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	<title>Lotta Continua Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>&#8220;Poco più di niente&#8221;. Masciovecchio e la poesia della testimonianza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/poco-piu-di-niente-recensione-masciovecchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 01:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Poco più di niente&#8221; di Marco Masciovecchio, Edizioni Ensemble, 2023 Sa di salvezza e di condanna a morte, sa di speranza e di accettazione; versi lucidi e affilati fanno di queste poesie delle testimonianze forti, in cui la vita scorre insieme ai ricordi mentre tutto si rinnova, anche quando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Poco più di niente&#8221; di Marco Masciovecchio, Edizioni Ensemble, 2023</strong></p>
<p>Sa di salvezza e di condanna a morte, sa di speranza e di accettazione; versi lucidi e affilati fanno di queste poesie delle testimonianze forti, in cui la vita scorre insieme ai ricordi mentre tutto si rinnova, <strong>anche quando la morte è l&#8217;unica cosa che si lascia percepire nitidamente.</strong></p>
<p>Storie di borgate, di scelte che non cambiano le sorti degli ultimi. I vinti restano tali e persino Dio fa le sue preferenze. È un mondo che non c&#8217;è più quello che Masciovecchio annota sul suo taccuino; <strong>siamo immersi in qualcosa di peggio</strong>, ossia nella consapevolezza che non ci sono più ideali collettivi ai quali aggrapparsi.</p>
<p><em>Ho conosciuto Cristo a sedici anni/seduto sopra al cesso, il dito sul grilletto/in attesa di un briciolo di coraggio/per scrivere l&#8217;ultima parola&#8230;. Una ragazza bionda vendeva abbonamenti/&#8221;Lotta Continua&#8221; e si fermò a parlare/pensai all&#8217;istante che Cristo è vivo&#8230;</em></p>
<p>Così, se da una parte l&#8217;apparizione di una attivista di <strong>Lotta continua</strong> è stata capace di salvare un ragazzo dalle sue manie suicide, relegando a una utopia il suo riscatto, dall&#8217;altra rimane un vuoto che non può più essere riempito, in cui il diseredato continua a sguazzare; <strong>in lui infatti si è spenta la voglia di lottare.</strong></p>
<p>Veniamo così catapultati in componenti nei quali convivono desiderio e disillusione, <strong>in cui svanisce ogni forma di riscatto in favore di un silenzio atroce</strong> che aiuta a mandare giù i soprusi.</p>
<p><em>L&#8217;insonnia è la mia badante/di notte pulisce la mia bocca/sporca d&#8217;infetto sangue/veleno ingoiato durante il giorno/dagli orifizi spurgo.</em></p>
<p>Il lamento si fa arte e richiama a sé l&#8217;amore. <strong>Amare è appartenersi e donarsi, ma è anche rivolta contro Dio e contro la Necessità.</strong> L&#8217;amore è anche ricordare che tutti apparteniamo allo stesso destino.</p>
<p><em>Giulio scese di casa, farfugliava ancora,/l&#8217;elastico legato, stretto al braccio/rosso, com&#8217;era rossa la puntura/tirava calci con forza smisurata/ridendo come un pazzo, urlava:/&#8221;m&#8217;avete tutti rotto er cazzo!&#8221;/lacrime e sudore scendevano sul viso/tornò bambino, s&#8217;accovacciò in silenzio vicino al palo/s&#8217;addormentò per sempre, solo com&#8217;era nato.</em></p>
<p><strong>Puzza di Novecento</strong> questa raccolta di poesie e ciò è il miglior profumo che possa invadere un branco di disillusi. Ci sono ricordi che trafiggono come spade, che lasciano ferite sempre pronte a riaprirsi; <strong>l&#8217;autore romano strappa via la crosta e fa defluire il sangue, le sue liriche sono un coagulo di parole infette.</strong></p>
<p>Il poeta sembra quasi avere misericordia dei suoi ricordi, che sono ormai <strong>poco più di niente</strong> di una vita comune, ma che di umanità avrebbe voluto cibarsi.</p>
<p><em>Dentro i tuoi occhi cercavo/un attimo di eterno/prima di sanguinare durante il giorno.</em></p>
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		<title>365: un romanzo fuori dagli schemi</title>
		<link>https://www.borderliber.it/romanzo-recensione-365-db-distopia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 02:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[365]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sessantotto]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Angelo Maddalena. In copertina: &#8220;365&#8221; di Daniele Barbieri e Gianluca Cicinelli, Calamaro edizioni, 2023 “Anche se adesso non facciamo più paura a nessuno ci rode il culo lo stesso, sai Luigino. Pure se lo nascondiamo sotto l’ironia e il sarcasmo, pure se facciamo finta che c’importa poco di quello che eravamo e lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Angelo Maddalena. In copertina: &#8220;365&#8221; di Daniele Barbieri e Gianluca Cicinelli, Calamaro edizioni, 2023</strong></p>
<p>“Anche se adesso non facciamo più paura a nessuno ci rode il culo lo stesso, sai Luigino. Pure se lo nascondiamo sotto l’ironia e il sarcasmo, pure se facciamo finta che c’importa poco di quello che eravamo e lo teniamo per noi come la meravigliosa possibilità perduta di un mondo nuovo.<strong> Io penso alla rivolta anche quando scrivo di fantascienza</strong>, forse perché ormai la rivoluzione è pura immaginazione”.</p>
<p>Avevo detto a Db <strong>[Daniele Barbieri]</strong> che non ce l’avrei fatta a scrivere una recensione del suo (anzi del loro) nuovissimo libro dal titolo <strong>365</strong>, anche perché parto per il<strong> medio oriente</strong>, e non sapevo se sarebbe arrivato il libro in tempo, visto che lui si è affidato al “piego di libri”, formula economica e (per questo motivo?) <strong>lenta, invece il libro è arrivato prima della mia partenza e l’ho letto d’un fiato</strong>, addirittura ho iniziato a rileggerlo. <strong>Quanto pesa il fatto che io conosca i due autori, soprattutto il Barbieri?</strong> Non lo so, però so che sono contento di questa sua “rinascita” non solo letteraria, dopo l’ultimo incontro a <strong>Imola</strong> del novembre scorso, in cui ero andato insieme ad altri amici per festeggiare il compleanno di <strong>Db</strong> e in quell’occasione ho incontrato il “capelluto” Cicinelli, con cui ho condiviso, tra le altre cose, anche delle risate liberatorie.</p>
<p>Nel testo riportato all’inizio c’è molto del mondo del Barbieri e molto del mondo che popola questo romanzo distopico <strong>(o forse iperealistico?).</strong> C’è anche <strong>Luigino Scricciolo</strong>, al quale si rivolge il monologo di <strong>Db</strong> di cui ho riportato un brano, quel Luigino Scricciolo che avevo “incontrato” più di un anno fa a Perugia, attraverso uno spettacolo teatrale tratto da un libro che racconta la sua vicenda tragica, anzi la persecuzione politica e surreale <strong>(ma fin troppo reale, di una realtà durata venti anni di carcere in attesa di giudizio per poi risolversi in assoluzione, ma poco dopo è sopraggiunta la morte di Scricciolo).</strong></p>
<p><strong>&#8220;365&#8221;</strong> ci porta dentro i vissuti e nella storia di molti dei nostri <strong>“fratelli maggiori” o zii o compaesani</strong> e, in generale amici, che hanno vissuto quegli anni, per esempio scopro che <strong>Barbieri si definisce sessantottino e Cicinelli settantasettino</strong> (che ha vissuto dal di dentro il movimento del 1977), in quanto il primo è più vecchio di circa dieci anni del secondo. Questo è un mondo e una fase storica che aspetta ancora di essere elaborata da chi c’era e da chi è arrivato dopo, un trauma generazionale e collettivo, di cui ho avuto modo, personalmente, di cogliere alcuni ultimi sussulti o rielaborazioni di memoria, per esempio nella vicenda di <strong>Marco Camenisch</strong>, al quale ho dedicato il mio primo monologo teatrale, una canzone e un libro, <strong>I diari della bicicletta.</strong></p>
<p>E poi il libro <strong>Morte di un militante siciliano, di Filippo Falcone</strong>, che rielabora la vicenda di <strong>Tonino Micciché,</strong> mio compaesano e militante di <strong>Lotta Continua</strong> morto ammazzato nel 1975 a Torino. Il romanzo di <strong>Barbieri e Cicinelli</strong> ha una trama da giallo e quasi mai da noir, uno stile “quotidiano” (soprattutto per chi conosce i due autori che sono anche i protagonisti!), dei passaggi esilaranti, tra musica e letteratura spesso citati durante i colloqui (o interrogatori?) con Primus (o Primum?), ispettore e rappresentate dello Stato che è suo malgrado coinvolto in questo strano trio (Cicinelli, Barbieri e lui), destinatario di una mail da parte di un ignoto (o ignota?) mittente che minaccia di uccidere una <strong>“persona”</strong> nel giro di un anno, cioè dopo <strong>“365”</strong> giorni dalla prima mail.</p>
<p>Attenzione alla “persona”, che vuol dire, in greco, “maschera”, e attenzione a tanti altri rimandi, citazioni e ritorni di parole tra l’inizio e la fine, insomma uno stile giocoso e quasi un rebus, che però interroga la memoria di ieri e di oggi, anche se loro dicono che sia ambientato “tra l’oggi e il domattina”. <strong>Cicinelli e Barbieri sono due giornalisti coraggiosi e onesti</strong> e anche per questo, come c’è scritto in un passo del libro, poco conosciuti. Io posso testimoniarlo, in quanto collaboratore “seriale” e pluriennale della <strong>Bottega del Barbieri</strong>, blog citato all’interno del romanzo, così come altri luoghi reali: <strong>Imola, Roma, ecc.</strong></p>
<p>Nel ringraziare gli autori di questo romanzo di cui avevo avuto l’onore di ascoltare la lettura delle prime pagine dal vivo, dalla bocca dei due scrittori, alla festa di compleanno di <strong>Daniele</strong> a Imola nel novembre scorso, mi viene da fargli alcune domande, quasi come fossi io Primus: “Ma Daniè e Gianlù, perché tutto questo iperrealismo di nomi e riferimenti? Vi volete davvero mettere nei guai e far inguaiare i vostri conviventi e amici nominati, come per impregnarvi, in parte, della “realtà” che raccontate nel romanzo?”.</p>
<p><strong>Ci sono anche delle “sorprese editoriali” ma queste sono riservate solo a chi lo leggerà.</strong></p>
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