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	<title>&#039;ndrangheta Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>&#8216;Ndrangheta neoliberista</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ndrangheta-neoliberista-narrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 22:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;&#8216;Ndrangheta neoliberista&#8221; è un articolo di Martino Ciano «Lo Stato è il problema ed effettivamente per la &#8216;ndrangheta è il primo dei nemici». Lo dice un mio amico ed ecco, al passaggio di questa frase tra i miei timpani, mi risuona in mente un articolo che ho letto di recente sui nuovi metodi usati dall&#8217;organizzazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;&#8216;Ndrangheta neoliberista&#8221; è un articolo di Martino Ciano </strong></p>
<p>«Lo Stato è il problema ed effettivamente per la &#8216;ndrangheta è il primo dei nemici». Lo dice un mio amico ed ecco, al passaggio di questa frase tra i miei timpani, mi risuona in mente un articolo che ho letto di recente sui nuovi metodi usati dall&#8217;organizzazione criminale migliore d&#8217;Europa, che però sorge nella regione più povera d&#8217;Europa.</p>
<p>Paradosso? Contraddizione? No, Calabria. Allora mi domando: «Magari, tra poco la &#8216;ndrangheta ce la ritroviamo pure quotata in Borsa». Certo, non è una novità quello che ho letto in questo articolo, perché dopotutto sono più bravi gli &#8220;onorabili&#8221; di certi investigatori &#8220;boomer&#8221;. Usano persino la realtà virtuale per fare summit internazionali durante cui comprano la droga.</p>
<p>Hanno anche un loro esercito. Hanno a disposizione arsenali sofisticati. Trattano con la politica d&#8217;ogni livello facendo girare denaro che si moltiplica attraverso transazioni finanziarie di tutto rispetto. Altro che porcari o pastori: la &#8216;ndrangheta è neoliberista e sa stare al passo con i tempi.</p>
<p>La Calabria della gente comune invece non partecipa a nessuna svolta. Il popolo omertoso è il miglior azionista della potente organizzazione. Ognuno investe la sua quota di silenzio. I sognatori invece combattono con stoica perseveranza. Gli altri cazzeggiano. Vada come vada, nessuno ne uscirà vivo.</p>
<p>Noi sappiamo di abitare nella regione del lavoro nero, che poi tanto &#8220;nero&#8221; non è visto che tutto si svolge alla luce del sole. Gli sfruttati non possono rifiutare, perché altrimenti muoiono di fame e, inoltre, non c&#8217;è una solidarietà tra disgraziati. La povertà in Calabria è una colpa: «se muori di fame vuol dire che sei stato poco scaltro». Questo mi dice il mio amico, quello che mi ha fatto ragionare sulla svolta neoliberista della &#8216;ndrangheta.</p>
<p>A lui questa cosa gliel&#8217;ha detta un datore di lavoro incazzato; si lamentava del fatto che nessuno volesse lavorare per 500 euro al mese. «Sto cazzo!», ha esclamato. Mi ha raccontato anche della sua idea di dare fuoco alla macchina di questo tizio che si fa chiamare imprenditore. «Io li conosco i tipi giusti che farebbero per me il lavoro sporco», ha detto sorridendo.</p>
<p>In poche parole è come se mi volesse fare intendere che, nonostante neoliberisti, la &#8216;ndrangheta ha pure un suo sindacato. Con questa storia dell&#8217;affiliazione e del santino bruciato hanno pure creato la loro coscienza di classe.</p>
<p>Allora, riformulo il pensiero: «Sicuro che sono neoliberisti?».</p>
<p>Ogni tanto muore qualcuno sul posto di lavoro, si scopre che non era in regola. L&#8217;indignazione dure trentasei ore massimo, poi passa. E si continua. «Succede in Calabria e in altre parti d&#8217;Italia», dice uno davanti a un bar e così si chiude il discorso. Ciò prova che la Calabria è una regione italiana, ma solo in alcuni casi.</p>
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		<title>Il Grifone. La tecnologia, la &#8216;ndrangheta e la penetrazione nel web</title>
		<link>https://www.borderliber.it/grifone-ndrangheta-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 02:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il Grifone&#8221; di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori, 2024 Soldi che si trasformano, che si smaterializzano nel web per poi ricomparire da un&#8217;altra parte; partite di droga che si spostano tramite messaggi cifrati, criptati; collaborazioni a distanza, riunioni nel MetaVerso e commercio nel deep web. No, non è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il Grifone&#8221; di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori, 2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Soldi che si trasformano, che si smaterializzano nel web per poi ricomparire da un&#8217;altra parte; partite di droga che si spostano tramite messaggi cifrati, criptati; collaborazioni a distanza, riunioni nel <strong>MetaVerso</strong> e commercio nel deep web. No, non è un film distopico, ma le prove che testimoniano di come la criminalità si stia evolvendo, sfruttando a proprio uso e consumo le infinite risorse della rete.</p>
<p>Cosmopolita e universale tramite le nuove tecnologie, fortemente conservatrice grazie a un codice antico che niente e nessuno può scalfire. <strong>&#8220;Il Grifone&#8221;</strong>, libro scritto a quattro mani dall&#8217;ex <strong>Procuratore di Catanzaro</strong>, oggi a <strong>Napoli</strong>, <strong>Nicola Gratteri</strong>, e l&#8217;esperto di &#8216;ndrangheta, <strong>Nicola Nicaso</strong>, segna uno spartiacque che impone a tutti noi di cambiare idea sulle mafie.</p>
<p>Via la coppola e la lupara, così come l&#8217;idea di una <strong>&#8220;rozzezza di classe&#8221;</strong> che guida la mafia calabrese, diventata la più potente del mondo. Oggi, la<strong> &#8216;ndrangheta</strong> cerca più hacker che sicari; vuole esperti di informatica senza scrupoli capaci di fare affari nei meandri oscuri di internet, riversando tutto nei mercati finanziari considerati legali.</p>
<p>Le radici sono radici; i calabresi lo sanno bene, <strong>la tradizione non si tocca</strong>, ma il futuro non spaventa gli impavidi picciotti e le nuove inchieste portate avanti in Italia e in Europa dimostrano che anche la <strong>vecchia &#8216;ndrangheta</strong>, sebbene legata alle regole dei secoli scorsi e ai riti che l&#8217;hanno distinta dalle altre, sa penetrare nell&#8217;informatica e renderla sua &#8220;sodale&#8221;.</p>
<p>Chi leggerà <strong> &#8220;Il Grifone&#8221;</strong> non potrà che restare meravigliato, perché alcune pagine sembreranno tratte da un romanzo di fantascienza o ci catapulteranno nei mondi creati da <strong>Philp Dick</strong>, invece tutto è realtà e, mentre stiamo scrivendo, <strong>Bitcoin</strong> che puzzano di sangue e transazioni finanziarie oscure danno a quello che ancora è considerato<strong> &#8220;un gruppo di semi analfabeti&#8221;</strong> agio, potere e onorabilità.</p>
<p>Ciò non vuol dire che gli &#8216;ndranghetisti sono diventati ingegneri informatici o esperti hacker, anzi restano sempre loro, <strong>ossia individui dominati dalla sete di dominio e legati a un certo modo di interpretare la realtà</strong>. La loro capacità però sta nel cercare altre strade, nell&#8217;emanciparsi pur restando fedeli alla propria origine. Abilità che le altre organizzazioni criminali non hanno avuto; infatti, la <strong>&#8216;ndrangheta</strong> non ha mai abbracciato la strategia stragista della <strong>Mafia siciliana</strong>, ma è rimasta in silenzio, unendosi e mostrandosi compatta.</p>
<p>Certamente, alla fine di questo saggio, alla tipica immagine di uno &#8216;ndranghetista chiuso in un casolare isolato della <strong>Locride</strong> che viene disturbato solo dal belato delle pecore, molti lettori dovranno aggiungere quella di un uomo che, magari, con un <strong>iPhone</strong> di ultima generazione, con tanto di connessione <strong>5G</strong>, manda messaggi via <strong>Telegram</strong>, o tiene un veloce summit nel <strong>MetaVerso</strong> con narcos messicani e colombiani, standosene seduto sul divano di casa propria, indossando panni e accessori che lo rendono <strong>&#8220;un avatar attivo&#8221;</strong> nella realtà virtuale.</p>
<h3>Chi fermerà il Grifone?</h3>
<p><strong>E lo Stato dov&#8217;è?</strong> È pronto per la sfida? Gratteri, che è stato anche a <strong>Tortora</strong>, nel cosentino, il 16 agosto 2024, è stato chiaro: &#8220;si perde tempo utile dibattendo su argomenti come le intercettazioni. Qui ancora si pretende che gli inquirenti pedinino i criminali. Tutto ciò mentre le mafie acquisiscono sempre più competenze sul web&#8221;.</p>
<p>Come detto, tutto può essere sconfitto e arginato nel momento in cui si prende atto del problema. Non deve meravigliare che la &#8216;ndrangheta si sia infiltrata anche nel web, anzi dovrebbe stupire il contrario, ossia che la criminalità sarebbe rimasta a guardare mentre tutto intorno si muoveva. La possibilità di ripulire denaro, di vendere droga, di commissionare illeciti attraverso metodi veloci, sicuri e che permettono persino l&#8217;anonimato, è per tutti una manna dal cielo. <strong>È proprio lo Stato quello lento, che continua a grattarsi la testa su questioni che ormai sono state archiviate.</strong></p>
<p>L&#8217;anarchia del web, soprattutto del suo lato oscuro, è così complessa che prima si interviene e meglio è. Infatti, ancora una volta è giusto ribadire che mentre noi discutiamo e ci impantaniamo in discorsi senza senso, le mafie continuano ad acquisire competenze.</p>
<p>Certamente, bisogna anche appurare se, allo Stato, un certo<strong> &#8220;silenzio&#8221;</strong> convenga. Chissà, nell&#8217;epoca della spettacolarizzazione e dell&#8217;apparenza, anche il perdurare di certe associazioni è utile.</p>



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		<title>Saverio Di Giorno racconta la Calabria sodomitica</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sodomia-recensioe-gattonero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 02:06:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Gattonero. In copertina: &#8220;Sodomìa&#8221; di Saverio Di Giorno, 2023 Già la prefazione del libro di Saverio Di Giorno è una piacevolissima disamina che anticipa in maniera approfondita e competente quello che sarà il piatto forte della lettura. Non una finestra sulla Calabria, ma una enorme veranda da cui si vede tutto (o forse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><strong><strong>Recensione di Gattonero. In copertina: &#8220;Sodomìa&#8221; di Saverio Di Giorno, 2023</p>
<p></strong></strong>Già la prefazione del libro di Saverio Di Giorno è una piacevolissima disamina che anticipa in maniera approfondita e competente quello che sarà il piatto forte della lettura. Non una finestra sulla Calabria, ma una enorme veranda da cui si vede tutto (o forse non tutto) il marciume che qui impera. Una lama che, una volta entrati appieno nel racconto, si rigira nella ferita aperta.</p>
<p>Nomi, cognomi e soprannomi elencati ciascuno con il proprio contorno di infamie, commesse o commissionate. E tutti osannati, &#8220;baciamanati&#8221;, idolatrati da un popolo che, nel mentre piange, si lamenta, impreca verso il Padreterno, alle urne si prostra a quegli stessi che, quotidianamente da decenni, stanno facendo della Calabria il cesso dell&#8217;Universo.</p>
<p>A parziale attenuante c&#8217;è da dire che non ci sono alternative, né al suo governare né ad una possibile alternanza partitica. Non per niente il racconto passa il rasoio su tutti quelli che, dagli anni Settanta in poi, si sono alternati a destra, a sinistra e ambidestri; in realtà una rete a maglie fitte che accomuna, lega, incatena tutti ad un unico ceppo: il grande truogolo che consente mangerie da epuloni, affratellati nei malaffari che qui vengono puntigliosamente elencati.</p>
<p>Forse l&#8217;inserimento nei testi scolastici di questo libro potrebbe, ma ripeto forse, fare aprire gli occhi ai giovani, far vedere che non è questa la Calabria che viene presentata nei (costosi e inutili) spot para-elettorali; la Calabria non è cieli azzurri, mari puliti, gente cordiale; la Calabria vera è quella qui raccontata, ignorarlo significa falsarne la visuale, significa accettarne l&#8217;assurda situazione. Significa rinunciare a un futuro che sia almeno parvenza di civile convivenza.</p>
<p>La postfazione è ciliegina sulla torta&#8230; intesa come lettura del testo, non sulla torta che i personaggi citati, i più ancora &#8216;degnamente&#8217; operativi, continuano a spartirsi, in barba a inchieste, pseudo condanne, assoluzioni che manco un prete concederebbe. Dio salvi la Calabria&#8230; ma mi sa che anche Lui ha rinunciato, anche Lui aspetta e spera.</p>
<p>Sarebbe bello sapere cosa&#8230;<br />
Godot?</p>
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		<title>Sodomia. Di Giorno e il potere della &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sodomia-recensione-di-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 01:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina &#8220;Sodomia&#8221; di Saverio Di Giorno, con prefazione di Otello Lupacchini, postfazione di Claudio Cordova e contributi di Claudio Dionesalvi. Il libro è autoprodotto, la pubblicazione è del 2023. Quando Pasolini disse che il consumismo sarebbe stato il peggiore dei fascismi, annunciò una profezia, perché nulla più del consumismo ci [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Recensione di Martino Ciano. In copertina &#8220;Sodomia&#8221; di Saverio Di Giorno, con prefazione di Otello Lupacchini, postfazione di Claudio Cordova e contributi di Claudio Dionesalvi. Il libro è autoprodotto, la pubblicazione è del 2023.</h3>
<p>Quando Pasolini disse che <strong>il consumismo sarebbe stato il peggiore dei fascismi</strong>, annunciò una profezia, perché nulla più del consumismo ci ha reso famelici, perennemente affamati. E proprio di affamati parla<strong> &#8220;Sodomia&#8221;</strong> di <strong>Saverio Di Giorno</strong>. Certamente tra queste pagine ci sono temi cari a noi calabresi, vedi la &#8216;ndrangheta, la lotta tra magistrati, le connivenze tra politica e criminalità, la democrazia da discount che viene spacciata alle nostre latitudini, la fuga dalla povertà materiale, la necessità di dominare sugli altri per allontanare un intimo senso di emarginazione, il lavoro nero come prassi.</p>
<p>Di Giorno addirittura si prende la briga di andare a parlare con il pentito della &#8216;ndrangheta cosentina, <strong>Franco Garofalo</strong>. Proprio Garofalo era rimasto colpito dal precedente libro di Saverio, ossia <strong>Teorema Cosenza</strong>. Quando decise di collaborare con la giustizia, Franco si presentò dal magistrato e disse di <strong>essere stanco</strong>. <strong>Ah sì, la stanchezza è uno dei sintomi della modernità</strong>, rende tutti nervosi, intrattabili e pronti a scattare come molle.</p>
<p>Saverio introduce il suo libro partendo dalla distruzione di <strong>Sodoma</strong>, Dio polverizzò quella città e concesse a pochissimi di mettersi in salvo, ma ai fortunati impose di non voltarsi, altrimenti sarebbero diventati statue di sale. <strong>La Calabria è così</strong>, ti dà la possibilità di abusare degli altri, di sentirti come Dio, ma se sei un fesso, uno che vuole meritarsi onestamente il proprio posto, devi andartene e non voltarti indietro, <strong>perché come un&#8217;esperta puttana</strong> Lei sa ammaliarti.</p>
<p><strong>A parlar male della Calabria non ci vuole niente</strong>, ma anche parlarne bene è semplicissimo; in fondo, ci sono tante cose belle, c&#8217;è molto da costruire, c&#8217;è tantissima pulizia da fare. Insomma, se hai <strong>buona volontà</strong> la Calabria è il posto giusto per te. Saverio è un giovane di &#8220;buona volontà&#8221;, fa i fatti e sa anche scrivere; le parole sa allinearle con precisione, sa spararle con decisione, sa dare a ognuna di loro la giusta traiettoria.</p>
<p><strong>Sodomia</strong> non è un libro d&#8217;inchiesta, o meglio, è anche quello ma non si ferma alle circostanze del genere. <strong>Sodomia </strong>non è solo una ricostruzione di fatti noti attraverso il <strong>copia e incolla</strong> delle ordinanze delle Procure calabresi, o meglio, c&#8217;è anche quello ma è davvero una minima parte. <strong>Sodomia</strong> è il più alto esempio, finora che mi è capitato tra le mani, di racconto sociologico sulla <strong>Calabria</strong>. Infatti, la <strong>Calabria</strong> è mare, scogli, tramonti, peperoncino, buon cibo, ospitalità, calore umano e ingenuità, ma è anche quella terra in cui uomini piccoli piccoli, <strong>tra cui non mancano pluridecorati e plurilaureati</strong>, sono stati resi grandi da servi che hanno scelto volontariamente <strong>la propria schiavitù.</strong></p>
<p>Tale sistema di regole, spacciato inizialmente come mutuo soccorso e lotta sotterranea all&#8217;invasore, è entrato così tanto nella coscienza di ognuno che tutti noi ne portiamo i segni e ci facciamo i conti. <strong>Ecco perché in questo libro troveremo magistrati spacconi, professionisti dell&#8217;antimafia, politici, boss, burocrati e poveri Cristi alle prese con una famelica volontà di potere.</strong> Infatti, dopotutto, nel bene e nel male, il calabrese è figlio della <strong>Magna Grecia</strong>, conserva in sé uno spirito da <strong>sofista</strong>, non è attaccato solo al vile denaro, ma a qualcosa di peggio, ossia <strong>al raggiungimento del potere</strong>. E il potere come si conquista? Tirando dritto, rispettando un codice d&#8217;onore, mantenendo promesse e riserbo su fatti scabrosi, <strong>facendosi i cazzi propri.</strong></p>
<p>Ecco quindi la storia di un pentito certificata da fatti, da indagini e da fascicoli archiviati. <strong>Saverio si concentra su Cosenza</strong>, la circoscrizione che da Falerna a Reggio Calabria definiscono la <strong>Provincia Babba</strong>, ossia dei <strong>quaquaraquà</strong>. Infatti, i cosentini avevano di più la mentalità da <strong>gangster</strong>, magari erano anche amanti dei fumetti della <strong>Marvel. </strong>A loro la tradizione non piaceva, se ne sono fottuti di <strong>Polsi</strong> e di quel <strong>Santuario</strong> intorno al quale ancora oggi scacazzano le vacche sacre. I cosentini sono stati sovvertitori e avanguardisti.</p>
<p>Ma Saverio ci fa vedere anche un&#8217;altra cosa: <strong>il potere è perverso e perverte tutti</strong>. E qui c&#8217;è un altro richiamo a <strong>Pasolini</strong> e al suo incompiuto <strong>Petrolio</strong>, in cui i demoni diventano di carne e ossa. Saverio li chiama per nome, d&#8217;altronde sono cose che si trovano nelle carte delle inchieste.</p>
<p>Conosco Saverio di persona, lui è di <strong>San Nicola Arcella</strong>, io abito a <strong>Tortora</strong>; dieci chilometri ci separano, ma la lingua è quella, l&#8217;abbiamo imparata sul campo e la parleremo fino alla morte. Possiamo permetterci il lusso di dire certe cose, perché<strong> ci sono voluti anni per saper distinguere il semplice significato delle parole dal reale potere che possono sprigionare.</strong> È un po&#8217; come la teoria della relatività di <strong>Einstein:</strong> da qualcosa di innocuo, che se ne sta nella sua inerzia, puoi sprigionare un uragano. L&#8217;importante è che non resti &#8220;a riposo&#8221; e che la velocità aumenti costantemente.</p>
<p>Forse, è tempo di leggere con attenzione <strong>Saverio Di Giorno.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sodomia-recensione-di-giorno/">Sodomia. Di Giorno e il potere della &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Io e mio fratello. La &#8220;dramedy&#8221; ambientata in Calabria</title>
		<link>https://www.borderliber.it/io-e-mio-fratello-commedia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2023 02:08:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Io e mio fratello. La &#8220;dramedy&#8221; ambientata in Calabria&#8221; è un articolo di Adriana Sabato Io e mio fratello, finalmente un film ambientato nella nostra bellissima Calabria, nel quale non si parla di criminalità e di oppressione! Neanche di striscio. Non soffro di buonismo e non ho le fette di prosciutto sugli occhi: conosco benissimo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Io e mio fratello. La &#8220;dramedy&#8221; ambientata in Calabria&#8221; è un articolo di Adriana Sabato</strong></p>
<p><strong>Io e mio fratello</strong>, finalmente un film ambientato nella nostra bellissima Calabria, nel quale non si parla di criminalità e di oppressione! Neanche di striscio.</p>
<p>Non soffro di buonismo e non ho le fette di prosciutto sugli occhi: <strong>conosco benissimo gli atavici problemi che affliggono la Calabria.</strong> Da una vita li conosco. Il regista del film, <strong>Luca Lucini</strong> poi, non intende certo negare queste realtà ma ci tiene invece a mostrare la nostra terra sotto una nuova luce che possa renderle giustizia come luogo che nasconde molti aspetti positivi e che, soprattutto, potrebbe offrire molte possibilità per le nuove generazioni.</p>
<p>&#8220;La Calabria è co-protagonista in questo film&#8221;, ha detto il regista nella conferenza di presentazione perché: i luoghi delle riprese (individuati con il supporto di Pasquale Arnone), hanno offerto un valore aggiunto a questa pellicola: «Abbiamo scoperto posti stupendi: coste, montagne, città d’arte – ha sottolineato Luca Lucini. <strong>Non immaginavo che la Calabria potesse offrire così tanto.</strong> Penso sia diventata co-protagonista della storia, l’abbia arricchita. Spesso l’abbiamo vista in film su ‘ndrangheta e criminalità. Invece il territorio racconta molto altro. Penso che <strong>Io e mio fratello</strong> abbia centrato uno degli aspetti di questa regione da valorizzare al massimo».</p>
<p>La nostra terra in questo film possiede il ruolo fondamentale. Sì, perché mostrare le sue bellezze, i suoi incredibili scenari scatena emozioni indescrivibili, ma accende lo stupore di chi non la conosce e osserva per la prima volta i suoi paesaggi.</p>
<p>Un copione già visto e un po&#8217; scontato, <strong>una dramedy dai toni statici?</strong> Sono tanti gli aspetti criticabili: ma senza dubbio la pellicola attrae se non altro per il cast di attori che prende parte alle riprese, prima fra tutti la bravissima Denise Tantucci nei panni della protagonista Sofia. Ma anche <strong>Cristiano Caccamo, Greta Ferro, Teresa Mannino, Lunetta Savino, Nino Frassica: impeccabili</strong>. E poi c’è la fotografia a rendere giustizia a luoghi e fatti. Quel che Lucini ci presenta non è una classica commedia incentrata sui rapporti amorosi, ma un film che decide di affrontare il tema dell’amore in tutte le sue sfaccettature: quello tra una mamma e una figlia, tra fratello e sorella e quello per una terra a cui si è legati dalle origini. <strong>Amore, eterno ritorno!</strong></p>
<p><strong>Io e mio fratello</strong> è disponibile in streaming su <strong>Prime Video</strong> a partire dal 21 aprile: un film su piattaforma estremamente godibile dal divano di casa.</p>
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