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	<title>Messina Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Calabria e Ponte sullo Stretto: una questione di genialità</title>
		<link>https://www.borderliber.it/calabria-e-ponte-sullo-stretto-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 18:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La visita di Salvini, la Calabria e il Ponte sullo Stretto e la Realpolitik locale. Ne parla Martino Ciano Tu lo sai che Matteo Salvini è venuto in Calabria per inaugurare un chilometro e mezzo di strada? È successo il 5 maggio 2026, a Vazzano, nel vibonese. Praticamente, il ministro ai Trasporti del Governo Meloni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La visita di Salvini, la Calabria e il Ponte sullo Stretto e la Realpolitik locale. Ne parla Martino Ciano</strong></p>
<p>Tu lo sai che <strong>Matteo Salvini</strong> è venuto in <strong>Calabria</strong> per inaugurare un chilometro e mezzo di strada? È successo il 5 maggio 2026, a <strong>Vazzano</strong>, nel vibonese. Praticamente, il ministro ai Trasporti del Governo Meloni ha tagliato il nastro al primo dei cinque lotti di un&#8217;opera chiamata Trasversale delle Serre, con cui si dovrebbe rendere agevole la viabilità di una vasta area interna. Tutto bello, no?</p>
<p>Ma certo, di male non ci sarebbe nulla se non si cacciassero fuori le solite storie sul <strong>Ponte sullo Stretto</strong>, mentre la <strong>Calabria</strong> ancora fa i conti con il maltempo dell&#8217;inverno 2026. Eppure, ancora continuano a cascarci in questa propaganda strategica. Il capo della Lega infatti spera di posare la prima pietra della mastodontica opera.</p>
<p>Ecco, ci sono storie che meritano di essere raccontate non perché siano davvero interessanti, ma perché sono così ridicole nei loro &#8220;<strong>tratti somatici</strong>&#8221; che qualcuno deve pur imprimerle nella memoria collettiva. La novità è che pure questa volta non si toccano i veri problemi infrastrutturali calabresi.</p>
<p>Chissà se <strong>Salvini</strong> ha mai provato ad andare, in macchina o in treno, dalla costa <strong>tirrenica</strong> a quella <strong>ionica</strong>. Chissà se il buon Ministro si è mai trovato su una strada montana in pieno inverno, quando la sera basta un temporale e un po&#8217; di nebbia per morire di crepacuore. Attenzione, non parliamo di quelle mulattiere sperdute che portano in qualche frazione collinare, ma di quelle che collegano quei borghi che il Governo regionale vorrebbe ripopolare.</p>
<p>Si, sono bellissimi i borghi calabresi, soprattutto in estate. Stai fresco, mangi bene, ti rilassi e con la pancia piena ti addormenti cullato dal venticello serale. Anche a luglio ci vuole una copertina leggera sulle gambe. Pensa un po&#8217;, oltre a riempirsi la trippa c&#8217;è anche tanta storia, perché la <strong>Calabria</strong> è soprattutto Storia, quella con la &#8220;S&#8221; maiuscola. Ma l&#8217;incanto finisce a settembre. Da quel momento in poi sembra di stare in <strong>Transylvania</strong>, in una sorta di <strong>Purgatorio</strong> terreno nel quale sconti la presunzione di volere una vita fuori dal mondo. L&#8217;oasi pacifica si trasforma in un ambiente ostile.</p>
<p>Ti rendi conto, allora, che non ci sono strade percorribili; che gli asfalti sono pieni di buche; che mancano guard-rail, strisce bianche, catarifrangenti che ti aiutino a dirigenti nella nebbia. E non ne parliamo se arriva il cattivo tempo. Ogni giorno si vedranno piccoli smottamenti, pietre che intasano le corsie, alberi pericolanti che rischiano di spezzarsi.</p>
<p>Cosa fa il temerario automobilista? Avvisa gli uffici comunali, poi quelli provinciali, ma la risposta è sempre una: «Interverremo appena avremo soldi». E così passa un altro inverno e speri che tutto vada bene. E se passi indenne la cattiva stagione fai anche una preghiera di ringraziamento, metti a riposo l&#8217;ansia durante la <strong>Primavera</strong>, <strong>l&#8217;Estate</strong> e buona parte <strong>dell&#8217;Autunno</strong>, e poi ci ripensi.</p>
<p><strong>Salvini</strong> caro, questa è la <strong>Calabria</strong>, ma tu vuoi costruire il <strong>Ponte sullo Stretto</strong> come se questa regione fosse una striscia di terra di qualche chilometro quadro facilmente attraversabile. Hai mai letto qualche libro dei nostri scrittori? Fallo. Essi descrivono in quale arretratezza è stata lasciata codesta <strong>Patria di disgraziati</strong>. E guarda che è colpa anche di quelli di sinistra. In questo siete stati lungimiranti allo stesso modo.</p>
<p>Aspetta, aspetta. Dalla cabina di regia mi dicono che ci sono dei fondi regionali per la viabilità montana. Sono cifre con cui puoi al massimo mettere qualche protezione e fare un po&#8217; di asfalto &#8220;a prezzi bassi e fissi&#8221;. Se facessimo bene i calcoli, però, per rimettere in sesto le aree interne della Calabria ci vorrebbero investimenti da <strong>Piano Marshall.</strong></p>
<p>Ma conviene? Certo che no. Perché investire in una regione che si spopola di anno in anno; che va in contro alla desertificazione; che presto sarà solo meta per pellegrinaggi estremi. Ecco, questa è <strong>Realpolitik</strong>. Nessuno ne parla, ma Salvini la conosce bene questa sfaccettatura. E anche certi sindaci calabresi che lo imitano ne sanno qualcosa.</p>
<p>Pertanto, sono proprio i calabresi che gli vanno appresso come zecche che mi preoccupano.</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto: le voci delle persone di Messina</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ponte-sullo-stretto-messina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 01:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ponte sullo Stretto: le voci delle persone di Messina&#8221; è un articolo di Angelo Maddalena, nonché cronaca di una manifestazione. La foto in copertina è stata scattata dall&#8217;autore Arrivo a Messina lunedì 5 giugno 2023. Sono di passaggio, riparto l’indomani. Giacomo, che mi ospita, mi invita a ripartire in tarda mattinata, o almeno dopo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ponte sullo Stretto: le voci delle persone di Messina&#8221; è un articolo di Angelo Maddalena, nonché cronaca di una manifestazione. La foto in copertina è stata scattata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Arrivo a Messina lunedì 5 giugno 2023. Sono di passaggio, riparto l’indomani. Giacomo, che mi ospita, mi invita a ripartire in tarda mattinata, o almeno dopo le 10,00: <strong>“Alle 8,30 c’è Salvini</strong> che incontra i due presidenti della Regione interessati al Ponte sullo Stretto, però rimangono sulla nave, che hanno paura di scendere”, fa Giacomo sornione.</p>
<p>Dopo aver pubblicato il libro <strong>A piedi è un altro mondo (euno edizioni, 2015)</strong>, pensavo che fosse chiusa la questione del Ponte, e invece ritorna periodicamente: proprio dopo l’uscita del libro ci erano tornati <strong>Renzi e Alfano, adesso ci riprova Salvini</strong>. Dico a Giacomo che è uno spauracchio, ma lui che abita a <strong>Messina</strong>, si dice preoccupato: “Secondo me c’è il rischio concreto, perché ci sono interessi delle cosche calabresi che potrebbero appoggiare Salvini”, mi aveva detto qualche mese fa.</p>
<p>Voci vaghe, ma ci sono notizie di qualche anno fa su trafficanti di droga legati alla &#8216;ndrangheta che avrebbero esplicitamente fatto sapere di aver votato <strong>Lega</strong> alle elezioni del 2018. Adesso aggiunge un’altra preoccupazione: “Mi sembra che sono sempre meno gli abitanti di Messina a esprimere perplessità sull’utilità del Ponte sullo stretto”. E aggiunge che secondo lui dipende anche dalle conseguenze psicologiche del dopo pandemia. <strong>Simona, amministratrice di una tipografia di Messina, dice che non è una questione di essere favorevoli o contrari, ma ragionevoli:</strong> “Per arrivare da Messina al centro della Sicilia io ci metto tre o quattro ore, per non parlare di altri posti più lontani, come Agrigento o Trapani, questo perché ci sono strade interne da anni in rifacimento o in costruzione, quella sarebbe la priorità”.</p>
<p>Michela, imprenditrice, va più nel dettaglio: “Un inganno a diversi livelli, soprattutto logistico e locale: il ponte non arriverà a Messina, dovremo fare almeno 15 chilometri per salire sul ponte, così nel lato calabro, non gioverà sicuramente a chi attraversa ogni giorno lo Stretto, che dovrà continuare a prendere il traghetto”. E poi, mi ricorda sempre Michela, <strong>per prendere un aereo, da Messina, devi andare a Catania, mentre ci sarebbe l’aeroporto di Reggio Calabria da potenziare</strong>, e sarebbe più comodo per chi abita a Messina, per esempio fino a qualche tempo fa c’era una navetta da Messina all’aeroporto di Reggio, adesso non so se c’è ancora”.</p>
<p>La mattina siamo stati con Giacomo al presidio, c’erano un centinaio di persone davanti i tornelli, oltre i quali c’è la <strong>Nave della Caronte</strong>, dove si è svolto l’incontro tra Salvini e i due presidenti della Regione, il tutto organizzato dalla <strong>Cisl</strong>, per questo uno dei militanti che tiene il microfono in mano indica la Cisl come complice di <strong>“questa scenetta propagandistica”.</strong> Faccio una foto a una signora che espone un cartello con scritto <strong>“14,6 miliardi di euro di Tasse per tutti”</strong>. Poi un’altra con il cartello con scritto <strong>“75 torrenti da mettere in sicurezza”</strong>.</p>
<p>Mi dicono che fanno parte di un<strong> Comitato No Ponte Capo Peloro</strong>, che è la località dove dovrebbe essere costruito il Pilone del lato siciliano del Ponte. “Abbiamo stampato 10 cartelli con i dati”, mi dice Francesca, la signora del cartello con i dati su miliardi e tasse per tutti. 14 miliardi sono i soldi previsti per la realizzazione del Ponte, invece, mi dice Francesca, “Salvini ha bloccato 500 milioni per le navi green, cioè quelle elettriche che dovevano sostituire quelle a carbone altamente inquinanti”.</p>
<p>Un’altra signora tiene fra le mani il cartello con scritto “10 anni! <strong>Viadotto Ritiro incompiuto</strong>”. Mi spiegano che si tratta di un viadotto in costruzione che passerebbe sopra il quartiere Ritiro, da dieci anni in costruzione, “e loro vorrebbero finire in nove anni il Ponte!?”, conclude Francesca con una espressione dubbiosa. E poi aggiunge, ricordandomi del prossimo appuntamento ufficiale del <strong>Movimento No Ponte</strong>: “E ne faremo altri di questi cartelloni, per la manifestazione del 17 giugno 2023 a <strong>Torre Faro</strong>”. Proprio come tanti anni fa, forse è diminuito il numero dei partecipanti, ma è sempre un’occasione per sentire le voci di chi abita i territori che subiscono decisioni prese dall’alto.</p>
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		<title>Mimose pudìche e rami d’ulivo. Sebastiano Impalà e la &#8220;rivoluzione dei poeti&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/mimose-pudiche-sebastiano-impala/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 01:10:53 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Gianni Vittorio. &#8220;Mimose pudiche e rami d&#8217;ulivo&#8221; è la raccolta poetica di Sebastiano Impalà. Un inno ai profumi di Calabria e alla rivolta contro la modernità</strong></em></p>
<p>Il poeta Impalà torna a scrivere versi di rara intensità con il suo nuovo libro intitolato Mimose pudìche e rami d’ulivo (VJ edizioni).</p>
<p>Le sue liriche ci parlano di sentimenti e tradizioni popolari, come in <em>Eclissi totale</em>, in cui si respira il profumo dei frutti siculi o si narra di balli gitani (<em>…cercando una notte speciale fra balli di vecchi gitani e gonne di donne sicane</em>).</p>
<p>E ancora si sentono i respiri di due innamorati (<em>Il dono più bello</em>), mentre il cacciatore di ricordi è una riflessione sull’inconscio dell’uomo. Il suo continuo peregrinare lo fa cantore di terre contigue tra le sponde dello Stretto, come nella dolce poesia <em>Non mi abituo</em>, un omaggio alla primavera in terra calabra, nelle cui parole sembra quasi di sentire il rumore del vento e di vedere i colori dei tramonti.</p>
<p>La raccolta spazia nei temi e nei sentimenti, come la stessa vita che viviamo ogni giorno, in cui si alternano momenti di felicità, dolori ed emozioni contrastanti, come la storia di un amore spezzato (<em>L’archivio delle parole</em>).</p>
<p>Non mancano spunti di riflessione sulla funzione del poeta nella società odierna. Sebastiano, partendo dal contesto in cui viviamo, permeato di caos, frenesia e velocità (<em>andiamo veloci in questo mondo senza produrre nulla, neanche un sentimento primordiale</em>), si fa promotore del cambiamento. Forse è arrivato il momento di una nuova rivoluzione culturale?</p>
<p><em>E’ giunta l’ora di gridare all’universo / </em><em>La voglia collettiva di cambiare / </em><em>Mentre un fiammifero si accende / </em><em>Negli occhi dei poeti immacolati &#8211; </em>La rivoluzione dei poeti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/mimose-pudiche-sebastiano-impala/">Mimose pudìche e rami d’ulivo. Sebastiano Impalà e la &#8220;rivoluzione dei poeti&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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