appena vinto il 54° premio Writers Magazine Italia con il racconto &#8220;Perdonare il fuoco&#8221; (presto in uscita sul prossimo numero della rivista WMI). I modi finiti è il mio primo romanzo.</p>
<p>Ho un blog: <a href="https://lastregadeilibri.wordpress.com/">La strega dei libri</a> e collaboro come recensore per <a href="https://www.mangialibri.com">Mangialibri</a></p>
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		<title>Segnalazioni. &#8220;La benda al cuore&#8221;. Il libro di Sorrentino sul fatale settembre del 1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 02:59:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Armistizio]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Ugo Cavallero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di redazione. &#8220;La Benda al Cuore&#8221;, il nuovo romanzo di Gerlando Fabio Sorrentino. La storia italiana al centro dell&#8217;ottantesimo anniversario del fatale settembre 1943. Il romanzo è edito da Pav Edizioni Un&#8217;opera che illumina una delle pagine più oscure e cruciali della storia italiana. L’autore Gerlando Fabio Sorrentino ci presenta il suo ultimo lavoro, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di redazione. &#8220;La Benda al Cuore&#8221;, il nuovo romanzo di Gerlando Fabio Sorrentino. La storia italiana al centro dell&#8217;ottantesimo anniversario del fatale settembre 1943. Il romanzo è edito da Pav Edizioni</strong></p>
<p>Un&#8217;opera che illumina una delle pagine più oscure e cruciali della storia italiana. L’autore Gerlando Fabio Sorrentino ci presenta il suo ultimo lavoro, il suo terzo romanzo, <strong>“La Benda al Cuore”</strong>, imperniato sul mistero della morte del <strong>Maresciallo Ugo Cavallero</strong> nel contesto della tumultuosa transizione dell&#8217;Italia, dalla caduta del regime fascista al lento e sanguinoso cammino verso la democrazia.</p>
<p>Il 2023 segna non solo l&#8217;ottantesimo anniversario della scomparsa di Cavallero, ma anche dei drammatici fatti dell&#8217;<strong>8 settembre 1943</strong>, data storica in cui l&#8217;Italia annunciò l&#8217;armistizio con gli Alleati, spianando la strada a una serie di eventi tragici e rivoluzionari che avrebbero segnato per sempre la nazione.</p>
<p><strong>“La Benda al Cuore”</strong> svela i misteri degli ultimi giorni del Maresciallo Ugo Cavallero, enigmatico capo di stato maggiore generale delle <strong>Forze Armate Italiane durante la Seconda Guerra Mondiale</strong>, trovato morto nel settembre 1943 in circostanze misteriose.</p>
<p>Con precisione giornalistica e profondità di analisi, Sorrentino disegna un panorama del settembre 1943: dallo sbandamento dell&#8217;esercito italiano, alla reazione violenta dei tedeschi, dai bombardamenti alleati alle atrocità naziste, dalla confusione politica al dramma di un popolo preso tra due fuochi. <strong>Una nazione letteralmente spezzata in due</strong>, con al centro la figura emblematica di Cavallero, simbolo dei tormenti, delle divisioni e delle complessità di un&#8217;epoca.</p>
<p>In “La Benda al Cuore”, l&#8217;autore non si limita a ricostruire la cronaca degli eventi, ma penetra l&#8217;animo dei protagonisti e il clima di incertezza, paura e tradimento che permeava quei giorni. Il romanzo si configura non solo come un viaggio storico, ma come una lente di ingrandimento sulle dinamiche umane, politiche e militari che hanno determinato le sorti dell&#8217;Italia.</p>
<p>Alla luce dei recenti sussulti politici e sociali che attraversano il continente europeo, l&#8217;opera di Sorrentino acquisisce un valore ancora più profondo, fungendo da monito sulla fragilità delle democrazie e sulle cicatrici indelebili lasciate dalla guerra, invitando a riflettere sulle lezioni non apprese e sulle tragiche ripercussioni delle guerre passate e presenti.</p>
<p><strong>&#8220;La Benda al Cuore&#8221;</strong> si propone come un testo indispensabile per tutti coloro che vogliono approfondire o riscoprire un periodo cruciale della storia italiana, sottolineando l&#8217;importanza della memoria collettiva e dell&#8217;analisi critica degli eventi passati, soprattutto in occasione dell&#8217;ottantesimo anniversario del fatidico settembre &#8217;43.</p>
<p><strong>Cavallero, oltre al suo ruolo militare, ha incarnato una figura chiave nell&#8217;industria italiana, guidando colossi come Pirelli e Ansaldo.</strong> Laureato, poliglotta e dotato di un&#8217;intelligenza brillante, la sua morte rimane uno dei grandi misteri della storia italiana del ventesimo secolo. Il romanzo getta luce su un uomo complesso, alle prese con le tensioni dell&#8217;epoca e con un profondo senso di appartenenza ai valori tradizionali italiani, capace di ispirare l’ammirazione e l’avversione dei suoi contemporanei.</p>
<p>Una figura dalla personalità enigmatica, che continua ad affascinare e a suscitare interrogativi a distanza di ottanta anni esatti dalla sua morte. L’autore ci conduce attraverso gli ultimi tre giorni di vita del maresciallo, raccontando gli eventi che portarono alla sua tragica scomparsa, avvenuta nel settembre del 1943: <strong>si trattò di un suicidio oppure di un omicidio ordito dai tedeschi o dai fascisti?</strong> La morte di Cavallero è solo uno dei tanti elementi che compongono questo romanzo. Vi è presente anche una drammatica e dettagliata ricostruzione delle convulse giornate che seguirono l’armistizio dell’8 settembre 1943. Una pagina della storia italiana caratterizzata da una grande confusione, dalle atrocità e deportazioni perpetrate dai tedeschi e dalle devastazioni causate dalle Forze Alleate.</p>
<h3>Informazioni sull&#8217;Autore</h3>
<p>Originario di Agrigento ma abruzzese d&#8217;adozione, Gerlando Fabio Sorrentino ha consolidato la sua presenza nel panorama letterario italiano con una carriera variegata che spazia dal romanzo alla poesia, ricevendo significativi riconoscimenti, tra cui una segnalazione sul Venerdì di Repubblica da parte del giornalista Corrado Augias, distinguendosi per la sua capacità di unire la meticolosità della ricerca storica alla profondità dell&#8217;analisi psicologica. Sorrentino continua il suo percorso di esplorazione dei meandri più oscuri della storia italiana, offrendo un&#8217;opera matura e articolata e trovando in &#8220;La Benda al Cuore&#8221; uno dei suoi apici espressivi.</p>
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