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	<title>Matita Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Toulouse-Lautrec al &#8220;Mastio&#8221; della Cittadella di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 04:01:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Toulouse-Lautrec al &#8220;Mastio&#8221; della Cittadella di Torino&#8221; è un articolo di Antonio Maria Poretti. Le foto sono state fornite dall&#8217;autore &#8220;Quando la matita inizia a muoversi deve essere lasciata libera di muoversi o &#8211; bang! &#8211; non succede più nulla&#8221; Il conte Henry-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec disegnò incessantemente per tutta la sua vita, sin dall&#8217;età di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lautrec-mostra-torino/">Toulouse-Lautrec al &#8220;Mastio&#8221; della Cittadella di Torino</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Toulouse-Lautrec al &#8220;Mastio&#8221; della Cittadella di Torino&#8221; è un articolo di Antonio Maria Poretti. Le foto sono state fornite dall&#8217;autore</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;Quando la matita inizia a muoversi deve essere lasciata libera di muoversi o &#8211; bang! &#8211; non succede più nulla&#8221;</em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-10208 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/06/1000246779.jpg?resize=456%2C568&#038;ssl=1" alt="" width="456" height="568" data-recalc-dims="1" />Il conte Henry-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec disegnò incessantemente per tutta la sua vita, sin dall&#8217;età di quattro anni. <strong>Minato dalla picnodisostasi, una m</strong><strong>alattia genetica delle ossa con manifestazioni cliniche simili al nanismo</strong>, trovò attraverso l&#8217;esercizio del disegno il mezzo ideale per poter esprimere tutta quella vitalità che il corpo gli negava. Per questo Enfant Prodige (almeno quanto Terrible) dell&#8217;arte di fine Ottocento, matita e fogli avevano la stessa valenza e funzione del respiro.</p>
<p>La mostra in corso fino al 21 luglio 2024, presso il Mastio della Cittadella di Torino, si concentra e si propone di dare il massimo rilievo alla sua intensissima attività grafica. Grazie alla tecnica di incisione della Cromolitografia, Toulouse -Lautrec poté riprodurre in numerose copie non solo i suoi dipinti a olio e i suoi pastelli, ma anche i suoi schizzi che spesso servivano da prove, fasi preparatorie delle sue opere più note. <strong>Una sorta di &#8220;entraînement&#8221; per cogliere l&#8217;essenza del soggetto che intendeva raffigurare.</strong></p>
<p>Il tratto è rapido, nervoso, quasi dominato da un&#8217;ansia di fissarsi sulla carta, eppure sempre controllato da una rigorosa e disciplinata capacità di osservazione priva di forzature o abbellimenti di compiacenza. Uno stile in cui <strong>Toulouse-Lautrec</strong> unisce la sua solida formazione artistica, maturata soprattutto nell&#8217;atelier di Fernand Comon, alle istanze del nuovo gusto influenzato dai canoni rappresentativi dell&#8217;arte giapponese.</p>
<p>Un virtuosismo mirato a scovare l&#8217;autenticità di mondi su cui la morale del tempo preferiva sorvolare, se non del tutto ignorare, pur essendo anche troppo consapevole della loro presenza e influenza. Emarginato dalla natura e dal suo ambiente, <strong>come non avrebbe potuto egli diventare un ambasciatore dei cabaret, dei café-chantant e dei bordelli di Montmartre?</strong></p>
<p>Degli artisti, dei bohémien, delle prostitute e delle grisettes che infiammavano la vita notturna<img decoding="async" class="alignright wp-image-10210 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/06/1000246773.jpg?resize=451%2C644&#038;ssl=1" alt="" width="451" height="644" data-recalc-dims="1" /> di Parigi? Come poteva evitare di eleggere a sua patria di elezione quel sobborgo che volgeva dalle alture della sua posizione o di porre il suo sguardo sogghignante e beffardo sugli splendori di facciata e rappresentanza della Ville Lumière?</p>
<p>Le litografie selezionate e raccolte seducono e stupiscono tanto per la veemenza, quanto per il rispetto che impongono nell&#8217;esporsi all&#8217;occhio del pubblico.</p>
<p>Si viene catapultati all&#8217;interno di piste da circo, locali, stanze private che diventano alcova di una<strong> lassitude amara</strong>, senza nessuna speranza nel domani. Stordirsi, annullarsi e evaporare nelle bollicine di una schiavitù camuffata da ebrezza di vita prossima all&#8217;agonia. C&#8217;è un livello di autenticità che turba, forse perché anche noi non siamo troppo distanti oggi da quei paradisi artificiali a cui lo scoppio della <strong>Grande Guerra</strong> avrebbe fatto risuonare le sue campane a morto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-10209 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/06/1000246776.jpg?resize=449%2C565&#038;ssl=1" alt="" width="449" height="565" data-recalc-dims="1" />E forse la vita volle mostrarsi gentile con Henry, facendolo morire il 9 settembre del 1901, a soli trentasette anni, affinché non assistesse al disfacimento del suo mondo. Non avrebbe più potuto praticare il suo credo: <strong>&#8220;Sempre e dovunque anche il brutto ha i suoi aspetti affascinanti; è eccitante scoprirli dove nessuno prima li ha notati&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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