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	<title>Proletario Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Autocritica di una generazione allegra</title>
		<link>https://www.borderliber.it/autocritica-di-una-generazione-allegra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Dec 2023 06:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Autocritica di una generazione allegra&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto scattata e modificata dall&#8217;autore I tempi migliori verranno. Con questo motto sono state tirate su due generazioni, ossia la mia e quella successiva, cioè quella degli anni Ottana e degli anni Novanta del secolo scorso. Con la fiducia nel futuro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Autocritica di una generazione allegra&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto scattata e modificata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>I tempi migliori verranno. Con questo motto sono state tirate su due generazioni, ossia <strong>la mia e quella successiva</strong>, cioè quella degli anni Ottana e degli anni Novanta del secolo scorso. Con la fiducia nel futuro sono state anche fregate, cosicché <strong>&#8220;l&#8217;oggi&#8221; si è trasformato in attesa, mentre &#8220;il domani&#8221; in sogno.</strong> E della necessità del fallire, dell&#8217;imparare, del curare, del seminare e del ribellarsi nel presente mai si è discusso. Facciamo quindi un po&#8217;di autocritica a questa generazione allegra.</p>
<p>Ne abbiamo parlato io e un amico davanti a un caffè, <strong>assumendo le nostre sembianze borghesi,</strong> perché vogliamo essere tutti borghesi e dimenticare qualsiasi origine operaia. Proletari non possiamo più considerarci, visto che dagli anni Settanta del Novecento figli se ne sono fatti pochi. <strong>I proletari si sono estinti, almeno dal punto di vista carnale.</strong> Ormai abbiamo sovraprodotto speranze, ma queste non hanno gambe, non hanno corpo e tantomeno avranno una coscienza.</p>
<p>A quarant&#8217;anni ti aspetti di essere un esemplare del ceto medio, ed effettivamente lo sei, ma rientri tra quelli che a fine mese non ci arrivano. <strong>I più fortunati, invece, possono permettersi un leggero surplus, ma solo a rate.</strong> Questa sparuta minoranza, che a quanto pare è sempre più numerosa delle minoranze come venivano intese negli anni scorsi, di pagamenti dilazionati nel lungo periodo se ne sono messi parecchi sulle spalle.</p>
<p>Mentre prendiamo il nostro caffè con atteggiamento borghese, <strong>sospinti dall&#8217;idea di aver capito tutto, cioè niente,</strong> ci ricordiamo anche della storia di una <strong>quarantatreenne nostra amica che ha firmato il suo primo contratto di lavoro</strong>, con tanto di tutele e contributi previdenziali. Ci accendiamo una sigaretta, anche questa è demodé, lo sanno infatti persino i moscerini che ci girano intorno che fumare è letale, ma fa parte del gioco, d&#8217;altronde di qualcosa bisognerà ammalarsi e, per fortuna, anche morire. Ci chiediamo se non siamo <strong>gli ultimi sfigati di una classe di cazzoni</strong> che non si sono voluti sporcare le mani.</p>
<p><strong>Sporcarsi con cosa?</strong> Le risposte sono tante. Avremmo potuto tentare di governare un paese, mandandolo in rovina con il nostro fare borghese; avremmo potuto distruggerlo e ricostruirlo, grazie alle nostre ampie vedute, anche queste borghesi; avremmo potuto rivalutare la coscienza attiva dei nostri nonni, invece abbiamo preferito prendercela con i genitori. &#8220;Loro si sono mangiati tutto &#8211; dice il mio amico &#8211; e <strong>oggi si sciacquano la bocca con gli ideali</strong> e con i bei tempi andati&#8221;.</p>
<p><strong>Il mio amico è però un uomo intellettualmente onesto</strong>, infatti mi racconta che spesso chiama suo padre &#8220;accattone&#8221; perché è un baby pensionato, uno di quelli che a cinquant&#8217;anni si è tolto dal <strong>&#8220;mondo del lavoro&#8221;</strong> per fare <strong>&#8220;il complottista e l&#8217;anticonformista con una bella pensione che ogni mese lo Stato gli paga&#8221;</strong>. L&#8217;amico mio dice anche che il suo <strong>&#8220;fare borghese&#8221;</strong>, ossia l&#8217;incapacità di adattarsi alle circostanze e la convinzione che essere un laureato sia anche sinonimo di &#8220;testa pensante aristocraticamente corretta&#8221;, glielo ha trasmesso il padre. Pertanto, a conti fatti, nel sangue del mio amico circola la frustrazione del <strong>&#8220;baby pensionato che mai sarà&#8221;.</strong></p>
<p>Insomma, l&#8217;amico mio prova invidia verso suo padre; quindi, con fare borghese, rispondo a lui che <strong>&#8220;il prossimo passo sarà diventare ambientalista, ma restando sempre lontano dalla zappa e dallo sterco&#8221;</strong>. Intanto, con &#8220;fare borghese&#8221; chiudo i conti con questo spaccato di &#8220;reale fallimento&#8221;, con la speranza che una nuova generazione di rivoluzionari spazzi via il nostro atteggiamento.</p>
<p>Ed ecco l&#8217;autocritica di una generazione allegra. Basterà?</p>
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