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	<title>Pensare Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Solo con sé stesso: un orsetto e i suoi pensieri</title>
		<link>https://www.borderliber.it/solo-con-se-stesso-albo-recensione-gagliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 23:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Gagliardi]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Orecchio Acerbo]]></category>
		<category><![CDATA[Orsetto]]></category>
		<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[Petrarca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Filomena Gagliardi. In copertina: &#8220;Solo con sé stesso&#8221; di Geoffry Hayes, 1976 prima edizione originaria da Edite Kroll Literary Agency Inc, traduzione cura di Orecchio Acerbo 2025 A volte capita a tutti di sentire il bisogno di staccare la spina da ogni cosa, di lasciare il mondo fuori e di rimanere soli con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Filomena Gagliardi. In copertina: &#8220;Solo con sé stesso&#8221; di Geoffry Hayes, 1976 prima edizione originaria da Edite Kroll Literary Agency Inc, traduzione cura di Orecchio Acerbo 2025</strong></p>
<p>A volte capita a tutti di sentire il bisogno di staccare la spina da ogni cosa, di lasciare il mondo fuori e di rimanere soli con se stessi. Anche un orsetto talora deve prendere la propria strada, un viottolo segreto e stare al passo con i propri pensieri e al ritmo del proprio canto. Può anche fermarsi, sedersi e ascoltare il silenzio, o respirare il profumo della pioggia, parlare con il fiume.</p>
<p>Nel corso di tali momenti vengono abbandonate le solite categorie spazio-temporali: si può passare da una casa ad un bosco e viceversa: come ci ha già insegnato il poeta <strong>Petrarca</strong> nella lirica <strong>Solo et pensoso</strong> <strong>per i deserti campi</strong>, quando ci allontaniamo da tutti, in realtà non siamo soli, ma siamo con la Natura, la nostra migliore interlocutrice.</p>
<p>Nella Natura subentra la Poesia, in quanto al nostro orsetto <strong>“piace guardare il vento che soffia tra le cime degli alberi”</strong>: così ha creato una sinestesia, perché di solito il vento lo si sente, ma lui lo vede. In un giorno così, in un momento<strong> like this</strong> è concesso perfino il lusso di “non fare assolutamente nulla”, restando a contemplare le nubi, l’orizzonte, o proprio il niente che il lettore non vede. Orsetto si sdraia, il sole lo scalda e lui “ricorda” per contrasto “le scure mattine nebbiose”.</p>
<p>Anche Ungaretti, dopo essersi <strong>“chinato a ricevere/il sole” ha “ripassato/le epoche”</strong> della propria esistenza, come apprendiamo nella lirica <strong>I fiumi</strong>, del 16 agosto 1916. Ecco allora l’analogia fra calore e ricordo, fra caldo e freddo, fra fuori e dentro: perché l’immaginazione da otium tutto può.</p>
<p>A differenza di Petrarca, che viene trovato da quello stalker di <strong>Amore</strong> e alla fine non può che mettersi a dialogare con lui, Orsetto è un po’ più furbo in quanto “ha un posto segreto dove nessun segreto può trovarlo”&#8230;un sottoscala, forse, chissà.</p>
<p>Ma anche lui ama, come tutti noi, osservare le vetrine dei negozi a fine giornata, tornare a casa e ripararsi tra i libri, una coperta, un sonno e tanti sogni.</p>
<p>Come sosteneva l’autore e illustratore di <strong>&#8220;Solo con sé stesso&#8221;</strong>, lo statunitense <strong>Geoffrey Hayes</strong> (1947-2017), “non si tratta di una vera storia, ma piuttosto di un susseguirsi, un espandersi di istanti. E in questi frammenti illustrati, c’è un orsetto a testa alta e passo lieve, che si lascia attraversare dalle sensazioni donate dalla natura e che si abbandona alle proprie riflessioni”.</p>
<p>I disegni, delicati e realizzati con colori pastello, minimali e richiamanti o il verde degli alberi o il grigio della matita o il marrone degli interni domestici, o il bianco del cielo o del niente che sta facendo Orsetto, commentano benissimo le parole del testo: infatti <strong>Hayes</strong> realizzò sia la storia che le illustrazione della stessa per il suo <strong>Bear by Himself</strong> che vide la luce grazie ad <strong>Edite Kroll</strong> per i tipi di <strong>Harper e Row</strong> nel 1976.</p>
<p>Nel gennaio di quest’anno l’ottima casa editrice <strong>Orecchio Acerbo</strong> ne ha curato la traduzione italiana.</p>
<p>Ho acquistato questo albo appena l’ho visto, essendomene innamorata, ma per una serie di motivi tecnici mi è arrivato solo in settimana. Pur avendo dei giorni pieni di impegni, ho fatto come Orsetto: sono stata sola con me stessa per leggerlo e per scriverne la presente breve nota.</p>
<p>In questa serata ormai di fine inverno, ma fredda, dopo essere rientrata dalla presentazione di un libro, e dopo aver rivisto alcune cose per le lezioni per domani, ho lasciato il mondo fuori, preferito una semplice tazza di tè ad un godereccio aperitivo e mi sono seduta a scrivere tali riflessioni, perché volevo stare sola con me stessa, la mia copertina e il mio orsetto.</p>
<p>Risultato? Mi sento molto meglio, nonostante prima avvertissi dei sintomi influenzali. E ora anche io posso, come il mio amico, andare a nanna. Perché a volte è decisamente meglio fare così: <strong>chiudere tutto e non pensarci</strong>.</p>
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		<title>Se torni è Natale</title>
		<link>https://www.borderliber.it/se-torni-e-natale-auguri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 01:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Vigilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Wanda Lamonica Ho aggiunto un posto, so che verrai. Tu taglierai l&#8217;arrosto, ti elencherò i miei guai. Avrai fiamme negli occhi e non più stelle intorno. A farmi luce dentro e non a tutto il mondo. E sporcherai quel piatto che non laverò mai più e poi berremo vino, la neve cadrà giù. Ti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Di Wanda Lamonica</strong></em></p>
<p>Ho aggiunto un posto,<br />
so che verrai.<br />
Tu taglierai l&#8217;arrosto,<br />
ti elencherò i miei guai.<br />
Avrai fiamme negli occhi<br />
e non più stelle intorno.<br />
A farmi luce dentro<br />
e non a tutto il mondo.<br />
E sporcherai quel piatto<br />
che non laverò mai più<br />
e poi berremo vino,<br />
la neve cadrà giù.<br />
Ti aspetto qui,<br />
un&#8217;altra volta e ancora.<br />
La voce, il tuo profumo,<br />
bisogna averne cura.<br />
Ho aggiunto un posto,<br />
so che verrai.</p>
<p>A darmi amore-bimbo<br />
oggi come allora a farmi stare bene<br />
e a non lasciarmi mai.<br />
Ho un sacco di parole<br />
che hai sussurrato male.<br />
E devi ricordartele,<br />
per farmele capire.<br />
Ho baci tuoi incompleti<br />
che mi dovrai ridare.<br />
E inverni da scaldare<br />
guardando il fuoco insieme.<br />
Ho aggiunto un posto,<br />
so che verrai.<br />
Per perdere le ali,<br />
volare con le mie.<br />
E chiuderò la porta<br />
per farti star così.</p>
<p>Lo spiegherò, pregando,<br />
che il posto tuo sta qui.</p>
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		<title>A Castel Sant&#8217;Angelo. Visioni romane e liriche dal passato</title>
		<link>https://www.borderliber.it/a-castel-santangelo-visioni-romane-e-liriche-dal-passato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 01:08:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Camminare]]></category>
		<category><![CDATA[La Tosca]]></category>
		<category><![CDATA[Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Pensare]]></category>
		<category><![CDATA[Previsione]]></category>
		<category><![CDATA[Puccini]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Valentina Ciurleo Una sera di Luglio passeggiavo per Roma a Castel Sant’Angelo, il destino di una città dentro le mura di un castello. Sorti che hanno visto cambiamenti e metamorfosi legati ad ambienti, logge, scale e cortili. Mi sento individuo privilegiato e complesso. Il castello e la sua vita ripassano millenni di questa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/a-castel-santangelo-visioni-romane-e-liriche-dal-passato/">A Castel Sant&#8217;Angelo. Visioni romane e liriche dal passato</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Valentina Ciurleo</strong></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una sera di Luglio passeggiavo per Roma a Castel Sant’Angelo, il destino di una città dentro le mura di un castello. Sorti che hanno visto cambiamenti e metamorfosi legati ad ambienti, logge, scale e cortili. Mi sento individuo privilegiato e complesso. Il castello e la sua vita ripassano millenni di questa città, pieni di sfaccettature, valenze simboliche e stratificazioni storiche. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni nuova struttura che vedo qui con i miei occhi, di questa imponente bellezza, si somma a quelle preesistenti; alterandole, modificandole è come la rottura di un processo antico che si ricostruisce, che si rinnova, che viaggia come nella macchina del tempo fino a giungere ai giorni nostri. Miserie e glorie dell’antica città. Quattro secoli di melodia ininterrotta dove cantori, artisti ed imponenti imperatori hanno scolpito luce e memoria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quella sera di luglio, a Castel Sant’Angelo, la ricordo perfettamente, dipinta di sfumature e colori. Il monumento glorioso di Roma, si adagia illustre e imponente sulla sponda destra del Tevere, a poca distanza dal Vaticano, tra il Rione Borghi e quello di Prati. Passeggio e vivo due vite la mia e quella passata. Ma quella di chi era non la conosco&#8230; <em>chi c’è stato prima di me?</em> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi occhi ora incarnano il pensiero, rappresentano la volontà il desiderio di qualcuno che ha lasciato traccia. Cammino e penso a tutto questo e poi vengo interrotta, quasi dolcemente coinvolta e trasportata in un vortice di suono. Ho la fortuna di trovarmi a una serata di lirica dove va in scena una delle opere più amate e cantate: “La Tosca di Puccini”. Spettacolo straordinario, di intensa emozione che solo lo sfondo di Castel Sant’Angelo può spogliare della sua completa ricchezza ed autenticità. Tra gli occhi esterrefatti dei turisti, io mi sento di volare tra tanta bellezza e la musica mi scompone dentro e mi ravviva il cuore. Anche chi non è appassionato di lirica e non conosce questa grandissima opera rimane sorpreso e travolto. Poi è complice l’estate, la notte che scompiglia ogni mente, anche la più composta e lineare. Mi sento sottosopra, in ogni angolo di questa bellezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nessuna previsione, si è liberi da ogni struttura programmata. La sera compete con il suono ed ha facoltà di corrompere fino all’ultimo sguardo. Mi aggrappo al miraggio, al ricordo, alla frenesia che invade dentro. </span><span style="font-weight: 400;">Un’anima fatta di storia, di arte e di poesia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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