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	<title>MetaVerso Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il Grifone. La tecnologia, la &#8216;ndrangheta e la penetrazione nel web</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 02:44:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il Grifone&#8221; di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori, 2024 Soldi che si trasformano, che si smaterializzano nel web per poi ricomparire da un&#8217;altra parte; partite di droga che si spostano tramite messaggi cifrati, criptati; collaborazioni a distanza, riunioni nel MetaVerso e commercio nel deep web. No, non è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il Grifone&#8221; di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori, 2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Soldi che si trasformano, che si smaterializzano nel web per poi ricomparire da un&#8217;altra parte; partite di droga che si spostano tramite messaggi cifrati, criptati; collaborazioni a distanza, riunioni nel <strong>MetaVerso</strong> e commercio nel deep web. No, non è un film distopico, ma le prove che testimoniano di come la criminalità si stia evolvendo, sfruttando a proprio uso e consumo le infinite risorse della rete.</p>
<p>Cosmopolita e universale tramite le nuove tecnologie, fortemente conservatrice grazie a un codice antico che niente e nessuno può scalfire. <strong>&#8220;Il Grifone&#8221;</strong>, libro scritto a quattro mani dall&#8217;ex <strong>Procuratore di Catanzaro</strong>, oggi a <strong>Napoli</strong>, <strong>Nicola Gratteri</strong>, e l&#8217;esperto di &#8216;ndrangheta, <strong>Nicola Nicaso</strong>, segna uno spartiacque che impone a tutti noi di cambiare idea sulle mafie.</p>
<p>Via la coppola e la lupara, così come l&#8217;idea di una <strong>&#8220;rozzezza di classe&#8221;</strong> che guida la mafia calabrese, diventata la più potente del mondo. Oggi, la<strong> &#8216;ndrangheta</strong> cerca più hacker che sicari; vuole esperti di informatica senza scrupoli capaci di fare affari nei meandri oscuri di internet, riversando tutto nei mercati finanziari considerati legali.</p>
<p>Le radici sono radici; i calabresi lo sanno bene, <strong>la tradizione non si tocca</strong>, ma il futuro non spaventa gli impavidi picciotti e le nuove inchieste portate avanti in Italia e in Europa dimostrano che anche la <strong>vecchia &#8216;ndrangheta</strong>, sebbene legata alle regole dei secoli scorsi e ai riti che l&#8217;hanno distinta dalle altre, sa penetrare nell&#8217;informatica e renderla sua &#8220;sodale&#8221;.</p>
<p>Chi leggerà <strong> &#8220;Il Grifone&#8221;</strong> non potrà che restare meravigliato, perché alcune pagine sembreranno tratte da un romanzo di fantascienza o ci catapulteranno nei mondi creati da <strong>Philp Dick</strong>, invece tutto è realtà e, mentre stiamo scrivendo, <strong>Bitcoin</strong> che puzzano di sangue e transazioni finanziarie oscure danno a quello che ancora è considerato<strong> &#8220;un gruppo di semi analfabeti&#8221;</strong> agio, potere e onorabilità.</p>
<p>Ciò non vuol dire che gli &#8216;ndranghetisti sono diventati ingegneri informatici o esperti hacker, anzi restano sempre loro, <strong>ossia individui dominati dalla sete di dominio e legati a un certo modo di interpretare la realtà</strong>. La loro capacità però sta nel cercare altre strade, nell&#8217;emanciparsi pur restando fedeli alla propria origine. Abilità che le altre organizzazioni criminali non hanno avuto; infatti, la <strong>&#8216;ndrangheta</strong> non ha mai abbracciato la strategia stragista della <strong>Mafia siciliana</strong>, ma è rimasta in silenzio, unendosi e mostrandosi compatta.</p>
<p>Certamente, alla fine di questo saggio, alla tipica immagine di uno &#8216;ndranghetista chiuso in un casolare isolato della <strong>Locride</strong> che viene disturbato solo dal belato delle pecore, molti lettori dovranno aggiungere quella di un uomo che, magari, con un <strong>iPhone</strong> di ultima generazione, con tanto di connessione <strong>5G</strong>, manda messaggi via <strong>Telegram</strong>, o tiene un veloce summit nel <strong>MetaVerso</strong> con narcos messicani e colombiani, standosene seduto sul divano di casa propria, indossando panni e accessori che lo rendono <strong>&#8220;un avatar attivo&#8221;</strong> nella realtà virtuale.</p>
<h3>Chi fermerà il Grifone?</h3>
<p><strong>E lo Stato dov&#8217;è?</strong> È pronto per la sfida? Gratteri, che è stato anche a <strong>Tortora</strong>, nel cosentino, il 16 agosto 2024, è stato chiaro: &#8220;si perde tempo utile dibattendo su argomenti come le intercettazioni. Qui ancora si pretende che gli inquirenti pedinino i criminali. Tutto ciò mentre le mafie acquisiscono sempre più competenze sul web&#8221;.</p>
<p>Come detto, tutto può essere sconfitto e arginato nel momento in cui si prende atto del problema. Non deve meravigliare che la &#8216;ndrangheta si sia infiltrata anche nel web, anzi dovrebbe stupire il contrario, ossia che la criminalità sarebbe rimasta a guardare mentre tutto intorno si muoveva. La possibilità di ripulire denaro, di vendere droga, di commissionare illeciti attraverso metodi veloci, sicuri e che permettono persino l&#8217;anonimato, è per tutti una manna dal cielo. <strong>È proprio lo Stato quello lento, che continua a grattarsi la testa su questioni che ormai sono state archiviate.</strong></p>
<p>L&#8217;anarchia del web, soprattutto del suo lato oscuro, è così complessa che prima si interviene e meglio è. Infatti, ancora una volta è giusto ribadire che mentre noi discutiamo e ci impantaniamo in discorsi senza senso, le mafie continuano ad acquisire competenze.</p>
<p>Certamente, bisogna anche appurare se, allo Stato, un certo<strong> &#8220;silenzio&#8221;</strong> convenga. Chissà, nell&#8217;epoca della spettacolarizzazione e dell&#8217;apparenza, anche il perdurare di certe associazioni è utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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