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	<title>Reader for blind Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Vento Caldo. Ugo Moretti e il Novecento necessario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 01:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. Questo articolo è già stato pubblicato per Gli amanti dei libri Non so se nel 1949, anno in cui pubblicò Vento Caldo, Ugo Moretti conoscesse Jean Genet e Henry Miller, fatto sta che lo stile di questi autori è presente tra le pagine. Non so neanche se lui avesse avuto il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Martino Ciano. Questo articolo è già stato pubblicato per <a href="https://www.gliamantideilibri.it/vento-caldo-ugo-moretti/">Gli amanti dei libri</a></strong></em></p>
<p>Non so se nel 1949, anno in cui pubblicò <strong>Vento Caldo, Ugo Moretti conoscesse Jean Genet e Henry Miller,</strong> fatto sta che lo stile di questi autori è presente tra le pagine. Non so neanche se lui avesse avuto il sentore delle nuove correnti letterarie che, <strong>prima Moravia, poi Pasolini</strong>, stavano cavalcando. Di sicuro lui era nel bel mezzo di quel palcoscenico, respirava quell&#8217;aria, si nutriva di quelle idee, ma non ha avuto la stessa fortuna. <strong>Perché?</strong></p>
<p>A questa domanda è difficile rispondere, ma viene di sicuro in secondo piano, se non in terzo; certamente, <strong>Vento Caldo</strong> avrebbe meritato di essere inserito nei classici della letteratura del <strong>secondo Novecento</strong>. Appena uscito ha avuto fortuna, ma poi è sparito e, con sé, pian piano anche il suo autore non è stato ricordato con adeguatezza.</p>
<p>Ma tornando alle influenze, Moretti ha avuto di sicuro in mente un altro autore, di cui avrà apprezzato lo stile: <strong>Knut Hamsun, lo scrittore norvegese, Premio Nobel</strong>, che nel 1890 scrisse quel capolavoro rivoluzionario che porta il titolo di <strong>Fame</strong>. Il suo <strong>Vento</strong>, protagonista di queste pagine, ama vagabondare, sente il peso della fame, degli stenti; è un poveraccio che si innamora di una donna di un&#8217;altra classe sociale, frequenta i componenti di un circolo di artisti sfaccendati che, nel bel mezzo della <strong>Roma Fascista,</strong> si abbandonano a sogni di gloria e di facile sopravvivenza.</p>
<p>Si susseguono la guerra, la caduta del regime e la timida ripresa dell&#8217;Italia; ma come detto, il romanzo è stato pubblicato nel 1949, quando il conflitto era da poco finito e la ricostruzione dava l&#8217;illusione di un nuovo benessere. <strong>Vento attraversa tutto questo e Moretti ce lo racconta con un linguaggio ora aulico, ora tagliente, con parole che mordono, con quella passione che viene dall&#8217;esperienza.</strong></p>
<p><strong>Vento</strong> infatti ha visto, ha creduto, ma si è anche disilluso velocemente; gli sconfitti sono tutti uguali, un po&#8217; romantici un po&#8217; bastardi, e lui è una persona che ha smesso di sognare, in favore della sopravvivenza, per saziare la fame di vita e di cibo che non l&#8217;abbandona neanche tra le macerie lasciate dalla guerra. Compare così anche quel <strong>senso céliniano dell&#8217;assurdo,</strong> vissuto come spaesamento, che soprattutto nella seconda e nella terza parte del romanzo, dedicate all&#8217;esperienza bellica del protagonista, si impone prepotentemente.</p>
<p>Insomma, <strong>Vento Caldo</strong> è un romanzo da leggere, che appartiene a quel <strong>Novecento</strong> dimenticato e soppresso per motivi sconosciuti. Non è mia abitudine raccontare aneddoti personali intorno a un libro, ma questa volta mi sembra giusto. Il mio incontro con <strong>Ugo Moretti</strong> avvenne per caso, nel 2017, quando su una bancarella del Lungomare del mio paese trovai il suo <strong>Fortuna di Notte, pubblicato da Vallecchi nel 1958.</strong> Sulla prima pagina c&#8217;è anche una dedica e una firma che richiama le iniziali del nome di Ugo Moretti; logicamente non so se sia la sua, ci vorrebbe una perizia, ma la cosa mi affascina.</p>
<p>Non sapevo nulla di questo scrittore, ma leggendo quel romanzo rimasi colpito dallo stile, dalla storia, dalla scrittura. Mi misi alla ricerca di informazioni, trovai poco e niente. Quando ho letto la notizia che la casa editrice <strong>Reader for Blind</strong> avrebbe pubblicato il suo esordio letterario, ho avuto un moto di stupore&#8230; dopo la lettura di <strong>Vento Caldo</strong> capisco tante cose.</p>
<p>Buona lettura a tutti voi.</p>
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