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	<title>scetticismo Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Esercizi di realismo. Ciò che non è ma che ci ipnotizza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/esercizi-di-realismo-cio-che-non-e-ma-che-ci-ipnotizza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 00:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefano Cazzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Esercizi di realismo&#8221; di Stefano Cazzato Esiste il fare, ma molto più importante è il pensare. Pensare aiuta ad agire, a patto di non voler rimanere ancorati al nostro stadio istintuale. Non possiamo pretendere di non sbagliare, non saremmo umani; peggio ancora, senza l&#8217;errore non ci saremmo evoluti; poco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Esercizi di realismo&#8221; di Stefano Cazzato</strong></p>
<p>Esiste il fare, ma molto più importante è il pensare. Pensare aiuta ad agire, a patto di non voler rimanere ancorati al nostro stadio istintuale. Non possiamo pretendere di non sbagliare, non saremmo umani; peggio ancora, senza l&#8217;errore non ci saremmo evoluti; poco avremmo imparato se tutto fosse stato velato dalla perfezione. Si dice che lo spirito critico ci aiuti a valutare, grazie a esso compiamo delle scelte; le scelte generano azioni e atteggiamenti, siano essi giusti o sbagliati, abbiamo la possibilità di creare e di distruggere; una serie di azioni determina un evento, una serie di eventi danno luogo alla vita. Questo vale per ogni individuo. Ogni individuo fa parte della società, anche gli alienati e gli <em>anti-tutto</em>.</p>
<p><em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-5197" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/10/9788881760794.jpg?resize=301%2C443&#038;ssl=1" alt="Esercizi di Realismo" width="301" height="443" data-recalc-dims="1" />Esercizi di realismo </em>di Stefano Cazzato è un libro del 1999, non è neanche più in commercio, ma io ho avuto il privilegio di leggerlo. Avere un pensatore per amico può essere una gran rottura di scatole, perché ti impone di ragionare anche sul sesso degli angeli, ma allo stesso tempo è divertente, perché un pensiero tira l&#8217;altro e mai si arriva a una soluzione, ma solo a un comodo compromesso. L&#8217;unica cosa certa è che devi agire, vedere come va, tirare le somme, accumulare tutto in quel sacco che si chiama <em>esperienza, </em>cosicché tu comprenda perché alcune cose sono andate come avevi immaginato, mentre altre sono andate diversamente. Fatto sta che questa sfida si chiama vita e si manifesta qui, nella realtà, tutti i giorni</p>
<p>Ma la realtà è oggettiva o soggettiva? Il libro di Stefano Cazzato è un confronto con la quotidianità, con i propri simili. Con sguardo indagatore, mostrando un amore innato per la disquisizione, l&#8217;autore ci porta tra ciò che ci circonda. Lo fa con beneficio del dubbio, pur ammettendo che porre tutto sotto la lente dello scetticismo, negando ogni verità o dato di fatto, vuol dire accettare o ammettere tutto. Così come, l&#8217;annullamento di ogni cosa attraverso un atteggiamento nichilistico, significa disprezzare anche se stessi.</p>
<p>La realtà quindi ci appare come dialogo tra contraddizioni, tra pregiudizi e opinioni sparse. Intorno a noi ogni cosa muta, ma mutando distrugge ciò che con fatica e ostinazione abbiamo costruito nel tempo. Quando crollano le nostre certezza, crolla la nostra realtà ma non quella degli altri. Potrebbe essere solo una questione di punti di vista, fatto sta che la realtà è il teatro di un dramma quotidiano, anche quando restiamo fermi in un punto, chiusi in una stanza, sigillati in noi stessi. Essa è fredda fin quando non la attraversiamo, resta lì come una dimensione che ora ci accoglie e ora ci scaccia. Fa paura la realtà? La filosofia è capace di leggerne i meccanismi o anche lei si sta solo esercitando?</p>
<p>Il libro di Stefano è un&#8217;opportunità, una sorta di <em>Psicologia della vita quotidiana</em> in chiave metafisica; può sembrare un paragone azzardato, ma serve a rendere l&#8217;idea su quel concetto di <em>attraversamento </em>che l&#8217;autore ha voluto indagare.</p>
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		<title>Storia e utopia. Cioran e le tracce della caduta dell&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/storia-e-utopia-cioran/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 01:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[Cioran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Storia e utopia&#8221; di Emil Cioran, edizioni Adelphi La storia testimonia la nostra caduta nel tempo, l&#8217;utopia è l&#8217;illusione peggiore che l&#8217;uomo possa regalarsi, un esercizio che lo rende ridicolo. Cos&#8217;è l&#8217;uomo se non l&#8217;essere più contradditorio del creato? Banali sono i tentativi di mascherare la sua natura corrotta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/storia-e-utopia-cioran/">Storia e utopia. Cioran e le tracce della caduta dell&#8217;uomo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Storia e utopia&#8221; di Emil Cioran, edizioni Adelphi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia testimonia la nostra caduta nel tempo, l&#8217;utopia è l&#8217;illusione peggiore che l&#8217;uomo possa regalarsi, un esercizio che lo rende ridicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cos&#8217;è l&#8217;uomo se non l&#8217;essere più contradditorio del creato? Banali sono i tentativi di mascherare la sua natura corrotta di fronte alla quale cede, nonostante abbia dei buoni propositi. Tutta l&#8217;opera di Cioran è un viaggio nella malattia dell&#8217;uomo, nel suo rancore, nella sua crudeltà, nell&#8217;immanente egoismo, nella sua prepotente invidia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;uomo è ciò che è, tenta di vestirsi d&#8217;altro, ma la sua essenza esce sempre allo scoperto. Questo è il punto fermo intorno al quale Cioran costruisce il suo sistema di pensiero, grazie al quale demolisce ogni istituzione umana che regala all&#8217;individuo una apparente salvezza dall&#8217;inferno quotidiano che egli stesso crea. Etica, morale, estetica sono &#8220;tentativi&#8221;, &#8220;finzioni&#8221;. La storia dimostra che l&#8217;uomo è nella sua costante caduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco i tiranni e la loro crudeltà, i politici e la loro invidia, l&#8217;ideologo e il suo egocentrismo, le masse e la loro stupidità; ecco l&#8217;Occidente e la sua indolenza, la sua incapacità di riprendere le armi. Esso a scelto la malattia della libertà, della democrazia e ha perso quell&#8217;aggressività, quella presunzione con cui ha conquistato il mondo. Logicamente c&#8217;è dell&#8217;ironia in tutto questo, c&#8217;è un guardare da un altro punto di vista le cose, c&#8217;è la negazione dell&#8217;uomo e la bocciatura del suo &#8220;tentativo di esistere&#8221;. D&#8217;altronde, stesso lui nella sua <em>lettera a un amico </em>che vive nel <em>lato sovietico </em>del Mondo, dice di non invidiare questo Occidente ormai timido, insofferente. D&#8217;altronde, come gli uomini dopo aver amato qualsiasi idea estrema, anche gli imperi si abbandonano alla mitezza, si fanno sopraffare dalla pacatezza, perdono quell&#8217;istinto vitalista e crudele che è alla base di ogni conquista, di ogni imposizione del pensiero che anima le epoche.</p>
<p>Non bisogna dimenticare che Cioran scrive &#8220;<strong>Storia e utopia&#8221; </strong>nel 1960, quando il mondo era diviso in due blocchi. Ma è profetica la sua lettura sulla Russia, da sempre nazione ortodossa, guidata da una religiosità fanatica e plasmata da quel seme mongolo che ne costituisce l&#8217;essenza. Uno dei frutti più vivaci nato dall&#8217;unione di questi elementi fu Ivan il Terribile, tiranno folle, crudele, spietato, vigoroso. Ma la religiosità che la Russia aveva sostituito con il marxismo,  sarebbe ritornata e si sarebbe ritorta proprio contro l&#8217;Occidente che non ha mai saputo riconoscerle la sua grandezza, la propria istintività, il proprio primato. Nonostante tutto, secondo Cioran proprio dalla Russia dipenderà il nostro di destino e la sua &#8220;crudeltà&#8221; potrà essere solo mitigata dal virus della libertà che tutto spegne, a patto che l&#8217;Occidente riesca a sedurla.</p>
<p>

</p>
<p class="wp-block-paragraph">Per Cioran la storia è manifestazione della crudeltà. Progressi, emancipazioni, imperi, ideologie e tutto ciò che è continuato a durare nel mito e nella memoria, sono scaturiti da guizzi prevaricatori, prepotenti e violenti. Le grandi fedi muoiono e smettono di fare proseliti nel momento in cui abbandonano la strada dell&#8217;imposizione. L&#8217;uomo aspira alla pace, la vuole con tutto sé stesso, ma soffre nel momento in cui la trova, questo perché l&#8217;idea di vivere in una beata staticità lo richiama agli istinti più truci.</p>
<p>

</p>
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;utopia è quindi il rimpianto dell&#8217;età dell&#8217;oro, quando l&#8217;uomo viveva nel suo candido Eden, nella sua apatica felicità. Lì tutto era eterno presente. Una volta che si è corrotta, l&#8217;umanità ha iniziato ad approfondire, a conoscere, e la sua coscienza ha dato inizio al disastro perpetuo; disastro intervallato con illusioni metafisiche e teorie che prefiguravano un futuro armonioso. L&#8217;utopia è il sogno di creare un mondo che sia migliore di quello lasciato in eredità da Dio. Ma essa ha anche un altro valore, ossia quella d&#8217;essere speranza irrealizzabile, desiderio inappagabile, che prefigura un futuro apocalittico e distopico, compimento di un inferno sempre più a misura d&#8217;uomo.</p>
<p>

</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il pensiero di Cioran va letto con piglio ironico, seguendo la strada dello scetticismo che nega, ma allo stesso modo afferma lucidamente la realtà dei fatti. Questo è stato possibile al &#8220;filosofo&#8221; romeno, proprio perché è rimasto sempre lontano da ogni ideologia e da ogni partito politico.</p>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/storia-e-utopia-cioran/">Storia e utopia. Cioran e le tracce della caduta dell&#8217;uomo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Apologia del dubbio. Un fenomeno</title>
		<link>https://www.borderliber.it/apologia-del-dubbio-un-fenomeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 12:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Magno]]></category>
		<category><![CDATA[buddhismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[gimnosofisti]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Pirrone]]></category>
		<category><![CDATA[scetticismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano Qualcuno dirà che Pirrone non ha passato momenti entusiasmanti, che, in fin dei conti, sospendere i propri giudizi, mostrarsi indifferenti e imperturbabili davanti a ogni evento, aiuta a sopravvivere ma non di certo a vivere pienamente. Ma alla fine qual è il senso delle cose e soprattutto dell&#8217;esistenza? Certamente, Pirrone, considerato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/apologia-del-dubbio-un-fenomeno/">Apologia del dubbio. Un fenomeno</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Articolo di Martino Cian</strong></em>o</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 33.34%;">
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</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 66.66%;">
<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno dirà che Pirrone non ha passato momenti entusiasmanti, che, in fin dei conti, sospendere i propri giudizi, mostrarsi indifferenti e imperturbabili davanti a ogni evento, aiuta a sopravvivere ma non di certo a <em>vivere </em>pienamente.</p>
</div>
</div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ma alla fine qual è il senso delle cose e soprattutto dell&#8217;esistenza?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente, Pirrone, considerato da molti padre dello scetticismo, non ha mai dato delle risposte, d&#8217;altronde non era il suo obiettivo, ma neanche gli altri sono riusciti a risolvere il rompicapo del <em>perché della vita e delle cose. </em></p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Cosa ha fatto quindi Pirrone? Di sicuro ha compreso che oltre ciò che appare non possiamo andare, che ogni nostra indagine non ci farà mai giungere all&#8217;essenza di ciò che ci circonda, che i nostri sensi ci ingannano e che mai <em>è tutto oro ciò che luccica. </em>Il buon Pirrone, che ha seguito Alessandro Magno fino in India, molto si affeziona a ciò che ad <em>Oriente </em>si insegnava da tempo. Ma sia ben chiaro, Pirrone non è una sorta di buddista greco, ma solo un ottimo osservatore. Il suo viaggio tra i <em>gimnosofisti </em>dell&#8217;India gli ha solo dato qualche conferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ha lasciato nulla di scritto, ma ha saputo insegnare e, infatti, i suoi discepoli lo hanno reso immortale. Giovanni Reale ne traccia un profilo molto esaustivo, facendo chiarezza anche su molti luoghi comuni che ruotano intorno a questo <em>filosofo. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se il dubbio è tutto e la verità è sempre più un&#8217;utopia, perché continuiamo a ricercare ciò che mai potrà essere?</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/apologia-del-dubbio-un-fenomeno/">Apologia del dubbio. Un fenomeno</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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