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	<title>Platone Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Gli amanti: Stefano Cazzato tra le pagine del &#8220;Liside&#8221; di Platone</title>
		<link>https://www.borderliber.it/gli-amanti-stefano-cazzato-tra-le-pagine-del-liside-di-platone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Gli amanti. Discorsi sul Liside di Platone&#8221; di Stefano Cazzato, Il Convivio Editore, 2026 Chi può disquisire di amore secondo una ferrea logica? Tutti, ma il risultato è deludente. Infatti, per forza di cose, a un certo punto il discorso diventa piatto. Di questo se ne accorsero anche i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Gli amanti. Discorsi sul Liside di Platone&#8221; di Stefano Cazzato, Il Convivio Editore, 2026</strong></p>
<p>Chi può disquisire di amore secondo una ferrea logica? Tutti, ma il risultato è deludente. Infatti, per forza di cose, a un certo punto il discorso diventa piatto. Di questo se ne accorsero anche i padri della filosofia, in particolar modo <strong>Platone</strong>.</p>
<p>Questo è quanto ci illustra <strong>Stefano Cazzato</strong> nel suo &#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8220;, saggio dedicato al &#8220;<strong>Liside</strong>&#8221; del filosofo ateniese. L&#8217;autore romano, docente di Filosofia presso i licei, non è nuovo a queste operazioni di rilettura, che prendono in considerazione quelli che vengono definiti &#8220;<strong>gli scritti minori</strong>&#8220;. Ma secondo <strong>Cazzato</strong>, proprio in queste pagine poco citate si nascondono i dubbi dello stesso <strong>Socrate</strong> sul proprio metodo logico e razionale.</p>
<p>Sappiamo bene che il dibattito sulla veridicità dei discorsi di <strong>Socrate</strong>, se non proprio sulla sua reale esistenza, sia ancora aperto. <strong>Platone</strong> avrebbe trascritto il suo pensiero, perché il Maestro mai volle lasciare nulla di scritto. Detto ciò, il &#8220;<strong>Liside</strong>&#8221; è un dialogo anomalo, nel quale non esiste un vero dibattito, ma appare come un monologo.</p>
<p>Ma al di là di questo nel &#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8220;, <strong>Cazzato</strong> riporta in auge anche le tesi sull&#8217;amore che <strong>Socrate</strong> sostiene sia nel &#8220;<strong>Fedro</strong>&#8221; che nel &#8220;<strong>Simposio</strong>&#8220;. L&#8217;amore è una forza irrazionale che non può essere imbrigliata con i ragionamenti. Anzi, più ci si addentra con logica in questo campo, più si giunge a una aporia. In poche parole, l&#8217;amore, l&#8217;eros, non sono apollinei, bensì dionisiaci. E su questo caos che genera e distrugge, che si mostra silenziando la ragione, non si possono costruire case dalle fondamenta sicure.</p>
<p>Ma <strong>Cazzato</strong> fa anche altro. Non si limita a notare questo dubbio che <strong>Socrate</strong> avanza sul suo metodo solo per quanto concerne l&#8217;amore, ma anche su altri argomenti. In tal senso, quindi, &#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8221; diventa uno strumento critico, che non presuppone una conoscenza approfondita dell&#8217;opera di <strong>Platone-Socrate</strong>.</p>
<p>&#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8221; è un libro per tutti e mostra ancora una volta la capacità di <strong>Cazzato</strong> di parlare con semplicità di una materia considerata ostica. Di sicuro, questo è merito dell&#8217;esperienza, oltre che della passione, accumulata in vent&#8217;anni di insegnamento della filosofia nei licei, quindi a dei ragazzi che devono comprendere ogni minimo passaggio per restare folgorati da questi argomenti.</p>
<p>Lo &#8220;stupore&#8221; si è riacceso anche in me, pertanto non posso che ringraziare l&#8217;autore. Certamente, il saggio introduce tra le righe anche un altro argomento: <strong>Platone</strong> può essere considerato un autore definitivamente acquisito, ossia compreso?</p>
<p>Certo che no, restiamo sempre in quel limbo che ci invita ad esclamare &#8220;<strong>so di non sapere</strong>&#8220;. Ma come ci è stato ampiamente spiegato, questo &#8220;<strong>riconoscere la propria ignoranza</strong>&#8221; non è un sollecito alla &#8220;<strong>pacifica umiltà</strong>&#8220;, ma la spinta a una vorace ricerca pur sapendo di non riuscire a giungere all&#8217;assoluta verità.</p>
<p>Nella nostra vita conosceremo solo l&#8217;amore verso qualcuno o qualcosa, ma mai l&#8217;amore in sé. Questa totalità è per gli dei, forse per <strong>Dio</strong>. A noi restano le &#8220;<strong>cose</strong>&#8221; e un infinito senso di spaesamento. Ma <strong>Cazzato</strong> ci ricorda anche una cosa: per <strong>Platone</strong> la parola &#8220;<strong>eroe</strong>&#8221; deriva da &#8220;eros&#8221;. Possiamo quindi meglio comprendere cosa sia l&#8217;amore e quali forze siano infuse in esso.</p>
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		<title>La nuova Repubblica</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-nuova-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 22:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La nuova Repubblica&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale Scrivo seduto sulla comoda sedia del mio bagno dopo una lunga pausa di riflessione, lasciando che le gambe diventino fredde, insensibili, legnose. Mi cadrà la penna, mi cadrà la mano, cadrò io. La nuova Repubblica sarà revisionista: la ricerca [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-nuova-repubblica/">La nuova Repubblica</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;La nuova Repubblica&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>Scrivo seduto sulla comoda sedia del mio bagno dopo una lunga pausa di riflessione, lasciando che le gambe diventino fredde, insensibili, legnose. Mi cadrà la penna, mi cadrà la mano, cadrò io.</p>
<div dir="auto"><strong>La nuova Repubblica sarà revisionista:</strong> la ricerca del nulla tra le nuove ideologie che tutto ingoiano, che ogni cosa provano a spiegare, che nessuno più approfondisce ma solo ripete e ripete come se fossero preghiere. <strong>Torniamo ai salotti. </strong>Recitare il <strong>Rosario</strong> con tono solenne unendo le parole con devozione, incrociando il politicamente corretto come se le frasi fossero ricamate all&#8217;uncinetto. La tisana sul tavolo; con gesti gentili, prendere tra le mani la tazza fumante, sorseggiare l&#8217;intruglio come il <strong>Galateo</strong> comanda, fare attenzione a non affogarsi. Ignorare le voci della donna e dell&#8217;uomo che non sanno come unire il pranzo con la cena; sospirare con parsimonia il menefreghismo della morte mostrata da mille immagini riprodotte in serie; mordere una mela senza associare il rumore prodotto dai denti che affondano nella polpa con il crepitio delle ossa del cranio che vengono perforate da un proiettile vagante. Ecco la guerra, ma non è la nostra. È lontana, ringraziamo Dio. Noi l&#8217;abbiamo solo provocata. Amen.
</div>
<div dir="auto">
</div>
<div dir="auto"><strong>La nuova Repubblica organizzerà la moderna Crociata dei pezzenti.</strong> Si prega di cercare la strada per <strong>Gerusalemme</strong> intuitivamente, senza usare <strong>Google Maps</strong>. Sarà emanata l&#8217;abolizione dei Selfie sensuali, dei Selfie sessuali, dei Selfie disperati, dei Selfie prodotti dall&#8217;intelligenza artificiale. Al fanatismo si daranno nuovi e allettanti soprannomi. Prima che ciò avvenga: frustrarsi, flagellarsi e riconoscersi peccatori; non desiderare la donna o l&#8217;uomo altrui; essere conformi alla logica &#8220;dell&#8217;occhio per occhio, dente per dente&#8221;; parlare di pace con tono ipocrita, come se si stesse raccontando una barzelletta a dei bambini &#8220;diversamente abili&#8221;.
</div>
<div dir="auto">
</div>
<div dir="auto"><strong>La nuova Repubblica esigerà la difesa delle aree sensibili:</strong> il cimitero, ad esempio, casa comune di tutti, dimora in cui ciascuno avrà la sua stanza personale. Si chiede anche di essere ottimisti come i mendicanti in un giorno di pioggia e gelo. Si invita la gente ad annunciare l&#8217;abolizione della proprietà privata per mettere alla prova le comuni difese immunitarie. Si bandirà ogni forma di bestemmia; anche quelle pronunciate da Dio, tra queste l&#8217;uomo. Ci si adopererà per un nuovo linguaggio, affinché questo venga &#8220;generato, non creato&#8221;. In tal modo sarà uguale, anzi simile, a quello del supremo Creatore. Per questo motivo va innalzato a interesse sovranazionale un certo Fascismo progressista, in cui la volontà di potenza coincide con il libero arbitro a comando.
</div>
<div dir="auto">
</div>
<div dir="auto"><strong>La nuova Repubblica sarà una purga per i subumani</strong>; un&#8217;associazione a delinquere promossa da cafoni e mercenari, da saltimbanchi e temerari leccaculo. Ciascuno manderà a morte il proprio vicino di casa; ognuno a modo suo sarà uguale all&#8217;altro secondo le regole della rinnovata invidia sociale. L&#8217;individuo si moltiplicherà solo per replicare sé stesso e la sua necessità di vivere al di là della morte. Invitiamo tutti ad ammirare gli account social dei defunti: qualcuno parla per loro. Essi non smettono mai di compiere gli anni. &#8220;Buon compleanno signor Morto o signora Morta, oggi riposati, festeggia e goditi il tuo genetliaco!&#8221;.
</div>
<div dir="auto">
</div>
<div dir="auto"><strong>La nuova Repubblica incentiverà il diritto alla felicità</strong>, in tale principio verrà inserita anche la libertà di morire e di uccidere. A ogni nascituro, oltre a una quota di debito pubblico, sarà assegnata una pistola con matricola abrasa; a ogni disoccupato, sfruttato, lavoratore in nero, assistito e sfamato dallo Stato saranno somministrati corsi di <strong>&#8220;menefreghismo sociale&#8221;</strong>. Saranno banditi l&#8217;accanimento alla vita, la lotta per la sopravvivenza, la ricerca del senso ultimo della propria esistenza. Sarà una collettiva lotta per eleggere il nuovo capo e per trovare gli allineamenti migliori. Chi non ce la farà potrà &#8220;defilarsi spiritualmente o fisicamente&#8221;. Lo Stato non potrà essere accusato di istigazione al suicidio. La vita va sempre difesa e tutelata, anche quando è impossibile.
</div>
<div dir="auto">
</div>
<div dir="auto"><strong>La nuova Repubblica sarà Una e Indivisibile.</strong> <strong>Okay, ho finito la mia seduta deliberativa:</strong> azionare lo sciacquone, non lasciare traccia di escrementi sulla porcellana, spruzzare il deodorante al mango e alla pesca per occultare ogni odore umano, aprire la porta, ritornare alla vita liberi, allegri e ringraziando il proprio metabolismo. Anche oggi godiamo di ottima salute.</div>
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		<title>Sacrificate un gallo alla salute ritrovata</title>
		<link>https://www.borderliber.it/gallo-salute-ritrovata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 02:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sacrificate un gallo alla salute ritrovata&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore Si accorse di quanto la verità non esistesse: tutte le cose sono illusioni che i sensi donano per tacito consenso, nel bene e nel male. La conoscenza ammalia gli animi, tant&#8217;è che gli esseri umani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Sacrificate un gallo alla salute ritrovata&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si accorse di quanto la verità non esistesse: tutte le cose sono illusioni che i sensi donano per tacito consenso, nel bene e nel male. La conoscenza ammalia gli animi, tant&#8217;è che gli esseri umani sono convinti di giungere a risposte soddisfacenti. Invece, la verità è solo una &#8220;metafora&#8221;, una traduzione approssimativa degli impulsi che riceviamo, che filtriamo e attraverso cui i neuroni rendono manifesti oggetti, soggetti, sentimenti, sensazioni.</p>
<h4>Allora quale gioia ritrovò quell&#8217;uomo goffo, claudicante, dal passo traballante, mentre entrava in un bosco?</h4>
<p>Semplicemente che nulla è vero e che tutto è concesso, così come disse prima di morire <strong>Hasan-i Sabbah</strong>, il Vecchio della Montagna, che costituì i <strong>Nizariti</strong>, la sua setta di assassini e fumatori di hashish. Da <strong>Almut</strong>, nel suo nido d&#8217;aquila, lontano dal mondo e dagli uomini dopo aver tanto peregrinato, egli fondò la sua causa su una concretezza: che l&#8217;uomo non partorisce certezze, ma vani concetti che si avvicinano a ciò che lo aiuta a sopravvivere.</p>
<p>Anche lui era felice, perché quando si uccide e ci si suicida in una intuizione che guida lo spirito, in qualcosa che svela l&#8217;essenza, si giunge alla conclusione di un viaggio. E come fu per il <strong>Vecchio della Montagna </strong>fu per <strong>Nietzsche</strong>, che si vestì prima di scetticismo, poi di nichilismo; e oscillando tra il possibile e il nulla, egli preferì quest&#8217;ultimo. Ma il &#8220;nulla&#8221; non va inteso solo come &#8220;vuoto&#8221; o &#8220;assenza&#8221;, ma anche come &#8220;qualcosa che c&#8217;è, ma che non si può conoscere fino in fondo&#8221;. <strong>Nulla</strong> è pertanto accontentarsi dei nostri limiti percettivi, delle nostre verità monche.</p>
<p><strong>Nulla</strong> è anche essere consapevoli del fatto che tocchiamo, assaporiamo, ascoltiamo, annusiamo e vediamo l&#8217;inganno della coscienza, la quale ci spinge a svegliarci ogni mattina e a sperare che tutto ci sia rivelato. Respirare e riprodurci non per noi stessi, ma in nome della nostra specie umana che, come tutte le altre specie, è guidata dalla volontà di vita.</p>
<h4>Eppure, non aspira a essere &#8220;verità&#8221; questa negazione d&#8217;ogni Verità? </h4>
<p>Oggi come allora; oggi come <strong>Hasan-i Sabbah</strong> e <strong>Nietzsche</strong>, il protagonista di questo racconto cammina nel bosco come uomo tra gli uomini, come fratello tra fratelli e sorelle, come essere tra nulla essente. Può gioire per questa verità che gli fa conoscere l&#8217;unica &#8220;cosa in sé&#8221; conoscibile: <strong>l&#8217;ignoranza</strong>. Splende nella sua impotenza; mette a tacere i venti di guerra, i soffi di dolore per le mete non raggiunte o per i progetti collassati. Neanche la morte ha più potere su di lui, perché essa sarà un&#8217;illusione che aprirà le porte su un&#8217;altra illusione.</p>
<p>D&#8217;altronde, fu lo stesso <strong>Nietzsche</strong> che esaltò il <strong>Vecchio della Montagna</strong>, perché nessuno in Occidente aveva saputo lanciare alla filosofia e al pensiero comune una frase così audace. <strong>Se nulla è vero, allora tutto è concesso</strong>&#8230; Cosa resta, dunque? Ora, sacrificate un gallo alla salute ritrovata.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le parole non buttate via</title>
		<link>https://www.borderliber.it/parole-gervasi-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2024 03:44:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[Dante]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi Un caffè, qualche parola buttata via. Il sole alto e un leggero vento a giustificare una giacca leggera. Poche persone come formiche spaesate. Torni a casa, mangi qualcosa e poi un breve riposo. Passeggiata pomeridiana, guardi il piccolo mondo e incontri la giusta ricompensa. Bimbi sorridenti, amici di un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>Un caffè,<br />
qualche parola buttata via.<br />
Il sole alto<br />
e un leggero vento<br />
a giustificare una giacca leggera.<br />
Poche persone<br />
come formiche spaesate.<br />
Torni a casa,<br />
mangi qualcosa<br />
e poi un breve riposo.<br />
Passeggiata pomeridiana,<br />
guardi il piccolo mondo<br />
e incontri la giusta ricompensa.<br />
Bimbi sorridenti,<br />
amici di un tempo<br />
e il sorriso nel vento.<br />
Si abbassa il sole,<br />
è quasi il crepuscolo.<br />
Due vecchi amici e un professore.<br />
Da Zaleuco a Dante,<br />
da Aschenez a Platone,<br />
da Strati a La Cava,<br />
da Socrate e Gesù Cristo.<br />
Finisce questo giorno di maggio in un piccolo paese.<br />
Il potere della cultura di strada priva del piedistallo.<br />
Il potere delle parole<br />
non buttate via.</p>
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		<title>Poscienza. Roberto Maggiani e la poesia del paradosso</title>
		<link>https://www.borderliber.it/poscienza-maggiani-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 01:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Democrito]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Gorgia]]></category>
		<category><![CDATA[Heisenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Husserl]]></category>
		<category><![CDATA[Il Ramo e La Foglia]]></category>
		<category><![CDATA[Logica]]></category>
		<category><![CDATA[Platone]]></category>
		<category><![CDATA[Poscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Verso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Poscienza&#8221; di Roberto Maggiani, Il Ramo e la Foglia Edizioni, 2024 La Poscienza di Roberto Maggiani è un paradosso che non si può non tenere in considerazione, perché è capace di mandare in tilt la logica nonostante essa sia alla base delle parole, delle proposizioni, delle formule esistenti o [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Poscienza&#8221; di Roberto Maggiani, Il Ramo e la Foglia Edizioni, 2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Poscienza</strong> di <strong>Roberto Maggiani</strong> è un paradosso che non si può non tenere in considerazione, perché è capace di mandare in tilt la logica nonostante essa sia alla base delle parole, delle proposizioni, delle formule esistenti o inesistenti, che costellano questi componimenti. <br /><br />Tra segni e sillabe, i versi di questa raccolta si muovono in più direzioni. Infatti, se è vero che <strong>&#8220;l&#8217;essere è e mai può non essere&#8221;</strong>, è anche vero che <strong>&#8220;nulla è, e se anche fosse non sarebbe comunicabile, e se anche fosse comunicabile non sarebbe conoscibile&#8221;</strong>. A unire queste due affermazioni, la condizione del <strong>&#8220;non sapere&#8221;</strong> in cui l&#8217;uomo perennemente vive. Comprendere come avviene un certo fenomeno è possibile, sapere il motivo profondo, ossia <strong>&#8220;perché così e non in un altro modo&#8221;</strong>, è per noi inaccessibile. In poche parole, tutto ci è dato e noi possiamo solo apprendere &#8220;cosa è&#8221;.<br /><br />La poesia intuisce e descrive il fenomeno attraverso metafore e similitudini; alla base vi è l&#8217;osservazione. Stessa cosa fa la scienza, logicamente con le dovute differenze, perché l&#8217;intuizione va prima di tutto verificata; inoltre, i suoi tempi sono diversi. Non cambiano i metodi però, ed ecco perché <strong>&#8220;Poscienza&#8221;</strong> non è solo un neologismo, ma una <strong>&#8220;categoria&#8221;</strong> che racchiude l&#8217;uomo che concilia due saperi, due arti che si scrutano, che si respingono proprio perché sono simili.<br /><br />Non è difficile entrare nella poesia di <strong>Maggiani</strong>, basta vestirsi di dubbio dopo essersi spogliati dei pregiudizi, delle conoscenze approssimative, dopo essere usciti dalla <strong>comfort zone</strong> nella quale crediamo di muovere i nostri passi con sicurezza. <br /><br />Logicamente, siamo di fronte a una poesia sperimentale; un gioco <strong>metanarrativo</strong> sul quale <strong>Maggiani</strong> ha lavorato per sei anni. Il risultato è eccellente e a tutti consigliamo la lettura di questa raccolta, perché la &#8220;poesia&#8221; è anche una verifica dell&#8217;EsserCi nel mondo, così come è ribellione il solo camminare per strada, osservando distrattamente ciò che intorno a noi non è mai immobile. Tra questi versi vi è un ironico<strong> &#8220;discorso sulle cose&#8221;</strong>, <strong>&#8220;una interpretazione sospesa, sempre aperta a nuovi stimoli&#8221;. </strong></p>
<h3>La Poscienza, ossia tutto <em>è </em>e poco dopo <em>non è più</em>&#8230;</h3>
<p>Almeno, così ci sembra il nostro mondo. Eppure, la scienza ci dice che ogni cosa rimane ed è ricollocabile. Così <strong>Maggiani</strong> sa tanto di <strong>Einstein</strong> e di <strong>Democrito</strong>, di <strong>Parmenide</strong> e di <strong>Heisenberg</strong>. Una teoria si nasconde in un&#8217;altra; la scienza decade nella vita e viceversa. Scritto in questo modo sembra semplice, invece va riconosciuto al poeta un lavoro incessante di ricerca, in quanto né una parola né un segno è lì a casaccio, ma entrambi si fanno rebus e favola, mito e logica. Sembra una magia, invece potremmo chiamarla <strong>&#8220;Scienza dello spirito&#8221;</strong>.<br /><br /><strong>Poscienza</strong> però ci dice anche un&#8217;altra cosa: <strong>l&#8217;uomo è impotente</strong>. A lui il compito di essere demiurgo, o meglio scopritore delle leggi dei fenomeni con le quali può divertirsi, ma con cui, a quanto pare, non riesce a costruire il mondo che vorrebbe, <strong>ma solo la migliore delle distruzioni possibili</strong>.</p>
<p>Questo accade proprio per il fatto che l&#8217;uomo non può giungere al <strong>&#8220;perché della cosa in sé&#8221;</strong>. Pertanto, ognuno di noi dovrebbe solo fermarsi alla &#8220;conoscenza&#8221;, dopodiché dovrebbe contemplare l&#8217;armonia che ci è stata consegnata dalla Natura, da Dio, da ciò a cui abbiamo dato infiniti nomi.</p>
<p>Ma questo apre un altro discorso che il poeta lascia volentieri a noi lettori, diventando così un <strong>Husserl</strong> che attraverso la poesia testimonia l&#8217;intrinseca crisi di ogni sapere dogmatico messo su dagli uomini.</p>
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