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	<title>Prova costume Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Postilla di Aspide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2022 02:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Antonio Maria Porretti Con i suoi trionfi di luccichi, baluginii, riverberi e abbagli, ecco una nuova estate dispiegare le sue vele roride di sole all’orizzonte. Ecco la sovrana dell’allegria più ridanciana, della spensieratezza più festaiola, della serenità più cicaleccia e ciarliera, offrire le proprie estremità roventi al bacio devoto dei suoi trepidanti fedeli. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Antonio Maria Porretti</strong></em></p>
<p>Con i suoi trionfi di luccichi, baluginii, riverberi e abbagli, ecco una nuova estate dispiegare le sue vele roride di sole all’orizzonte. Ecco la sovrana dell’allegria più ridanciana, della spensieratezza più festaiola, della serenità più cicaleccia e ciarliera, offrire le proprie estremità roventi al bacio devoto dei suoi trepidanti fedeli. L’attesa è dunque terminata. Il primo solleone è già scoccato. L’ouverture di una sinfonia che si rinnova con granitica precisione di tempi e movimenti, anela di essere eseguita. E nella collosità di una coesione a cui neppure due gemelli siamesi sarebbero in grado pervenire, il desiderio, la foga, la smania di condivisione, si apprestano a salire sui <em>tapis roulant</em> delle nostre esistenze virtuali. Che nessun dettaglio vada trascurato o perso; giammai! Le comunità dei <em>followers</em> dev’essere mantenuta e fidelizzata dalla costanza di aggiornamenti a ogni ora del giorno e della notte, affinché possa assaporare, fra indicibili spasmi di ammirazione e commozione, il gusto della scoperta; l’ebrezza di ampliare e arricchire con il sopraggiungere a rotta di collo di nuove preziosità, i tesori di una mai troppo edotta conoscenza.</p>
<p>Dovrebbe essere sancito dalla Costituzione, il diritto di apprendere quale pietanza, bibita e bevanda, sorbetto o altro manufatto di gelateria, ciabatta, infradito, sandalo, bermuda, prendisole, pareo, bikini o costume intero, monile, berretto, visiera, cerchietto, <em>capéline</em> in paglia, eccetera eccetera… si alleeranno e abbineranno alle fattezze filtrate di nostri contatti che un posto al sole se lo cercano ogni beneficato giorno da <em>Pater Facebook che sei nei cieli</em>, vieppiù quando si tratta di orazioni e salmi vacanzieri. D’illuminarci con profluvi di foto sul livello di cottura conseguito dall’epidermide, come pure di pennichelle in riva al mare, spiagge costellate dalle loro impronte, sbadigli e starnuti colti al volo in un acme di <em>parossistica bizzarria – al rutto</em> o altra emissione corporea ancora non si è giunti, ma prima o poi verranno arruolati nella santa crociata. Nemmeno città e siti d’arte sfuggono al rito, grazie a scatti a ripetizione come non vi fosse un domani, del panorama bersagliato di turno. E come non farsi mancare video e autoritratti sullo sfondo di sagre e dilettevoli amenità che la stagione impone.</p>
<p>Ora, premesso che ognuno ha piena e legittima facoltà di gestire il proprio profilo come meglio crede e vuole, vi è solo d’augurarsi che la Costituzione preveda prima o poi anche quella fra i suoi articoli; premesso che la ferocia e l’implacabilità dei tempi attuali richiedano e impongano la necessità di ricrearsi; così come vale per ogni altro ambito della vita, anche qui è solo questione di misura. Di evitare quanto più gli eccessi, malgrado siano così fertilmente connaturati alla triade più infocata del calendario. Di chiedersi, in fondo, se all’<em>universo-mondo</em> interessi davvero, o fino a che punto, perlomeno. Perché l’eccesso cannibalizza, fagocita ed espelle annunci di nuove pubblicazioni, alla velocità con cui Superman potrebbe volare da New York a Katmandù. A meno che non vi sia qualche recondita pulsione a darsi la zappa sui piedi di propria mano. E dunque, mi chiedo: a quale vuoto o scarsa attenzione nella vita reale debba mai sopperire tutta questa rutilante baraonda in technicolor? Quale fantasma sia chiamata a rimpiazzare? Quale assenza a sostituire e colmare?</p>
<p>Lungi da me volermi inoltrare in argomenti la cui competenza spetta a fior di terapeuti e psicologi. Ciò nondimeno, essendo io cartolina illustrata d’aspetto e di pensiero, non posso fare a meno di pormeli quesiti di tale tipologia. So bene, così rimuginando, di espormi alle folgori di critiche e risentimenti nei confronti della mia persona. Una prassi alla quale mai potrei essere infedele. D’innescare un numero imprecisato e imprevedibile di micce. Me lo aspetto e garantisco sin d’ora che ne comprenderò qualsivoglia motivazione. Ma non posso rinnegare la lezione che la Vita e una certa signora che di nome fa Dorothy Parker hanno voluto trasmettermi e insegnarmi: “La prima cosa che faccio al mattino è lavare i denti e affilare la lingua&#8221;.</p>
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