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		<title>Una sola lista alle Comunali: tutto è compiuto!</title>
		<link>https://www.borderliber.it/una-sola-lista-alle-comunali-articolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Una sola lista alle Comunali: tutto è compiuto&#8221; è un articolo di Martino Ciano Una sola lista alle Comunali. Sembra uno scherzo, invece è realtà. E anche se ne spunterà un&#8217;altra, sarà giusto un capriccio, anzi uno scherzo ordito da quattro amici in cerca di un polemico passatempo. Alcuni si chiedono come sia successo tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Una sola lista alle Comunali: tutto è compiuto&#8221; è un articolo di Martino Ciano</strong></p>
<p>Una sola lista alle Comunali. Sembra uno scherzo, invece è realtà. E anche se ne spunterà un&#8217;altra, sarà giusto un capriccio, anzi uno scherzo ordito da quattro amici in cerca di un polemico passatempo.</p>
<p>Alcuni si chiedono come sia successo tutto questo. Un tempo ci si batteva con mesi di anticipo e ogni bar eleggeva un suo consiglio comunale. Il fantomatico sindaco pagava il caffè a tutti, sembrava un re e il suo trono era un marciapiede sul quale teneva un comizio al giorno. Oggi niente.</p>
<p>Ma perché ci sarà una sola lista alle Comunali? Cosa ha provocato questa situazione? E che ne so io! C&#8217;ho pensato un po&#8217; su e mi sono detto che, dopotutto, siamo rimasti in pochi. Generazioni e generazioni se ne sono andate. Chi è rimasto non c&#8217;ha voglia, perché non si sente stimolato. «A ragionare con coloro che proprio non vogliono sentire ragioni si perde tempo e salute», così mi hanno spiegato. Il passato ha avuto i suoi problemi di apatia e di cecità. «Non sei un vero politico &#8211; mi ha spiegato un tizio &#8211; se non sai pensare al futuro. E per futuro intendo quello in cui neanche tu ci sarai più». E chi ci pensa a una cosa così lontana? Allora, di politici limitati è pieno il mondo, perché qui troppi si sentono immortali, soprattutto se maneggiano il potere.</p>
<p>Ho detto a costoro che hanno ragione a pensarla così. Se qualcosa di buono si voleva fare, bisognava invertire rotta decenni fa, quando si apparecchiavano tavole ricche su un territorio vergine. Ma l&#8217;abbuffata è stata grande, c&#8217;è chi è morto per ingordigia e chi di stenti. Chi aveva ampia visione se n&#8217;è andato, a malincuore, ma almeno si è salvato. Infatti, quando tornano per le vacanze dicono: «Per fortuna mi sono fatto le valigie in tempo». Il disastro è lì, edificato e non può essere riqualificato.</p>
<p>E ora che programma ci vorrebbe? Quale progetto per il futuro? Io insisto sempre sul solito da anni: spostare l&#8217;attenzione su Centro storico e Montagna. Salvare il salvabile del Campo profughi della Marina. Scelte impopolari perché sono quelle più produttive.</p>
<p>E poi mi hanno chiesto se io andrò a votare per la sola lista presente alle Comunali. E io ho risposto che ci andrò sicuramente, perché è inutile astenersi per evitare di raggiungere il quorum e fare venire un Commissario. Tanto qui la questione non è politica, ma demografica. Siamo testimoni della fine del processo di riciclo associato all&#8217;usato garantito. Tutto qui. È solo questione di qualche decennio e poi l&#8217;emorragia sarà finita per dissanguamento. Verrà il tempo in cui non ci saranno più liste. Sì andrà a governare per divertimento, con esigue risorse. Si sceglierà: o la briscola o il Comune. Magari si userà un umanoide dotato di una sofisticata intelligenza artificiale. La democrazia ha già perso da tempo le sue sfumature, ormai o è bianco o è nero.</p>
<p>A me piace pensare anche che un giorno, in una piazza, noi quattro gatti rimasti, ci riuniremo a ragionare sul da farsi. Potremmo farlo da subito. Ma poi vedo che si attuano strategie comunicative, con tanto di utilizzo di intelligenze artificiali, manco fossimo in una metropoli o simili ad androidi. Si brandiscono maledizioni e benedizioni sui social, come se ognuno stesse su un pianeta irraggiungibile. Ci sono ancora in atto &#8220;culti della personalità&#8221;.</p>
<p>E poi? E poi, aprite le liste, che qui si cercano &#8220;canditi e candidabili&#8221;. Come si noterà non cito né luoghi né metto riferimenti temporali, perché oggi tocca al mio paese, domani a qualche altro comune limitrofo. Il resto è memoria collettiva. Il mondo anche è immenso, ma in troppi pensano che finisca dietro casa loro.</p>
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		<title>Preso. Roberto Rossi e &#8220;l&#8217;inspiegabile predestinazione&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/preso-predestinazione-rossi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 04:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione e foto di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Preso&#8221; di Roberto Rossi, Edizioni Qed, 2024 C&#8217;è un uomo che fa un lavoro misterioso, che parte di continuo, che si lascia trascinare via dalla vita; sa di non poter dominare gli eventi, ma crede anche che tutto troverà, prima o poi, la sua collocazione; ed è [&#8230;]</p>
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<p dir="ltr"><strong>Recensione e foto di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Preso&#8221; di Roberto Rossi, Edizioni Qed, 2024</strong></p>
<p dir="ltr">C&#8217;è un uomo che fa un lavoro misterioso, che parte di continuo, che si lascia trascinare via dalla vita; sa di non poter dominare gli eventi, ma crede anche che tutto troverà, prima o poi, la sua collocazione; ed è forse questo spirito di speranzoso abbandono al fato che ne fa un disilluso ottimista. Poi, sul suo cammino incontra il gestore di un locale che gli fa comprendere qualcosa di più su di sé e sugli altri.</p>
</div>
<p dir="ltr">Ma c&#8217;è soprattutto un trauma che guida gesti consci e inconsci: <strong>il ricordo di un incidente accadutogli da bambino</strong>. Un&#8217;auto che lo &#8220;prende&#8221; e lo &#8220;trasporta&#8221; prima tra la vita e la morte, poi in una lunga convalescenza. Ecco <strong>&#8220;Preso&#8221;</strong>, un romanzo che non divide in maniera manichea gli episodi della vita, ma che si confronta con &#8220;l&#8217;agire&#8221; nella totalità della sua espressione.</p>
<p dir="ltr">Il protagonista è un uomo catturato ogni giorno dalla volontà di esistere, contro cui nessuno può opporsi, anche quando se ne rimane delusi. <strong>L&#8217;istinto di sopravvivenza, anche in condizioni estreme e precarie, appare, nel bene o nel male, miracoloso.</strong> Attraversare il tempo come una &#8220;X&#8221; che rotola verso il nulla, è infatti la cosa che più preoccupa gli uomini. Scomparire senza lasciare qualcosa di noi sulla Terra, ci porta tutti ad avere quel naturale senso di angoscia verso la morte.</p>
<p dir="ltr">C&#8217;è qualcosa di stoico in questo romanzo, ma è un<strong> bluff</strong> che l&#8217;autore mette bene in mostra; più che altro, si può parlare di un atteggiamento che sa di difesa contro le intemperie. Un&#8217;accettazione che si autoimpone. <strong>&#8220;Preso&#8221;</strong>, però è anche una denuncia contro il <strong>&#8220;pensiero unico&#8221;</strong>, della truffa costante che la quotidianità commette alle nostre spalle in tema di <strong>&#8220;libertà&#8221;</strong>.</p>
<p dir="ltr">Non c&#8217;è tra queste pagine solo la storia di un personaggio, ma anche quella composta dai desideri e dalle idee sublimate. A quell&#8217;incidente accadutogli da bambino, quest&#8217;uomo ormai adulto, a distanza di decenni, risponde con una <strong>&#8220;presa di coscienza&#8221;</strong>, ossia non poter spiegare perché le cose accadono e, nel suo caso, perché qualcosa di terribile sia successo a lui.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ma cos&#8217;è il male? Come trovare anche nella disgrazia la parte buona di ogni cosa?</strong> Forse, il fatto che nulla può essere davvero spiegato fino in fondo, obbliga il protagonista ad assumere il ruolo di &#8220;uomo di azione&#8221;. Ma come spesso accade, è sempre l&#8217;imprevedibile che ci induce a scegliere ciò per cui siamo pensati.</p>
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