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	<title>pensiero Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Patrie lettere: polvere di zolfo per nasi stellari</title>
		<link>https://www.borderliber.it/patrie-lettere-articolo-lettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 10:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Patrie lettere: polvere di zolfo per nasi stellari&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale Patrie lettere come galere: ti chiedono di partecipare con un tuo libro al mercato-gentile quotidiano. Ogni giorno un titolo in più per raccontare un mondo democraticamente bugiardo, nefasto, linguacciuto. Starne fuori vuol dire ammirare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Patrie lettere: polvere di zolfo per nasi stellari&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p dir="ltr">Patrie lettere come galere: ti chiedono di partecipare con un tuo libro al mercato-gentile quotidiano. Ogni giorno un titolo in più per raccontare un mondo democraticamente bugiardo, nefasto, linguacciuto. Starne fuori vuol dire ammirare quanti si accapigliano per un po&#8217; di pubblicità. La partecipazione sui social aumenta, le discussioni diventano furenti. Il «pubblicatore» si lancia in polemiche, concede &#8220;like&#8221; e commenti. Fa un po&#8217; come quei personaggi pubblici che nelle varie trasmissioni costruite ad hoc, dopo disamine improbabili sullo status quo, vengono salutati dal conduttore con il loro ultimo libro in mano. Un chiaro «accattatevillo», secondo il lapalissiano ragionamento «come pensa, sicuramente così scrive».</p>
<p dir="ltr">Perciò le patrie lettere si spopolano sempre più degli artisti solitari, degli scrittori che leggono dal di fuori e che non vogliono essere merce di scambio. Risuona il detto antico che «la pubblicità è l&#8217;anima del commercio», noi possiamo aggiungere che nella nazione dei libri-marchetta anche il viso, il seno, i pettorali, il culo, l&#8217;addome scolpito e la posa ammiccante, tanto femminile quanto maschile, sono mezzi utili al mercato. Sono strumenti pure la malattia, il tentato suicidio, la compassione, il narcisismo passivo, nonché le parole cuore, amore e sole, persino la pusillanimità. Oh il dolore, quanto è commerciale. Cosa sarebbe un pubblicatore senza la sofferenza, senza i buoni consigli per lenirla; senza cagnolini, peluche, dolci, biscottini, tisane, fiorellini, a fare da cornice alla sua attività da buon Samaritano tra una pagina e l&#8217;altra? Leggere e scrivere: una mediocre elevazione.</p>
<p dir="ltr">Il popolo della patrie lettere condanna la violenza, la propaganda, ma alla fine usa le stesse forme fasciste: una martellante e militante «forza di bolla». Alza muri impenetrabili, recinti di filo spinato. Critici patinati fanno le loro dirette social con cui alimentano fenomeni da baraccone; anonimi incazzati si scagliano contro, garantendo una discussione duratura. Cominciano le analisi sui vari profili Facebook. Poi arriva il tempo del raccolto: ogni anno si mettono a confronto i dati. «Si pubblica troppo e si legge poco», ed ecco finita la diagnosi. Nessuno se ne importa, perché a ciascun abitante delle patrie lettere non interessa il sapere, ma fare di sé stesso qualcosa di migliore di qualcun altro, ossia un «pubblicatore», una sensibile persona di acculturata retorica che sa scrivere di tutto senza capirci nulla. In caso di errore basta sorridere. Niente spirito divulgativo se non del suo pensiero e del suo corpo. A «Cartolandia» ognuno è frutto della sua propaganda: libro in mano, sexting di parole, tentativi maniacali di vendere una copia, di accaparrarsi una presentazione, di entrare in un circolo esclusivo.</p>
<p dir="ltr">Poi arriva il tempo delle candidature farlocche ai premi nazionali, poi quello delle fiere, poi l&#8217;estate e infine il Natale. Il pubblicatore ha intanto nel cassetto altri mille romanzi e svariate raccolte di poesie. L&#8217;importante è produrre incessantemente. Produrre, stampare, promuovere, chiedere recensioni, chiedere interviste, entrare in una bolla, sfondare il cerchio magico, essere una marchetta originale in un mondo di marchettari. Così fan tutti finché morte non li separi. Amen.</p>
<p dir="ltr">In tutto ciò, cos&#8217;è una casa editrice? Il popolo delle patrie lettere ha creato la divisione in buone, ossia non a pagamento; cattive, cioè a pagamento. L&#8217;anomia è invece il self publishing. Nessuna di queste opzioni salva dall&#8217;egocentrismo, ciascuna infatti apre a scenari conformi alle esigenze odierne della fabbrica culturale. Ci sarà la casa editrice che sgomiterà per fare parte del recinto dorato, quella che creerà la propria nicchia e il solitario personaggio convinto-anticonformista che con il suo libro autoprodotto crederà di aver vinto una sfida con sé stesso e con il mondo.</p>
<p dir="ltr">Oltrepassato il confine delle patrie lettere ho trovato un cartello su cui era scritto: «Polvere eri e polvere tornerai». Fine della storia, finalmente aria di libertà.</p>
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		<title>Noi delusi e frammentati</title>
		<link>https://www.borderliber.it/noi-delusi-e-frammentati-prosa-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 20:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Noi delusi e frammentati&#8221; è una prosa di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore  Noi delusi e frammentati, in cerca di ozio e di scuotimento. La bella vita, sempre al sole, come in un Paradiso che sia rifugio dopo un&#8217;esistenza di tribolazioni. Noi delusi e frammentati. Iniziare un viaggio e chiedersi sempre dove si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Noi delusi e frammentati&#8221; è una prosa di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore </strong></p>
<p>Noi delusi e frammentati, in cerca di ozio e di scuotimento. La bella vita, sempre al sole, come in un Paradiso che sia rifugio dopo un&#8217;esistenza di tribolazioni.</p>
<p>Noi delusi e frammentati. Iniziare un viaggio e chiedersi sempre dove si sta andando. Quale destinazione, se non quella della serenità? Eppure non esiste luogo senza rabbia e dolore. Forse l&#8217;Eden è in noi, trapiantato nel seme dei padri, nell&#8217;utero della madre. Forse è prima della nascita.</p>
<p>Noi delusi e frammentati. La prosa cattiva, come una lagna vomitata davanti alla luna piena, è la nostra coscienza sibillina. Nel suo modo di sbranarci internamente ci lancia nel mondo senza carne e pelle. Mai ella si arrende. Ci vuole, ci pensa, ci ascolta, intanto succhia le ossa.</p>
<p>Noi frammentati e delusi. Il trionfo dei sensi, dalla mattina alla sera, è un’estasi per giovani irrisolti. Chiudiamo gli occhi, vorremmo sognare, ma il sonno è un buio incandescente. Un secondo racchiude ore e un cammino, senza aver mosso un muscolo. Al mattino si sbadiglia per la stanchezza.</p>
<p>Noi frammentati e delusi. La libertà è una truffa. Nessuno governa il mondo, neanche un Dio prestigiatore. La Terra-biglia, abbandonata nell&#8217;Universo, è finzione: un ammasso che collassa sotto lo sguardo di un ammaestratore di onde quantiche.</p>
<p>Io, deluso e frammentato, senza posa né grazia, vagando per il mondo, prometto di non fallire. Invoco Dio, le potenze celesti, gli astrologi-cherubini, gli scienziati-stregoni, per dare un senso a ciò che oggi capita, vedo, ascolto, gusto. Mi guardo intorno. È volontà, necessità, concetto, caso, schizofrenia. Niente è vero, tutto è di fronte a me. Oggi qui, domani non so. Vita e morte, sonno e veglia, ora non vedo chi arriverà con me e dopo di me.</p>
<p>Ora che amo, il mondo si è fermato.</p>
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		<title>La montagna nutre</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-montagna-nutre-ciano-divagazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 20:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antiquato]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La montagna nutre&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto creata con l&#8217;intelligenza artificiale L&#8217;astinenza della notizia correva per i pendii nebulosi. «La montagna nutre», pensò mentre si accingeva a svoltare per curve strette a strapiombo sul burrone. «Eppure &#8211; continuava a macinare il suo cervello &#8211; qualcosa si distrugge velocemente, come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;La montagna nutre&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto creata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p>L&#8217;astinenza della notizia correva per i pendii nebulosi. «La montagna nutre», pensò mentre si accingeva a svoltare per curve strette a strapiombo sul burrone.</p>
<p>«Eppure &#8211; continuava a macinare il suo cervello &#8211; qualcosa si distrugge velocemente, come un soffio espirato. La cronaca quotidiana non è che una derealizzazione del mondo. L&#8217;uomo contemporaneo, meditabondo sul futuro, dimentica che la sua realtà è data da altri ma non vissuta da lui».</p>
<p>L&#8217;ispirazione lo prese per mano. Alle otto del mattino era un impiegato allegro che vedeva davanti ai suoi occhi un balletto di numeri: le sue cifre manichee, che compivano il miracolo della buona tenuta dei conti. Il calcolo decimale era una battaglia: oltre la virgola c&#8217;era un mondo infinito da conquistare.</p>
<p>«La montagna nutre», ripensò mentre il mare prendeva forma. Lungo la valle scendeva la gioia naturale della vita umida, procreatrice di sé stessa. Era quella una realtà attraversata, per nulla precostituita.</p>
<p>La disamina della lentezza si fa giorno dopo giorno. Ogni pensiero si perde tra i rovi e il sottobosco. Il limite invalicabile tra essere e non essere potrebbe trovarsi davanti a un cinghiale che attraversa la strada; le ombre che vengono scambiate per uomini in carne e ossa sono pensieri decolonizzati, sbucati fuori da territori abbandonati ai terremoti dell&#8217;anima.</p>
<p>Lì, sul pendio, le guerre sparse nel mondo erano ancora più lontane: alle sue spalle. «La montagna nutre», ripeté tirando il freno a mano. Era arrivato in qualche punto fissato nel mezzo della sua coscienza: quello in cui tutte le cose risultano sconosciute.</p>
<p>Sconosciuto rimase anche a sé stesso. Era il viaggio l&#8217;unico momento in cui ogni cosa si manifestava davanti ai suoi occhi, dopodiché esse scomparivano come spettri. E forse uno spettro era anche lui.</p>
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		<title>Memorie Meridiane di Giovanni Corsi: uno squarcio sul Novecento</title>
		<link>https://www.borderliber.it/memorie-meridiane-libro-corsi-moscariello-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 22:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Autopubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi]]></category>
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		<category><![CDATA[Opera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Clelia Moscariello. In copertina: &#8220;Memorie Meridiane&#8221; di Giovanni Corsi, autopubblicazione del gennaio 2024 Memorie Meridiane è una raccolta di racconti autobiografici, uscita come pubblicazione indipendente a gennaio del 2024, che rappresenta un excursus a tutto tondo, a ritroso, nella vita dell’autore. La storia parte dalla prima infanzia del suo autore, vissuta sui monti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Clelia Moscariello. In copertina: &#8220;Memorie Meridiane&#8221; di Giovanni Corsi, autopubblicazione del gennaio 2024</strong></p>
<p><strong>Memorie Meridiane</strong> è una raccolta di racconti autobiografici, uscita come pubblicazione indipendente a gennaio del 2024, che rappresenta un excursus a tutto tondo, a ritroso, nella vita dell’autore.</p>
<p>La storia parte dalla prima infanzia del suo autore, vissuta sui monti abruzzesi, dipanandosi, poi, a grappolo, sia geograficamente che cronologicamente, mediante una successione di vicissitudini e aneddoti di forma diaristica, raccontati tramite un registro fruibile (e qualche volta anche fin troppo scanzonato), che alterna ed equilibra bilanciando (ai fini dell’economia della narrazione) le tipiche bravate giovanili agli oggettivi fatti storici, gli episodi teneri e nostalgici e quelli più amari, spiacevoli e dolorosi, giungendo anche a trarre riflessioni maggiormente consapevoli e, talvolta, un po’ più ciniche.</p>
<p>E vasto, d’altro canto, è, senza alcun’ombra di dubbio, il materiale umano a cui ha avuto la fortuna di poter attingere il bravo <strong>Giovanni Corsi</strong>, il quale, da ricercatore-tecnologo, ha lavorato presso l’Università di Roma La Sapienza; al Centro Europeo dell’Educazione; all’Invalsi e all’Università Roma Tre.<br />
Giovanni è anche un autore di articoli e libri di argomento informatico e geografico ed è stato redattore in riviste scientifiche. Inoltre, è stato premiato dall’Accademia dei Lincei e dalla Società Italiana per il Progresso delle Scienze dal Nobel D. Bovet per la Didattica delle Scienze e Informatica.<br />
Giovanni Corsi oggi cura il suo blog: <strong>Blog &#8211; Stralci: così è (se vi pare) &#8211; Resistenza al pensiero unico</strong>.</p>
<p>In ogni caso, tornando al testo di <strong>Memorie Meridiane</strong>, occorre osservare, in primis, che esso, per sua fortuna, possieda l’immaginabile e malinconico fascino dell’istantanea che ci propone. Mi riferisco a quel fascino indotto dal ricordo di un mondo lontano che ormai non esiste più, di un’epoca analogica ormai completamente tramontata, di cui però i suoi cimeli oggigiorno acquistano, proprio per la loro rarità, un inestimabile valore che aumenta via via col tempo.</p>
<p><strong>Memorie Meridiane</strong>, in virtù del potere salvifico che sa avere l’attività della rimembranza, ma non solo grazie alla stessa, riesce a offrirci uno squarcio interessante quanto disinteressato, perché scevro da ogni prospettiva politica che possa essere altresì pseudo-faziosa, su quello che è stato il Novecento non solo italiano e su quello che esso ha rappresentato per noi tutti, ma soprattutto questo libro parla delle nostre radici e origini.</p>
<p>Allo stesso tempo, nel ripercorrere scenari in parte “già visti”, <strong>Memorie Meridiane</strong> ha in sé anche l’audacia non sottovalutabile del voler formulare proposte e promuovere alternative valide che possano avvicendarsi alle filosofie imperanti nel panorama attuale. Viene suggerito infatti, lungo l’iter dell’ultimo lavoro di Corsi, l’utilizzo di un <strong>Pensiero Meridiano</strong>, che si avvale a sua volta di un&#8217;ideologia che intende premiare la lentezza, la contemplazione e la relazione con il paesaggio naturale, in contrapposizione ovviamente, al nostro odierno globalismo dominante e per molti versi soffocante e opprimente.</p>
<p>Insomma, si tratta un’opera che consiglio senz’altro a chi voglia approfondire i fatti storici recenti ma anche a chi è semplicemente curioso di leggere una biografia.</p>
<p>Suggerisco, pertanto, <strong>Memorie Meridiane</strong> a un pubblico quanto mai eterogeneo per la sua godibilità, semplicità espressiva e, al tempo stesso, pure per l’intuitiva utilità dei suoi contenuti perché, a mio avviso, risulta encomiabile già il suo cosciente esercizio di memoria contestualizzato in un’era che tende a voler “dimenticare” e “rimuovere” ciò che non interessa nell’immediato.</p>
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		<title>Stasera resto</title>
		<link>https://www.borderliber.it/stasera-resto-poesia-bellomusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 22:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bellomusto]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[Sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Stasera resto&#8221; è una poesia di Doris Bellomusto. In copertina una foto dell&#8217;autrice Stasera resto a contare le occasioni perse i peccati inevitabili i biglietti non obliterati le mie mancate virtù. Resto stasera inchiodata alla conta dei giorni vissuti bruciando incenso sull&#8217;altare di un cuore innocente. Sono io il capro espiatorio, la strega sul rogo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Stasera resto&#8221; è una poesia di Doris Bellomusto. In copertina una foto dell&#8217;autrice</strong></p>
<p>Stasera resto<br />
a contare<br />
le occasioni perse<br />
i peccati inevitabili<br />
i biglietti non obliterati<br />
le mie mancate virtù.</p>
<p>Resto stasera<br />
inchiodata<br />
alla conta dei giorni<br />
vissuti bruciando incenso<br />
sull&#8217;altare di un cuore innocente.</p>
<p>Sono io il capro espiatorio,<br />
la strega sul rogo,<br />
l&#8217;inchiostro che macchia il foglio,<br />
la sentenza e la pena, l&#8217;espiazione,<br />
la croce,<br />
l&#8217;Ave Maria recitata sottovoce,<br />
sono io il velo ipocrita<br />
sul volto della vedova<br />
vengo da un mondo antico<br />
fatto di zucchero e caffè<br />
e Padre Nostro e sia lodato Gesù<br />
chiavi appese<br />
a porte sempre aperte.</p>
<p>Stasera sto<br />
luna arresa<br />
alla gravità<br />
e all&#8217;ombra.</p>
<hr />
<h4><strong>Chi è Doris Bellomusto?</strong></h4>
<p>Si è laureata in lettere classiche presso l’Università della Calabria, insegna materie letterarie presso il “Liceo G. Pascoli” di Barga (LU), dove vive dal 2011. Non ha mai dimenticato né i suoi studi classici né le sue radici meridionali. Dalle sue inestinguibili nostalgie sono nate le raccolte di poesie Come le rondini al cielo (edizioni Tracce, Marzo 2020); Fra l’Olimpo e il Sud (Poetica edizioni, Luglio 2021); Nuda (Ladolfi editore, Giugno 2022). Per la casa editrice Le Pecore Nere ha scritto Ti abbraccio, Teheran e A corpo libero. Direttrice della collana “Foglie” per la stessa casa editrice è arrivata seconda al Premio Nabokov e al Premio Le Ragunanze.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta questa poesia, </em><strong>allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/cercare-la-luna-bellomusto-poesia/">&#8220;Cercare la luna&#8221;</a></strong></p>
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