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	<title>New York Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Napoli-New York: l&#8217;Italia e i suoi drammi rimossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 14:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Adriana Sabato. In copertina la locandina del film &#8220;Napoli-New York&#8221; Guardando il film &#8220;Napoli-New York&#8221; mi vengono in mente le abitudini della nostra società, che sembra aver dimenticato cosa sia la povertà vera, e che, sempre più viziata da un lusso ormai apparente, si crogiola e si distrae, o meglio viene distratta, dai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Adriana Sabato. In copertina la locandina del film &#8220;Napoli-New York&#8221;</strong></p>
<p>Guardando il film &#8220;Napoli-New York&#8221; mi vengono in mente le abitudini della nostra società, che sembra aver dimenticato cosa sia la povertà vera, e che, sempre più viziata da un lusso ormai apparente, si crogiola e si distrae, o meglio viene distratta, dai nuovi problemi.</p>
<p>La guerra, la corsa agli armamenti, il caro vita, l’aumento spropositato dell’energia, del costo della vita, delle problematiche ambientali, della continua aggressione al patrimonio boschivo. Sicuramente questo film ha tanto da insegnare a tutti.</p>
<p>Sopra ogni cosa il fatto che noi italiani siamo stati e lo siamo ancora (penso ai giovani che dal Sud partono in cerca di una vita migliore ) migranti, come adesso sono i popoli in fuga dalla guerra e dalla miseria, migrano verso l’Europa.</p>
<p>Con la regia di Gabriele Salvatores, e un cast fatto ottimi attori: Pierfrancesco Favino, Dea Lanzaro, Antonio Guerra, Omar Benson Miller, Anna Ammirati, Anna Lucia Pierro, Tomas Arana, Antonio Catania, &#8220;Napoli-New York&#8221; è tratto da un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli ritrovato casualmente anni fa da Augusto Sainati, Salvatores riesce nel miracolo di trasferire una storia coeva di Paisà e Sciuscià, nel nostro presente.</p>
<p>La forma del film è in tre atti: la Napoli derelitta del dopoguerra, sospesa fra miseria e nobiltà, il transatlantico che attraversa l’oceano carico di migranti di terza classe stipati nel ventre oscuro della nave e infine l’arrivo a New York con la Statua della Libertà intravista nella nebbia e scambiata per un’icona mariana.</p>
<p>Carmine e Celestina, i due bambini protagonisti, sono due piccoli scugnizzi partenopei: vivono come capita, sfuggono alle regole e sognano una vita migliore. E a un certo punto, come i migranti di oggi, decidono di andare via. Di raggiungere il loro altrove. Lamerica.</p>
<p>Ma tra le luci sfavillanti di una New York ridisegnata con la computer graphic, i due si smarriscono e poi si ritrovano, aiutati da una coppia senza figli formata da due italo-americani (Pierfrancesco Favino e Anna Ammirati) che vivono da tempo nella Little Italy newyorkese. Echi dei ragazzi di strada di &#8220;C’era una volta in America&#8221;, si mescolano con una riflessione su quando eravamo noi italiani i migranti respinti come “brutti sporchi e cattivi” da chi si riteneva migliore di noi.</p>
<p>E nel finale la fiaba riesce anche a farsi carico di una lucida diagnosi sullo statuto peculiare di chi è ritenuto straniero. “Io – dice Celestina – non sono straniera, sono solo povera. Chi è ricco non è mai straniero.”</p>
<p>Salvatores si mette in gioco. Tenta, si reinventa, sperimenta. Esplora strade nuove. Rifiuta di adagiarsi comodamente nei modelli sperimentati con successo in passato, e prova a esplorare nuovi registri e nuovi linguaggi, sempre inseguendo un’idea di cinema che sappia essere al tempo stesso elegante, colto e popolare. Tutto questo con grande radicalità e lucida coerenza.</p>
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		<title>11 settembre 2001: noi suonavamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 18:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Torri Gemelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“11 settembre 2001: noi suonavamo&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine realizzata con l&#8217;intelligenza artificiale Ciascuno ha la sua storia anche quando il mondo ne costruisce una che si impone a tutti, nessuno escluso. 11 settembre 2001: io e il mio amico Massimiliano parliamo di un ipotetico gruppo musicale che diventerà famoso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“11 settembre 2001: noi suonavamo&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine realizzata con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>Ciascuno ha la sua storia anche quando il mondo ne costruisce una che si impone a tutti, nessuno escluso.</p>
<p><strong>11 settembre 2001</strong>: io e il mio amico <strong>Massimiliano</strong> parliamo di un ipotetico gruppo musicale che diventerà famoso appena i suoi componenti &#8211; in quel momento io e lui &#8211; impareranno a suonare. Certamente, da qualcosa bisogna pur cominciare, allora eccoci in una stanza di casa sua. Lui dietro la batteria, io seduto su uno sgabello con una chitarra in mano. Cominciamo a riprodurre qualcosa di simile a «<strong>Iron Man</strong>» dei <strong>Black Sabbath</strong>.</p>
<p>È il momento di una sorta di assolo di chitarra &#8211; <strong>qualcosa che sta tra il rumore di una sega elettrica e lo starnazzare di una gallina presa a calci</strong> &#8211; ma si spalanca la porta della stanza. La musica si spegne. È il padre di Massimiliano che grida: «Sta per scoppiare la <strong>Terza Guerra Mondiale</strong>». E noi ridiamo, perché abbiamo appena iniziato a suonare e già il mondo ci schifa e fa di tutto per fermarci.</p>
<p>Corriamo verso la televisione e vediamo le <strong>Torri</strong> in fiamme, il panico del telecronista. Sono le ore 15,30 e quella è la realtà. A me e Massimiliano non ce ne frega niente, però. Noi siamo felici per la nostra «<strong>Iron Man</strong>» che ci è venuta quasi tutta bene. Certo, l&#8217;assolo va studiato meglio, alcuni passaggi di batteria vanno suonati per altre mille volte; però ci siamo. Intanto crolla una Torre e si attende che anche l&#8217;altra faccia la stessa fine, tant&#8217;è che quando succede il giornalista in <strong>Tv</strong> quasi piange.</p>
<p>Per noi invece è tutto distante. «<strong>Attentato, attentato&#8230; Islam, islamici, talebani, Osama Bin Laden&#8230; Mondo in guerra&#8230;</strong>», queste sono le parole che vengono ripetute con maggiore frequenza. A me fanno male i polpastrelli, a Massimiliano prudono le orecchie. «<strong>Prima o poi avremo una saletta insonorizzata in cui rifugiarci</strong>», effettivamente così è stato, ma un dopo quell&#8217;<strong>11 settembre 2001</strong>.</p>
<p>In quel momento noi subiamo come tutti, nessuno escluso, in fusi orari diversi, una storia di cui possiamo anche infischiarcene. Però è la Globalizzazione a imporci di dimostrare solidarietà a «<strong>Mamma Stelle e Strisce, nonché nostra Salvatrice</strong>». Io compirò diciannove anni a novembre, <strong>Massimiliano</strong> ne ha da poco fatti sedici. Noi vogliamo solo essere delle rockstar. Se ci dovesse andare male faremo di tutto per essere impiegati statali.</p>
<p>Dopo aver visto al <em>rallentatore</em> trenta volte il crollo delle <strong>Torri Gemelle</strong>, dopo esserci sorbiti un&#8217;ora di commenti luttuosi e catastrofici, dopo aver immaginato mia madre che si è precipitata a fare scorte di beni di prima necessità &#8211; anche se non abbiamo un <strong>bunker</strong> antiatomico &#8211; io e Massimiliano torniamo nella nostra stanza.</p>
<p>Per dieci volte suoniamo «<strong>Iron Man</strong>» dei <strong>Black Sabbath</strong>. Ogni volta ci viene meglio. Poi, alle 19,30 di quell&#8217;<strong>11 settembre 2001</strong> andiamo a comprare due margherite e una bottiglia di birra da 66 centilitri. Ci sediamo su una panchina di quello che ancora non è il <strong>Lungomare di Praia a Mare</strong>, ma solo un marciapiede più largo del normale.</p>
<p>Parliamo del futuro del gruppo, del nostro rock, della nostra Storia. Alla fine, per ridere, ruttiamo alla faccia della vastità del mare. Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono ancora lontani, la storia però la faranno loro.</p>
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		<title>Keyla la Rossa. Singer e la necessità di sentirsi amati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 22:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano Un romanzo che vi catturerà e che vi dispiacerà finire. Keyla la rossa, arriva in Italia, nonostante sia stato scritto più di quarant’anni fa. Finora è stato disponibile solo in ebraico. Un’operazione importante quella messa in piedi da Adelphi, attraverso cui si ridà dignità allo scrittore yiddish Isaac Bashevis Singer. Una [&#8230;]</p>
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<div class="entry">
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Recensione di Martino Ciano </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Un romanzo che vi catturerà e che vi dispiacerà finire. <strong><i>Keyla la rossa</i></strong><strong>, arriva in Italia, nonostante sia stato scritto più di quarant’anni fa.</strong> Finora è stato disponibile solo in ebraico. Un’operazione importante quella messa in piedi da Adelphi, attraverso cui si ridà dignità allo scrittore <i>yiddish </i>Isaac Bashevis Singer. Una storia forte, senza orpelli, che fin dalle prime pagine non lascia sperare in un lieto fine. Ma una trama robusta necessita di personaggi altrettanto solidi, e Singer non sbaglia un colpo.</p>
<p align="JUSTIFY">Ed eccoli qui i personaggi.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Keyla, ex prostituta che in pochi anni di attività è passata per tre bordelli, ma che nonostante tutto è riuscita a sposarsi.</strong> Yarme, avanzo di galera che sposa Keyla per amore, ma che non ci penserà due volte ad approfittarsi di lei. Max lo Storpio, un truffatore perverso e ambiguo, che si è arricchito trasferendo giovani donne ebree dai bordelli dell’Europa orientale a quelli del Sud America. Bunem, giovane, idealista, pronto a farsi rabbino per accontentare il padre, ma pervaso da un sentimento di ribellione.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Siamo nei primi anni del XX secolo. La storia inizia a Varsavia, ma terminerà a New York, dove questi quattro personaggi si ritroveranno alla fine di varie vicissitudini.</strong> Perseguitati dai loro tormenti e dal destino, Keyla, Max, Yarme e Bunem saranno chiamati a fare i conti con la vita. Il tema del romanzo è l’amore, ma non nella sua forma banale e melensa, bensì, come manifestazione di una passione disperata che spazza via ogni inibizione.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>La sensualità e il bisogno di sentirsi amata e protetta rendono Keyla fragile; la sua bellezza e il suo fascino ne fanno una preda appetibile; il senso di colpa la rende, però, una donna in fuga, pronta ad abbandonare tutto e tutti.</strong> Ma anche Yarme, Max e Bunem sono dei fuggitivi. I complessi e le riflessioni agitano in loro ansie, paure e pensieri suicidi. <i>Keyla la Rossa</i> è un romanzo triste, in cui, però, tutti sono sorridenti. Yarme è un inguaribile ottimista; Max se la cava sempre con la sua cinica ironia; Bunem è invece un ingenuo che vede nella filosofia una possibilità di salvezza. Keyla usa il sesso e l’alcol per darsi pace.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma al di là della trama e dei personaggi, <strong>Singer ha messo in questo romanzo tutte le contraddizioni della cultura ebraica. Così, queste quattro persone in fuga, vogliono anche scappare dalle loro origini e dalla loro cultura. Sono in cerca di una Terra Promessa, ma per trovarla non si affidano alle indicazioni divine. Nessuno di loro si sente membro del </strong><strong><i>Popolo eletto</i></strong><strong>, anzi, ognuno si riconosce apolide, pronto ad abbracciare l’ateismo in nome del sistema capitalistico americano, secondo cui la ricchezza è la salvezza.</strong> In un primo momento, Yarme e Keyla restano affascinati dai racconti di Max lo Storpio, nato povero, ma diventato ricco sfruttando giovani ebree. E non fa niente se egli va a letto con gli uomini e con le donne, se i suoi sensi di colpa lo hanno reso insonne e ansioso, se ha violentato Keyla, se si è appellato alla Legge ebraica per truffare meglio gli appartenenti al Popolo eletto; tutto ciò è giustificabile, se rapportato ai valori del Nuovo Mondo che Max ha deciso di incarnare.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>In tutto ciò, Keyla, la rossa, è la più candida fra tutti i personaggi. Lei è la prostituta che si pente, ma che si lascia trascinare nel fango dalle circostanze. Lei sa amare, ma l’amore la tradisce. Lei è spaesata e non può far altro che affidarsi al Dio degli ebrei, che forse le concederà il perdono.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Questo è tutto ciò che posso dirvi di un romanzo che vi catturerà fin dalla prima riga.</p>
</div>
</div>
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		<title>Oltre l&#8217;oceano. Benedicta Felice e lo &#8220;stupore&#8221; della pazienza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/oltre-loceano-benedicta-felice-e-lo-stupore-della-pazienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 02:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ashley]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221; di Benedicta Felice, Rossini Editore, 2022 Come una fiaba, ma anche no. D&#8217;altronde, come ci dice Benedicta Felice, autrice del romanzo, la realtà ispira, la fantasia elabora e nel mezzo stanno esperienze personali, emozioni e interpretazioni che ricadono nei personaggi. &#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221; è il primo romanzo della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221; di Benedicta Felice, Rossini Editore, 2022</strong></p>
<p dir="ltr">Come una fiaba, ma anche no. D&#8217;altronde, come ci dice <strong>Benedicta Felice</strong>, autrice del romanzo, la realtà ispira, la fantasia elabora e nel mezzo stanno esperienze personali, emozioni e interpretazioni che ricadono nei personaggi.</p>
<p dir="ltr"><strong>&#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221;</strong> è il primo romanzo della scrittrice tortorese, edito a due anni di distanza dalla raccolta di poesie <strong>&#8220;Riflessi di luce&#8221;</strong>, pubblicata invece nel 2021. Al centro della storia <strong>Ashley</strong>, immersa nella caotica <strong>New York</strong>. Una città che simboleggia tanto il caos incontrollabile, quanto uno scrigno di opportunità, vere o presunte che siano, che possono cambiare la vita di chiunque da un momento all&#8217;altro.</p>
<p dir="ltr">I<strong>l vero burattinaio che dirige i fili della storia ai quali sono legati i personaggi, però, è un orecchino</strong> che la giovane donna acquista per fare bella figura durante un colloquio di lavoro. Una sorta di portafortuna che, una volta perso, danzerà di mano in mano per creare un intreccio tutto da scoprire. Non è solo Ashley, quindi, a dare forza alle pagine di questo romanzo; lei sarà solo il punto intorno al quale tutto ruoterà, diventando una sorta di eterno ritorno che ha il sapore della favola, <strong>con quella &#8220;morale&#8221; che lascia al lettore libera interpretazione.</strong></p>
<p dir="ltr">La timida Ashley è comunque caparbia; non si arrende neanche davanti all&#8217;evidenza ed è qui che entra in gioco quella componente <strong>&#8220;magica&#8221;</strong> che non risolve i problemi, ma ne svela la reale natura, quasi fosse una forza illuminante. Il tema del romanzo è chiaro fin dalle prime battute: <strong>a volte è necessario &#8220;attendere&#8221; che tutto faccia il proprio corso; solo alla fine di un accidentato tragitto, le cose tornano a noi meglio di prima.</strong></p>
<p dir="ltr">Ashley è invece impaziente, prova a chiudersi anche in un controproducente vittimismo; solo l&#8217;amore per i suoi sogni e per la vita la distrarranno e, forse, la guariranno. <strong>&#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221;</strong> è quindi metafora sulla conoscenza dei propri limiti e, soprattutto, sulla pazienza che bisogna impiegare per superarli e per accettarli. Solo così, ognuno di noi trova il proprio posto nel mondo.</p>
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		<title>Benedicta Felice: ecco il suo &#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/benedicta-felice-romanzo-oltre-oceano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 01:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Benedicta Felice]]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Redazione “Ci sono storie che non hai mai vissuto ma che senti di dover raccontare. Storie forti come un pugno nello stomaco e leggere come il volo delle farfalle a primavera&#8221;.  Si apre così la prefazione del nuovo libro di Benedicta Felice, Oltre l’oceano, il suo primo romanzo dopo Riflessi di luce, la raccolta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/benedicta-felice-romanzo-oltre-oceano/">Benedicta Felice: ecco il suo &#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Di Redazione</strong></h4>
<p>“Ci sono storie che non hai mai vissuto ma che senti di dover raccontare. Storie forti come un pugno nello stomaco e leggere come il volo delle farfalle a primavera&#8221;.  Si apre così la prefazione del nuovo libro di <strong>Benedicta Felice, Oltre l’oceano</strong>, il suo primo romanzo dopo <strong>Riflessi di luce</strong>, la raccolta poetica pubblicata nel 2022. L’uscita ufficiale dell’opera, edita da <strong>Rossini Editore</strong> è fissata per il <strong>3 ottobre 2023</strong> ed è disponibile in modalità pre-ordine sul sito <strong>“Santelli online”.</strong></p>
<p>Il binomio fantasia-realtà guida la penna dell’autrice accompagnandola durante tutta la stesura. Tuttavia, è il mistero ad avere il primato di ispirazione del contenuto, unito ad un pizzico di magia e ad un velo di poesia.</p>
<p>La protagonista è <strong>Ashley</strong>, una giovane donna trasferitasi a <strong>New York</strong> per lavorare in un’azienda di profumi gestiti dalla perfida <strong>Margaret</strong>. L’acquisto di un nuovo paio di orecchini farà da sfondo all’intera composizione, costituendone il focus principale attorno al quale ruoterà la vita dei due personaggi principali.</p>
<p>Da qui, sarà altrettanto determinante l’incontro con un uomo, conosciuto in un pub della città verso il quale Ashley avvertirà una connessione inspiegabile e molto particolare. Entrambi hanno percorso strade differenti, destinate ad incontrarsi sulla medesima via. Risate, pianti e sorrisi articolano la trama, ricca di colpi di scena.<strong> “Un romanzo fatto di incastri che combaciano perfettamente tra di loro per poi snodarsi e annodarsi nuovamente, senza avere una fine.”</strong></p>
<p>Oltre l’oceano proviene dal mondo interiore di <strong>Benedicta Felice</strong> ed è nato in modo totalmente inaspettato.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/benedicta-felice-romanzo-oltre-oceano/">Benedicta Felice: ecco il suo &#8220;Oltre l&#8217;oceano&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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