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	<title>Pynchon Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Scrittura contemporanea: una coazione a ripetere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 14:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Scrittura contemporanea: una coazione a ripetere&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale  Non dico che mi piacerebbe leggere ogni giorno un libro che inizia con una prefazione stile &#8220;Un lento apprendistato&#8221;, in cui il suo autore, nientepopodimeno che Thomas Pynchon, demolisce i suoi racconti parlando delle ingenuità che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Scrittura contemporanea: una coazione a ripetere&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p dir="ltr">Non dico che mi piacerebbe leggere ogni giorno un libro che inizia con una prefazione stile <strong>&#8220;Un lento apprendistato&#8221;</strong>, in cui il suo autore, nientepopodimeno che <strong>Thomas Pynchon</strong>, demolisce i suoi racconti parlando delle ingenuità che contengono, ma diciamo anche che l&#8217;autocritica non è il punto forte degli scrittori contemporanei. Distaccarsi dalle dinamiche editoriali, per alcuni, sembra impossibile. Passano gli anni ma i guru della penna, vera o intelligentemente artificiale, sono sempre più agguerriti nel proporre solo sé stessi.</p>
<p dir="ltr">La storia è la seguente: sembra che ciascuno si senta un po&#8217; come quello che ha vissuto chissà quale tragedia. La scrittura contemporanea è diventato sfogo e non più indagine del mondo. Narrare sembra l&#8217;arte del raccontare ciò che è stato, ciò che realmente si è vissuto. Vero che l&#8217;esperienza arricchisce la scrittura, ma è altrettanto vero che il romanzo non è più terreno del possibile, dell&#8217;affascinante o di quello che non può essere verificato. Lo scrittore, peggio ancora il poeta, parla di sé, si cita, è autoreferenziale. Vuole dirci a tutti i costi dei suoi viaggi, delle sue ispirazioni, delle sue malattie o delle sue turbe psichiche. Pretende che il mondo lo ascolti. Mai però si autocritica, mai mette in discussione le sue parole.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;inondazione del mercato di libri-marchetta coincide anche con il disinteresse per la lettura. D&#8217;altronde, se tutti hanno qualcosa di speciale da raccontare, ossia loro stessi, che senso ha leggere di altri, in quanto sono posti a priori un gradino sotto? Tutti vogliono raccontarsi, dedicarsi pagine di specialità. Dov&#8217;è la scrittura che parla dei mondi impossibili? Dov&#8217;è il linguaggio che apre a nuove categorie di pensiero? Dov&#8217;è il gioco di prestigio che fa della menzogna una scalata verso la verità? Più che scuole di scrittura contemporanea ci sarebbe bisogno di luoghi in cui si impari a leggere, a comprendere cosa sta nascosto dietro un romanzo di Pasolini, Roth, Bukowski o Kafka. In questa maniera ci sarebbero autori meno tecnici, ma più pronti a cogliere il significato profondo della scrittura.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;esuberanza usata da certe case editrici per spacciare come innovativo un libro che è solo il risultato del marketing, alla fine, è un prodotto che darà un buon ricavo ma che sostanzialmente fa dell&#8217;autore un mestierante. Passi anche l&#8217;idea che &#8220;di qualcosa bisogna pure campare&#8221;, ma non si può accettare più che questo sia considerato il canone della scrittura contemporanea. A pagare le conseguenze di questo crollo verticale dell&#8217;ispirazione e dell&#8217;arte letteraria è proprio il lettore, anch&#8217;egli compresso mentalmente, legato a letture &#8220;Easy&#8221; che non richiedono elasticità, ma solo ricerca di un rifugio nel quale riconoscersi.</p>
<p dir="ltr">In un libro non bisognerebbe però specchiarsi, tutt&#8217;al più dovrebbe farci dubitare di ciò che vediamo o avvertiamo come familiare. Solo in questo modo avremo voglia di oltrepassare il limite della nostra conoscenza, rendendo così la lettura un&#8217;esperienza arricchente.</p>
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