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	<title>Riace Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Una finestra sulla piazza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/una-finestra-sulla-piazza-poesia-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 22:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Una finestra sulla piazza&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina un particolare di un dipinto realizzato dall&#8217;artista Ana Rosa Louis Rosso fuoco nel cuore di una piazza. Una finestra chiusa nasconde il viso di una donna e il suo sguardo sulla festa. È festa di piazza, rito pagano e religioso. Suona la fisarmonica, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Una finestra sulla piazza&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina un particolare di un dipinto realizzato dall&#8217;artista Ana Rosa Louis</strong></p>
<p>Rosso fuoco nel cuore di una piazza.<br />
Una finestra chiusa<br />
nasconde il viso di una donna<br />
e il suo sguardo sulla festa.<br />
È festa di piazza,<br />
rito pagano e religioso.<br />
Suona la fisarmonica,<br />
suona l&#8217;organetto,<br />
batte il tamburello,<br />
pregano in ginocchio,<br />
alzano il ginocchio.<br />
Balla e prega la piazza strapiena,<br />
balla e prega la gente dei paesi.<br />
Una luce gialla illumina una coppia.<br />
Lui la guarda,<br />
lei lo guarda,<br />
si muovono le braccia,<br />
si muovono le gambe.<br />
La musica aumenta il ritmo,<br />
la gente balla e prega.<br />
All&#8217;improvviso è notte fonda,<br />
si dorme ai piedi del cielo,<br />
si sogna ai piedi del cielo.<br />
La musica riprende,<br />
si apre il sipario.<br />
E si continua a ballare.<br />
E si continua a pregare.<br />
E si continua a vivere,<br />
tra la gente,<br />
nella piazza,<br />
dietro una finestra<br />
di un claudicante rifugio.</p>
<hr />
<h4><strong>Chi è Giuseppe Gervasi?</strong></h4>
<p>Giuseppe Gervasi, poeta, scrittore e conduttore televisivo, è nato a Siderno (RC) il 6 marzo del 1977. Vive a Riace, un piccolo paese della città metropolitana di Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato la professione forense. Ha ideato e condotto “La Terra del Sole” e “Gente di Calabria”, programmi televisivi di approfondimento culturale. Con Laruffa Editore ha pubblicato “I tuoi Passi Lenti… Verso l’Origine dell’Amore” (2015), “Un Nuovo Suono” (2017) e “Desiderio” (2018), un racconto per bambini che parla di utopie e sogni. Con Radici Future Produzioni ha pubblicato “Riace che Incontra il Mare” (2019), il suo primo romanzo, e “Dietro una Porta Ho Atteso il tuo Respiro” (2021). Ha partecipato con un contributo poetico alla pubblicazione di “Croce di Libia” (Ludo Edizioni, febbraio 2020). A febbraio del 2023 ha dato alle stampe la raccolta di poesie “Che non Sia l’Ultimo”, Pace Edizioni. Nel 2025 ha pubblicato “Ho Sognato la mia Terra” (Vintura Edizioni), una denuncia poetica che accompagna il lettore in un viaggio calabrese al limite tra la realtà e il sogno. Intensa la sua attività politica, sociale e culturale.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta &#8220;una finestra sulla piazza&#8221;, </em><strong>allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/fuggire-dal-caos-gervasi-poesia-lettura/">&#8220;Fuggire dal caos&#8221;</a></strong></p>
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		<title>Solo se lo vuoi</title>
		<link>https://www.borderliber.it/solo-se-tu-lo-vuoi-gervasi-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 23:01:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Gervasi]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Solo se lo vuoi&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore Il mondo passa innanzi al muro scrostato. Ragazzi magri con mezzi panini vuoti tra le mani, vivono l&#8217;istante in cui tutto si ferma per riposare. Zaini pieni di cultura, zaini pieni di speranza. Si apre una porta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Solo se lo vuoi&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Il mondo passa<br />
innanzi al muro scrostato.<br />
Ragazzi magri<br />
con mezzi panini vuoti<br />
tra le mani,<br />
vivono l&#8217;istante<br />
in cui tutto si ferma<br />
per riposare.<br />
Zaini pieni di cultura,<br />
zaini pieni di speranza.<br />
Si apre una porta antica<br />
sul mondo.<br />
Vedo le cinque dita,<br />
il corpo si nasconde.<br />
Il mondo ha le ruote,<br />
il mondo va veloce,<br />
il mondo non si ferma.<br />
E guardo da un vetro<br />
solo ciò che mi interessa,<br />
solo ciò che dona benefici.<br />
Il profitto decolla,<br />
Il benessere spirituale atterra.<br />
C&#8217;è bisogno di tempo<br />
e di sogni per vivere.<br />
C&#8217;è bisogno<br />
del tramonto,<br />
dei colori dell&#8217;alba,<br />
di un quadro di Caravaggio,<br />
della penna<br />
e del calamaio di Leopardi,<br />
del martello e dello scalpello<br />
di Michelangelo.<br />
Del sorriso di un bimbo,<br />
del cammino in solitaria.<br />
Della voce del mare,<br />
della notte che culla.<br />
Del giorno che arriva,<br />
che va.<br />
Del giorno e del suo saluto,<br />
che ti lascia in dono<br />
il tempo ancora da vivere:<br />
solo se tu lo vuoi.</p>
<hr />
<h4>Chi è Giuseppe Gervasi?</h4>
<p>Giuseppe Gervasi, poeta, scrittore e conduttore televisivo, è nato a Siderno (RC) il 6 marzo del 1977. Vive a Riace, un piccolo paese della città metropolitana di Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato la professione forense. Ha ideato e condotto &#8220;La Terra del Sole&#8221; e &#8220;Gente di Calabria&#8221;, programmi televisivi di approfondimento culturale. Con Laruffa Editore ha pubblicato &#8220;I tuoi Passi Lenti… Verso l’Origine dell’Amore&#8221; (2015), &#8220;Un Nuovo Suono&#8221; (2017) e &#8220;Desiderio&#8221; (2018), un racconto per bambini che parla di utopie e sogni. Con Radici Future Produzioni ha pubblicato &#8220;Riace che Incontra il Mare&#8221; (2019), il suo primo romanzo, e &#8220;Dietro una Porta Ho Atteso il tuo Respiro&#8221; (2021). Ha partecipato con un contributo poetico alla pubblicazione di &#8220;Croce di Libia&#8221; (Ludo Edizioni, febbraio 2020). A febbraio del 2023 ha dato alle stampe la raccolta di poesie &#8220;Che non Sia l’Ultimo&#8221;, Pace Edizioni. Nel 2025 ha pubblicato &#8220;Ho Sognato la mia Terra&#8221; (Vintura Edizioni), una denuncia poetica che accompagna il lettore in un viaggio calabrese al limite tra la realtà e il sogno. Intensa la sua attività politica, sociale e culturale.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta questa poesia, </em><strong>allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/la-mia-anima-parla/">&#8220;La mia anima parla&#8221;</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/solo-se-tu-lo-vuoi-gervasi-poesia/">Solo se lo vuoi</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Ho sognato la mia terra. Gervasi tra amore e autocritica</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ho-sognato-la-mia-terra-gervasi-tra-amore-e-autocritica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 23:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Gervasi]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Riace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Ho sognato la mia terra&#8221; di Giuseppe Gervasi, Vintura edizioni, 2025 Da diversi anni, una poesia di Giuseppe Gervasi scandisce le domeniche di Border Liber. Da questa collaborazione è nata la nostra amicizia fondata sul reciproco riconoscimento di essere figli della stessa terra: la Calabria. Riconoscersi figli vuol dire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Ho sognato la mia terra&#8221; di Giuseppe Gervasi, Vintura edizioni, 202</strong>5</p>



<p class="wp-block-paragraph"><p>Da diversi anni, una poesia di <strong>Giuseppe Gervasi</strong> scandisce le domeniche di <strong>Border Liber</strong>. Da questa collaborazione è nata la nostra amicizia fondata sul reciproco riconoscimento di essere figli della stessa terra: <strong>la Calabria. </strong>Riconoscersi figli vuol dire incarnarne pregi e difetti, elementi identitari positivi e negativi, essere tanto malattia quanto medicina del luogo nel quale si vive.</p>
<p>Nelle poesie di Giuseppe ci sono sempre stati due elementi fondamentali: <strong>amore e autocritica</strong>. Lui non si tappa gli occhi e attraverso le parole non fa sconti. Eppure, il suo <strong>&#8220;dire&#8221;</strong> non è mai scontato, tantomeno ferisce, ma delinea con chiarezza ogni particolare.</p>
<p><strong>&#8220;Ho sognato la mia terra&#8221;</strong> è quel percorso che Giuseppe traccia tramite i suoi pensieri. Non si pone come un turista, bensì come un viaggiatore che accoglie diversità e affinità sotto la sua pelle. Attraverso ciò, si sente parte di questa terra piena di contraddizioni, di una Storia e di una bellezza che tutti <strong>&#8220;citano&#8221;</strong> senza averne spesso reale consapevolezza.</p>
<p>Il suo cercare tra mari e monti è sospinto da un animo che sogna e che proprio nella dimensione onirica rielabora ogni elemento. Ma non c&#8217;è la pedanteria del <strong>già detto</strong>, perché non c&#8217;è poesia che possa salvare la <strong>Calabria</strong>, così come il mondo intero; piuttosto si immortalano le cose perse che navigano nella malinconia, con la speranza che altre non facciano la stessa fine.</p>
<p>Nell&#8217;itinerario di Giuseppe, la <strong>Calabria</strong> non è un luogo su cui bisogna troppo ragionare. Si presenta senza veli fin dall&#8217;inizio. Colpisce per la sua bellezza e per la sua asprezza. Chi la attraversa riconosce la ricchezza della sua storia e ne trova i particolari negli atteggiamenti della sua gente.</p>
<p>Non v&#8217;è un popolo, ma tante comunità; non vi sono borghi, ma paesi; non vi è una sola religione, ma un intreccio di fedi che convivono nel nome di una comune rivelazione. I calabresi sono lì, in cerca di una redenzione. Il loro agire è però sempre rallentato da un <strong>latente senso di colpa</strong>.</p>
<p>Ciò fa di <strong>&#8220;Ho sognato la mia terra&#8221;</strong> un libro che si pone nel mezzo di uno dei dilemmi più difficili da sciogliere: <strong>&#8220;essere o non essere?&#8221;</strong>. Ed è proprio questo interrogativo, che racchiude in sé tutti gli altri, che spinge ciascuno a decidere se <strong>&#8220;restare o partire&#8221;</strong>, se <strong>&#8220;amare o odiare la propria terra&#8221;</strong>, se <strong>&#8220;recidere ogni legame o portare con sé un pezzo di Calabria&#8221;</strong>.</p>
<p>I versi di Giuseppe si inquadrano in questo dialogo sempre vivo e attuale dal nord al sud della <strong>Calabria</strong>. I sogni dell&#8217;autore di <strong>Riace</strong>, quindi, incarnano le aspirazioni di tutti coloro che con la bellezza e la crudeltà di questa regione ci convivono.</p></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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		<title>Ti ho sentito nel passo della gente</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ti-ho-sentito-nel-passo-della-gente-gervasi-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 23:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Gervasi]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ti ho sentito nel passo della gente&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. La foto è stata fornita dall&#8217;autore Ti ho sentito ridere e parlare a bassa voce. Ti ho sentito piangere in silenzio. Ti ho sentito sussurrare frasi d&#8217;amore e di sofferenza. Ti ho visto battere il piede: respirare senza respiro. Ti ho sentito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ti ho sentito nel passo della gente&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. La foto è stata fornita dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Ti ho sentito ridere<br />
e parlare a bassa voce.<br />
Ti ho sentito<br />
piangere in silenzio.<br />
Ti ho sentito sussurrare<br />
frasi d&#8217;amore<br />
e di sofferenza.<br />
Ti ho visto battere il piede:<br />
respirare senza respiro.<br />
Ti ho sentito negare la fine.<br />
Ti ho visto camminare lento.<br />
Ti ho visto cullare la vecchiaia.<br />
Ti ho sentito maledire<br />
il tempo che passa.<br />
Ti ho visto stringere il pugno:<br />
vivere chiudendo gli occhi.<br />
Ti ho visto morire<br />
su panchine di legno duro.<br />
Ti ho visto giocare<br />
con un bimbo<br />
e calciare un pallone.<br />
Ho visto la tua felicità<br />
salutare e andare via<br />
in una notte fredda.<br />
Ti ho sentito parlare col vento<br />
e lui ha risposto<br />
donandoti un brivido.<br />
Ti ho sentito<br />
nel passo della gente.<br />
Ti ho sentito<br />
tra le urla e le lacrime.<br />
Ti ho sentito un&#8217;ultima volta<br />
mentre andavi<br />
e la terra inghiottiva<br />
il tuo fragile corpo.<br />
Ho sentito gli anni miei parlare<br />
con la tua voce calda,<br />
come il pane appena sfornato,<br />
come l&#8217;acqua<br />
accarezzata dal fuoco.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuto questo articolo</em><strong> <a href="https://www.borderliber.it/gli-applausi-son…i-gervasi-poesia/">clicca qui e leggi anche &#8220;Gli applausi sono finiti&#8221;</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ti-ho-sentito-nel-passo-della-gente-gervasi-poesia/">Ti ho sentito nel passo della gente</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<item>
		<title>Con poco o niente</title>
		<link>https://www.borderliber.it/poco-niente-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 04:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[malinconia]]></category>
		<category><![CDATA[Negozio]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[Scontrino]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia di Giuseppe Gervasi. Foto di Emanuele Cristiano È una pergamena del tempo che passa. È la storia di persone di paese, di trentuno persone, che forse non ci sono più. Chissà dove sono! È uno scontrino rilasciato dalla vita, stropicciato, strappato: macchiato dal tempo. È il ricordo ritrovato da chi vive una vita lontana, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/poco-niente-gervasi/">Con poco o niente</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia di Giuseppe Gervasi. Foto di Emanuele Cristiano</strong></em></p>
<p>È una pergamena<br />
del tempo che passa.<br />
È la storia di persone di paese,<br />
di trentuno persone,<br />
che forse non ci sono più.<br />
Chissà dove sono!<br />
È uno scontrino<br />
rilasciato dalla vita,<br />
stropicciato, strappato:<br />
macchiato dal tempo.<br />
È il ricordo ritrovato<br />
da chi vive una vita lontana,<br />
una vita che torna.<br />
La lira, il numero delle persone,<br />
l&#8217;orario e l&#8217;estate<br />
del millenovecentonovantotto.<br />
È la macchina del tempo,<br />
che vive in un pezzo di carta.<br />
Era il 3 luglio di ventisei anni fa.<br />
Era la vita di paese<br />
negli anni novanta.<br />
Era il sogno di essere felici:<br />
con poco o niente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/poco-niente-gervasi/">Con poco o niente</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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