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	<title>jazz Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Lexycon: il nuovo e intrigante album degli XYQuartet</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lexycon-ragozzino-recensione-xyquartet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 22:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Leonardo Ragozzino. In copertina una foto degli XYQuartet, autori di &#8220;Lexycon&#8221;, Nusica, 2025 I don’t know where jazz is going. Maybe it’s going to hell. You can’t make anything go anywhere. It just happens. Thelonious Monk Nell’ascolto di &#8220;Lexycon&#8221;, l’ultimo lavoro dell’XYQuartet, si è pervasi subito da una speciale aura di autorevolezza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Leonardo Ragozzino. In copertina una foto degli XYQuartet, autori di &#8220;Lexycon&#8221;, Nusica, 2025</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>I don’t know where jazz is going. Maybe it’s going to hell. You can’t make anything go anywhere. It just happens.</em><br />
<em>Thelonious Monk</em></p>
<p>Nell’ascolto di <strong>&#8220;Lexycon&#8221;, l’ultimo lavoro dell’XYQuartet</strong>, si è pervasi subito da una speciale aura di autorevolezza e forza intrinseca dell’impianto musicale che impregna tutta l’opera e la rende riferimento identificativo delle produzioni “aperte” dell’intraprendente etichetta Nusica. Fuori dalle classificazioni, dagli steccati dei generi musicali e stilemi compositivi omologanti. Si avverte distintamente la sedimentazione compositiva dei 14 anni di attività di questo laboratorio jazzistico eterodosso, che ha consentito la maturazione di una particolare cifra stilistica andatasi via via ridefinendo e modellando, giungendo a questo felice esito di grande equilibrio compositivo e performativo.</p>
<p>Ogni brano di <strong>&#8220;Lexycon&#8221;</strong> è parte di una narrazione mobile, cangiante, dove tutto è frutto di un processo dinamico che non si cristallizza, ma si apre a nuove soluzioni disseminate di suggestioni d’avanguardia. <strong>Nicola Fazzini al Sax Alto, Alessandro Fedrigo al Basso elettrico, Saverio Tasca al vibrafono e Luca Colussi alla batteria</strong> ci conducono in un viaggio di 49 minuti suddiviso in undici tappe/pezzi, in cui già i titoli indicano l’attitudine alla sperimentazione, non solo musicale ma linguistica in senso lato, perché è della vitalità e <strong><em>trasformatività</em></strong> del linguaggio che parla anche questo disco. Ovvero di come ogni lingua individuale si modifichi in modo spontaneo, sottoposta a incontri, scontri, cambiamenti.</p>
<p>Tutto ciò si è concretizzato nell’invenzione di una neolingua con cui facciamo conoscenza sin dal primo esplosivo pezzo, <strong>“Elgotar Bengotar”</strong> (che rappresenta una forma benaugurale di saluto e risposta), che è stato anche il track di lancio che ha anticipato l’uscita dell’album in cui troviamo tante caratteristiche di tutta l’opera, ovvero il fraseggio serrato tra gli strumenti, una perizia tecnica scintillante che non scade mai in sterile virtuosismo, la presenza garbata e di estremo fascino del vibrafono, che ricorda la creatività e l’equilibrio del grande ECM Gary Burton. Interessante seguire le evoluzioni di questo brano in cui si rinvengono due sezioni caratterizzate da sperimentazioni su serie di intervalli ed esatoni.</p>
<p>I giochi creativi sottendono il susseguirsi di tutte le tracce tra cui mi piace ricordare <strong>“Improverso”,</strong> che ha una cadenza quasi rituale e ipnotica, una sorta di round dance di matrice afro. E <strong>“Ooni Aanden”</strong>, con l’utilizzo di vocalizzi e espressioni in neo lingua che ricordano le prime sperimentazioni sulla voce del grande minimalista americano Steve Reich.</p>
<p>Altro elemento coinvolgente è l’aderenza di questa produzione alla mission di ricerca dell’etichetta, alla sua matrice osmotica che intende promuovere non solo gruppi musicali ma dare le ali a un progetto culturale più ambizioso, fatto di curiosità, contaminazioni anche in ottica formativa ed educante. Andando nella pagina web del disco, ho trovato con piacere la possibilità di scaricarsi liberamente <strong>i file PDF</strong> delle partiture di alcuni brani, proprio a riconferma dell’interesse a far emergere nella musica contemporanea la sua natura antropologica di apertura comunicativa e scambio rispetto a quella elitaria. Di questi tempi ossigeno puro.</p>
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		<title>Sublimazione fallita. Le sperimentazioni dei Metronautica</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sublimazione-fallita-metronautica-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 23:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Metronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Leonardo Ragozzino, dedicata all&#8217;album &#8220;Sublimazione fallita&#8221; dei Metronautica, Nusica.org, 2024 ‘De la Musique Avant Toute Chose…’ Paul Verlaine Questo è il primo verso dell&#8217;Art poétique (1884), in cui il grande poète maudit francese ci ricorda che l’arte dovrebbe essere soprattutto musicalità e uno stile inspiegabile, giocato su ritmi impari. Mi è venuto in mente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Leonardo Ragozzino, dedicata all&#8217;album &#8220;Sublimazione fallita&#8221; dei Metronautica, Nusica.org, 2024</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>‘De la Musique Avant Toute Chose…’</em><br />
<em>Paul Verlaine</em></p>
<p>Questo è il primo verso dell&#8217;<strong>Art poétique</strong> (1884), in cui il grande <strong>poète maudit</strong> francese ci ricorda che l’arte dovrebbe essere soprattutto musicalità e uno stile inspiegabile, giocato su ritmi impari.</p>
<p>Mi è venuto in mente questo brevissimo verso del decadentismo simbolista francese, ascoltando l’ultimo lavoro di sperimentazione musicale del gruppo <strong>Metronautica</strong>, <strong>“Sublimazione fallita”</strong> per la trentatreesima produzione di <strong>Nusica.org</strong>, associazione culturale che promuove e supporta artisti innovativi.</p>
<p><strong>Metronautica</strong> è una ensemble fondata dal trombettista <strong>Michele Tedesco</strong> e dal pianista <strong>Luca della Gasperina</strong>. Di Michele Tedesco avevo ascoltato e recensito con estremo piacere e interesse <strong>“Two and the Machine”</strong> e anche in quel caso mi ero imbattuto con grande sorpresa in un densissimo percorso musicale avant garde, dove coesistevano tanti spunti, che attivavano altrettante chiavi di lettura.</p>
<p>Nel caso di <strong>“Sublimazione fallita”</strong> la vertigine musicale, la sua assoluta autoconsistenza è portata alle estreme conseguenze, in un’arena caleidoscopica dove il suono è il protagonista e intraprende un suo speciale percorso onirico ed esoterico, dove l’arte è per l’arte, risponde a se stessa, gioca con i codici sonori per ribartarli e reinventarli.</p>
<p>È un costante gioco di de-centramento, che intende spiazzare per offrire il miele della mutevolezza, che a volte può essere dolce a volte amaro. Nella suite per sei strumenti, dove si susseguono brani non lunghi ma segmentati da atmosfere visionarie, spesso filmiche, è il battito pulsante della vita che irrompe per scuotere, per poi placarsi tra suoni delicati e lisergici dove spiccano il basso, la batteria, i fiati e i tappeti sonori elettronici.</p>
<p>Ci si può ritrovare tutto e il suo contrario, tanta musica colta del primo novecento, il freejazz, il jazzRock, il rumorismo Dada o l’atonalità di Arnold Schönberg; perché la componente distintiva di questo album è proprio la sua libertà artistica, che diventa quasi atto politico.</p>
<p>Se il titolo dell’opera è un neppure tanto velato richiamo a <strong>Freud</strong>, per cui la sublimazione è un modo in cui l&#8217;Io riduce l&#8217;ansia che può essere creata dalla spinta pulsionale, incanalando impulsi negativi e inaccettabili in comportamenti positivi e socialmente accettabili, allora la sfida di <strong>Metronautica</strong> è invece controvertire questo approccio (Sublimazione fallita), rendere perciò palese il proprio disadattamento ad una realtà, non rimuovere o disconoscere l’insostenibilità di certo presente ma attivare, performare le proprie irrisoluzioni, far viaggiare le proprie nebbie creative e trovare nuove libertà.</p>
<h4>Chi sono i Metronautica?</h4>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11949 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2025/01/Sublimazione-Fallita_Metronautica_2.jpg?resize=800%2C533&#038;ssl=1" alt="" width="800" height="533" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><strong>Michele Tedesco</strong> ha 27 anni ed è un musicista di origini classiche passato poi al pop e al jazz, giungendo, infine, alla contemporanea. Partecipa a varie trasmissioni televisive sulle reti Rai, come prima tromba, e Mediaset. Suona con artisti italiani e stranieri tra cui Fabrizio Bosso, Mauro Beggio, Georgios Tsolis ,Maria Schneider e altri ancora. Incide album per Emme Records, New Interplenetary Melodies, Blue Serge, Cose Sonore, Sony Music, Dodicilune e altre. Finalista in diversi concorsi quali Chicco Bettinardi, Massimo Urbani,Roma Jazz Contest, Barga Jazz Contest. Partecipa a festival jazz nazionali ed internazionali quali Sile Jazz, Treviso Suona Jazz, Garda Jazz, Valdobbiadene Jazz e Inntoene Jazz. Sotto il profilo compositivo, le prime produzioni si ispirano ad un carattere di natura post- bop, per poi procedere verso composizioni da un sempre più sentito schema contrappuntistico, fuso a sonorità sia acustiche che elettriche con una, si potrebbe definire, quasi costante inclinazione per la musica seriale e atonale, frutto di una passione,nata durante gli studi pianistici, per autori come Arnold Schoenberg, Alban Berg e Anton Webern.</p>
<p><strong>Luca Dalla Gasperina</strong>, nome d’arte Digi, scopre la passione per la musica fin dalla tenera età: fisarmonicista prima, pianista pop, rock e jazz poi, ama destreggiarsi fra vari stili pescando in maniera estemporanea dal proprio bagaglio culturale e musicale. Lo spazio lasciato all’improvvisazione è rilevante, nell’intento di dare sempre nuova vita alle esecuzioni. Attualmente è cantante e tastierista, oltre che compositore e arrangiatore, per Altera Nexa, progetto jazz-rock padovano, e pianista e compositore per Metronautica, quartetto post bop veneto.</p>
<p><strong>Federico Lincetto</strong>, bassista e contrabbassista di provata esperienza musicale, approfondisce lo studio del basso elettrico con Alain Caron e Alessandro Fedrigo, e del contrabbasso con Francesco Angiuli e Marco Privato. Partecipa nel 2011 e nel 2017 ai seminari di Umbria Jazz Clinics, sotto la guida di Oscar Stagnaro, ricevendo nel 2017 il riconoscimento “Recognition of Outstanding Musicianship” dal Berklee College of Music (Boston). Nel 2022 arriva secondo al concorso “Bettinardi “di Piacenza con la formazione “Nameless Quartet”. Nel 2023 entra a far parte del progetto del pianista Marcello Tonolo “Italia Standard”. Attualmente si sta formando presso il conservatorio Pollini di Padova, con i docenti Marc Abrams, Andrea Lombardini, Marcello Tonolo, Michele Polga e Simone Graziano.</p>
<p><strong>Thomas Osho Zausa</strong> ha iniziato a studiare musica all&#8217;età di 10 anni alle scuole medie. Inizia lo studio della batteria all&#8217;età di 12 anni, proseguendo gli studi privatamente con vari maestri fino all&#8217;età di 21 anni, quando si iscrive al corso accademico di batteria &amp; percussioni jazz presso il conservatorio &#8220;A. Steffani&#8221; di Castelfranco Veneto. Qui ha proseguito gli studi, diplomandosi nel 2024. Approfondisce ulteriormente la conoscenza dei vari strumenti attraverso lezioni, seminari e clinic di maestri italiani e internazionali. Nel 2022, con il progetto “Nameless Quartet”, vince il secondo premio nella sezione gruppi del Concorso nazionale jazz “Chicco Bettinardi” di Piacenza. Nel gennaio 2023 ha pubblicato il suo primo album con il progetto/quartetto “Metronautica” (prima “Nameless Quartet”). Nell&#8217;agosto dello stesso anno il progetto viene selezionato tra i quattro finalisti del concorso nazionale “Barga Jazz”. Dal 2020 svolge l&#8217;attività di insegnante in diverse scuole. Suona spesso in diverse formazioni, soprattutto in ambito jazzistico.</p>
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		<title>In fabula. Il viaggio Esopico di Oscar Del Barba</title>
		<link>https://www.borderliber.it/fabula-musica-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 23:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Esopo]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Leonardo Ragozzino. Le foto nell&#8217;articolo &#8220;In fabula. Il viaggio Esopico di Oscar Del Barba&#8221; sono state fornite dall&#8217;autore dell&#8217;articolo &#8220;There are four qualities essential to a great jazzman. They are taste, courage, individuality, and irreverence”. Stan Getz Un lavoro di ricerca musicale denso e avvincente, composito e multiforme che riannoda le tappe precedenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Leonardo Ragozzino. Le foto nell&#8217;articolo &#8220;In fabula. Il viaggio Esopico di Oscar Del Barba&#8221; sono state fornite dall&#8217;autore dell&#8217;articolo</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;There are four qualities essential to a great jazzman. They are taste, courage, individuality, and irreverence”.</em><br />
<em>Stan Getz</em></p>
<p>Un lavoro di ricerca musicale denso e avvincente, composito e multiforme che riannoda le tappe precedenti del raffinato percorso musicale iniziato nel 2016 dal trio di Oscar Del Barba, condiviso con Giacomo Papetti al Contrabbasso e Andrea Ruggeri alla Batteria, donandogli nuova linfa ed esiti imprevedibili.</p>
<p><strong>&#8220;In fabula&#8221; è</strong> un’opera che trabocca di eclettismo trasversale, che attinge a culture musicali differenti seppur interconnesse, da quella classica novecentesca a quella d’avanguardia, a quella etnica-popolare (con i tanti tempi modali), il Pop-Rock di matrice progressive e sperimentale come quella di<strong> Frank Zappa al Jazz Contemporaneo sperimentale</strong> ricco di improvvisazioni ardite, con falsi cambi di tempo, politonalità e poliritmie. Pensando a contaminazioni Jazz-Rock e a possibili riferimenti con la storia musicale recente, viene in mente <strong>“Song X”</strong>, il potente e rivoluzionario album in studio collaborativo di <strong>Pat Metheny e Ornette Coleman</strong>, pubblicato nel 1986 dalla Geffen Records.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-11106 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/11/32-nusica_Cover_300dpi_16bit_3000px.jpg?resize=800%2C800&#038;ssl=1" alt="In fabula" width="800" height="800" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/11/32-nusica_Cover_300dpi_16bit_3000px.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/11/32-nusica_Cover_300dpi_16bit_3000px.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/11/32-nusica_Cover_300dpi_16bit_3000px.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/11/32-nusica_Cover_300dpi_16bit_3000px.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>La dodecafonia, la sperimentazione con finanche intermezzi di serialità forniscono un inedito approccio visionario di commento alle favole di <strong>Esopo</strong> &#8211; questi i titoli dei brani:<strong> Il cane e il campanello; Il cavallo e l’asino; Il lupo e l’agnello; Il topo di campagna e il topo di città; L’aquila e lo scarafaggio; La cicala e la formica; La rana e lo scorpione; La volpe e il caprone; La volpe e l’uva; La volpe e la pantera; Il pipistrello e le donnole</strong> – tutte favole incisive nella loro leggerezza immaginifica e nel loro simbolismo, descritte in un orizzonte sonoro dinamico e avvolgente, ricco di contrasti armonici e meraviglie tonali.</p>
<p>Dieci brani in cui le parti scritte e quelle improvvisate si alternano, incrociano, rincorrono riproducendo i caratteri e persino il dinamismo presente nelle storie e le loro morali. L’alternanza di momenti melodici, con un tema intrigante e riconoscibile, spesso cantabile e incalzanti progressioni di free jazz su tempo “rubato”, inteso come “leggero aumento, o diminuzione del tempo di un brano a discrezione dell&#8217;esecutore, un libero andamento o interpretazione nell&#8217;esecuzione del tempo per cui il valore di alcune note è ora aumentato, ora diminuito, ma non deve determinare nel pezzo la mancanza di un tempo di base”.</p>
<p>L’intesa strumentale e l’affiatamento del trio sono perfetti e il risultato di <strong>&#8220;In fabula&#8221;</strong> sta tutto nella riuscita di un album bellissimo, bizzarro e spiazzante, ma che dopo alcuni ascolti “immersivi”, diventa davvero magico e originale</p>
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		<title>Piero Gaddi Quartet. I ricami sonori di &#8220;Opus two&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/gaddi-quartet-opus-two/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 04:11:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Bjørn Vidar Solli]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Nusicale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Leonardo Ragozzino. In copertina: &#8220;Opus Two&#8221; di Piero Gaddi Quartet, feat. Bjørn Solli, Nusica.org, 2024 In un campo di fiori tutti diversi, ricchi di colori e fragranze, sboccia in tutta la sua freschezza &#8211; come trentesima produzione dell&#8217;intraprendente etichetta nusica.org &#8211; questo bellissimo &#8220;Opus Two&#8221;, seconda opera del Piero Gaddi Quartet, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/gaddi-quartet-opus-two/">Piero Gaddi Quartet. I ricami sonori di &#8220;Opus two&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo e foto di Leonardo Ragozzino. In copertina: &#8220;Opus Two&#8221; di Piero Gaddi Quartet, feat. Bjørn Solli, Nusica.org, 2024</strong></p>
<p>In un campo di fiori tutti diversi, ricchi di colori e fragranze, sboccia in tutta la sua freschezza &#8211; come trentesima produzione dell&#8217;intraprendente etichetta nusica.org &#8211; questo bellissimo <strong>&#8220;Opus Two&#8221;</strong>, seconda opera del <strong>Piero Gaddi Quartet</strong>, a distanza di quattro anni dalla precedente. In questo caso la formazione ospita il quarantaquattrenne chitarrista norvegese <strong>Bjørn Vidar Solli</strong>, tra i principali chitarristi <strong>Jazz</strong> della scena scandinava.</p>
<p>Ciò che è immediatamente percepibile è che ci troviamo di fronte ad un album dall&#8217;impianto strutturato e multiforme, che riesce a sviluppare tutti i temi musicali in modo compiuto e molto godibile, non facendosi vincolare dalle categorizzazioni di genere e s&#8217;impone per la delicata attenzione all&#8217;elemento melodico. Non troviamo la ricerca della sperimentazione a tutti i costi, mentre ascoltiamo brani coinvolgenti e autoconsistenti musicalmente, che permettono ascolti a più livelli, ricchi di libertà e levità; gli ammiratori di <strong>Bill Evans</strong> e dei musicisti di contaminazione come quelli <strong>ECM</strong>, non potranno non amare questo album.</p>
<p>Dall&#8217; incipit, con la stupenda <strong>&#8220;Transeunte&#8221;</strong>, avvertiamo subito la leggerezza e raffinatezza di un paesaggio sonoro per l&#8217;appunto mutevole, ma nello stesso tempo molto esplicito e diretto. Con un abbrivio soffuso, quasi impressionista, entriamo poi in una dimensione jazz rock, con i riff e le scale di Solli che dialogano, in una danza suadente, col Sax soprano di Fabrizio Desideri.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10171 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/06/Gruppo_Gaddi_Quartet.jpg?resize=800%2C506&#038;ssl=1" alt="" width="800" height="506" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Ne <strong>&#8220;Il Linchetto&#8221;</strong> è il clarinetto a prendersi la scena sui tappeti armonici e ritmici di piano e chitarra, con una dinamica trascinante, dove conquistano le improvvisazioni della chitarra elettrica del musicista norvegese.<br />
<strong>&#8220;In quieto&#8221;</strong> ha un&#8217;aria pensosa, spesso proprio inquieta, ma sempre piena di dolcezza, molto immaginifica, quasi filmica, nella sua capacità di evocare emozioni e ricordi.<br />
<strong>&#8220;La pioggia&#8221;</strong> è un brano affascinante, con una trama minimalista, che poi apre ai ricami melodici del sax, con contributi del quartetto tutto. &#8220;Bye Bye Boris&#8221;, brano quasi cameristico, ha l&#8217;allusività enigmatica di un movimento lento di un tardo quartetto di Shostakovich.<br />
<strong>&#8220;Rosa di Francia&#8221;</strong> è ariosa e assertiva, con un clarinetto ad alta espressività che punta dritto al cuore.<br />
<strong>&#8220;Inverso&#8221;</strong> è riflessiva e pacata. Un invito a lasciarsi trasportare dalle lusinghe del violoncello prima e degli altri strumenti poi.<br />
<strong>&#8220;La legge&#8221;</strong> mantiene il mood energico di tanti altri brani, mettendo sempre in evidenza i fraseggi del clarinetto, di nuovo grande protagonista.</p>
<p>Di solito in ogni album c&#8217;è un brano che trovo rappresentativo del tutto, e in questo caso è quello finale, &#8220;Il tempo volato&#8221;, perché emerge in esso tutta la composta quadratura compositiva dell&#8217;album, che non ha sbavature e impressiona per la sua carica comunicativa, risultato di un affiatamento e un&#8217;intesa musicale non comuni maturata negli anni.</p>
<p>Da non mancare, una grande scoperta <strong>Nusicale</strong>.</p>
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		<title>Spazi poetici. Esce &#8220;Asfalto&#8221; di Armando Grosso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 02:58:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alcool]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Diamante]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano In libreria &#8220;Asfalto&#8221; di Armando Grosso. Il poeta di Diamante, in provincia di Cosenza, descrive così la sua raccolta: &#8220;Ho visto più verità e Poesia nello sguardo perso di un individuo solitario in un bar di paese, piuttosto che in tutti i salotti intellettuali dei finti Filantropi della nostra Società. La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>In libreria &#8220;Asfalto&#8221; di Armando Grosso. Il poeta di Diamante, in provincia di Cosenza, descrive così la sua raccolta: &#8220;Ho visto più verità e Poesia nello sguardo perso di un individuo solitario in un bar di paese, piuttosto che in tutti i salotti intellettuali dei finti Filantropi della nostra Società. La raccolta è uno sfogo contro le ipocrisie del tessuto sociale, ad esempio i costumi che abbiamo ereditato e che portiamo avanti per paura di sembrare differenti all’interno del Mondo omologato e programmato. <em>Asfalto</em> è un rabbioso manifesto della brutalità esistenziale di una vita vissuta sul lastrico, della difficoltà di ingoiare il volto falso della nostra Società&#8221;.</p>
<p>Per l&#8217;occasione, l&#8217;autore ci ha concesso la pubblicazione anche di tre poesie estratte dalla raccolta.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<div dir="auto"><strong>Cassetto Vuoto</strong></div>
<div dir="auto">Il mio cassetto è vuoto,</div>
<div dir="auto">dovrei riempirlo</div>
<div dir="auto">di sogni e speranze.</div>
<div dir="auto">Che della felicità</div>
<div dir="auto">non c’è traccia alcuna,</div>
<div dir="auto">ed anche stasera solitario,</div>
<div dir="auto">mi fa compagnia</div>
<div dir="auto">il bagliore della luna.</div>
<div dir="auto">Ed è solo l’inizio</div>
<div dir="auto">del viaggio,</div>
<div dir="auto">la notte è ancora lunga,</div>
<div dir="auto">il mare infrange i pensieri</div>
<div dir="auto">lungo gli scogli.</div>
<div dir="auto">Ho ancora un</div>
<div dir="auto">sorso di birra,</div>
<div dir="auto">tutto acquisisce</div>
<div dir="auto">la giusta forma,</div>
<div dir="auto">abbandonandomi</div>
<div dir="auto">al corso degli</div>
<div dir="auto">eventi.</div>
<div dir="auto">Luna,</div>
<div dir="auto">mi fissi ancora?</div>
<div dir="auto">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div dir="auto"><strong>Divano, Jazz e bottiglia di vino</strong></div>
<div dir="auto">Ascoltare Jazz</div>
<div dir="auto">sul divano di casa,</div>
<div dir="auto">una bottiglia di vino,</div>
<div dir="auto">libro sulla coscia sinistra,</div>
<div dir="auto">una donna che ti ama</div>
<div dir="auto">sullo sfondo della notte</div>
<div dir="auto">che inizia a scendere.</div>
<div dir="auto">Il frigo possibilmente pieno,</div>
<div dir="auto">i soldi per pagare la bolletta,</div>
<div dir="auto">qualche sigaretta</div>
<div dir="auto">che non ho mai fumato.</div>
<div dir="auto">Ho solo bevuto per fortuna,</div>
<div dir="auto">non che la cosa sia</div>
<div dir="auto">un vanto nazionale</div>
<div dir="auto">però le migliori soddisfazioni</div>
<div dir="auto">le ho sempre ottenute quando</div>
<div dir="auto">alticcio mi presentavo</div>
<div dir="auto">dinanzi i miei impegni</div>
<div dir="auto">e le mie situazioni.</div>
<div dir="auto">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div dir="auto"><strong>Contro il possesso</strong></div>
<div dir="auto">Sarò morto io alcolizzato,</div>
<div dir="auto">morirai tu ed il lavoro</div>
<div dir="auto">fisso,</div>
<div dir="auto">le tue case di</div>
<div dir="auto">proprietà,</div>
<div dir="auto">i soldi che hai</div>
<div dir="auto">conservato.</div>
<div dir="auto">Morirà</div>
<div dir="auto">il materialismo,</div>
<div dir="auto">i lecca culo raccomandati.</div>
<div dir="auto">Morirai tu e</div>
<div dir="auto">le tue sicurezze,</div>
<div dir="auto">ed i tuoi palazzi</div>
<div dir="auto">sai, andranno a terzi.</div>
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