<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Luce Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/luce/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/luce/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Aug 2025 22:10:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>La luce inversa: Mota verso la Singolarità</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-luce-inversa-mota-verso-la-singolarita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 22:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Luce]]></category>
		<category><![CDATA[Mota]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Wojtek]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=14694</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La luce inversa&#8221; di Mota, Wojtek, 2025 Vanessa, Martin e Siddiq: tre parti di un unico trascorso. Un&#8217;unione tra ciò che è stato e ciò che è. Tre peregrinazioni estatiche, tre &#8220;inconsci&#8221; diversi, tre stadi di un &#8220;trauma&#8221;. L&#8217;obiettivo: la Singolarità, l&#8217;Uno e il ritorno alla dimora comune. &#8220;Luce [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-luce-inversa-mota-verso-la-singolarita/">La luce inversa: Mota verso la Singolarità</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La luce inversa&#8221; di Mota, Wojtek, 2025</strong></p>
<p>Vanessa, Martin e Siddiq: tre parti di un unico trascorso. Un&#8217;unione tra ciò che è stato e ciò che è. Tre peregrinazioni estatiche, tre &#8220;inconsci&#8221; diversi, tre stadi di un &#8220;trauma&#8221;. L&#8217;obiettivo: la Singolarità, l&#8217;Uno e il ritorno alla dimora comune.</p>
<p><strong>&#8220;Luce inversa&#8221;</strong> è un romanzo che si inserisce nel mezzo di strutture complesse, articolate, immerse in questa luce sperimentale che riunisce all&#8217;inconscio collettivo. Il limite, per fortuna, è che libri così non si spiegano e non si raccontano: vanno letti e possibilmente affrontati con animo da viandante.</p>
<p>Bisogna mettersi in viaggio, bisogna assaporare ogni aspetto, non si possono fare grandi termini di paragone. Mota ci dona un romanzo schietto e lineare. <strong>&#8220;La luce inversa&#8221; è la storia di una triade</strong>: tre personaggi legati da storie di abusi partecipano a un esperimento psicoterapeutico. Immersi in una camera, attraversano la luce. Prima idee, poi voci, infine corpi.</p>
<p>Come in una fenomenologia dello Spirito, i vari passaggi sono stanze della coscienza, accessi alla consapevolezza, livelli in cui avviene il progressivo sgretolamento di ogni logica e di ogni sistema etico-morale. Il &#8220;tutto&#8221; diventa leggibile. La scelta dell&#8217;autore è coraggiosa, a margine del libro ci dice che questo &#8220;romanzo fu pubblicato a pagamento nel 2012&#8221;, cosa che non mi meraviglia, ma un&#8217;altra filippica contro le miopie dell&#8217;editoria italiana sarebbe stucchevole.</p>
<p>Infatti, <strong>&#8220;La luce inversa&#8221;</strong> nella sua frammentarietà ingloba un&#8217;infinità di interpretazioni che unite con attenzione formano una linea che ascende sempre più verso la necessità di un allontanamento dal dolore, ossia dalla materialità. In questo gioco con &#8220;l&#8217;indeterminatezza&#8221;, Mota costruisce una storia nella quale ogni personaggio contiene gli altri due. Esperienze diverse, ma matrice unica e universale.</p>
<p>È questa la sperimentazione che il nostro autore compie: smembrare e riunire, scorporare e rinsaldare. È una luce che regredisce, che ritorna insieme a Vanessa, Martin e Siddiq verso la propria origine. Dove tutto ha avuto inizio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-luce-inversa-mota-verso-la-singolarita/">La luce inversa: Mota verso la Singolarità</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14694</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Canto del buio e della luce. Antonio Moresco e la fine di un mondo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/canto-del-buio-e-della-luce-antonio-moresco-e-la-fine-di-un-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 22:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[Buio]]></category>
		<category><![CDATA[Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Creazione]]></category>
		<category><![CDATA[Feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Luce]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=11992</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Canto del buio e della luce&#8221; di Antonio Moresco, Feltrinelli Come farò a raccontare questo libro così ricco di riflessioni e di minuziosi giochi concettuali? Potranno poche righe spiegare questo viaggio surreale o tutti i significati contenuti tra le pagine rischieranno di essere banalizzati dalle mie parole? Le perplessità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/canto-del-buio-e-della-luce-antonio-moresco-e-la-fine-di-un-mondo/">Canto del buio e della luce. Antonio Moresco e la fine di un mondo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Canto del buio e della luce&#8221; di Antonio Moresco, Feltrinelli</strong></p>



<p>Come farò a raccontare questo libro così ricco di riflessioni e di minuziosi giochi concettuali? Potranno poche righe spiegare questo viaggio surreale o tutti i significati contenuti tra le pagine rischieranno di essere banalizzati dalle mie parole?</p>
<p>Le perplessità sono tante, i dubbi anche. Davanti al <strong>&#8220;Canto del buio e della luce&#8221;</strong> di <strong>Antonio Moresco</strong> si intuisce che non tutti i libri possono essere raccontati o sviscerati. Per taluni bisogna dosare le parole con accuratezza, senza osare perché altrimenti si incatenerebbe il lettore a una interpretazione rigida che spegnerebbe la fantasia.</p>
<p>Non è chiaro cosa voglia dirci<strong> Moresco</strong>, ma non era neanche obbligato a farci capire qualcosa. A un certo punto la luce scompare dal mondo e il buio domina. I personaggi che incontreremo, alcuni ancora presenti nel nostro mondo, altri frutto della fantasia, provano a spiegarsi cosa è accaduto.</p>
<p><strong>Moresco</strong> saccheggia anche le opere dei divulgatori scientifici del nostro tempo, pone loro delle domande, ma nessuno è capace di svelare perché le tenebre abbiano conquistato l&#8217;Universo. Si incontrano e si scontrano posizioni epistemologiche, religiose, popolari, etnografiche. Fatto sta che mai si arriverà al dunque. Persino <strong>Gesù</strong>, che inizia a passeggiare tra le strade di questo mondo oscuro, non sa cosa pensare. Pure suo Padre rimane in silenzio.</p>
<p>Il buio viene squarciato solo dal <strong>canto incessante di una donna</strong> e molti si mettono in cammino per andarle incontro. La cercano dovunque, anche un uomo che vuole ucciderla, ma nessuno la trova. Gesù invece non riesce a percepire questa voce che tutti definiscono ammaliatrice e proprio per tale motivo si arrabbia. Lungo le vie di un mondo senza luce mille storie si intrecciano, ma l&#8217;enigma nessuno sa risolverlo. La domanda ricorrente è sempre la stessa: <strong>chi ha innescato questo fenomeno?</strong></p>
<p><strong>&#8220;Canto del buio e della luce&#8221;</strong> è la narrazione di un itinerario senza meta, nonché una similitudine sull&#8217;attualità. <strong>Moresco traccia una strada</strong>, forse terribile, ma che ricorda tanto ciò che avvenne <strong>&#8220;tra l&#8217;ora sesta e l&#8217;ora nona&#8221;, </strong>quando il mondo scivolò nell&#8217;oscurità subito dopo la morte di Gesù.</p>
<p>La discesa dell&#8217;umanità negli inferi è &#8220;attualità&#8221;, non perché prima il mondo fosse il paradiso, ma perché in quest&#8217;epoca di conoscenza illimitata in cui sta vincendo la tracotanza, ciascuno può immaginare l&#8217;<strong>Apocalisse</strong> sia come rivelazione che come distruzione.</p>
<p>Il buio diventa quindi il luogo nel quale ciascuno può scegliere tra bene e male, ma anche un momento di quiete durante cui riflettere sulla natura delle cose, tentando la più ardua delle sfide: <strong>pensare come Dio, pur sapendo di non essere all&#8217;altezza</strong>.</p>
<p><strong>&#8220;Canto del buio e della luce&#8221;</strong> è una celebrazione eucaristica e ciò potrebbe nascondere un sottile messaggio lanciato all&#8217;<strong>Occidente</strong> e al suo mito cristiano. Racconta del mistero della fede, spinge ad aver fiducia nel ritorno della luce. Eppure, il buio è anche un eccesso di luce, magari la sua ombra o forse lo strascico di uno spegnimento universale. Se ciò fosse vero allora nessuno potrà mai salvarsi, neanche <strong>Putin</strong> che se ne sta chiuso in un siluro, pensando alla conquista dell&#8217;<strong>Ucraina</strong>.</p>
<p>Nonostante l&#8217;oscurità, continuano i massacri, le violenze, le nascite, gli amori e le separazioni. Nulla si arresta perché nel buio l&#8217;uomo familiarizza con la sua innata cecità. <strong>&#8220;Canto del buio e della luce&#8221;</strong> è un romanzo dal sapore mistico: il buio cela il Creato, in particolar modo la nudità delle cose. <strong>Nel buio tutto diventa vero, chiaro, ossia luce.</strong></p>



<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/canto-del-buio-e-della-luce-antonio-moresco-e-la-fine-di-un-mondo/">Canto del buio e della luce. Antonio Moresco e la fine di un mondo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11992</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un sole dannato</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cielo-dannato-rosso-poesie-buttazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 23:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Cielo]]></category>
		<category><![CDATA[Luce]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Sole]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Tenebre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=11357</guid>

					<description><![CDATA[<p>Poesie di Marcello Buttazzo. Foto di Martino Ciano Il sole dannato di rosso stamane è andato a riposare presto, ingannato da cumuli di nubi di perla. È quasi febbraio i mandorli vigorosi esploderanno in un tripudio di bianco e tu, fantasma dell’anima, tacerai finalmente tacerai. Sono stanco di dormire ad occhi aperti e sognare le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/cielo-dannato-rosso-poesie-buttazzo/">Un sole dannato</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Poesie di Marcello Buttazzo. Foto di Martino Ciano</h4>
<p>Il sole dannato di rosso<br />
stamane è andato a riposare<br />
presto, ingannato da cumuli<br />
di nubi di perla.<br />
È quasi febbraio<br />
i mandorli vigorosi esploderanno<br />
in un tripudio di bianco<br />
e tu, fantasma dell’anima, tacerai<br />
finalmente tacerai.<br />
Sono stanco di dormire<br />
ad occhi aperti<br />
e sognare le improbabili estenuate chimere:<br />
insensato è il ricordo che incupisce anche l’aria.<br />
Tu taci.<br />
Anche il giorno dolora<br />
e tace.<br />
<strong><em>Versi tratti dalla raccolta “Clandestino d’amore”, Manni Editori, 2006</em></strong></p>
<hr />
<p>Violino di cielo,<br />
s’alzavano note<br />
nella notte d’estate.<br />
Fiordaliso della luna<br />
prezioso giglio d’oro<br />
di Francia. S’imperlavano<br />
sul tuo seno di bianca innocenza<br />
sentieri d’amore. Fuochi pirotecnici<br />
erano le tue parole sussurrate al vento<br />
e ai miei orecchi vogliosi. Violai<br />
il tuo scrigno segreto. E fu subito alba,<br />
alba selvaggia di viola. M’addentravo solitario<br />
fra ulivi gioiosi a cogliere in embrioni di pane<br />
sospiri di te.<br />
<em><strong>Versi tratti da “Per strada”, Calcangeli Editore, 2009</strong></em></p>
<hr />
<p>Un neghittoso raggio di sole<br />
s’affaccia<br />
da dietro una nuvola pomeridiana.<br />
Quanta freddezza<br />
mi giunge<br />
dal tuo labbro muto.<br />
Quanta nuova indolenza<br />
verrà<br />
con la sconfortata sera?<br />
Sono nudo<br />
di corbezzoli e parole.<br />
Sono nudo<br />
d’amore e parapiglia.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “E ancora vieni dal mare”, Manni Editori, 2012</strong></em></p>
<hr />
<p>Come era vivo<br />
il tenue sangue<br />
del tuo viso.<br />
Come era sensuale<br />
e pullulante di vita<br />
il tuo seno acerbo<br />
di ridenti susine.<br />
E la tua voce<br />
che incantava i passanti<br />
per strada, ineffabile canto<br />
delle centomila sirene.<br />
La nostra terra<br />
un Eden vagheggiato.<br />
Come era vivo<br />
il tuo corpo,<br />
il tuo viso.<br />
E poi<br />
ogni notte<br />
le vie popolate di gente.<br />
E in piazza,<br />
in ogni pietra<br />
la tua orma, il tuo passo.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “E l’alba?”, Manni Editori, 2015</strong></em></p>
<hr />
<p>Per te<br />
ho sognato<br />
il sole di notte<br />
le stelle assorte.<br />
Per te<br />
ho sognato<br />
le barche ammarrate<br />
in un porto d’estate.<br />
Piume di cielo.<br />
La poesia<br />
che nasce dal dolore,<br />
lo strazio felice<br />
di anime sole.<br />
La poesia<br />
che nasce dall’assenza,<br />
lo straniamento<br />
la feconda presenza.<br />
T’ho sognato,<br />
leggiadra,<br />
che portavi<br />
un canestro di viole<br />
e nella mano chiusa<br />
l’ultimo rosario<br />
di parole.<br />
<em><strong>Versi tratti da “Origami di parole”, Luca Pensa Editore, 2016</strong></em></p>
<hr />
<p>Non c’è<br />
mormorio di vento<br />
né spazio d’attesa<br />
in questo spasmo di tempo.<br />
Non c’è<br />
cilestrino<br />
fra le nuvole di marzo<br />
e il bianco mandorlo<br />
non s’inneva più di aspettative.<br />
Dicesti:<br />
“La vita<br />
è solo una scommessa perdente”:<br />
Dicesti:<br />
“Non inseguire<br />
più il giallo”.<br />
Ma vedi, cara,<br />
il mio violino armonico<br />
è da sempre accordato,<br />
il mio violino armonico<br />
non s’è mai rotto.<br />
Non c’è nessun<br />
spazio d’attesa,<br />
anche se tu mi mandi<br />
una primavera di fiori spossati<br />
io stamane<br />
ho visto per strada<br />
la vita<br />
negli occhi<br />
d’un’altra.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “TI seguii per le rotte”, I Quaderni del Bardo Edizioni, 2024</strong></em></p>
<h4>Chi è Marcello Buttazzo?</h4>
<p>Marcello Buttazzo è nato a Lecce nel 1965 e vive a Lequile, nel cuore della Valle Della Cupa salentina. Ha studiato Biologia con indirizzo popolazionistico all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha pubblicato numerose opere, la maggior parte di poesia. Scrive periodicamente in prosa su Spagine (del Fondo Verri), nella rubrica Contemporanea, occupandosi di attualità. Collabora con il blog letterario Zona di disagio diretto da Nicola Vacca. Tra le pubblicazioni in versi ricordiamo: “E l’alba?” (Manni Editori), “Origami di parole” (Pensa Editore), “Verranno rondini fanciulle”(I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). La sua ultima raccolta di versi “Ti seguii per le rotte” è stata pubblicata nel 2024, per I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/cielo-dannato-rosso-poesie-buttazzo/">Un sole dannato</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11357</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Libro delle bestemmie: &#8220;Oscurando dio, la luce&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/vacca-bestemmie-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 05:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bestemmie]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Luce]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Saya Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Vacca]]></category>
		<category><![CDATA[Palma]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=9645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Luciana De Palma. In copertina: &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca, Marco Saya edizioni, 2023 Leggere il Libro delle bestemmie (Marco Saya ed.) di Nicola Vacca significa sentire scricchiolare il muro di contenimento delle saghe mitologiche dentro cui per secoli gli esseri umani hanno cercato le risposte. E davvero scricchiolano e poi cadono, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/vacca-bestemmie-libro/">Libro delle bestemmie: &#8220;Oscurando dio, la luce&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Luciana De Palma. In copertina: &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca, Marco Saya edizioni, 2023</strong></p>
<p>Leggere il <strong>Libro delle bestemmie</strong> (Marco Saya ed.) di <strong>Nicola Vacca</strong> significa sentire scricchiolare il muro di contenimento delle saghe mitologiche dentro cui per secoli gli esseri umani hanno cercato le risposte.</p>
<p>E davvero scricchiolano e poi cadono, ad una ad una, le barricate che erano servite per proteggersi dai dardi della coscienza che, nonostante i nostri tentativi di ignorarla, resiste con ostinazione e non smette di richiamarci alla responsabilità.</p>
<p>I versi qui raccolti sono duri, aspri, diretti; non c’è alcuna concessione agli indugi, non ci sono margini di incertezze.</p>
<p>E non si tratta dell’aspirazione del poeta <strong>Nicola Vacca</strong> a indossare i panni di una moderna <strong>Cassandra</strong>: i vaticini di quest’ultima erano previsioni impossibili da comprendere e condividere poiché non c’erano prove che ne anticipassero la loro attuazione.</p>
<p>Qui, al contrario, i segnali di una catastrofe spirituale sono abbondantemente disseminati lungo le strade percorse con spregiudicata superficialità dai contemporanei.</p>
<p>Mentre si sgretola il muro che celava le superstizioni e le favole a buon mercato, con i pezzi delle macerie si va ricomponendo un mosaico complesso che mostra scenari di guerra; <strong>le tessere sono le menzogne, le ipocrisie, le affettazioni morali che stanno soffocando una spiritualità libera, sincera e onesta.</strong></p>
<p>Leggiamo nella poesia Un equivoco: <em>“Dio sei un impostore/un ciarlatano che non gioca a dadi con l’universo/prendi per il culo gli uomini/che ti chiamano dio/perché hanno paura di tutto/di vivere e soprattutto di morire.//Tu esisti perché sei stato inventato dal panico/sei un equivoco che va sempre di moda”.</em></p>
<p>Dio è la prova di una deflagrazione multipla: le illusioni, come enormi mongolfiere su cui gli uomini per secoli hanno sorvolato sulle pestilenze causate dalle loro stesse finzioni, sono state punte dalle parole della poesia che non ammette edulcorazioni né promesse di paradisi futuri.</p>
<p>Non esistono spiragli di salvezza senza una lucida presa d’atto dello sfacelo che si allarga come un cerchio sull’acqua.</p>
<p>In <strong>Eutanasia di dio leggiamo</strong>: <em>“[…] Nel dilemma atroce/del silenzio colpevole/si sopprima la sua voce/che non ha mai parlato”.</em></p>
<p>Se il silenzio è colpevole di aver taciuto anche una parte della verità, allora sia la parola vera, autentica, forte e disincantata a promuovere una partecipazione piena e consapevole alla riformulazione della ricerca di un’altra verità.</p>
<p>Non seguire ciecamente ciò che è stato scritto perché fosse preso per oro colato, ma tentare di raccontare la lotta lacerante contro <strong>le convenzioni e le adulazioni della vanità sia il nostro proposito.</strong></p>
<p>In <strong>Anche dio è disoccupato</strong> leggiamo: <em>“Sulla carta la parola di dio/è misericordia e ascolto/poi quando si chiude il libro dei sogni/la crudeltà si annida nei cuori”.</em></p>
<p>Lo scarto tra ascolto della parola e messa in pratica della stessa è grandissimo: forse quella parola ha perso il suo peso? O forse non è mai stata davvero in grado di penetrare nell’oscurità dei sepolcri imbiancati, sventrarli per poi favorire l’emersione da quelle rovine di un nuovo raggio luminoso?</p>
<p>Pur di non affrontare il misfatto in cui ci siamo cullati per secoli, preferiamo sottrarci all’inquisizione della coscienza che invece darebbe battaglia a tutte le deformazioni a cui ha dovuto sottoporsi.</p>
<p>Le chiuse di queste poesie hanno un impeto folgorante che non lascia scampo. È necessario, anzi doveroso, non scivolare verso l’abisso come foglie inconsapevolmente già morte perché accettare di esserlo significa anticipare la morte dell’umanità, fisica e spirituale.</p>
<p>Le parole di <strong>Nicola Vacca</strong> sono picconate contro la roccia dell’abitudine a farsi trasportare dalle <strong>verità dogmatiche</strong> che nulla hanno a che fare con le verità sofferte, cercate, infrante e ricucite a prezzo di grandi solitudini.</p>
<p>Si fa fatica a scardinare un dio e le comode sicurezze che comporta l’accettazione passiva di ogni cosa provenga dall’idea che di lui ci siamo fatti, <strong>eppure non c’è altra via che quella di rimboccarsi le maniche</strong> e togliere una pietra dopo l’altra da quell’altissima montagna di menzogne a cui abbiamo finito per assuefarci.</p>
<p>Questi versi non delegano alla speranza la possibilità di salvezza dell’umanità, ma si assumono l’onere di dire, anzi di imprimere nella mente a quale dolore si dovrebbe ricorrere per non annegare nelle placide acque dei perbenismi morali.</p>
<p>In <strong>Padiglione zero</strong> leggiamo: <em>“Serve la scrittura di parole apocrife/per raccontare le rovine/che ha lasciato il crepuscolo degli idoli./Nemmeno un’illusione ci salverà/mentre si compie il tentativo/di un estremo atto di rivolta/contro il vuoto che inghiotte tutto”.</em></p>
<p>In <strong>Libro delle bestemmi</strong>e il poeta <strong>Nicola Vacca</strong> non schiera un esercito contro coloro che credono, non ha qui alcun intento bellicoso né provocatorio; non ci sono parti da difendere o ragioni da imporre.</p>
<p>Piuttosto è un appello all’umanità, è ognuno di noi ad essere chiamato al dovere della cognizione di ciò che accade o che potrebbe ancora accadere.</p>
<p>Il focus di queste poesie non è neppure dio in fondo, ma la decadente licenziosità di quei pensieri rassicuranti, di quelle certezze incoraggianti, di quelle intenzioni sedative che producono un’orgia di ferocia, crudeltà e ipocrisia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/vacca-bestemmie-libro/">Libro delle bestemmie: &#8220;Oscurando dio, la luce&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9645</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Oracolo invisibile</title>
		<link>https://www.borderliber.it/oracolo-invisibile-gervasi-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2023 01:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Luce]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sole]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=8645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi Mi piace la spiaggia d&#8217;inverno, umida, sola. Mi piace il mare tra le nuvole, pronto ad accogliere lacrime, a regalare onde di carezze. Mi piace il silenzio: oracolo invisibile. Mi piace una barca sulla spiaggia, che attende un pesce di terra. Mi piace il cielo grigio, che difende il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/oracolo-invisibile-gervasi-poesia/">Oracolo invisibile</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>Mi piace la spiaggia d&#8217;inverno,<br />
umida,<br />
sola.<br />
Mi piace il mare<br />
tra le nuvole,<br />
pronto ad accogliere lacrime,<br />
a regalare onde di carezze.<br />
Mi piace il silenzio:<br />
oracolo invisibile.<br />
Mi piace una barca sulla spiaggia,<br />
che attende<br />
un pesce di terra.<br />
Mi piace il cielo grigio,<br />
che difende il sole.<br />
Mi piace la terra,<br />
madre,<br />
sorella,<br />
amica<br />
e donna da amare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/oracolo-invisibile-gervasi-poesia/">Oracolo invisibile</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8645</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
