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	<title>Maggio Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Dimenticare ed essere dimenticati</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dimenticare-ed-essere-dimenticati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 07:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dimenticare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dimenticare ed essere dimenticati&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale «Dimenticare ed essere dimenticati». Cosa c&#8217;è di strano? Non affrettarti a rispondere a questa domanda, perché non c&#8217;è lucidità umana che sopporti questa evidenza con serenità. Essere sulla cresta dell&#8217;onda e poi sparire. Assomigliare a un principe su un cavallo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dimenticare ed essere dimenticati&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p style="text-align:left;">«Dimenticare ed essere dimenticati». Cosa c&#8217;è di strano? Non affrettarti a rispondere a questa domanda, perché non c&#8217;è lucidità umana che sopporti questa evidenza con serenità.</p>
<p style="text-align:left;">Essere sulla cresta dell&#8217;onda e poi sparire. Assomigliare a un principe su un cavallo bianco o a una regina in un castello dorato; poi, all&#8217;improvviso, diventare claudicanti, cascanti, senza sostanza, privi di ragione.</p>
<p style="text-align:left;">Giovinezza che ci abbandona di generazione in generazione. Vuoi ancora rispondere, amico mio? Ti chiedi sempre se abbia senso attraversare il giorno: guardare l&#8217;alba e poi farsi mancare l&#8217;aria al tramonto? «Così va la vita» ti disse tua nonna. Ora lei è morta e, nonostante sapesse che le sarebbe rimasto poco, spirò sussurrando che avrebbe voluto vedere un&#8217;altra alba. Le tenevi la mano in quel momento. Hai avvertito come il caldo si tramuta in gelo appena esalato l&#8217;ultimo respiro.</p>
<p style="text-align:left;">«Dimenticare ed essere dimenticati». È la cosa che gli esseri umani sanno fare meglio. Prima eri qualcosa, oggi nessuno. Ieri un potente, oggi un servo. E tu, che osservi il mare, che ti culli nella malinconia, che ti strappi il cuore per donarlo al sole vermiglio, senti che il tempo scorre e qualcosa trapassa, migra.</p>
<p style="text-align:left;">Nulla è davvero importante a questo mondo; niente salva dalla morte fin quando non si comprende che essa non esiste. Vedi che la luna è già lì, pallida, assisa tra le nubi striate. Ecco, un giorno è andato, uno dei tanti che hanno costellato i quattordici miliardi di anni di questo Universo. E se mettessi insieme il tuo tempo, esso non peserebbe neanche un granello di polvere rispetto a quello del &#8220;tutto&#8221; che ti assorbe.</p>
<p style="text-align:left;">Solo se ti fermi a pensare a quanto ci vuole per descrivere tutto ciò che accade in un secondo, comprendi quanto sia impossibile afferrare il tempo. Perciò «dimenticare ed essere dimenticati» è un meccanismo di sopravvivenza frutto dell&#8217;evoluzione della coscienza.</p>
<p style="text-align:left;">Vedi, che rivelazione? Puoi decidere se stare in mezzo a questa immensità oppure uscirne sparandoti in testa. Dipende da quello che sai sopportare. Coraggio, non aver paura. È maggio, il solito maggio. È il mese in cui parli con i tuoi morti.</p>
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		<title>Il cielo tra le onde</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cielo-onde-campagna-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 02:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi Chiesa solitaria, a piedi verso il mare, un mare ellenico. Torre di Casamona: antico segnale. Paesaggio azzurro che si avvicina. Vecchio porto, tra il sacro e il profano, braccio di Dio tra le onde. Sole ardente, piedi bloccati nella sabbia, brucia il corpo e la passione. L’acqua che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p><em>Chiesa solitaria,</em><br />
<em>a piedi verso il mare,</em><br />
<em>un mare ellenico.</em><br />
<em>Torre di Casamona: antico segnale.</em><br />
<em>Paesaggio azzurro che si avvicina.</em><br />
<em>Vecchio porto,</em><br />
<em>tra il sacro e il profano,</em><br />
<em>braccio di Dio tra le onde.</em><br />
<em>Sole ardente, piedi bloccati nella sabbia,</em><br />
<em>brucia il corpo e la passione.</em><br />
<em>L’acqua che si bacia,</em><br />
<em>incontro fluido dal sapore umano.</em><br />
<em>Incantevole stella,</em><br />
<em>dal cielo fino in terra.</em></p>
<p>Primi giorni di Maggio, sole caldo sulle braccia nude. Rossore sul viso pallido: regalo invernale.<br />
Passeggiata mistica e profana accompagna il braccio santo: umanizzato.<br />
Per le verdi campagne, preghiere, sorrisi e dolci pensieri. Stanchi verso il mare che attende, salite e subito dopo discese come la vita.<br />
Ad un certo punto le prime case, svanisce il sogno che riaffiora sulla sabbia ardente: tappeto adagiato al mare del mondo povero.<br />
Un bacio tra sacro e profano, la pioggia sognata nell’antichità rimane ancora un desiderio.<br />
Primi tuffi nell’acqua fredda.<br />
I giovani accaldati dal lento percorso bagnano il corpo e la mente.<br />
Subito dopo si riprende il cammino e l’incantevole stella illumina il passo lento: stanco e felice.</p>
<p><em>E si torna da dove si era partiti,</em><br />
<em>come peraltro accade nel corso della vita:</em><br />
<em>si nasce, si vive e poi un salto all’origine di ogni cosa.</em><br />
<em>Tutto accade,</em><br />
<em>a prescindere.</em></p>
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		<title>Nei giorni di maggio</title>
		<link>https://www.borderliber.it/nei-giorni-di-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 02:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[improvvisa]]></category>
		<category><![CDATA[indicibile]]></category>
		<category><![CDATA[Lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Maggio]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Padre]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nei giorni di maggio&#8221; è un articolo di Martino Ciano Momento: ascoltando Duke dei Genesis Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, ti domandi sempre cosa sia accaduto in te, ché eri freddo quella notte, peggio del cadavere che hai dovuto raccogliere dal pavimento, come se l’anima si fosse dovuta ibernare. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/nei-giorni-di-maggio/">Nei giorni di maggio</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Nei giorni di maggio&#8221; è un articolo di Martino Ciano </strong></p>
<p><em>Momento: ascoltando Duke dei Genesis</em></p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, ti domandi sempre cosa sia accaduto in te, ché eri freddo quella notte, peggio del cadavere che hai dovuto raccogliere dal pavimento, come se l’anima si fosse dovuta ibernare. Né pianto né stridore di denti. Hai proferito solo un <em>perché?</em></p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, sospiri mentre il sole tramonta, ché anche anni fa il sole tramontò e il cielo rosso ti riempiva di speranza il cuore. Ricordi come era bello sognare, poi sognare è diventato un castigo, perché ha coinciso con le rinunce, e allora a che serve sognare ciò cui si deve rinunciare. Sarà per questo motivo che a ogni speranza si affaccia una lacrima?</p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, porti la mano destra sulla spalla sinistra, l’accarezzi dolcemente. Ti abbracci, ché ogni abbraccio che qualcuno ti vorrebbe dare non saprebbe di niente e capisci che il dolore è un amico magnanimo ed egoista, ti consegna tutto il tuo passato e ti dice <em>ecco, ora mangia e bevi, ingozzati fino a vomitare</em>.</p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, ti viene voglia di farlo resuscitare solo per ammazzarlo con le tue mani, almeno ti daresti una ragione, qualcun altro ti darebbe una condanna e ti sbatterebbe in galera. Un patricidio si giustifica, una morte improvvisa è una perdita di senso che non puoi ammettere.</p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, comprendi che ogni giorno è diverso dall’altro, anche quando ti sembrano uguali. Hai quasi timore di questa cosa, perché ti fa ragionare sul costante mutamento. E perché mutare? Perché non si nasce e si muore semplicemente come se ci si svegliasse al mattino e ci si addormentasse la sera? E perché in mezzo ci stanno la banalità, la serietà, il pianto, la gioia e tutte quelle cose che ci fanno vanitosi, che ci danno variabilità?</p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, ti rendi conto di essere un uomo malinconico, sospinto da un vento gelido che ti trascina via, che non vuole resistere al richiamo del tormento, che se ne fotte di far pace con sé stesso, che adora ogni tremore, che preferisce annebbiarsi piuttosto che destarsi.</p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, sai sempre che un confuso dialogo tra te e l’inconscio diventa come certi dibattiti accusatori che si svolgono nelle aule di tribunale. A volte pensi che vale la pena porre fine a tante cose, perfino alle radici del tuo pensiero, poi però ricordi che tanti anni sono passati da quel maggio 2010 e per altrettanti anni ce l’hai fatta a resistere a ogni tentazione di annientamento. Ce la farai anche questa volta? Credo di sì, sono ottimista.</p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi la morte di tuo padre, ti viene voglia di scrivere di te, come se mettersi a nudo servisse a qualcosa. Ma che cazzo dici! Serve a poco, è solo un modo per farsi ammazzare meglio dagli altri. Aspetta però, forse a te piace farti ammazzare, azzannare, graffiare e molestare.</p>
<p>Nei giorni di maggio, quando ricordi il prima e il dopo, tante cose si fanno beffa di te. Una in particolare. Giusto? Ma è meglio non scrivere di Lei. Lei è indicibile, anzi è l&#8217;indicibile&#8230; qualcosa devi pur tenere per te. Non è vero?</p>
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