<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Persona Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/persona/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/persona/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Feb 2025 16:56:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Carlo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/carlo-racconto-pasquale-allegro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 01:39:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Delicatezza]]></category>
		<category><![CDATA[dolcezza]]></category>
		<category><![CDATA[Mano]]></category>
		<category><![CDATA[Persona]]></category>
		<category><![CDATA[Sensibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=6427</guid>

					<description><![CDATA[<p>Racconto di Pasquale Allegro. Foto di Martino Ciano “A chi somigli di più?” gli chiede la terapeuta curiosa. “Non l’ho mai capito” risponde lui, “credo di somigliare a entrambi i miei genitori”. La fissa con i suoi occhi tristi e scuote la testa. “Non mi faccia domande su di loro, non ancora”. Lei gli sussurra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/carlo-racconto-pasquale-allegro/">Carlo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Pasquale Allegro. Foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>“A chi somigli di più?” gli chiede la terapeuta curiosa. “Non l’ho mai capito” risponde lui, “credo di somigliare a entrambi i miei genitori”. La fissa con i suoi occhi tristi e scuote la testa. “Non mi faccia domande su di loro, non ancora”. Lei gli sussurra tenere parole rassicuranti, di non avere paura, lei è lì.</p>
<p>Carlo le è stato raccomandato da un collega, un caso per lei interessante, un ragazzo adottato all’età di sei anni, che ora di anni ne ha ventuno, un giovane studente in preda a una violenta depressione nervosa. Insonne, solitario. Lamenta crisi di angoscia e svariati disturbi oppositivi che gli impediscono di relazionarsi con gli adulti. E di essere felice. La dottoressa fin dal primo appuntamento è cortese, persino amabile, gli chiede cosa lo tormenta, “Detesto parlare di me” risponde lui in un sibilo che esce appena dai denti serrati. Ma dovrà necessariamente rivelarle delle cose importanti, intime, “Non credo che lei potrà aiutarmi” esordisce però alla seconda seduta, ma è tornato, anche calata in un silenzio pesante e ostile la sua presenza è una risposta. “Mi chieda pure”, si fa poi conciliante. “Potremmo parlare dei suoi genitori” incalza lei. Immobile, lo sguardo fisso davanti a sé, lontano, “Vede dottoressa” confessa, “mia madre, la mia vera madre è morta quando avevo tre anni, e mio padre, il mio vero padre correva al mio fianco, io bambino e lui che mi tirava, fino a quando non mi ha abbandonato dicendomi Se dovessi fare tardi non avere paura, qualcuno ti aiuterà”.</p>
<p>La dottoressa richiude il quaderno degli appunti, per quel giorno hanno finito, ha compreso perché parla molto di suo padre e non abbastanza di sua madre, ha vissuto troppo poco con lei. Forse adesso la vede nelle notti, magari ferma sulla soglia, d’estate come d’inverno, sempre con gli stessi vestiti. Il silenzio di Carlo è intollerabile, è come abitato dal silenzio. Un giorno al ragazzo è comunque sfuggito di aver sentito suo padre confessare che non era ricco, che aveva soltanto il denaro sufficiente per non morire di fame, che era chiaro che lo avrebbe messo alla porta, “È un po’ quello che succede a me adesso” le rimprovera improvvisamente, “io cerco di dimenticare mentre lei, dottoressa, fa di tutto per abbattere i muri dell’oblio”. Si pente di averle raccontato queste cose, anche del cielo azzurro lieve e rassicurante che ricorda sopra il paese lituano in quel giorno maledetto, eppure niente vento quel giorno, la terra come placata aveva accolto quel sacrificio, si pente di averle raccontato di sentire il suo destino sgretolarsi, di camminare all’indietro e sentirsi svuotato, di chiedersi “Qualcuno che era con me, dov’è ora?”.</p>
<p>Carlo ha mille cose da tacere, si rende però conto che aspetta ancora qualcuno, ed è aspettando questo qualcuno che perde la sua innocenza. Vorrebbe raccontare alla dottoressa che è proprio allora che la porta si apre e arriva la madre, con in mano una girandola di carta, e che lui come al solito resta in piedi con un pallido sorriso, abbassa gli occhi. Il silenzio si fa insopportabile. È la terapeuta a spezzarlo, “A cosa pensi?” gli chiede, “Che cosa vuoi? Vuoi vivere?”. Si è resa conto che Carlo le sfugge, lui si aggrappa alla sua malattia, se lei gli pone domande per far leva sulla sua memoria lui non va mai fino in fondo. “Dottoressa” si espone finalmente, “dovrei forse parlarle dell’abbandono? Il punto è che avrei dovuto guardare negli occhi mia madre, aggrapparmi al braccio di mio padre”. Oppresso da quel senso di colpa, in ogni adulto che incrocia, in parco o a scuola, sono i suoi veri genitori che vede. Dove rifugiarsi, dove nascondersi da sé stessi? Per molto tempo non è stato capace di piangere. La terapeuta intuisce una certa tendenza a voler distruggere quella famiglia rinunciando a scavare nella memoria. Che cosa ci fa lui là dentro se non vuole ricordare? E allora lo rende presente, lo invita ad avvicinarsi, a chiudere gli occhi, a rinviare il tempo, lo fa con una voce profonda, melodiosa, carezzevole, la voce di qualcuno che lo sta cercando. Prima di accettare di portarsi quella voce dentro il racconto, Carlo le chiede “E lei cosa farebbe dottoressa?”. “Ti prenderei la mano” gli risponde lei, “sì la mano, nient’altro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/carlo-racconto-pasquale-allegro/">Carlo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6427</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sul viaggiare. Hesse il gusto della scoperta senza itinerario</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sul-viaggiare-hesse-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2023 01:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Hesse]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Persona]]></category>
		<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Turisti]]></category>
		<category><![CDATA[Vedere]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5868</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sul viaggiare. Hesse il gusto della scoperta senza itinerario&#8221; è un articolo di Silvia Palombi. In copertina una foto fornita dall&#8217;autrice “In un primo momento, quando mi fu suggerito di scrivere qualcosa sulla poesia del viaggiare, mi parve un’allettante opportunità per poter inveire di tutto cuore contro gli orrori del turismo moderno, contro l’insensata smania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sul-viaggiare-hesse-libro/">Sul viaggiare. Hesse il gusto della scoperta senza itinerario</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Sul viaggiare. Hesse il gusto della scoperta senza itinerario&#8221; è un articolo di Silvia Palombi. In copertina una foto fornita dall&#8217;autrice</strong></p>
<p>“In un primo momento, quando mi fu suggerito di scrivere qualcosa sulla poesia del viaggiare, mi parve un’allettante opportunità per poter inveire di tutto cuore contro gli orrori del turismo moderno, contro l’insensata smania del viaggio; contro gli squallidi hotel di oggi, contro località turistiche come Interlaken, contro inglesi e berlinesi, contro la Foresta Nera del Baden deturpata e dal costo esorbitante, contro la gentaglia di città che vuol vivere in mezzo alle Alpi come a casa propria, stili di vita e prezzi degli hotel, vini locali e costumi regionali contraffatti. Ma quando una volta, in treno fra Verona e Padova, confessai a una famiglia tedesca le mie idee in merito, fui pregato con fredda cortesia di tacere; e quando un’altra volta a Lucerna, presi a schiaffi un cameriere incapace, non fui più pregato, ma costretto con la forza e di corsa a lasciare l’albergo. Da allora ho imparato a controllarmi”.</p>
<p>Così scrive Hermann Hesse in <em>Über das Reisen</em> (Sul viaggiare) pubblicato per la prima volta in <em>Die Zeit</em> il 30 aprile 1904.</p>
<p>Gli scritti dopo prendono un andazzo decisamente più pacato, l’autore è assai più ben disposto e tollerante e io, leggendo, mi sono riappacificata col mio modo di viaggiare che in una parte considerevole è consistito nel bighellonaggio senza una meta precisa, nel girare a capocchia cambiando direzione a seconda dell’attrazione che esercitava su di me una strada piuttosto che un&#8217;altra.</p>
<p>Soprattutto questo scritto mi ha fatto riconciliare, solo in parte ma è già qualcosa, coi tanti viaggi che mio padre ha fatto in giro per il mondo per lavoro, perdendosi spesso quel che unanimemente è considerato imperdibile. Papà, responsabile di alcuni mercati esteri per la Carlo Erba, tornava ripetutamente nei posti, allacciava rapporti, amicizie che in alcuni casi hanno sconfinato nella vita non lavorativa, viveva pensando che quel museo e quel palazzo irrinunciabili li avrebbe visti la prossima volta, sempre la prossima volta. E invece a un certo punto di prossime volte non ce n’erano più perché le destinazioni delle missioni cambiavano e lui rimaneva a rammaricarsi con sé stesso con un senso di malinconia leggera.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5870" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/12/Camminare.jpg?resize=800%2C429&#038;ssl=1" alt="Sul Viaggiare, tenendo in considerazione il libro Camminare" width="800" height="429" data-recalc-dims="1" />Papà però tornava a casa con sacchi pieni di cose preziose, raccontava com’era la gente, come erano accoglienti nelle bettole dove chiacchierava beatamente con la gente del posto, raccontava della paura provata in macchina con l’autista assegnatogli che correva come un matto nel deserto libico. Insomma riportava a casa la vita vera dei posti e pazienza se ha perso il museo del merletto di Bruges, noi abbiamo avuto i racconti delle donne anziane che quei merletti li facevano per la strada, e delle <em>birre</em> <em>trappiste</em> che ha bevuto nei bar e la sorpresa dei campesinos in un’osteria in Honduras al suo chiedere se poteva tenere la ciotola di terracotta dove aveva mangiato i fagioli. Ce l’ho ancora quella ciotola e quando la guardo mi piace pensare a quel momento.</p>
<p>Poi Hesse, sempre nel 1904, tocca un tasto a me molto caro: “E non vorrà bere birra bavarese a Siracusa – e se mai la riuscirà a trovare, la giudicherà stantia e costosa…” certo la birra bavarese coi mezzi di trasporto odierni arriva fresca ovunque nel mondo ma pretendere di mangiare würstel a Tunisi è per me atteggiamento incomprensibile, uno zio ovunque nel mondo, scollegato dalla realtà che lo circondava, ordinava i cannelloni alla bolognese e io mi chiedevo, fin da ragazza, che se la nostalgia dei sapori di casa è così impellente perché te ne allontani? E la curiosità dove la mettiamo? Va bene andare al Louvre ma se vuoi sentire Parigi devi andare a mangiare al vecchio mercato e cercare i libri alle bancarelle lungo la Senna, come per Roma, certo il Colosseo, i Fori Imperiali e la Galleria Borghese ma se non vai a Largo dei librari a mangiare i filetti di baccalà o a guardare in faccia la statua di Pasquino un po’ l’anima di Roma la perdi.</p>
<p>Lungo il suo viaggiare Hermann Hesse si definisce viandante che è parola particolare, viandante è definito dalla Treccani chi percorre a piedi le vie fuori dalle città per raggiungere luoghi anche lontani che mi spinge a parlare di me stessa: ho sempre camminato tanto, macinare chilometri mi piace ovunque, città, mare, campagna, boschi non fitti. Soprattutto in montagna mi piace, quando lentamente sali e sotto di te la vista si allarga fino alle parti che dal basso non vedi. Il segreto è cominciare salendo piano e cercare di mantenere lo stesso passo fino alla fine. E fa niente se la fine non è la cima, certo è importante arrivarci ma se si prova stanchezza bisogna avere il coraggio di fermarsi e riposare guardandosi intorno, annusare come cani distinguendo tutti gli odori che ci sono (anche la neve ha un suo odore), così la sosta diventa una meditazione, una preghiera che ci riconnette con l’universo che respira con noi.</p>
<p>A questo proposito, della sua visita a Firenze Hesse racconta gli sforzi che ha fatto per gustarsi il più possibile le bellezze della città ma che, nonostante ciò, non rimpiange affatto il pomeriggio -non domenicale- ai giardini di Boboli in un pomeriggio assolato libero da mamme e bimbi, semplicemente bighellonando e lasciando sbrigliata la fantasia: “spesso, disteso su una panchina o sul prato, tra anemoni e narcisi dalle grandi colonne variopinte, ho inseguito con lo sguardo assente le candide nuvole che vagavano alte nel cielo limpido, sopra le nere chiome dei cipressi. Vedevo passeggiare per il parco il duca Colosimo I, che fu il primo proprietario, o gli artisti che ne curarono la sistemazione, il Tribolo e il celebre, adorabile, Giovanni da Bologna; e per quanto potessi sembrare ridicolo, non avevo vergogna di abbandonarmi all’estasi di uno splendore passato e ancora capace di comunicarmi uno strano senso di felicità”.</p>
<p>Prima ho menzionato mio padre, se mi fermo a ogni bancarella di libri lo devo a lui, alle sue tappe, immancabili durante le passeggiate a Roma, che a me bambina piccola annoiavano mortalmente. Oggi, ‘vittima’ di un incantesimo, faccio esattamente come lui, così posso scovare pietre preziose come questo librino che mi ha chiamato con una carta geografica in copertina.</p>
<p>Mi interrogo ogni giorno sul viaggiare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sul-viaggiare-hesse-libro/">Sul viaggiare. Hesse il gusto della scoperta senza itinerario</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5868</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ti presento Harry. Una persona speciale</title>
		<link>https://www.borderliber.it/harry-evoluzionista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 01:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gucci]]></category>
		<category><![CDATA[Harry]]></category>
		<category><![CDATA[immagine]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Persona]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5644</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Francesca Evoluzionista Harry Edward Styles è il mitico ragazzo conosciuto in tutto il mondo come Harry Styles. Amante della musica, sin dalla sua adolescenza inizia a far musica con la sua primissima band insieme ad altri suoi compagni di scuola, i “White Eskimo”. La sua passione per la musica non finisce, anche mentre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/harry-evoluzionista/">Ti presento Harry. Una persona speciale</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Francesca Evoluzionista</strong></em></p>
<p>Harry Edward Styles è il mitico ragazzo conosciuto in tutto il mondo come Harry Styles. Amante della musica, sin dalla sua adolescenza inizia a far musica con la sua primissima band insieme ad altri suoi compagni di scuola, i “White Eskimo”. La sua passione per la musica non finisce, anche mentre inizia a lavorare part-time, in una panetteria, nel suo paesino Holmes Chapel.</p>
<p>Ed è per questo che, all’età di sedici anni, si presenta ai provini di Xfactor Uk. Da lì la sua scalata verso il successo diventa inarrestabile, per lui ed altri quattro ragazzi. Insieme a Louis, Liam, Niall e Zayn, fa parte della band più grande degli ultimi tempi, i “One Direction”.</p>
<p>Nel 2016, la band entra in una pausa molto duratura, ed ognuno dei ragazzi intraprende la carriera da solista. Nel 2017, Harry ritorna con il suo primo singolo da solista, il brano è “Sing of the times”. Da subito, questo brano si aggiudica i migliori premi della musica internazionale, ed il successo di Harry da solista, insieme al suo primo album, intitolato “Harry Styles”, decolla nelle classifiche di tutto il mondo.</p>
<p>Quest’album, quindi, apre le porte anche al primo tour da solista per Harry. Il palco di Harry, insieme alla sua musica, fa tappa anche in Italia.</p>
<p>Esce poi nel 2019, il suo secondo album intitolato “Fine Line”. I testi delle canzoni di quest’ultimo album sono bellissimi. La canzone che più piace ai suoi fans risulta essere Fine Line, da cui prende il titolo il nome dell’album. Harry, in questa canzone, canta un amore complicato: un amore bellissimo e dolcissimo, ma che inevitabilmente è destinato a finire. Il videoclip di questo brano è così travolgente e delicato allo stesso tempo, <em>e tu…quindi, puoi solo continuare ad amare</em>.</p>
<p>Da quest’album, ne esce anche un’altra canzone, dal titolo “Golden”. Il videoclip è girato interamente sulla costiera amalfitana. Harry qui ci mostra allegria e spensieratezza. Il 2022 è il turno dell’album “Harry’s House”, ed Harry va nuovamente in cima a tutte le classifiche. L’amore che i fans hanno per lui gli fa conquistare ancora una volta tutti i più immaginabili premi della musica internazionale.</p>
<p>Con quest’ultimo album inizia un nuovo e lunghissimo tour, che è tutt’ora in corso. Diversi paesi, diverse tappe portano Harry in giro per il mondo, insieme alla sua musica. Ad ogni suo concerto si crea un ambiente bellissimo, è come essere a casa, e questo lui lo precisa ogni volta. Harry vuole che ogni fans, durante tutto lo spettacolo, si senta a casa, libero da ogni pensiero e libero di amare chi vuole.</p>
<p>Harry interagisce con i fans, indovina i loro nomi, cerca di leggere ogni cartellone che preparano per lui, e se quel giorno è anche il compleanno di qualcuno, puoi starne certo, che gli canterà anche una canzone di buon compleanno. Questo tour ultimamente ha toccato già per quindici volte consecutive la tappa del Madsion Square Garden di New York, record assoluto per Harry! Ma la carriera di Harry, da qualche anno, si è interfacciata anche con il mondo del cinema, quindi lui è anche un attore.</p>
<p>Ha preso parte, infatti, al film Dunkirk (2017), ha preso recitato in una piccola scena del film Eternals (2021). Inoltre, è stato protagonista dei due ultimi recenti film Don’t Worry Darling (2022) e My Policeman (2022), il primo di questi ultimi due l’ha portato alla mostra del cinema di Venezia del 2022.</p>
<p>Harry è un ragazzo molto influente nel mondo della moda. Il suo look, sempre diverso ogni volta che sale sul palco, crea tendenza. Passando dai colori più vivaci a quelli più tenui, passando da molteplici fantasie, e passando anche da abiti pieni di paillettes, egli sorprende e incanta tutti! Recentemente la casa di moda Gucci, ha lanciato anche una nuova collezione, con la collaborazione di Harry, e l’ormai ex direttore creativo del marchio, Alessandro Michele. Il nome di questa collezione è <em>Gucci HA HA HA</em>!</p>
<p>Questo ragazzo, pieno di sorrisi, ama tanto anche il nostro paese, ed ogni volta che può torna sempre qui, perché, da qualche anno, Harry ha acquistato una bellissima villa. Pertanto, ascoltare le sue canzoni e seguirlo è un’emozione unica!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/harry-evoluzionista/">Ti presento Harry. Una persona speciale</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5644</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
