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	<title>Lascivi Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Lascivi intendimenti. Tre poesie di Gian Luca Guillaume</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 01:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre poesie di Gian Luca Guillaume tratte dalla sua ultima raccolta &#8220;Lascivi intendimenti&#8221; edita da Puntoacapo Gian Luca Guillaume (classe 1984, Torino). Autodidatta per natura e bibliofilo per passione, ha cominciato a cimentarsi nella scrittura in versi intorno ai ventun anni, pubblicando poesie in varie antologie, quotidiani, blog e riviste letterarie (La Repubblica, L’Altrove &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Tre poesie di Gian Luca Guillaume tratte dalla sua ultima raccolta &#8220;Lascivi intendimenti&#8221; edita da Puntoacapo</strong></em></p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-6270 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/02/GUILLAUME-COP-ridotta-_1.jpg?resize=400%2C552&#038;ssl=1" alt="Lascivi_intendimenti" width="400" height="552" data-recalc-dims="1" />Gian Luca Guillaume (classe 1984, Torino).</strong> Autodidatta per natura e bibliofilo per passione, ha cominciato a cimentarsi nella scrittura in versi intorno ai ventun anni, pubblicando poesie in varie antologie, quotidiani, blog e riviste letterarie <em>(La Repubblica, L’Altrove &#8211; Appunti di poesia, L’Osservatorio Letterario di Ferrara, Riscontri, Euterpe, Poesia Ultracontemporanea</em>). Ha seguito corsi di correzione di bozze ed editing, valutazione testi, web writing, web journalism e scrittura editoriale presso la scuola <strong>FirstMaster</strong>. Collabora al blog <strong>L’alcova letteraria </strong>e al forum <strong>Costruttori di Mondi </strong>in veste di recensore e di editor di poesia. Tiene corsi online di scrittura in versi e laboratori di poesia. Ha tre pubblicazioni all’attivo: <em>Lascivi intendimenti </em>(<strong>Puntoacapo</strong>, 2022), <em>Le burle del pastore </em>(<strong>Nulla Die</strong>, 2021) e <em>L’oscurità tra le foglie </em>(<strong>Nulla Die</strong>, 2017).</p>
<h3>Poesie</h3>
<p><strong><em>Giovani amanti<br />
</em></strong>In albergo, altrove, i giovani amanti<br />
s’amano con più mistero, più lascivia<br />
e osservano dai vetri sgocciolanti<br />
il villano, padron loro, raccogliere l’indivia.<br />
Lei per la stanza va leggera e sbarazzina<br />
Lui sdraiato malizioso guarda, non nuoce…<br />
Che quiete la pioggerella fina fina<br />
e lei che canta felice la sua voce.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong><em>Bacco e Venere<br />
</em></strong>Ah, che notte meravigliosa!<br />
Tutto comincia tempo prima,<br />
quando le belle si fanno<br />
il volto e gli occhi divinamente<br />
e il salone è apparecchiato a dovere:<br />
fiori luminosi, canti gioiosi e piccanti aromi.<br />
Taluni badano soltanto ad amare bene<br />
altri a riempire i cristalli calici<br />
di quel vino che rianima e strega.<br />
«La primavera è cominciata» dice qualcuno:<br />
diamoci sotto allora! Oh, che meraviglia…<br />
Son tutti presi da incantamento!<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong><em>Passione<br />
</em></strong>Amore, alla tua bocca si ponga mano<br />
e le vesti arrendi delicatamente<br />
ché non bastano solo le parti scoperte<br />
per vedere ciò che donna nasconde:<br />
la bellezza d’esser donna.<br />
Dunque, non stupirti della foga<br />
nello strappare la gonna in voga<br />
e d’un fiato mostrare le tue grazie:<br />
tacere è bello quando Nudità parla.</p>
<h3>Nota di lettura di Mauro Ferrari</h3>
<p>“Arte infelice e bellissima” quella a cui è chiamato il poeta: erede di una lunghissima tradizione che mette in mostra – in un modo spesso scherzoso o fintamente serioso di cui sono spie le scelte ritmiche, tonali e lessicali – il lato oscuro dell’amore, della passione e della carnalità, l’Io poetico di Gian Luca Guillaume sembra parlare dall’alto di una saggezza distaccata e duramente conquistata, mettendo in mostra con misurata e divertita arguzia le contraddizioni del rapporto fra uomini e donne. Su tutto, come in Giovenale, nell’Antologia palatina, in Iginio Ugo Tarchetti o nel contemporaneo Mario Marchisio (anche lui torinese), domina la morte, il convitato di pietra che unisce, annichilendoli, sensualità e ragione. Una prova riuscitissima, quella del giovane poeta, che esibisce un miracoloso e coltissimo equilibrio tonale e tematico.</p>
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