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	<title>Luoghi Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Incontro all’atelier &#8220;Carlo Sillitti&#8221; di Caltanissetta. La socialità creativa dei cultori erranti</title>
		<link>https://www.borderliber.it/incontro-allatelier-carlo-sillitti-di-caltanissetta-la-socialita-creativa-dei-cultori-erranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 01:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Maddalena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Angelo Maddalena. Cronaca della serata tenutasi presso l&#8217;atelier di Carlo Sillitti, venerdì 29 dicembre 2023 “Caltanissetta fa quattru quarteri, la megliu giuvintù li surfatara”, recita così un canto popolare magistralmente interpretato (e scritto?) da Rosa Balistreri. Sarà l’energia dello zolfo e la forza dei surfatari che fanno di questa città una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/incontro-allatelier-carlo-sillitti-di-caltanissetta-la-socialita-creativa-dei-cultori-erranti/">Incontro all’atelier &#8220;Carlo Sillitti&#8221; di Caltanissetta. La socialità creativa dei cultori erranti</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo e foto di Angelo Maddalena. Cronaca della serata tenutasi presso l&#8217;atelier di Carlo Sillitti, venerdì 29 dicembre 2023</strong></em></p>
<p>“Caltanissetta fa quattru quarteri, la megliu giuvintù li surfatara”, recita così un canto popolare magistralmente interpretato (e scritto?) da Rosa Balistreri. Sarà l’energia dello zolfo e la forza dei <strong>surfatari</strong> che fanno di questa città una “piccola Atene”, come era chiamata negli anni ‘60 del secolo scorso, quando nei bar della piazza e del <strong>corso Umberto</strong> si ritrovavano <strong>Leonardo</strong> Sciascia e altri filosofi e letterati nisseni?</p>
<p>C’è un luogo a Caltanissetta dove si respira ancora quell’atmosfera, gli animatori e i gestori di questo luogo si chiamano Carlo e Grazia, e prima di entrare dal grande portone di vetro, si possono leggere due lunghe frasi su due garage attigui al portone: <strong>una è di Luigi Pirandello e una di Leonardo Sciascia</strong>, appunto. <strong>Il 29 dicembre 2023, Filippo Falcone, entrando nell’Atelier Carlo Sillitt</strong>i, ossia una grande stanza a piano terra che è il laboratorio di Carlo, scultore nisseno che ha un’età per cui potrebbe aver incontrato Leonardo Sciascia, ha detto a lui: “Venendo qui ho visto le frasi che hai sparso per i muri della città”.</p>
<p>Ai piedi della<strong> scalinata Lopiano</strong> (Carlo dice che la conoscono così, quindi lo scrive nelle locandine, anche se esattamente si trova in via Melfa) c’è questa stanza; entrando a destra ci sono le sculture di Carlo, un grande uccello e altre figure, quasi sempre di colore bianco. Nella serata del 29 dicembre, come tutti i venerdì di fine mese, c’erano anche le sedie disposte nella parte sinistra e, in fondo, uno schermo dove è stato proiettato il docu-corto <strong>Mi sembra di viaggiare con te</strong>, manuale del moderno cantastorie, di Gabriele Perni, di cui chi scrive è il protagonista.</p>
<p>Grazia, moglie di Carlo e coordinatrice degli incontri del venerdì, ha letto le prime righe della prefazione di Alvise Sgaravatti al libro &#8220;<strong>Nè matto né scemo né ubriaco&#8221;</strong>, poi <strong>Gianfranco Cammarata ha letto la poesia di Antonio Machado</strong>, quella in cui si trova il passo famoso: <strong>“Caminante, non hay un camino, el camino se hace con l’andar”</strong>. Dopo la proiezione del docu-corto, gli applausi scroscianti sono stati indirizzati a Gabriele Perni, regista perugino del documentario durato 29 minuti.</p>
<p>La parola è stata poi data a <strong>Filippo Falcone</strong>, storico di Sommatino, autore di diverse pubblicazioni su militanti di base, tra cui <strong>&#8220;Morte di un militante siciliano&#8221;</strong>, sulla storia di Tonino Miccichè. <strong>“Angelo ha messo la scrittura e il canto a servizio delle lotte popolari degli ultimi anni”</strong>, ha osservato Filippo, “per esempio, il movimento No Tav della Val di Susa”, e ha indicato il libro <strong>&#8220;Diari della Val di Susa&#8221; </strong>che comprende anche il dvd del monologo teatrale <strong>&#8220;Alla Maddalena, la favola del 3 luglio in Val di Susa&#8221;</strong>, che Angelo ha presentato in decine di località, non solo italiane, tra il 2011 e il 2016.</p>
<p>Filippo ha anche citato un capitolo del libro <strong>&#8220;Taccuino di viaggio interiore&#8221;</strong> in cui Angelo parla del pensiero calcolante, prendendo spunto da Umberto Galimberti. <strong>“Tutti siamo sotto il dominio del pensiero calcolante”</strong>, ha sottolineato Filippo. Angelo poi ha letto il passo del libro e cioè il capitolo dal titolo <strong>&#8220;Il pizzettaro, l’arte nell’epoca della tecnica ed Eraclito&#8221;</strong>. Dopo l’intervento di Filippo, Angelo ha cantato la sua canzone <strong>&#8220;La ballata degli invisibili&#8221;</strong>, scritta nel 2021, che Gabriele Perni ha inserito nella colonna sonora del film.</p>
<p>Nel finale, Filippo Falcone ha fatto una riflessione sulle feste natalizie, in cui spesso si tende a un consumo compulsivo, mentre si potrebbe anche valorizzare la letteratura di qualità, come quella prodotta dalla Malanotte, etichetta editoriale di cui Angelo è fondatore e promotore. Angelo ne ha approfittato per citare Mirella Muià, scrittrice ed eremita diocesana che abita nell’<strong>Eremo dell’Unità a Gerace</strong>, nella Locride, e che racconta il suo percorso nel libro <strong>&#8220;La porta aperta dell’orizzonte&#8221;</strong>, uno dei titoli della Libreria Errante.</p>
<p>L’incontro è piacevolmente continuato attorno al lungo tavolo imbandito di ottime pizze di un forno locale e con un gustoso vino, ma anche un assaggio di birra artigianale e tanta convivialità, il tutto offerto da Carlo e Grazia. Un esempio di socialità e creatività, cultura dell’incontro in stile mediterraneo che Filippo Falcone ha definito prezioso e che <strong>“supplisce alla mancanza delle istituzioni”.</strong></p>
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		<title>Valle dei Mulini di Aieta. Un teatro che &#8220;attendeva&#8221;&#8230;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-valle-dei-mulini-di-aieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 02:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Border News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina una foto della rappresentazione teatrale tenutasi nella Valle dei Mulini di Aieta Prendi un sito naturalistico appartato, trasformalo in un piccolo teatro e invita la gente a raggiungerlo in un assolato pomeriggio d’estate. Tieni conto che, nonostante le strade di collegamento siano in ottime condizioni, le persone dovranno mettersi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-valle-dei-mulini-di-aieta/">Valle dei Mulini di Aieta. Un teatro che &#8220;attendeva&#8221;&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina una foto della rappresentazione teatrale tenutasi nella Valle dei Mulini di Aieta</strong></p>
<p>Prendi un sito naturalistico appartato, trasformalo in un piccolo teatro e invita la gente a raggiungerlo in un assolato pomeriggio d’estate. Tieni conto che, nonostante le strade di collegamento siano in ottime condizioni, le persone dovranno mettersi in macchina, lasciare la costa e addentrarsi nell’entroterra, tra le colline di Aieta. Queste le sfide che si sono presentate all’associazione Ginepraio che ha dato vita, insieme all’Ente valorizzazione Aieta guidato da Giusi Oliva, al teatro-natura della Valle dei Mulini.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4365 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220729-WA0033.jpg?resize=800%2C533&#038;ssl=1" alt="Valle dei Mulini di Aieta" width="800" height="533" data-recalc-dims="1" />Dal 30 giugno al 25 agosto è andato in scena lo spettacolo teatrale di Pasquale Lanzillotti “Attesa Prolungata di Qualcuno o di Qualcosa”, liberamente tratto da “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Cinque appuntamenti, di cui solo uno è saltato a causa del maltempo, che hanno registrato il “tutto esaurito” e gli apprezzamenti del pubblico. Oltre a esserne stato autore, Lanzillotti ha anche interpretato la rappresentazione teatrale insieme a Elvira Scorza, attrice originaria del territorio impegnata da anni nell’attività teatrale e Chiara Barassi, danzatrice, attrice e coreografa formatasi con svariate realtà europee. A impreziosire il cast, la giovanissima Noemi Marsiglia, talento aietano dell’organetto.</p>
<p>C’è anche un altro particolare che dobbiamo segnalare e che non è di poco conto: <em>lo spettacolo era a pagamento</em>. Ma perché questa premessa? Perché la possibilità di un flop era dietro l’angolo, mentre tanto l’associazione Ginepraio quanto “Eva” hanno creduto in un progetto messo in piedi da artisti del territorio. L’esperimento è quindi riuscito e già si pensa al prossimo anno. Certamente, anche nelle altre stagioni ci saranno degli appuntamenti, ma di diversa natura.</p>
<p>Come spiegatoci da Lanzillotti, componente attivo dell’associazione Ginepraio e dell’Ente valorizzazione Aieta, il progetto del teatro “Valle dei Mulini” è servito “prima di tutto a prendere coscienza che dobbiamo essere i primi a credere nelle nostre potenzialità e nei nostri luoghi, mettendo in piedi progetti concreti e duraturi. In secondo luogo, per uscire da quell’idea che l’evento di nicchia non possa competere con la grande manifestazione. Tutto ci vuole, perché variegata è la platea turistica della nostra zona, ma nulla deve essere pensato solo come intrattenimento”.</p>
<p>Insomma, il discorso è semplice, <em>ogni cosa si può realizzare, ogni manifestazione deve avere la propria collocazione, </em>ma sono sempre i luoghi che parlano e che devono riacquisire valore. Alla Valle dei Mulini di Aieta bisogna aggiungere poco, la natura ha già pensato a tutto. “Gli spalti sono stati ricavati da delle assi di legno – ha detto Lanzillotti – ma poi, intorno, non sono state effettuate altre delimitazioni, lasciando a chiunque fosse passato di lì, per puro caso, l’idea che quanto stesse avvenendo tra noi attori fosse un incontro tra viandanti”</p>
<p>Un messaggio chiaro che esce da questa esperienza: <em>anche l’arte ha i suoi “artisti e prodotti locali che vengono apprezzati dai turisti”. Fantasia e volontà non mancano alle nostre latitudini, ma vanno canalizzate verso quel processo di creazione di identità che attrae e rende “magico” il senso del viaggiare</em>.</p>
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