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	<title>Melzi Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La strega e il Capitano. Sciascia e la giustizia impossibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2022 02:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La strega e il Capitano&#8221; di Leonardo Sciascia, edizioni Adelphi</strong></p>
<p>Non è ancora la <em>Milano da bere,</em> ma ci sono già tutti i presupposti, nonostante si parli di una strega e un capitano.</p>
<p>Siamo nel 1616, quando la giustizia era amministrata, come oggi, più per rispetto della <em>Ragion di Stato</em> che non per amore di quei principi fondativi che dovrebbero generare armonia nella società.</p>
<p>Appena 71 pagine, eppure c&#8217;è tutto quello che dobbiamo apprendere in questo <em>romanzo-inchiesta</em> che Leonardo Sciascia diede alle stampe nel 1986. Lo scrittore siciliano va a ripescare una storia sepolta, uno dei tanti processi per stregoneria che terminano con la condanna al rogo per la povera sventurata.</p>
<p>Ma per Sciascia, questo <em>caso</em> non sarebbe sfuggito neanche ad Alessandro Manzoni, che lo fa entrare, in diversi punti, nel suo <em>I promessi sposi</em>. Tant&#8217;è che il senatore milanese, Luigi Melzi, dovrebbe essere proprio quell&#8217;<em>Innominato </em>più volte citato.</p>
<p>Il capro espiatorio di questa vicenda, in cui si inseriscono questioni di <em>potere e di prestigio, </em>è Caterina Medici, serva alle dipendenze di Melzi. Con il suo arrivo, il nobile senatore incomincia ad avvertire dolori di stomaco lancinanti.</p>
<p>I dottori non riescono a comprendere quale sia la causa e, quando la scienza non giunge al dunque, ecco che la superstizione diventa una valida alternativa. Per i medici <em>Caterina è una strega</em>.</p>
<p>Le prove ci sarebbero, anzi proprio lei racconta di aver <em>negoziato con il demonio che qualche volte entrava nel suo letto assumendo le sembianze del senatore. </em>Lei stesso ammette di aver già lanciato <em>malefici</em> verso altre creature innocenti, tra cui dei bambini.</p>
<p>Sempre Caterina confessa davanti alla corte della Santa Inquisizione di essere stata avviata alla stregoneria da una certa <em>Margherita</em>, che la portava da una parte all&#8217;altra della Terra in groppa a un cavallo volante.</p>
<p>Ma tutto questo, lo diceva per salvarsi, in buona fede; perché tutti gli stratagemmi magici usati avevano il solo scopo di far innamorare Melzi.</p>
<p>Fatto sta che Caterina finisce sul rogo. La giustizia andava somministrata senza nessuna remora o pietà. Con questo libro, Sciascia vuole mettere in mostra come da sempre il <em>potere</em> utilizzi la legge per mantenere inalterato il rapporto tra governanti e sudditi.</p>
<p>Perché in qualsiasi epoca, così come in ogni Stato, c&#8217;è un potere tirannico che modella il proprio nemico, ma questo nemico altro non è se non quell&#8217;ingiustizia che il potere stesso ha creato. Ed è molto importante questo passaggio, perché nessuno come Sciascia ha utilizzato il giallo per denunciare questa contraddizione di fondo.</p>
<p>Lo Stato condanna ogni volta se stesso; pone in ceppi quell&#8217;ingiustizia che ha creato attraverso il suo sistema, riversandola sull&#8217;indifeso che se ne fa portatore. Caterina è quindi vittima di un sopruso, di una condizione sociale retaggio di antiche credenze, di comode superstizioni, grazie alle quali si poteva mantenere lo <em>status quo</em>.</p>
<p>Questa raccontata da Sciascia è una storia avvenuta 400 anni fa, ma che potremmo adattare, magari con termini diversi, alla nostra attualità. I casi simili certamente non mancano</p>
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