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	<title>Regione Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Saverio Di Giorno racconta la Calabria sodomitica</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sodomia-recensioe-gattonero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 02:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Gattonero. In copertina: &#8220;Sodomìa&#8221; di Saverio Di Giorno, 2023 Già la prefazione del libro di Saverio Di Giorno è una piacevolissima disamina che anticipa in maniera approfondita e competente quello che sarà il piatto forte della lettura. Non una finestra sulla Calabria, ma una enorme veranda da cui si vede tutto (o forse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><strong><strong>Recensione di Gattonero. In copertina: &#8220;Sodomìa&#8221; di Saverio Di Giorno, 2023</p>
<p></strong></strong>Già la prefazione del libro di Saverio Di Giorno è una piacevolissima disamina che anticipa in maniera approfondita e competente quello che sarà il piatto forte della lettura. Non una finestra sulla Calabria, ma una enorme veranda da cui si vede tutto (o forse non tutto) il marciume che qui impera. Una lama che, una volta entrati appieno nel racconto, si rigira nella ferita aperta.</p>
<p>Nomi, cognomi e soprannomi elencati ciascuno con il proprio contorno di infamie, commesse o commissionate. E tutti osannati, &#8220;baciamanati&#8221;, idolatrati da un popolo che, nel mentre piange, si lamenta, impreca verso il Padreterno, alle urne si prostra a quegli stessi che, quotidianamente da decenni, stanno facendo della Calabria il cesso dell&#8217;Universo.</p>
<p>A parziale attenuante c&#8217;è da dire che non ci sono alternative, né al suo governare né ad una possibile alternanza partitica. Non per niente il racconto passa il rasoio su tutti quelli che, dagli anni Settanta in poi, si sono alternati a destra, a sinistra e ambidestri; in realtà una rete a maglie fitte che accomuna, lega, incatena tutti ad un unico ceppo: il grande truogolo che consente mangerie da epuloni, affratellati nei malaffari che qui vengono puntigliosamente elencati.</p>
<p>Forse l&#8217;inserimento nei testi scolastici di questo libro potrebbe, ma ripeto forse, fare aprire gli occhi ai giovani, far vedere che non è questa la Calabria che viene presentata nei (costosi e inutili) spot para-elettorali; la Calabria non è cieli azzurri, mari puliti, gente cordiale; la Calabria vera è quella qui raccontata, ignorarlo significa falsarne la visuale, significa accettarne l&#8217;assurda situazione. Significa rinunciare a un futuro che sia almeno parvenza di civile convivenza.</p>
<p>La postfazione è ciliegina sulla torta&#8230; intesa come lettura del testo, non sulla torta che i personaggi citati, i più ancora &#8216;degnamente&#8217; operativi, continuano a spartirsi, in barba a inchieste, pseudo condanne, assoluzioni che manco un prete concederebbe. Dio salvi la Calabria&#8230; ma mi sa che anche Lui ha rinunciato, anche Lui aspetta e spera.</p>
<p>Sarebbe bello sapere cosa&#8230;<br />
Godot?</p>
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		<title>Carmelo Bene non c&#8217;entra in questa apparizione calabrese</title>
		<link>https://www.borderliber.it/apparizione-calabrese-saverio-di-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 01:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Confessione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Carmelo Bene non c&#8217;entra in questa apparizione calabrese&#8221; è un articolo di Saverio Di Giorno. In copertina foto di Martino Ciano Carmelo Bene diceva che era apparso alla Madonna. Un’opera del genere mi pare un po’ esagerata… dico, paragonarsi a Carmelo Bene. Ma se non posso apparire alla Madonna, almeno vorrei confessare il mio prete. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Carmelo Bene non c&#8217;entra in questa apparizione calabrese&#8221; è un articolo di Saverio Di Giorno. In copertina foto di Martino Ciano</strong></p>
<p>Carmelo Bene diceva che era apparso alla Madonna. Un’opera del genere mi pare un po’ esagerata… dico, paragonarsi a Carmelo Bene. Ma se non posso apparire alla Madonna, almeno vorrei confessare il mio prete. Sì, quello del paese dove sono cresciuto, con cui ho fatto la mia prima comunione. Quello che conosce le mie prime parolacce, che sa che un giorno ho pensato di mia madre o di mia nonna forse (chi si ricorda!) cose orribili o almeno tali mi parevano.</p>
<p>“Padre, si inginocchi e mi dica. Cosa ha pensato? Ha pensato schifo quando uno dei suoi fedeli è venuto a confessarsi di aver tradito la moglie per avere qualche vantaggio sul lavoro? E quando l’assessore si è confessato di aver firmato l’ennesima variante per far lavorare le ditte amiche e sversare qualche altro litro di cemento, ha provato rabbia? E quando quel signore in giacca ha confessato a lei di aver ordinato di bruciare un mezzo o di partire per una spedizione punitiva per gambizzare qualcuno, ha provato odio? O era più odiosa la dottoressa che ha favorito il nipote del direttore nella precedenza tra gli interventi lasciando indietro un anziano?</p>
<p>Tutta questa rabbia, questo odio sono peccati. Lo sa padre? Se li è confessati? Anzi. Te li sei confessati? È difficile la santità in Calabria eh…</p>
<p>O forse è facile perché tutte quelle persone non se le sono confessate queste cose! Sono venuti a dire solo di qualche litigio e qualche parolaccia come facevo io da ragazzino? Li hai assolti? Intendo: sia che le abbiano detto tutto o che non ti abbiano detto niente mentendo, li hai assolti? Ecco: questo ti devi confessare ora: queste assoluzioni. Non dovevi assolvere nessuno di questi. Bisogna che ci sia dell’umanità perché questa possa venire assolta. Ora inginocchiati e prega con me</p>
<p>Padri nostri che siete nei cieli<br />
Siano maledetti i vostri nomi<br />
Possa crollare il vostro regno di bisogno e terrore<br />
In cielo ed in terra sia solo Disobbedienza alla vostra volontà<br />
Anche oggi<br />
Ci date il pane quotidiano<br />
E così ricordate a noi i nostri debiti<br />
E con il medesimo ricatto anche noi li ricorderemo ai nostri debitori<br />
Lasciateci alle nostre Tentazioni, ai nostri Istinti<br />
E liberateci da questo Bene che imprigiona e impedisce Condanne Totali.”</p>
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		<title>Calabria: esisti o non esisti? Intervista a un amico</title>
		<link>https://www.borderliber.it/esiste-o-non-esiste-la-calabria-intervista-a-un-amico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2022 01:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Amico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. Esiste o non esiste la Calabria? L&#8217;ho chiesto a un amico, uno dei tanti che se n&#8217;è andato. Avrà fatto bene? Se vuoi trattare alcuni argomenti scomodi non sai a chi rivolgerti. Non hai punti di riferimento. La Calabria è un pozzo nero in cui tutto sparisce. Così un amico, nonché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Articolo di Martino Ciano. Esiste o non esiste la Calabria? L&#8217;ho chiesto a un amico, uno dei tanti che se n&#8217;è andato. Avrà fatto bene?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se vuoi trattare alcuni argomenti scomodi non sai a chi rivolgerti. Non hai punti di riferimento. La Calabria è un pozzo nero in cui tutto sparisce.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Così un amico, nonché collega giornalista, che lavora al Nord. Tutto è più semplice fuori dalla Calabria? <em>No, assolutamente. Solo che è più facile indagare, giungere al &#8220;dunque&#8221;. Qui alcuni argomenti sono tabù. Si dicono sempre le stesse cose, oltre non puoi andare. Sembra quasi che la Calabria non esista, come se non avesse una storia, tutto desta meraviglia e stupore.</em> <em>Cerchi qualche informazione sulla sanità? Uno copre l&#8217;altro, o l&#8217;uno accusa l&#8217;altro, ma solo per gettare fango sul proprio &#8220;nemico&#8221;, che magari un giorno potrebbe tornare a essere &#8220;un utile amico&#8221;. Non capisci dove stia la verità, tanto meno qual è la situazione. Gli attori sono sempre gli stessi, cambiano solo schieramento.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In poche parole, per chi ci osserva siamo una regione fantasma, non esistiamo perché ci camuffiamo. Non si capisce chi siano i buoni e chi siano i cattivi. Sembriamo collusi con il sistema, uniti da un unico obiettivo: <em>gestire i panni sporchi in casa propria&#8230; </em>e neanche ci riesce bene. È per questo motivo che lì fuori, nel resto d&#8217;Italia, ogni cosa che ci riguarda appare come qualcosa di incredibile. Persino quando parlano bene di noi, magari delle nostre bellezze paesaggistiche, qualcuno esclama: <em>impossibile!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nessuno sa cosa sia la Calabria</em>.<em> Anch&#8217;io &#8211;</em> continua il mio amico &#8211;<em> non sembro calabrese e quando parlo delle mie origini, quando racconto ad altri cosa avviene da queste parti, nel bene o nel male, quasi pensano che me lo stia inventando</em>. <em>Per questo motivo, quelle trasmissioni sensazionalistiche, prive di contenuti, ma che appaiono come &#8220;vero giornalismo d&#8217;inchiesta&#8221; vanno a colpo sicuro quando trattano della nostra regione. Loro non fanno altro che mettere in risalto questo nostro silenzio, questa atavica accettazione di tutto, questa impenetrabilità del nostro sistema. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare male della Calabria è semplice, anzi è facilissimo. Perché? </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Perché non dimostriamo di voler cambiare. Il calabrese che fugge dalla sua regione, lo fa perché si sente scacciato. Troppi politici che cambiano bandiera velocemente, che ovunque vanno si portano dietro i loro armadi con tutti gli scheletri. Ma l&#8217;assurdità è che tutto questo piace ai più, come se ognuno di loro fosse legato da chissà quale vincolo di fratellanza o di segretezza</em>. <em>La verità però &#8211; </em>e lo dice sbattendo il palmo della mano sul tavolo &#8211; <em>è che ce ne fottiamo alla grande. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non stai esagerando? Anche tu sei diventato nordista e pieno di pregiudizi?</p>
<p><em>Qui non si tratta di essere nordista o meridionalista. Ma dall&#8217;esterno sembriamo arrendevoli. Le cose che non vanno sono davanti ai nostri occhi, ma nessuno fa niente. Appaiamo come tanti imbecilli pronti ad accettare ogni promessa. Sappiamo che ci hanno fregato, ma continuiamo a farci fregare. Come ti spieghi il potere incontrastato di alcune persone? Vero è che tutto &#8220;il mondo è paese&#8221;, ma da altre parti certe situazioni non vengono tollerate così a lungo. Una cosa è accettare un compromesso per quieto vivere, un&#8217;altra è lasciare che tutto ti travolga. </em></p>
<p>Sì, forse hai ragione, ma pensi che ne sia valsa la pena andarsene? Anche tu non ti senti un perdente?</p>
<p><em>Certo, sono il primo a non aver creduto nella mia regione. Ma so anche che se fossi rimasto, non avrei portato a termine un decimo di quello che ho fatto altrove. La storia della &#8220;meritocrazia&#8221; in Italia è una bella favola, e lo sappiamo tutti, ma se altrove ci sono le eccezioni, qui gli unici attestati &#8220;meritocratici&#8221; sono i &#8220;premi di paese&#8221; che donano anche a quelli che se ne sono andati via di qui, bestemmiando, e di cui poi ci si ricorda. Bene, io questa cosa la chiamo ipocrisia, perché è come se si ammettesse che &#8220;prima ti abbiamo preso a calci in culo, ora ti facciamo sedere sul velluto per cinque minuti&#8221;. Proprio con questi &#8220;attestati meritocratici&#8221; è come se si dicesse ai calabresi &#8220;vedete lui ce l&#8217;ha fatta, ma lontano da qui; fatelo anche voi&#8221;.</em></p>
<p>Dopo due giorni da questa conversazione, avvenuta davanti a un ottimo caffè freddo, il mio amico è partito per tornare al suo lavoro. Ho fatto passare qualche giorno prima di scrivere questo articolo. Appena conclusa la prima stesura l&#8217;ho sentito al telefono, gli ho spiegato la mia idea e lui mi ha risposto <em>Fai pure, anzi me lo chiedi come se tu avessi paura di riportare quello che ti ho detto. </em>Forse ha ragione lui! Prima di chiudere la telefonata, mi ha anche chiesto una cortesia: <em>Riporta pure che nonostante qui ci siano trentadue gradi alle nove di sera, io sto mangiando l&#8217;ottima soppressata di mia madre&#8230; e salutami il mare che io rivedrò a Natale.</em></p>
<p>E anche questo tuo desiderio, amico mio, è stato esaudito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/esiste-o-non-esiste-la-calabria-intervista-a-un-amico/">Calabria: esisti o non esisti? Intervista a un amico</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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