<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Libreria Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/libreria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/libreria/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Mar 2025 12:21:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>La vergogna d’amare</title>
		<link>https://www.borderliber.it/pontoriero-amare-vergogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 19:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=10014</guid>

					<description><![CDATA[<p>Racconto di Rosanna Pontoriero. Foto in copertina: &#8220;Donna al caffè&#8221;, Antonio Donghi, 1931 Non c’è. Oggi non è passato per niente e non ha neppure visualizzato lo stato. Certo mica può stare appresso a me, avrà i suoi impegni: forse è partito, oppure lavora, potrebbe essere andato dai nonni, o semplicemente è alle prese con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/pontoriero-amare-vergogna/">La vergogna d’amare</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Rosanna Pontoriero. Foto in copertina: &#8220;Donna al caffè&#8221;, Antonio Donghi, 1931</strong></em></p>
<p>Non c’è. Oggi non è passato per niente e non ha neppure visualizzato lo stato. Certo mica può stare appresso a me, avrà i suoi impegni: forse è partito, oppure lavora, potrebbe essere andato dai nonni, o semplicemente è alle prese con un amore suo…</p>
<p>Carla si torturava, persa nelle perifrasi d’amore, con astrusi sillogismi umani:<strong> mi ha vista? Mi ha salutata? Sorrideva? Ha visto la mia storia?</strong> Polemizzava giorno e notte con una parte della sua coscienza, era spesso un parlottare senza fine, che la lasciava inquieta, a disagio, persa. Trascorreva pomeriggi sull’uscio della <strong>libreria Torretti</strong>, dove lavorava, con il telefono in mano, aspettando che una <strong>Golf grigia</strong> vi passasse davanti, come accade per tutte le infatuazioni del mondo. E, ovviamente, non era affatto la prima volta che le capitava, ma questa volta non rientrava nella sua zona di comfort: <strong>Roberto, il conducente della Golf, aveva diciotto anni e due mesi, mentre Carlotta ne aveva trenta suonati.</strong></p>
<p>E lo so cosa state pensando: e allora? Che male c’è? L’amore è indomabile. No, per le donne non è sempre tutto così naturale e <strong>Carla</strong> si giudicava, nonostante l’ebrezza dell’innamoramento, temeva di vedersi ridicola, di sentirsi una tardona inadeguata. Uno sguardo severo la penetrava e con voce stizzita la riprendeva: “Carla ma che cazzo pensi?! Dai figlia… hai trenta anni sventolati!”. Era il suo odioso grillo parlante, o meglio il sentire degli altri, l’eco della gente, il peso dell’essere femmina. E nei momenti di obiettiva lucidità, tra una confezione regalo e l’altra in libreria, Carla pensava a quanto le donne fossero criminalizzate nei sentimenti, nel desiderio, nella sessualità.</p>
<p><strong>Sabato pomeriggio ore 18. </strong>Roberto, fisico leggermente robusto, spalle larghe, occhi chiari, capelli castani, sfrecciava da <strong>corso Gobetti</strong>, rallentando all’altezza della libreria, il tempo di catturare un sorriso pieno di desiderio e disagio, tenerezza e imbarazzo, attrazione e impaccio. Non avevano nulla in comune e di certo non avrebbero avuto spazi condivi per incontrarsi: Roberto veniva da una adolescenza complicata e turbolenta, si era appena impiegato come operaio e aveva una grande passione per le moto e la velocità; Carla aveva trascorso gli anni migliori a studiare, si era laureata da poco in Scienze Politiche, aveva trovato un lavoro part time come libraia.</p>
<p>Viveva con la madre, un gatto anziano e una cagnolona. Sino a quel momento aveva amato uomini molto più grandi di lei, mai si sarebbe potuta immaginare di invaghirsi di un ragazzo. Era stata una grande sorpresa della vita, che non sapeva come manifestare, rivelare. Certamente, aveva paura di prendere un due di picche, che nella posizione in cui era sarebbe tuonato tremendamente doloroso.</p>
<p><strong>Roberto e Carla</strong> si erano parlati circa un paio di volte per questioni apparentemente banali, quotidiane, in realtà quei suoni distratti erano stati un boomerang di emozioni contrastanti, il pretesto per approcciarsi. Roberto era un ragazzo timido, abituato ad affogare le emozioni nel silenzio della virilità indotta. Nascondeva un lato dolce, ma non sapeva come muoversi, forse non era in grado di ascoltarsi. Quella reciproca attrazione rischiava di trasformarsi in un pantano. Roberto arrossiva, sembrava sicuro di sé solo quando era in sella alla sua moto.</p>
<p>E intanto le settimane trascorrevano, tra una presentazione e un laboratorio di lettura per bambini, Carla sull’uscio della libreria all’ora del crepuscolo, tra i rumori della strada, l’inizio della sera, il via vai di adolescenti, si sentiva letteralmente morire e rinascere: avrebbe voluto fermare il tempo e magari anche quell’auto grigia, che ormai riconosceva in mezzo a milioni di macchine. Immaginava tutti i giorni la scena, la favoleggiava come fosse una scenografa, variandone tempi e parole: <strong>“Sai Roberto, lo so ci conosciamo appena, ma quando ti vedo i vestiti mi si appiccicano a dosso, le labbra mi si asciugano e sento il respiro in gola. Ti desidero, vorrei conoscerti, baciarti, amarti”.</strong></p>
<p>E poi un pomeriggio di fine maggio, umido e piovoso lo fece davvero, roba da non credere: fermò l’automobile, indossava un vestito verde con le margherite bianche, si sedette in macchina e senza esitare né pensare baciò Roberto. Solo molti minuti dopo gli disse con voce affannata: <strong>«Da mesi desideravo di amarti, ma mi vergognavo da morire»</strong>. Si sentì come se avesse vinto il giro d’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/pontoriero-amare-vergogna/">La vergogna d’amare</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10014</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ordina un libro e poi pentiti</title>
		<link>https://www.borderliber.it/libro-ordinare-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 03:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Freestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Marchio]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=9880</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ordina un libro e poi pentiti&#8221; è un racconto di Martino Ciano tratto da un fatto realmente accaduto. La foto è dell&#8217;autore È andata così. Un giorno, un tizio, vagando per le strade della Capitale, viene colto dalla voglia di acquistare un libro di una casa editrice di piccole dimensioni, ma comunque affiliata al maggiore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/libro-ordinare-cultura/">Ordina un libro e poi pentiti</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ordina un libro e poi pentiti&#8221; è un racconto di Martino Ciano tratto da un fatto realmente accaduto. La foto è dell&#8217;autore</strong></p>
<p>È andata così. Un giorno, un tizio, vagando per le strade della Capitale, viene colto dalla voglia di acquistare un libro di una casa editrice di piccole dimensioni, ma comunque affiliata al maggiore distributore nazionale. Entra nel punto vendita di un marchio importante, considerato <strong>del circuito delle major</strong>, convinto che qui sia più semplice che dalle altre parti ordinare il titolo in questione.</p>
<p>Si tratta di un romanzo già in circolazione, letto e recensito, che si può comprare <strong>on-line</strong> e in altre librerie, eppure il commesso di una delle grandi catene delle major, mentre rovista qualcosa tra tazzine e piattini, esposti in primo piano più dei libri, dice: <strong>&#8220;mi dispiace, il romanzo non esiste&#8221;</strong>. Allora, il tizio, che un po’ se ne intende e conosce pure certe leggende sulla <strong>“concorrenza sleale sotterranea”</strong>, applicata in alcuni punti vendita delle major, ribatte che è impossibile, perché un amico gli ha inviato uno<strong> screenshot</strong> del portale di una libreria di un altro marchio che, pochi istanti prima, aveva ordinato senza problemi lo stesso titolo.</p>
<p><em><strong>Ordina un libro e poi pentiti: insistenza</strong></em></p>
<p>Ma il commesso insiste, cambiando la ragione che impedisce l&#8217;ordinazione dell’opera. Infatti, da <strong>&#8220;inesistente&#8221;</strong>, il romanzo è passato nella categoria <strong>&#8220;non disponibile&#8221;</strong>. Ma siccome il <strong>tizio-acquirente</strong> è uno fissato con certe cose greche, in voga anche nella fisica moderna, sa bene che &#8220;nulla si crea dal nulla e, allo stesso modo, nulla torna al nulla&#8221;. Allora, tizio diventa ancora più chiaro: <strong>&#8220;voglio proprio questo libro con questo titolo, me lo ordina?&#8221;</strong>. A quel punto, il dipendente ha una sorta di sbiancamento facciale. Ha capito che si trova davanti a un tipo che conosce le regole del gioco, anche alcuni trucchetti persuasivi.</p>
<p>Vedendosi con le spalle al muro, il ragazzo in divisa dice: <strong>&#8220;se vuole abbiamo altri titoli dello stesso genere che le potrebbero interessare&#8221;</strong>. Guarda caso sono romanzi pubblicati dalla casa editrice proprietaria anche della catena di librerie in cui sta avvenendo il fatto. Loro sono autarchici, ma al <strong>tizio-acquirente</strong> frega poco dell’autarchia e si incazza davvero, anche perché a lui le manfrine non piacciono, anzi si meraviglia ancora di più, perché certe cose sono da pescecani.</p>
<p><strong>&#8220;Insomma, questo libro c&#8217;è o devo andarlo a comprare altrove?&#8221;.</strong> Il commesso alla fine procede con l&#8217;ordine, ma sottolinea: <strong>&#8220;vediamo che succede&#8221;</strong>. Il tizio-acquirente se ne va felice con la ricevuta di <strong>“avvenuta prenotazione”</strong> tra le mani. Quasi gli sembra di aver vinto la battaglia delle <strong>Termopili</strong>. Dopo quattro giorni va addirittura a ritirare il libro, ma c&#8217;è un&#8217;altra commessa. Lei sembra più gentile, meno robotizzata del ragazzo incontrato la prima volta. Allora, lui le racconta tutto per filo e per segno.</p>
<p>Quella ascolta, forse, perché a un certo punto si guarda intorno e quando torna con lo sguardo sul <strong>tizio-acquirente</strong> ha un sorrisetto che oscilla tra ingenuità e malizia. Alla fine, quella risponde, che forse ci sarà stato un disguido, ma che è <strong>&#8220;tutto bene ciò che finisce bene&#8221;</strong>. Lui invece insiste: <strong>&#8220;Guardi che certi episodi sono stati segnalati anche da altri, addirittura da degli editori&#8221;.</strong></p>
<p><em><strong>Ordina un libro e poi pentiti: armistizio</strong></em></p>
<p>Quella ripete che è <strong>&#8220;tutto bene ciò che finisce bene&#8221;</strong>. Il tizio-acquirente capisce che c&#8217;è poco da fare e se ne va mormorando: <strong>&#8220;a me sembra un&#8217;ingiustizia&#8221;</strong>. Lo dice proprio con aria sommessa, come quel pulcino nero di nome <strong>Calimero</strong> che da bambino gli piaceva tanto. Ed è in quel preciso istante che, uscendo dalla porta della grande catena libraria, lui si accorge che, in bella vista, nella maestosa vetrina, prima ancora della copertina del mastodontico classico ottocentesco<strong> &#8220;Guerra e Pace&#8221;</strong>, c&#8217;è una bella tazza con sopra <strong>Calimero e Priscilla</strong> che si tengono per mano. Accade quindi, che il <strong>tizio-acquirente</strong>, per la seconda volta in meno di venti minuti, rientra e compra un’altra cosa.</p>
<p>La commessa gliela impacchetta con soddisfazione, come se avesse compiuto una missione in favore della grande catena per cui lavora, mentalmente genuflessa davanti alla <strong>&#8220;potenza del capitalismo culturale&#8221;.</strong></p>
<p>Intanto, viva i punti vendita, anche quelli delle major, e le librerie indipendenti che premiano sempre il pluralismo, gestite da librai e commessi che sono consapevoli del fatto che, il loro, non è solo un lavoro, ma una missione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/libro-ordinare-cultura/">Ordina un libro e poi pentiti</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9880</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
