<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Mondo Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/mondo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/mondo/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Jun 2026 14:30:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Influencer oggi, multi sapiens domani</title>
		<link>https://www.borderliber.it/influencer-oggi-multi-sapiens-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 18:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[Influencer]]></category>
		<category><![CDATA[Keyword]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=12335</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Influencer oggi, multi sapiens domani&#8221; è un articolo di Martino Ciano scritto dopo una chiacchierata in incognito. La foto in copertina è dell&#8217;autore dell&#8217;articolo I numeri primi sono quelli che hanno più follower e per loro creano geniali contenuti social, disquisendo con determinazione da &#8220;leader&#8221; su qualsiasi argomento, anche il più evanescente. La loro sicurezza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/influencer-oggi-multi-sapiens-domani/">Influencer oggi, multi sapiens domani</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Influencer oggi, multi sapiens domani&#8221; è un articolo di Martino Ciano scritto dopo una chiacchierata in incognito. La foto in copertina è dell&#8217;autore dell&#8217;articolo</strong></p>
<p>I <strong>numeri primi</strong> sono quelli che hanno più <strong>follower</strong> e per loro creano geniali contenuti social, disquisendo con determinazione da <strong>&#8220;leader&#8221;</strong> su qualsiasi argomento, anche il più evanescente. La loro sicurezza la rintracci negli sguardi, in come gesticolano, nelle parole che pronunciano. Con uno <strong>sprint in avanti</strong>, a un certo punto il loro tono di voce diventa deciso, ogni parola suona nei timpani dell&#8217;ascoltatore come un colpo di cannone.</p>
<p>Il verace imbonitore usa un linguaggio <strong>pop</strong>, infarcito di elementi pescati da <strong>soap opera</strong>, da <strong>reality show</strong>, dalla cultura<strong> mainstream</strong>, strizzando l&#8217;occhio al <strong>trend</strong> del momento, affinché persino il <strong>boomer</strong> con un colpo di reni del cervello possa aggrapparsi alla struttura del discorso. Un altro metodo è quello di sputare rabbia a più non posso su qualcosa o qualcuno. Logicamente, ogni sentimento è recitato ed è parte di un <strong>sketch</strong> costruito a tavolino.</p>
<p>In questo modo, <strong>i numeri primi</strong> diventano isterici moralisti, portatori di una<strong> &#8220;educazione civica&#8221;</strong> narrata attraverso illusorie rivoluzioni che crollano al rimbombo di nuovi <strong>hashtag</strong> di tendenza, magari suggeriti dalle applicazioni di ricerca delle <strong>keyword</strong> del mese.</p>
<p>I meccanismi del <strong>web</strong> sono in costante aggiornamento e coinvolgono tutti:<strong> dall&#8217;intellettuale con la faccia da ricotta all&#8217;analfabeta funzionale</strong>. Potremmo riempire questo articolo con termini tecnici e con blande proposte che nessuno prenderebbe in considerazione. Il <strong>metaverso</strong> è una casa comune in cui vige l&#8217;eternità.</p>
<p>I <strong>numeri primi</strong> sono messaggeri della filosofia della credulità, e come già sottolineato da qualcuno &#8220;l&#8217;intelligenza artificiale è il nuovo oracolo a cui chiedere consiglio o informazioni&#8221;. I profeti del <strong>marketing</strong> e della <strong>promozione</strong> studiano nuove forme di penetrazione nella quotidianità, grazie all&#8217;uso di fenomeni da baraccone.</p>
<h3>Influencer oggi: sottomissione democratica</h3>
<p>I numeri primi non sono improvvisati comunicatori, anche se all&#8217;inizio il loro successo è dettato dalla fortuna, poi tutto diventa strutturato e necessita di un approfondito piano di persuasione e convincimento. Gli esperti del settore entrano in campo dopo, lavorano dietro le quinte.</p>
<p>Ma i numeri primi sono esseri sottomessi che lottano tra di loro per diventare &#8220;il numero uno&#8221;. Si combattono come gli highlander al sempiterno motto &#8220;ne resterà uno solo&#8221;. Sono stressati, sono frustrati. Devono inventare contenuti, devono condividerli, devono dire e fare ciò che il pubblico si aspetta da loro. Nessuno è libero. Dettata la linea bisogna rimanere fedele a essa. Ci si schiera contro qualcosa nel momento in cui &#8220;schierarsi contro quel qualcosa&#8221; va di moda.</p>
<p>&#8220;Like&#8221; e &#8220;Condivisioni&#8221; fanno gli influencer belli! Più cresce l&#8217;approvazione più in loro c&#8217;è rassicurazione, ma anche ansia da prestazione. &#8220;E se il prossimo video deluderà?&#8221;, &#8220;Se i follower dovessero improvvisamente trasformarsi in hater o addirittura diventare indifferenti?&#8221;. Sono solo due delle domande che pungolano uno di loro, con cui ho fatto una chiacchierata.</p>
<p>La sua carriera da influencer è cominciata un sabato sera, di ritorno da un&#8217;uscita con amici. Si è filmato mentre faceva una battuta su un fatto accadutogli, ne è uscita una sorta di barzelletta. Mette questo video su TikTok senza troppi ritagli o acconciamenti. La mattina dopo si ritrova con 5 mila visualizzazioni, 30 mi piace, 102 nuovi follower.</p>
<p>Da premettere che quel video fu il primo in assoluto. Il suo account infatti lo aveva creato sei mesi primi, ma mai lo aveva utilizzato. Da qui nasce la sua fame di consenso.</p>
<h3>Sostenere una massa insicura</h3>
<p>Da sempre gli uomini si sono dati sicurezza e influenzati l&#8217;uno con l&#8217;altro. Questo è servito anche alla sopravvivenza della specie; in sé, l&#8217;uomo è un essere che continuamente si forma e che mai giunge a qualcosa di definitivo.</p>
<p>Il problema si crea nel momento in cui, come una verità a priori, senza bisogno dell&#8217;esperienza per essere appurata, ma a cui basta solo il ragionamento logico per essere provata, ecco che l&#8217; influencer diventa un &#8220;a priori&#8221; per molti e troppi, secondo una logica minima: &#8220;lo dice lui, quindi è vero&#8221;.</p>
<p>L&#8217;uomo con cui ho chiacchierato non è giunto fino a questo punto, ma gli sarebbe piaciuto. Dopo quasi un anno di buoni risultati, ricevendo anche alcune proposte di lavoro in alcune radio web, ha mollato la presa. Ormai era diventato un tutt&#8217;uno con il suo iPhone. Eppure, ha e aveva un lavoro ben retribuito e una soddisfacente vita da single, cose a cui molti aspirano.</p>
<p>A un certo punto però ha sentito la necessità di lasciare una traccia, ma non una traccia qualunque, bensì un segno riconoscibile da ogni angolo dell&#8217;universo, come se l&#8217;universo iniziasse e finisse con la Terra o, peggio ancora, con il suo profilo TikTok. E soprattutto, voleva conquistare tutto ciò raccontando barzellette?</p>
<p>&#8220;Sì, ho creduto a questo&#8221;. Ecco, così finisce la nostra chiacchierata. E quella volontà di esistere per sempre, brillando eternamente, non è angoscia per la morte?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/influencer-oggi-multi-sapiens-domani/">Influencer oggi, multi sapiens domani</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12335</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ultimo giorno</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 10:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Rilettura]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15605</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ultimo giorno&#8221; è un racconto di Martino Ciano  Mentre camminavi lungo le strade del paese, la vista si faceva spazio tra i raggi vermigli del tramonto. Nel mare color lava tu seguivi il rimbalzare dei delfini. Era aprile, eri felice come se fosse il tuo ultimo giorno sulla Terra. Cercavi le parole per dare un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/">Ultimo giorno</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ultimo giorno&#8221; è un racconto di Martino Ciano </strong></p>
<p dir="ltr">Mentre camminavi lungo le strade del paese, la vista si faceva spazio tra i raggi vermigli del tramonto. Nel mare color lava tu seguivi il rimbalzare dei delfini. Era aprile, eri felice come se fosse il tuo ultimo giorno sulla Terra. Cercavi le parole per dare un nome a quel sentire infinito. Ti sembrava d&#8217;essere libero, senza corpo, sospeso in aria anche se avevi i piedi piantati sulle mattonelle zebrate del marciapiede.</p>
<p dir="ltr">Ti elevavi alla ricerca di qualcosa che ti pungesse come una spina, che ti sfreggiasse la pelle come la lama di un coltello. Volevi un brivido, volevi pure sentirti soffocare, volevi mille emozioni insieme come se fosse stato l&#8217;ultimo giorno sulla Terra. Eri diviso tra lo spazio e il tempo, volevi correre e rimpiccioliti, volevi essere pure un corpo immobile incatenato alla noia.</p>
<p dir="ltr">Ricordavi le allucinazioni: il periodo in cui ti eri sottoposto a una terapia che ti faceva sentire umano. In quei momenti eri come un corpo in decomposizione: rilasciavi scaglie di pelle, ti strappavi uno a uno i capelli bianchi, staccavi con i denti le pellicine dalle dita. Intorno a te la vita. Forse era un tuo prodotto?</p>
<p dir="ltr">Ti vedevi come una nuvola di gas attraversata da colori fosforescenti. Ti sdoppiavi: eri tu onnipresente e onnipotente. Creavi mosche e colombe, cani e serpenti. Davi loro nomi e cognomi. Era il tuo ultimo giorno sulla Terra, ti sentivi nel tuo Eden.</p>
<p dir="ltr">Un giorno hai impugnato una pistola. Sei uscito di casa con essa tra le mani e nella mente. L&#8217;avevi nascosta nello zainetto di pelle insieme a una borraccia piena di tè verde. Ti sei incamminato verso la scuola che avevi cominciato a frequentare quarant&#8217;anni prima di quel momento e che avevi terminato trentacinque anni prima di quel momento. Volevi ammazzare qualcuno, solo per lasciare una traccia nei giorni a venire.</p>
<p dir="ltr">Uno, due, tre bambini. Una professoressa, forse. Anche un gatto o un cane randagio. Nessuno doveva capire contro chi tu ce l&#8217;avessi.  Non volevi che criminologi, psicologici e sociologi da salotto comprendessero le tue intenzioni. Volevi rendere loro la vita difficile. Avrebbero dovuto studiare il tuo caso per giorni e giorni, anzi per mesi e mesi, magari per anni.</p>
<p dir="ltr">E sei arrivato davanti al cancello, hai visto le finestre e le loro forme geometriche. Hai sentito la campanella suonare e un boato che conteneva urla di gioia, sedie che stridevano sulle mattonelle, felicità di una ricreazione. Fu in quel momento che ti sei portato la pistola alla tempia destra. Hai sorriso&#8230; doveva essere solo tuo l&#8217;ultimo giorno sulla Terra. Eccoti egoista e generoso in un solo colpo, poi&#8230;</p>
<p dir="ltr">Mentre camminavi lungo le strade del paese, la vista si faceva spazio tra i raggi vermigli del tramonto. Nel mare colore lava tu seguivi il rimbalzare dei delfini. Era aprile e non capivi in quale punto dell&#8217;universo tu fossi. Ogni cosa si decomponeva intorno a te, tutto era vita, la morte di Dio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/">Ultimo giorno</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15605</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Beati, dannati e sogni truccati: il libro di Stefano Tamburini</title>
		<link>https://www.borderliber.it/beati-dannati-e-sogni-truccati-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 15:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15467</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Marco Ponzi. In copertina: &#8220;Beati, dannati e sogni truccati&#8221; di Stefano Tamburini, edizioni il Foglio, 2022  Stefano Tamburini è giornalista e, durante la sua carriera, ha diretto diverse testate e si è occupato molto di sport. &#8220;Beati, dannati e sogni truccati&#8221; è un’articolata testimonianza di fatti sportivi che, per i più giovani, forse, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/beati-dannati-e-sogni-truccati-recensione/">Beati, dannati e sogni truccati: il libro di Stefano Tamburini</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Marco Ponzi. In copertina: &#8220;Beati, dannati e sogni truccati&#8221; di Stefano Tamburini, edizioni il Foglio, 2022</strong></p>
<p><strong> </strong>Stefano Tamburini è giornalista e, durante la sua carriera, ha diretto diverse testate e si è occupato molto di sport.</p>
<p><strong>&#8220;Beati, dannati e sogni truccati&#8221;</strong> è un’articolata testimonianza di fatti sportivi che, per i più giovani, forse, saranno delle novità mentre per i più attempati rappresentano un risveglio della memoria di avvenimenti accantonati da un po’.</p>
<p>Sembrerebbe un compendio di un secolo di sport, con un taglio giornalistico, che mette in luce quanto di buono e di cattivo è accaduto nel secolo “breve” e nel nuovo millennio.</p>
<p>Infatti, il testo è diviso in tre parti: i beati, i dannati e i sogni truccati.</p>
<p>La prima parte del libro riguarda le storie sane, le storie di sudore, di impegno e abnegazione. Tra queste, sono raccontate anche le tragedie che però hanno inciso nella memoria della società, come, per esempio, la tragedia di Superga.</p>
<p>Si comincia con la boxe, per passare dal calcio arrivando agli sport motoristici.</p>
<p>Vengono citati campioni come Cassius Clay e Nino Benvenuti ma anche altri meno vincenti che hanno rappresentato un’ispirazione.</p>
<p>I Beati sono quindi coloro che hanno lasciato il segno, sia per meriti sportivi sia per meriti umani.</p>
<p>È un piacere leggere queste storie di Beati perché sono edificanti e trasmettono speranza.</p>
<p>La seconda parte è quella dei Dannati.</p>
<p>Qui, i protagonisti sono atleti, calciatori, presidenti di squadre e di federazioni ma anche delinquenti che hanno avuto modo (e glielo si è lasciato fare) di influenzare i mondi sportivi con i quali avevano interessi.</p>
<p>Sono menzionate le storie di Pietro Mennea, campione venuto dal nulla, e quelle di James Hunt, pilota spericolato dentro e fuori dalla pista; oppure quella di Bernie Ecclestone, patron della Formula Uno, spericolato in altre operazioni.</p>
<p>Non mancano le storie di Ayrton Senna e Ratzenberger, morti a causa delle mancate misure di sicurezza di un circuito sul quale non si doveva correre ma che invece mise in pericolo tutti i partecipanti di quel Gran Premio solo perché “lo spettacolo non si poteva fermare” a causa dei mostruosi interessi economici dei padroni.</p>
<p>Secondo lo stesso principio che lo spettacolo dovesse continuare, si giocò una partita all’Heysel, uno stadio che fu la tomba di tante persone giunte lì per godersi un evento sportivo.</p>
<p>I Dannati di questa parte sono un po’ tutti coloro che, consapevoli o no, hanno fatto parte di quei momenti senza poter incidere su alcuni esiti tragici e dovendo accettare di essere ricordati dalla storia come coloro che nulla poterono (o vollero).</p>
<p>La terza parte è quella che mette addosso più indignazione. Si parla infatti di Sogni truccati, ovvero del marcio che ogni sport porta con sé quando diventa business, un processo quasi inevitabile. Non dovrebbe essere così ma è vero che le corruzioni, gli accordi segreti e i controlli di facciata, quando girano miliardi, costruiscono una dinamica che fa comodo a tutti tranne che agli spettatori.</p>
<p>Leggere di morti, di sfruttamento, di imbrogli e di tutto ciò che sarebbe normale trovare in una storia horror suscita non solo indignazione ma anche repulsione verso un mondo che, visto da uno schermo televisivo, è puro intrattenimento o competizione.</p>
<p>Purtroppo non è solo questo.</p>
<p>Dietro i Mondiali di calcio di un passato recente ci sono storie che non si vorrebbero conoscere e lo spirito di comunanza e la gioia del momento devono lasciare spazio a tutto ciò che non si vede: opere incompiute, migliaia di morti per i lavori di edilizia in stati definiti “canaglia” ma così ricchi da potersi comprare il silenzio di tutti, e sperperi immani i cui costi si abbattono sui cittadini.</p>
<p>Non ho potuto fare a meno di notare che l’autore ha definito “canaglia” alcuni stati nei quali sono stati organizzati degli eventi sportivi imponenti ma osservo che “canaglie” non sono solo quelli in cui comanda un dittatore, una monarchia assoluta o dove sono negati i diritti civili più elementari; purtroppo, gli stati canaglia sono anche quelli che li fiancheggiano per motivi economici, quelli che non hanno la lungimiranza di tutelare tutti a prescindere dall’origine e anche quelli che, dietro la maschera di una apparente democrazia, fingono di essere evoluti, di non discriminare e pretendono anche di poter insegnare cosa sia la civiltà.</p>
<p>Temo che non sia così: credo che le vere responsabilità non siano solo dei paesi canaglia ma di tutti gli altri che, ingolositi dalle offerte stratosferiche, cedono un po’ di giustizia, un po’ di onestà intellettuale e anche un po’ di sovranità. Ci siamo anche noi italiani che non brilliamo per etica e che, come racconta l’autore, non possiamo insegnare come si organizzi un mondiale di calcio, vista l’esperienza del 1990.</p>
<p>L’autore di  <strong>&#8220;Beati, dannati e sogni truccati&#8221;</strong> non si tira indietro nel dare un duro giudizio quando serve e lo ringrazio per aver fatto un po’ di luce su questo mondo in cui le medaglie, spesso e purtroppo, hanno una sola faccia, quella più opaca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/beati-dannati-e-sogni-truccati-recensione/">Beati, dannati e sogni truccati: il libro di Stefano Tamburini</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15467</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Collasso</title>
		<link>https://www.borderliber.it/collasso-ciano-prosa-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 22:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Collasso]]></category>
		<category><![CDATA[Domande]]></category>
		<category><![CDATA[domani]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=14907</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Collasso&#8221; è una prosa di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale E mentre ti vedo mio mondo&#8230; Guarda che collasso si nasconde tra le stelle e gli inferi, tra ciò che non sa rinunciare alla vita e chi maledice un giorno in più sul suo cammino. E mentre ti vedo mio mondo&#8230; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/collasso-ciano-prosa-mondo/">Collasso</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Collasso&#8221; è una prosa di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>E mentre ti vedo mio mondo&#8230;<br />
Guarda che collasso si nasconde tra le stelle e gli inferi, tra ciò che non sa rinunciare alla vita e chi maledice un giorno in più sul suo cammino.</p>
<p>E mentre ti vedo mio mondo&#8230;<br />
Ho portato per mano mia madre come se fosse mia figlia, incapace ormai di essere lei a dirigermi. Gli occhi assonnati e le gambe pesanti, il bastone che batte sul pavimento come un battacchio contro la campana. Eppure non suona a morte ma a festa, quasi per prendersi gioco di ciò che le resta da campare. Tra cento anni, se non qualche decennio, chi scriverà di noi? Chi avrà memoria?</p>
<p>E mentre ti vedo mio mondo&#8230;<br />
Osserva come si estingue ogni giornata. Sta correndo il sole verso ovest e piomberà in mare. Nessuna mano lo arresta, nessuna preghiera devota lo fa tornare indietro, neppure il desiderio più ardito lo porterà di nuovo al punto di partenza. Ciò che passa non torna, ciò che si è dissolto non ricompare. Solo la memoria disseppellisce i morti e gli ridà la carne e la pelle. Ma la memoria non è di questa realtà. E la realtà esiste?</p>
<p>E mentre ti vedo mio mondo&#8230;<br />
Corre un treno, si schianta un&#8217;auto, nasce la vita, si rompe l&#8217;amore, ha partorito una gatta. Miracoli e tragedie non hanno più benedizioni. Mi hanno detto che &#8220;il mondo è tutto ciò accade&#8221;, che non esiste giusto o sbagliato, neanche una via di mezzo. C&#8217;è chi sopravvive, chi vive sopra le proprie possibilità, chi marcisce nella povertà e nell&#8217;onestà. Si racconta pure che bisogna ribellarsi, che chi accetta un abuso è complice. Sono le parole di chi ha già commesso qualcosa in passato e l&#8217;ha fatta franca? O di chi ha potuto scegliere e di chi ha avuto una partenza agevolata?</p>
<p>E mentre ti vedo mio mondo&#8230;<br />
Chiedo se esiste una strada per chi si è perso. Una via che si spalanca davanti agli occhi di chi non trova più la luce e di chi ha paura di muovere un passo, perché pensa che quella sia la direzione sbagliata. Qualcuno la indichi, solo per un attimo; poi sia catastrofe e rinnovamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/collasso-ciano-prosa-mondo/">Collasso</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14907</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il mondo come sopruso e concussione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/il-mondo-come-sopruso-e-concussione-articolo-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 22:01:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Concussione]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Schopenhauer]]></category>
		<category><![CDATA[Sopruso]]></category>
		<category><![CDATA[Volodine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=14277</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il mondo come sopruso e concussione&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto creata dall&#8217;autore con l&#8217;intelligenza artificiale Diventammo adulti all&#8217;improvviso. Un attimo prima avevamo la giovinezza alle calcagna che ci sparava immagini commerciali, pubblicità progresso, sessualità fai-da-te, nuove malattie veneree mortali, opulenza e altri utensili. Con un giorno da leoni tatuato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/il-mondo-come-sopruso-e-concussione-articolo-ciano/">Il mondo come sopruso e concussione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Il mondo come sopruso e concussione&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto creata dall&#8217;autore con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>Diventammo adulti all&#8217;improvviso. Un attimo prima avevamo la giovinezza alle calcagna che ci sparava immagini commerciali, pubblicità progresso, sessualità fai-da-te, nuove malattie veneree mortali, opulenza e altri utensili. Con un giorno da leoni tatuato nella testa, ne abbiamo vissuti mille da pecora cercando il momento giusto, l&#8217;attimo fuggente per andare a sederci su una poltrona calda, morbida, di pelle. Studiare, farsi una cultura per poi trasformarla in coltura da donare a nuovi <em>patroni</em>.</p>
<p>Avremmo avuto bisogno della guerra, forse anche del servizio militare, dicevano quelli che avevano costruito un radioso futuro con mazza e punta. Avremmo dovuto imparare a fare il letto in età precoce senza badare troppo agli psicologismi. Avremmo dovuto preferire le azioni alle sole parole, cercando di analizzare più le circostanze che non solo l&#8217;isolato &#8220;io&#8221;, despota d&#8217;ogni faccenda umana.</p>
<p>Meno condizionale più presente: <em>io sono, tu sei, noi siamo </em>al posto di<em> io sarei, tu vorresti, noi vorremmo</em>.</p>
<p>Desiderati e desiderabili, venerati e venerabili; finì così il secolo Novecento: un incubo mascherato da sogno, adolescenti perturbati portatori di perturbazioni. La tempesta è arrivata e non ce ne siamo accorti. L&#8217;apocalisse nel cocktail, la felicità nell&#8217;impotenza conclamata, il pensiero debole che si difende con aggressività. Tanto fuoco in corpo per poi ridursi a ripetere quell&#8217;adagio tanto caro ai nostri nonni: <strong>&#8220;basta che c&#8217;è la salute&#8221;</strong>.</p>
<p>Gli smidollati della <strong>Generazione Mtv</strong> si strappano le mutande come quelli della <strong>Generazione Alpha</strong>. Le madri si truccano come le figlie, i padri giocano alla Playstation insieme ai figli e li minacciano se non li lasciano vincere. Imitazione di Cristo senza beatitudine: la solita solfa. Pure l&#8217;antifascismo ha fallito: abbiamo preferito i mercati e la finanza alla libertà. Il sabato al supermercato, tutti gli altri giorni a inseguire qualcosa di fashion.</p>
<p>Il declino lo stanno raccontando quelli che lo hanno creato: noi, diversamente giovani, micetti arrabbiati dell&#8217;ultima ora di luce. Lontano dai sensi di colpa esplodono le morti sul lavoro, le disuguaglianze, le guerre contro i bambini, i campi di concentramento istituzionalizzati. La favola diventa realtà: i sionisti si sono trasformati in nazisti; l&#8217;Europa diventa nera e tradizionalista; l&#8217;astrologia e la magia nera vengono annoverate tra le scienze esatte; l&#8217;intelligenza artificiale, limitata come l&#8217;uomo, si fa oracolo. Mi aggrappo a <strong>Volodine</strong>: il post-esotismo sarà presto tra noi.</p>
<p>Perdonami Schopenhauer se ti rubo le idee<strong>,</strong> ma la rappresentazione del nostro universo è <strong>il</strong><strong> mondo come sopruso e concussione:</strong> ciascuno pensa di avere un potere speciale e di poterlo adoperare su chiunque. Ecco il trionfo dei diversamente esacerbati, mentre ancora corre voce che &#8220;tu vali<em> onnipotentemente</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/il-mondo-come-sopruso-e-concussione-articolo-ciano/">Il mondo come sopruso e concussione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14277</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
