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	<title>Marco Saya editore Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Libro delle bestemmie di Nicola Vacca</title>
		<link>https://www.borderliber.it/libro-delle-bestemmie-nicola-vacca-e-la-rivolta-contro-il-mascheramento-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 01:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In Copertina &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca, Marco Saya Editore, 2023. Questo articolo è già stato pubblicato su Gli amanti dei libri Una rivolta è sempre contro qualcosa che esiste; nel caso di questo libro è contro ciò che resiste al tempo e alle sue evoluzioni, ossia l&#8217;idea di Dio. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Recensione di Martino Ciano. In Copertina &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca, Marco Saya Editore, 2023. Questo articolo è già stato pubblicato su <a href="https://www.gliamantideilibri.it/libro-delle-bestemmie-nicola-vacca/">Gli amanti dei libri</a></strong></p>
<p>Una rivolta è sempre contro qualcosa che esiste; nel caso di questo libro è contro ciò che resiste al tempo e alle sue evoluzioni, ossia l&#8217;idea di Dio. Principio e causa d&#8217;ogni cosa, persino di ciò che ancora alberga nella sua forma trascendentale o potenziale. Dio sovrasta, impone, si imprime. Con lui tutti fanno i conti; forse è l&#8217;unica entità realmente esistente.</p>
<p>La bestemmia di Vacca è una poesia che se da una parte demolisce, dall&#8217;altra invoca il diritto di smascherare l&#8217;apparato teologico che rende dio un burocrate, altre volte un giocoliere, quasi sempre un essere inconoscibile che chiede di essere compreso attraverso la sottomissione del pensiero critico o, peggio ancora, della ragione più irrazionale.</p>
<p><em>Non ama l&#8217;odore del sangue/ma la sua vista a distanza./Nei suoi occhi c&#8217;è tutto l&#8217;odio/che prova per le vite sconosciute che abbatte./Dal nascondiglio del suo appostamento/sopporta il mondo che non gli appartiene.</em></p>
<p>Ma se l&#8217;uomo è imperfetto, nonostante sia sua creatura; se proprio Dio ha modellato il suo simulacro, nel quale si specchia, allora dove sono l&#8217;onnipotenza e l&#8217;onniscienza di questa divinità solitaria? Dio ha prodotto un errore, ossia l&#8217;umanità, per poi passare l&#8217;eternità a correggerlo? Se tutto si riduce a questo, allora non possiamo che avere l&#8217;immagine di un allegro perdigiorno, persino un po&#8217; annoiato, che come un cane si morde la coda.</p>
<p>Il poeta pugliese non bestemmia contro Dio, ma contro gli uomini. Vacca annuncia la morte, se non l&#8217;illusione, dell&#8217;ingenuità e del giocondo amore di cui questo divino assemblaggio di idee e archetipi è stato travestito. Dio non è conoscibile o comprensibile, a patto che esista, e certamente quello umano, generato da ancestrali nevrosi, è un fantasioso &#8220;eccesso di lucidità&#8221;.</p>
<p>Cito Cioran, perché di fronte all&#8217;intuizione immediata non si può che rispondere in due modi: o con rassegnazione o con l&#8217;illusione. Vacca anche riconosce che la rivolta contro Dio è la più folle e la più inutile. Infatti, prima del Dio vero ci sono pletore di dei umani che hanno detronizzato ogni essenza creatrice libera, irrazionale e inspiegabile per simboli o categorie.</p>
<p><em>Non cercate dio sulla terra/perché nessuno lo ha mai visto in cielo/è un inganno ottico/la percezione della sua divinità</em></p>
<p>Le bestemmie poetiche di Vacca attestano, attraverso la negazione, l&#8217;esistenza del dio umano e la visione ingannatrice della creazione. Vita-morte, tutto-nulla, già queste sono imprecazioni verso la coscienza e la ragione. Dio è presente in questo libro, ma come potenza, i suoi atti infatti sono deprecabili. I versi sono mani che cesellano la forma nascosta, la sostanza che scorre tra le cose, dietro cui l&#8217;opera umana della realtà si manifesta.</p>
<p>La volontà di dio, anche quando appare incomprensibile all&#8217;uomo, è pur sempre umana.</p>
<p><em>Non voglio la testa di Cristo/ma quella di coloro/che a tutti i costi lo desiderano risorto./In questo consesso di malati/le segnaletiche portano al buio:/c&#8217;è una nebbia/che ha messo un cappio al collo./Tra gli interstizi un terrore avanza/mentre noi ci scambiamo un segno di sangue.</em></p>
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		<title>Intervista a Vacca: &#8220;Disincanto, scandalo e bestemmie&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/libro-bestemmie-vacca-intervista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 01:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bestemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intervista a Nicola Vacca è stata realizzata da Martino Ciano Uscirà tra qualche settimana per Marco Saya editore. Il titolo fa già presagire una raccolta tagliente, composta da versi che feriscono. &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca è pronto e noi abbiamo voluto porre qualche domanda al critico letterario, ideatore del blog Zona di Disagio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;intervista a Nicola Vacca è stata realizzata da Martino Ciano</strong></p>
<p>Uscirà tra qualche settimana per Marco Saya editore. Il titolo fa già presagire una raccolta tagliente, composta da versi che feriscono. &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca è pronto e noi abbiamo voluto porre qualche domanda al critico letterario, ideatore del blog Zona di Disagio e poeta pugliese.</p>
<h4><strong>Cos&#8217;è una bestemmia e quando diventa poesia?</strong></h4>
<p>Per quanto mi riguarda la bestemmia è un mondo irriverente di pronunciare una parola estrema. <strong>Una via di mezzo tra l’imprecazione e il vaneggiamento, senza preoccuparsi mai di disturbare chi legge</strong>. Ho provato in questo nuovo libro a bestemmiare con la poesia, cercando con le parole un affondo da scagliare contro le ipocrisie, le convenzioni e soprattutto contro i conformismi della ragione e della fede che limitano sempre la nostra idea di libertà. Sicuramente qualcuno si sentirà offeso, leggendo <strong>Libro delle bestemmie,</strong> ma me ne infischio. Quello che per me conta è non tradire il mio modo di scrivere e di dire le cose, soprattutto di scrivere quello che veramente penso. Questo è la bestemmia: s<strong>crivere senza inibizioni quello che veramente si pensa</strong>. È proprio in questo momento che la bestemmia diventa poesia. Come scrive <strong>Paul Celan,</strong> <em>non è la poesia scandalistica lo scandalo. La poesia è lo scandalo.</em> Oggi più che mai abbiamo bisogno di essere scandalizzati, perché solo così potremo svegliare le nostre coscienze e aprire gli occhi sul mondo che stiamo devastando, perché non abbiamo il coraggio di essere sinceri e apocalittici davanti alle macerie. Mi piace pensare a <strong>Libro delle bestemmie</strong> come a un breviario laico e eretico: <strong>Cesare Pavese</strong> ne <strong>Il mestiere di vivere</strong> scrive che ogni bestemmia è un colpo di martello sui chiodi della croce. In queste pagine il martello non smette mai di battere.</p>
<h4><strong>Il mondo come si digerisce?</strong></h4>
<p>Il mondo non va digerito, il mondo va sempre diffamato, attraversando le sue malvagie contraddizioni. <strong>Scrivo sempre in disarmonia con la mia epoca.</strong> La mia poesia prima di tutto è una diffamazione del tempo in cui vivo. Nei miei versi mi indigno senza remore contro la mia epoca, senza mai rinunciare a attraversarne i dissidi e i disagi. <strong>Vivo, scrivo e accetto la mia personale caduta nel tempo</strong> con gli occhi lucidi di un pessimismo che mi fa sempre restare umano.</p>
<h4><strong>La mattanza dell&#8217;incanto, la luce nera e la bestemmia. Traccia un percorso tra queste tue opere. La mia prima sensazione è stata il disincanto&#8230;</strong></h4>
<p>Il disincanto, hai perfettamente ragione. <strong>Non riuscirei a scrivere niente senza la lucida visione che mi offre il disincanto.</strong> È il mio modo di vedere le cose, l’unico che conosca per essere consapevole davanti alla coscienza. È il modo che mi permette di essere vigile nella scrittura e nella vita, che mi permette di parare i colpi degli illusionisti e degli utopisti <strong>che, con la loro miopia ottimista, ci vogliono sempre far sbandare </strong><strong><em>da nessuna parte</em></strong><strong> dove trionfa il vero nichilismo</strong>, quello delle illusioni.</p>
<h4><strong>Poeti di ieri e poeti di oggi. Cosa rimpiangi del Novecento e non solo?</strong></h4>
<p>C’è un <strong>Novecento</strong> da cui abbiamo ancora molto da imparare. Ed è proprio questo che mi manca. <strong>Il Novecento degli scrittori liberi e irregolari, che hanno deciso di appartenere alla propria coscienza e difendere la libertà a prescindere dalle ideologie.</strong> Questo è il Novecento cui da anni dedico i miei studi e i miei libri. Infatti, dopo <strong>Sguardi dal Novecento</strong>, pubblicato nel 2014, sempre per <strong>Galaad</strong> uscirà presto <strong>Mi manca il Novecento</strong>, in cui ancora una volta darò conto delle mie infatuazioni letterarie parlando con ammirazione di quelle figure intellettuali che nel secolo scorso sono state splendidamente capaci di restare integre, sempre fedeli a se stesse negli anni bui delle idee assassine e totalitarie. <strong>Il Novecento eretico degli irregolari</strong>, questo è il Novecento che mi manca, proprio come una bestemmia da pronunciare a cuore aperto. E che bestemmia sia nel nome della letteratura.</p>
<p><strong>Bestemmia</strong></p>
<p>Qualcosa qui non va<br />
c’è tanta disperazione<br />
sotto il cielo di un dio malvagio.</p>
<p>Sarebbe il caso di sopprimere<br />
chi prega sempre la sua venuta<br />
con il capo chino e le mani giunte.</p>
<p>Oscurare il funesto demiurgo<br />
per tornare alla luce<br />
liberarsi per sempre del terrore del dogma.</p>
<p><em>(Nicola Vacca, da Libro delle bestemmie, Marco Saya edizioni)</em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8299 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/10/Vacca_Libro_Bestemmie.jpg?resize=800%2C931&#038;ssl=1" alt="" width="800" height="931" data-recalc-dims="1" /></p>
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		<title>Trilogia del disagio. Viaggio nella poesia di Nicola Vacca</title>
		<link>https://www.borderliber.it/trilogia-del-disagio-vacca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2022 01:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Commedia Ubriaca]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio]]></category>
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		<category><![CDATA[poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie di Nicola Vacca. Foto in copertina di Gaetano Del Mauro Mattanza dell’incanto (2013), Luce nera (2015), Commedia ubriaca (2017) sono alcuni libri che ho pubblicato per Marco Saya editore e che idealmente formano una trilogia del disagio. In un futuro prossimo pubblicherò queste opere in un unico volume, Trilogia del disagio, appunto. È un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesie di Nicola Vacca. Foto in copertina di Gaetano Del Mauro</strong></em></p>
<p><em>Mattanza dell’incanto</em> (2013), <em>Luce nera</em> (2015), <em>Commedia ubriaca</em> (2017) sono alcuni libri che ho pubblicato per Marco Saya editore e che idealmente formano una trilogia del disagio. In un futuro prossimo pubblicherò queste opere in un unico volume, <em>Trilogia del disagio</em>, appunto. È un modo per dare definitività a temi trattati nei tre libri, soprattutto oggi che il disagio in cui viviamo assume le proporzioni di un caos mondiale. E anche perché avverto l’urgenza attraverso le parole di suonare l’allarme e di scuotere la mia coscienza, per tenere vive quella di noi tutti.</p>
<h3><em>Poesie tratte da &#8220;Mattanza dell&#8217;incanto&#8221;</em><em><img decoding="async" class="wp-image-5084 alignright" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/09/cmdi.jpg?resize=283%2C401&#038;ssl=1" alt="" width="283" height="401"  data-recalc-dims="1"></em></h3>
<p><strong>La società sbagliata</strong></p>
<p>Le cose non stanno più al  posto giusto<br />
la lingua muore<br />
per le parole che non ci diciamo.<br />
Smettiamo di essere persone<br />
per l’ascolto che ci neghiamo.<br />
Succede di tutto davanti all’ingiusto<br />
che non siamo capaci di arginare.<br />
Nel gorgo non ci siamo capitati per caso.<br />
Alzare la testa diventa impossibile<br />
quando nessuno è capace di rinunciare<br />
allo scudo dell’indifferenza.<br />
Sappiamo essere crudeli<br />
quanto basta per condannare a morte<br />
chi ancora raccoglie per noi<br />
i fiori del male.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>L’inverno dentro</strong></p>
<p>Non si respira un’aria buona<br />
troppe paure dicono<br />
che spaventa anche la libertà di tacere.<br />
Le parole non hanno un senso<br />
ma c’è anche un senso senza parole.<br />
Dentro questo inverno<br />
c’è un ghiaccio universale.<br />
Questo è il dramma<br />
perché una volta il freddo<br />
lo sentivi nelle ossa<br />
e avevi una stagione da raccontare.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Il grande nulla italiano</strong></p>
<p>Il paese è caduto nelle mani<br />
dell’arbitrio di pochi.<br />
Si sono chiusi nel palazzo<br />
hanno spento la luce sul bene comune.<br />
La repubblica è marcia<br />
perché solo i prepotenti<br />
sostengono di avere ragione.<br />
Delle leggi fanno macerie<br />
alzano la voce per avvisare<br />
che nessuno spinga  il pedale  fino in fondo.<br />
La libertà annega<br />
la deriva si apre sul baratro<br />
del grande zero della democrazia.</p>
<h3><em>Poesie tratte da &#8220;Luce Nera&#8221;</em><em><img decoding="async" class="wp-image-5083 alignright" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/09/cln.jpg?resize=401%2C401&#038;ssl=1" alt="" width="401" height="401" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/09/cln.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/09/cln.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" data-recalc-dims="1" /></em></h3>
<p><strong>Dal profondo del maiale</strong></p>
<p>Sopra e sotto le macerie<br />
nella gabbia della nostra animale essenza<br />
prigionieri di una putrefazione<br />
che scontiamo vivendo.<br />
Eppure ogni cosa è crollata<br />
sotto i nostri occhi<br />
ma volentieri porgiamo le guance<br />
al male che ha costruito il suo impero<br />
nei nostri cuori di maiali.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Tagli</strong></p>
<p>Come se un bisturi<br />
prendesse per mano la vita<br />
mentre incide ferite<br />
sulla pelle dell’ora presente.<br />
Ci deve pur essere un altro sguardo<br />
oltre il veleno delle cose<br />
che concede al male<br />
il beneficio del dubbio.<br />
Nessuno chieda più tempo<br />
davanti all’amputazione del pensiero.<br />
Le parole devono farsi tagli<br />
altrimenti la carne nessuno la racconta.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Luce nera</strong></p>
<p>La lingua dei barbari<br />
balbetta terremoti di crudeltà.<br />
È proprio perché siamo finiti<br />
nel nero di un bagliore<br />
che si devono amare<br />
i chiari dilemmi dell’oscurità.<br />
Nel diario dell’apocalisse<br />
la parola è sveglia<br />
anche se abitiamo il sonno.<br />
È nel nero che esplode<br />
la volontà di potenza della luce.</p>
<h3><em>Poesie tratte da &#8220;Commedia ubriaca&#8221;</em><em><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5085 alignright" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/09/ccu.jpg?resize=401%2C401&#038;ssl=1" alt="" width="401" height="401" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/09/ccu.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/09/ccu.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" data-recalc-dims="1" /></em></h3>
<p><strong>La commedia ubriaca</strong></p>
<p>In case come tombe<br />
sepolti dall’ego del tubo catodico<br />
sputiamo rancori<br />
riteniamo di essere sempre nel giusto.<br />
Non consideriamo mai un’attenuante<br />
in favore del dubbio.<br />
Ci assolviamo<br />
senza nessun appello per l’ascolto.<br />
È ubriaca la commedia<br />
che recitiamo da sobri<br />
in un apparente stato di quiete.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>La calma piatta del pensiero</strong></p>
<p>Il fiato è corto<br />
e si spezza anche l’ultimo tentativo di respiro.<br />
Non ci sono più le condizioni<br />
per donare ossigeno alla mente.<br />
La calma piatta del pensiero<br />
mortifica gli ultimi gesti di ribellione.<br />
Attenti agli abbracci di crudeltà<br />
che stanno azzannando il cuore<br />
in un perenne stato d’assedio<br />
che tutto divora.<br />
Lo strangolamento è iniziato<br />
il potere è grigio<br />
e noi siamo già morti.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>L’amore nero</strong></p>
<p>Il pensiero vacilla.<br />
Il punto di vista da cui scrivo<br />
è l’allarme che graffia i cuori degli abissi.<br />
Nessuna carezza<br />
gonfia la vita.<br />
Un amore nero è la bestia<br />
che esplode negli spazi vuoti.<br />
La penna scortica le parole.<br />
Dove la dolcezza si dilegua<br />
resta una corda che impicca i baci.</p>
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