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	<title>Mariano Giustino Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Iran a mani nude: il messaggio che ci arriva da Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 23:13:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Iran a mani nude. Storie di donne coraggiose contro ayatollah e pasdaran&#8221; di Mariano Giustino, 2024, Rubbettino editore Era il 16 settembre 2022 quando Mahsa Amini, che da lì a qualche giorno avrebbe compiuto 23 anni, fu uccisa solo perché aveva deciso di non indossare l&#8217;hijab, il velo obbligatorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Iran a mani nude. Storie di donne coraggiose contro ayatollah e pasdaran&#8221; di Mariano Giustino, 2024, Rubbettino editore</strong></p>
<p>Era il 16 settembre 2022 quando <strong>Mahsa Amini</strong>, che da lì a qualche giorno avrebbe compiuto 23 anni, fu uccisa solo perché aveva deciso di non indossare l&#8217;<strong>hijab</strong>, il velo obbligatorio imposto alle donne dal feroce regime iraniano.</p>
<p>Lei che era curda, quindi appartenente a una minoranza, con il suo sacrificio non pensava di scatenare l&#8217;ira di un intero paese contro i tiranni. Eppure, a portare avanti questa protesta, che ancora continua, sono i giovani della <strong>&#8220;Generazione Z&#8221;</strong>, stanchi di accettare proibizioni, vessazioni, torture e tutto ciò che il potere sa somministrare a coloro che non si sottomettono alla sua prepotenza.</p>
<p><strong>Mariano Giustino, corrispondente in Turchia per Radio Radicale</strong>, ha raccolto in questo libro alcune storie raccapriccianti. <strong>&#8220;Iran a mani nude&#8221;</strong> non è un testo semplice da digerire, perché le torture inflitte a questi giovani, che continuano a ribellarsi alla tirannia degli <strong>Ayatollah,</strong> sono raccontate nei minimi dettagli. Ma l&#8217;intento dell&#8217;autore non è stato quello di creare l&#8217;effetto shock, ma di suscitare indignazione, riflessione e azione.</p>
<p>Un regime che sevizia persino i bambini, che mette a morte i minorenni, che ammette lo stupro e l&#8217;uccisione delle ragazze che chiedono solo di vivere la loro natura, <strong>non è una faccenda per pochi intimi, per appassionati filantropi o per utopisti</strong>, ma riguarda tutti. I giovani iraniani, senza sparare un colpo, senza atti terroristici, restando uniti nella comune lotta per la difesa della libertà di espressione, hanno creato profonde spaccature nella classe dominante.</p>
<p>Ciò dovrebbe essere di lezione anche ai <strong>cittadini dell&#8217;Occidente</strong>, che credono immutabile il quadro politico delle loro nazioni, che pensano sempre di aver chiuso con le passate dittature, che sono convinti di avere tutta la libertà possibile dalla loro e di vivere dalla<strong> &#8220;parte giusta&#8221;</strong> del mondo. Purtroppo non è così, la democrazia necessita di dialogo, di confronto, di partecipazione e di costanti spinte riformatrici.</p>
<p>I giovani iraniani, nella loro <strong>Primavera insanguinata</strong>, stanno impartendo una lezione forte al mondo, in particolar modo a quei giovani occidentali che hanno avviato un duro revisionismo verso l&#8217;eredità lasciata loro dai padri e dalle madri. <strong>Fatto sta che la critica senza attivismo è solo un piagnisteo</strong>.</p>
<h4><strong>Cosa chiedono i giovani iraniani?</strong> In particolare, per cosa combattono le donne vittime dell&#8217;apartheid di genere?</h4>
<p>Paradossalmente, vogliono essere liberi come noi occidentali. Vogliono vestirsi come meglio credono, vogliono scegliere, vogliono divertirsi, vogliono sbagliare e poi lamentarsi, vogliono forse anche piangersi addosso. Insomma, vogliono il meglio di ciò che abbiamo ma che spesso disprezziamo. Eppure, <strong>anche l&#8217;Occidente ha conosciuto la sua epoca oscura, infatti ciò che siamo è frutto di secoli di cruente lotte senza confini.</strong></p>
<p>Quindi, attraverso i ragazzi dell&#8217;<strong>Iran</strong> possiamo vedere quello che di buono dovremmo preservare, restando vigili, e anche su cosa dobbiamo riflettere affinché ci sia una reale emancipazione. Trasversalmente, questi giovani mediorientali ci stanno dicendo che <strong>non possiamo dormire, perché tutto si può perdere per eccesso di apatia.</strong></p>
<p>Consiglio fortemente la lettura di questo libro, perché non mette in mostra solo le torture, ma ci dà la possibilità di riflettere sullo stato di salute del nostro Occidente. Anche i ragazzi e le ragazze dell&#8217;Iran ripetono di essere stati traditi dai loro genitori, da coloro che appoggiarono <strong>la rivoluzione del 1979 di Khomeynī</strong>, le cui intenzioni erano quelle di costruire<strong> &#8220;uno Stato che si basasse sui valori cardine delle democrazie europee&#8221;</strong>; fatto sta che le premesse sono state tradite, senza dimenticare le responsabilità degli <strong>Stati Uniti</strong>, che appoggiarono più l&#8217;ala fondamentalista che non quella democratica, perché secondo alcuni quest&#8217;ultima era influenzata dall&#8217;Urss.</p>
<p>Ecco, quindi, che anche in questa storia resiste l&#8217;immagine universale del <strong>potere-piovra </strong>contro cui tutti dobbiamo combattere. L&#8217;Iran ci sta indicando la via?</p>
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