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	<title>oscurità Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>L&#8217;urlo delle streghe</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lurlo-delle-streghe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 02:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Antonella Perrotta È un oblò sul cielo, stanotte, la luna. Non penso a fate e a desideri. A magàre, invece, che la invocano con voce graffiante, come fosse Madre di carne e di sangue, e vi si protendono, volti e mani al cielo, sguardi assetati di giustizia ché ognuno cerca la propria, sappia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Antonella Perrotta</strong></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un oblò sul cielo, stanotte, la luna. </span>Non penso a fate e a desideri. <span style="font-weight: 400;">A </span><i><span style="font-weight: 400;">magàre</span></i><span style="font-weight: 400;">, invece, che la invocano con voce graffiante, come fosse Madre di carne e di sangue, e vi si protendono, volti e mani al cielo, sguardi assetati di giustizia ché ognuno cerca la propria, sappia di vendetta o di amore che si vuole indietro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sento voci e canti di ugole arse che chiedono nettare con cui dissetarsi, mentre soltanto aceto, disprezzo e condanna ricevono da bere. Il mondo le rifiuta ma il cielo, forse, le saprà accogliere, anime dannate di </span><i><span style="font-weight: 400;">magàre</span></i><span style="font-weight: 400;"> e streghe. </span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Benvenuta, Madre.<br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">Proteggici, Madre.<br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">Ascoltaci, saggia Madre della notte che illumini il cielo con la luce della sapienza, che governi le acque e le maree, gli umori dei corpi e i flussi delle menti.<br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">Tu, che sai quando cedere il passo al giorno, quando apparire e non apparire senza rimanere indietro, ascolta la voce di noi streghe dalla lingua avvelenata di verità, donne col petto ferito e le carni lacerate, scomode e invadenti presenze in un mondo che pretende docilità di bestia addomesticata e ci vorrebbe l’una uguale all’altra, sì da prenderne una e, poi, un’altra, ché è facile l’amore quando puzza di convenienza. </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Urlano le streghe, urlano le creature incomprese, urlano quelle violate, quelle fottute, quelle ingannate. Urlano e battono i piedi fra i suoni dei tamburi, lupe armate di coraggio e di resistenza, nutrici con le mammelle gonfie di latte e di rabbia ché anche la rabbia le sostiene, anche quella serve, è desiderio di vita nuova. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcuno le cerca nella notte per soffocarne i suoni, ridurle alla catena, stuprarne il corpo, dominarne il pensiero. Qualcuno le vuole nel letto per succhiarne l’anima prima di girarsi dall’altra parte a fumare beato nelle ore della menzogna e della falsità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La luna splende, vede, ascolta, amoreggia con le acque, ammicca ad Arturo, Vega, Antares, sospese nella calura estiva come pulviscolo iridescente. </span><span style="font-weight: 400;">La luna promette giustizia e una prossima notte di luce nuova.</span></p>
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		<title>Tommaso Lisa. Insetti delle tenebre. Exòrma</title>
		<link>https://www.borderliber.it/tommaso-lisa-insetti-delle-tenebre-exorma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 02:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Exòrma]]></category>
		<category><![CDATA[Insetti]]></category>
		<category><![CDATA[Lisa]]></category>
		<category><![CDATA[oscurità]]></category>
		<category><![CDATA[sottobosco]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano C’è vita anche dove il mondo si fa oscuro, in quegli anfratti che non possiamo esplorare, in quei luoghi in cui il tempo cammina diversamente. E noi, così ciechi e ignoranti, vaghiamo alla ricerca di risposte, dimenticando che tutto scorre, corre e s’agita anche laddove crediamo che il vuoto regni. A [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>C’è vita anche dove il mondo si fa oscuro, in quegli anfratti che non possiamo esplorare, in quei luoghi in cui il tempo cammina diversamente. E noi, così ciechi e ignoranti, vaghiamo alla ricerca di risposte, dimenticando che tutto scorre, corre e s’agita anche laddove crediamo che il vuoto regni.</p>
<p>A distanza di un anno da <em>Memorie del sottobosco</em>, Tommaso Lisa ci propone un altro libro che unisce narrativa e divulgazione scientifica. <em>Insetti delle tenebre</em> è un’opera che affascina per la sua capacità di farci penetrare in una materia sconosciuta, in un universo che segue le sue leggi e che ha i suoi parametri comportamentali.</p>
<p>Ci sono insetti che non superano il mezzo centimetro di lunghezza. Hanno corpi che appaiono ai nostri occhi come puntini imperscrutabili. Sono creature capaci di autoriprodursi, di mutare aspetto all’occorrenza, di adattarsi a qualsiasi cambiamento. Ognuno di noi può solo ammirare queste meraviglie della natura, può porsi mille domande, ma deve fermarsi davanti alla loro capacità di essere forme di vita intelligenti.</p>
<p>Che siano loro i testimoni di quella <em>volontà di vita cieca e casuale </em>di cui parlava Schopenhauer?</p>
<p>Come per gli insetti del sottobosco, anche questi <em>animaletti</em> dell’oscurità c’erano prima di noi e ci saranno dopo di noi, e sapranno adattarsi anche se dovessimo continuare il nostro percorso di autodistruzione che tanto ci piace.</p>
<p>Lisa ci racconta tutto con lo stupore del ricercatore che non lavora solo per far conoscere al mondo qualcosa, ma anche per comprendere qualcosa in più su se stesso… ed è forse questo il messaggio nascosto del libro: <em>cogliere nella forza di un insetto la vanità dell’umanità.</em></p>
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		<title>Il libro contro la morte di Elias Canetti</title>
		<link>https://www.borderliber.it/elias-canetti-un-libro-contro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 06:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[fine]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura bulgara tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[oscurità]]></category>
		<category><![CDATA[ossessione]]></category>
		<category><![CDATA[vitalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano già pubblicata su Satisfiction. In copertina: &#8220;Il libro contro la morte&#8221; di Elias Canetti, Adelphi edizioni, 2022 È il 1942, Elias Canetti ha trentasette anni quando inizia ad annotare sui fogli del suo taccuino le prime frasi de Il libro contro la morte. Da allora, ogni giorno, appunterà qualche frase, qualche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/elias-canetti-un-libro-contro/">Il libro contro la morte di Elias Canetti</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano già pubblicata su <a href="http://www.satisfiction.se/il-libro-contro-la-morte/">Satisfiction</a>. In copertina: &#8220;Il libro contro la morte&#8221; di Elias Canetti, Adelphi edizioni, 2022</strong></p>
<p>È il 1942, Elias Canetti ha trentasette anni quando inizia ad annotare sui fogli del suo taccuino le prime frasi de Il libro contro la morte. <strong>Da allora, ogni giorno, appunterà qualche frase, qualche aneddoto. Lo farà fino al 1994, anno della sua morte. Fatto sta che l’opera non sarà mai realizzata.</strong> Come scrive Peter Von Matt nella sua prefazione, <em>di questo libro Canetti non ha mai scritto neanche la prima frase.</em></p>
<p>Pertanto, cos’è Il libro contro la morte?</p>
<p>Si tratta di una serie di aforismi, di aneddoti, di passaggi autobiografici che provano a “sconfiggere” la morte.</p>
<p><strong>La morte, questo spauracchio che incombe sull’umanità; questo crudele angelo che ha stretto un patto con Dio, e che da sempre non ci lascia in pace;</strong> questo invisibile nemico con il quale l’uomo si è alleato e del quale si è servito.</p>
<p>Canetti non sa cosa deve scrivere; sa, però, che si sente vivo solo nel momento in cui fa scorrere la matita sui fogli dei suoi quaderni. Sa anche che per sconfiggere la morte deve solo esaltare la vita e, soprattutto, deve disprezzare quegli uomini che continuano a servirsene per massacrare i popoli. <strong>Eppure, è consapevole del fatto che la sua battaglia è inutile, anzi, assurda, perché nessuno può sfuggire alle grinfie della morte. L’immortalità non esiste, anche le religioni mentono al riguardo, perché preparano l’uomo all’aldilà, nel quale andrà solo dopo essersi arreso alla morte.</strong> E allora, via Dio e gli dei, via i dittatori, via gli assassini, via gli scrittori che privilegiano la morte. Nessuno di loro merita di essere ricordato o adorato. Perciò, lo scrittore bulgaro, nonché premio Nobel per la letteratura, in queste pagine attacca anche Thomas Bernhard, che della morte si è fatto fin troppo portavoce.</p>
<p>Ma cosa si nasconde tra queste pagine?</p>
<p><strong>Certamente, Canetti appare ossessionato dalla morte. La vede come un qualcosa che ha da sempre minato e influenzato il cammino dell’uomo. </strong>Secondo lui, l’unico modo per allontanarla è dimostrarle indifferenza. Di sicuro, alla base di quest’opera, solo pensata dall’autore, si celano anche traumi scaturiti da alcuni avvenimenti personali, quali, la morte del padre, avvenuta quando Elias aveva solo sette anni; la seconda Guerra mondiale e lo sterminio degli ebrei, perché non dobbiamo dimenticare che Canetti aveva origini ebraiche.</p>
<p><strong>Tra questi appunti troveremo un senso di angoscia, un abbandono all’assurdo, il bisogno di esaltare la vita, un’amara ironia attraverso la quale si può solo constatare il trionfo della miseria umana.</strong> A coronare il tutto, una scrittura lucida, lineare, che non lascia spazio a dubbi. Questo libro si sfoglia e si assapora; in alcuni momenti ci convinceremo del fatto che la morte sia stata debellata.</p>
<p>Il potere di Canetti è stato questo, immaginare un libro che qualcuno ha composto successivamente per lui. Il libro contro la morte è stato il suo pensiero fisso; un’ossessione che lo ha accompagnato per tutta la vita. <strong>Oggi lo abbiamo tra le mani, possiamo apprezzarlo o ignorarlo; certamente, rimane un manifesto con cui i posteri dovranno fare i conti.</strong></p>
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