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	<title>Irlanda Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Dublino. Eveline e la scelta senza tempo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dublino-eveline-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 03:46:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dublino. Eveline e la scelta senza tempo&#8221; è un racconto di Mariangela Massara. Tutte le foto presenti nell&#8217;articolo sono state scattate dall&#8217;autrice Nubi basse, pesanti e dense affollano il cielo di Dublino che appare spesso, agli occhi di chi osserva, un paesaggio sospeso nell’etere, surreale, pallido, sbiadito, monotono come talvolta i sogni. Un orizzonte che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dublino. Eveline e la scelta senza tempo&#8221; è un racconto di Mariangela Massara. Tutte le foto presenti nell&#8217;articolo sono state scattate dall&#8217;autrice</strong></p>
<p>Nubi basse, pesanti e dense affollano il cielo di<strong> Dublino</strong> che appare spesso, agli occhi di chi osserva, un paesaggio sospeso nell’etere, surreale, pallido, sbiadito, monotono come talvolta i sogni. Un orizzonte che muta e si scolora in poche tonalità dominanti: <strong>il grigio, il bianco e il nero</strong>. Il tintinnio della pioggia quasi inconsistente, ma incessante, accompagna i giorni e le notti irlandesi, e le cascate d’acqua che inondano le vie e i passanti incuranti bagnano, accarezzano, avvolgono tutto, e scivolano via, indifferenti.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10123 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/06/Dublino_3.jpeg?resize=800%2C524&#038;ssl=1" alt="Dubliners di Mariangela Massara" width="800" height="524" data-recalc-dims="1" /></p>
<h3>È una pioggia antica, è un pianto antico</h3>
<p>All’improvviso poi, come per l’incantesimo di un capriccioso folletto, una scia dorata, un raggio di sole, fa capolino in quel mare di onde bianche e grigie, e irradia e fa brillare il paesaggio. Le leggere foglie degli alberi oscillano, frusciano al vento e ringraziano, come in un inchino. <strong>Everything changes:</strong> nulla resta immutato nel tempo e nello spazio.</p>
<p>Anche quando contempliamo orizzonti dello stesso cielo, una stessa prospettiva può essere percepita con emozioni distinte dagli occhi di chi osserva. Inconsapevolmente filtriamo la realtà che ci circonda e scegliamo ciò che decidiamo di focalizzare e quindi di essere….</p>
<p>Quel cielo irlandese e i passanti per strada&#8230; osserva Eveline con lo sguardo melanconico, affacciata a una finestra, con la testa appoggiata sulla polverosa tenda.<br />
Lei pensa.<br />
É una giovane donna del passato o una donna moderna?</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10124 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/06/Dublino_4.jpeg?resize=800%2C466&#038;ssl=1" alt="Dubliners di Mariangela Massara, foto 2" width="800" height="466" data-recalc-dims="1" /></p>
<h3>Home. Casa dolce casa&#8230; Dublino?</h3>
<p>Il pensiero scorre verso un periodo trascorso della sua vita che non esiste più. Lo sguardo di <strong>Eveline</strong> rincorre i ricordi: la foto ingiallita, l’armonium rotta, la madre morta. Nulla è immutato. Poi la polvere, granelli che profumano di passato soffocano il presente, ammantando gli oggetti della casa come neve.</p>
<p>Inseguire il passato o rincorrere un futuro possibile?</p>
<p>Come la polvere, il buio avvolge Eveline. Restare aggrappata alle proprie radici o come foglia staccata dal ramo, libera, lasciarsi andare alla ricerca di nuovi germogli? Dolci ricordi la accarezzano mentre quelli tristi la allontanano dal porto sicuro, dall’àncora che le ha fornito appiglio e protezione negli anni.</p>
<p>Lasciarsi trasportare dalle onde o invertire la rotta?</p>
<p>Tutto cambia, il tempo scorre e calano dovunque le ombre della sera in città. La stella cometa che brilla sul futuro di<strong> Eveline</strong> è il matrimonio.<br />
<strong>Frank</strong>, il rispetto sociale, un altro continente, forse l’amore. Eveline non ha molto tempo a disposizione, deve raggiungere Frank per imbarcarsi per <strong>Buenos Aires</strong>, ma è ancora lì, immobile, alla finestra, con due lettere di addio in grembo, una per Harry, il fratello, e una per il padre. La nostalgia la attanaglia e sente che l’abbraccio dei dolci ricordi si sta trasformando in una stretta fatale.</p>
<p>Fuga!</p>
<p>All’improvviso una musica, proveniente dall’esterno, avvolge <strong>Eveline</strong> e la sconvolge. É inarrestabile quel salto nel buio. Quella melodia italiana, proveniente dalla strada, intonata da un organetto, trascina Eveline in una spirale emotiva di sconforto e angoscia: la promessa alla madre in fin di vita: proteggere il nido natale dopo la sua morte. Immersa nel buio completo di una notte senza stelle è la sua coscienza. In preda al panico vede una sola via di fuga da quel mare di dolore che sta per sommergerla e un desiderio irrefrenabile: <strong>deve scappare!</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10122 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/06/Howth.jpeg?resize=800%2C600&#038;ssl=1" alt="Dubliners di Mariangela Massare, foto 3" width="800" height="600" data-recalc-dims="1" /></p>
<h3>Paralisi</h3>
<p>Everything changes. Chi riesce a fermare il tempo? Nulla è eterno!</p>
<p>Ogni secondo è diverso dall’altro. Fuggire, fuggire con <strong>Frank</strong> che adesso le stringe forte la mano per infonderle coraggio e per farsi strada tra la marea umana che affolla la stazione di <strong>North Wall</strong>, sul fiume <strong>Liffey</strong>, in attesa dell’imbarco? Tutto scorre fluido lì, come il mare, tutto tranne <strong>Eveline</strong>. I dardi del passato, del presente e del possibile futuro trafiggono il suo corpo e la sua mente, ma è la polvere del passato che raggiunge il suo cuore e ne modula il battito. <strong>Eveline non ha scampo.</strong></p>
<p>La visione a distanza della nave la rende incapace di parlare e di rispondere alle domande di <strong>Frank</strong>; poi la nausea, la paralisi, l’immobilità e il silenzio. La giovane donna è aggrappata a una ringhiera di ferro incapace di muoversi. Passiva: è un animale indifeso che si arrende al destino. Prega Dio di aiutarla a fare la scelta giusta. <strong>Esiste una giusta scelta?</strong> Sono inutili le esortazioni di Frank di raggiungerlo. Eveline ha deciso.</p>
<p>La sua paralisi incarna il dissidio interiore nascosto in ogni umana scelta in lotta con il flusso inarrestabile del nostro tempo, e il cielo del futuro che osserva Eveline è forse denso di nubi di pioggia e dolore. Metafora dolce e amara della condizione umana in cui ogni slancio verso la felicità è spesso soffocato dal fragile e delicato equilibrio tra passato, presente e futuro e noi stessi.</p>
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		<title>Gli spiriti dell&#8217;isola</title>
		<link>https://www.borderliber.it/gli-spiriti-dellisola-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 01:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Adriana Sabato. In copertina: Marco Ober, Achill Island, CC BY-SA 4.0 &#60;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&#62;, via Wikimedia Commons Inisherin, isola immaginaria, al largo delle coste irlandesi è il teatro della narrazione di un film Gli spiriti dell’isola (titolo originale The Banshees of Inisherin), da poco uscito nelle sale italiane. In realtà l’opera cinematografica è stata girata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Adriana Sabato. In copertina: Marco Ober, Achill Island, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons</strong></em></p>
<p>Inisherin, isola immaginaria, al largo delle coste irlandesi è il teatro della narrazione di un film <strong>Gli spiriti dell’isola (titolo originale The Banshees of Inisherin),</strong> da poco uscito nelle sale italiane. In realtà l’opera cinematografica è stata girata ad <strong>Achill Island e ad Inishmore</strong>, la maggiore delle Isole Aran, due isole con le medesime caratteristiche che si affacciano al largo della costa occidentale d’Irlanda. Il nuovo lavoro di Martin McDonagh fa seguito al grande successo di <strong>Tre Manifesti a Ebbing</strong>, Missouri e segna il ritorno del pluripremiato commediografo, regista e sceneggiatore britannico-irlandese. Nel cast, la coppia di attori Colin Farrell e Brendan Gleeson.</p>
<p>Gli spiriti dell’isola, dramma grottesco con venature di commedia presentato al Festival di Venezia, candidato a 9 premi Oscar e vincitore di 3 Golden Globe, si presenta inizialmente come la storia di un’amicizia infranta e in effetti non lo è. In realtà il lungometraggio è una metafora il cui profondo significato si nasconde tra numerosi simboli.</p>
<p>Gli spiriti dell’isola sono i personaggi tramite i quali si svolge la storia. Anime e creature umane e non solo: <strong>anche gli animali umanizzati in modo visionario nell’ambientazione hanno una parte rilevante.</strong> Ci parlano infatti della propria condizione, una solitudine geografica ma soprattutto esistenziale e alla ricerca di un contatto con i propri simili, di “gentilezza” il cui bisogno è rivendicato da Pádraic (Colin Farrell), di riconoscimento, come sognato da Colm (Brendan Gleeson), l’ex amico di Pádraic, il quale intende dedicarsi completamente alla composizione di brani musicali grazie al suo violino che strimpella nel pub del villaggio, al fine di essere ricordato nei tempi come Mozart.</p>
<p><strong>Lo snodo e l’inizio del film è la rottura dell’amicizia tra Pádraic e Colm</strong>, il cui legame fatto di conversazioni futili e senza senso che si svolgono tutti i giorni quando si danno appuntamento alle due del pomeriggio al pub, viene troncato da parte del secondo senza alcun apparente motivo e spiegazione tranne quella da parte di Colm di averne fin sopra i capelli di Pádraic e di non voler più trascorrere nemmeno un minuto in sua compagnia. Pádraic cerca di capire e chiede aiuto alla sorella e al parroco. I reiterati dinieghi da parte di Colm arrivano alla minaccia che concretizzerà in modo assurdo e grottesco.</p>
<p>Si trovano in quest’opera chiari riferimenti al teatro dell’assurdo, il particolare tipo di opere elaborato dagli autori dell’esistenzialismo richiamanti, qui, il teatro di Samuel Beckett, anch’egli irlandese: una dimensione artistica con cui Colin Farrell si era già cimentato nel 2015 con la straniante distopia di <strong>The Lobster di Yorgos Lanthimos</strong>. Su tutto esplode in tutta la sua bellezza la natura selvaggia e incontaminata dei luoghi con, a fare da sfondo, lo sconfinato mare e le immense colline verdeggianti del paesaggio irlandese che sembrano contrastare e quindi evidenziare maggiormente il dipanarsi della trama.</p>
<p>Un film, secondo diversi autori, dai profondi e universali contenuti che ondeggia tra il beffardo e assurdo sarcasmo e il dramma che parla della fragilità umana e della disperazione di spiriti in cerca di tenerezza e amore. <strong>Un film consigliatissimo e certamente da vedere e rivedere.</strong></p>
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		<title>Meravigliosa Dublino. Terzo e ultimo flash</title>
		<link>https://www.borderliber.it/meravigliosa-dublino-ultimo-flash/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 01:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aereo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Adriana Sabato Dublino, mi hai rubato il cuore: modalità aereo attiva e riesco pure a scriverti da quassù, amica mia. Non ci sono più i gabbiani a ciarlare come anatre. Non c&#8217;è il fiume, non c&#8217;è il cupo e non c&#8217;è il rosso delle tue casette ma rimane un&#8217;anima errante dentro a scompiglio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Adriana Sabato</strong></em></p>
<p>Dublino, mi hai rubato il cuore: modalità aereo attiva e riesco pure a scriverti da quassù, amica mia. Non ci sono più i gabbiani a ciarlare come anatre. Non c&#8217;è il fiume, non c&#8217;è il cupo e non c&#8217;è il rosso delle tue casette ma rimane un&#8217;anima errante dentro a scompiglio di pensieri… E poi ci sono io e poi ci siamo noi e poi c&#8217;è lui che ci aspetta a braccia aperte senza inganno e senza scopo!</p>
<p>Forse e probabilmente, non giunse ancora l&#8217;ora e forse e probabilmente non è proprio il momento. Nell&#8217;attesa pende un filo dal soffitto in questo eterno tremolio: mi aggancio io a quel filo senza certezza di qualcuno e di qualcosa. Solo il frusciare dei motori fra un azzurro deserto e la riscoperta dell&#8217;inchiostro del frutto di quercia che regala la storia di una umanità che non esiste più e di un volo del sapere che non violenta e non separa ma imprime il suo passaggio e il suo passato con fermezza ma senza forza bruta. Ancora attiva e con le orecchie come radar, regalo un attimo a questi vaghi pensieri: penso alla tua <em>Cattedrale di Cristo</em> che si staglia in cielo con le sue guglie, un tempo lignee ed oggi in pietra levigata, come a solleticare le nuvole e le stelle. Pietra bianca e lucida come le pieghe del manto e le piaghe del corpo del Cristo velato.</p>
<p>Un posto davvero incantevole che vanta anche altri importantissimi e antichi reperti. Ciò che attrae da subito il visitatore è senza ombra di dubbio la navata centrale della Chiesa con le sue splendide vetrate di mille forme e colori, un vero spettacolo da assaporare lentamente e con tanta gratitudine! Mentre il naso è ancora all’insù, mi sento tirare per una manica: vieni, ti faccio vedere…</p>
<p>E sembra apparire, nascosto nell’ombra, il grande James Joyce che racconta: &#8230;<em>incastrato come quel gatto e quel topo, in quel tubo di quell&#8217;organo della Cattedrale di Cristo</em>. Si, perché nella famosa cripta si trovano, insoliti abitanti, <em>Cat &amp; the Rat</em> ossia un topo che, cercando di sfuggire al gatto si nascose in uno dei tubi dell&#8217;organo della chiesa, e il gatto che per catturarlo si infilò dentro e rimase incastrato. Nessuno dei due è potuto più uscire e per questo sono rimasti lì per 10 anni, dal 1860, finché non si sono mummificati.</p>
<p>Arrivederci Dublino, meravigliosa città che abbraccia il mondo!</p>
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		<title>Meravigliosa Dublino. Secondo flash</title>
		<link>https://www.borderliber.it/meravigliosa-dublino-secondo-flash/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 01:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Adriana Sabato Ritrovo oggi quel pezzo di cuore lasciato là sul Tirreno cosentino. Ma le aspre architetture della capitale d&#8217;Irlanda catturano ancora ed in toto i miei più recenti ricordi. Inondano i sensi. Ecco qua il Castello di Dublino, la sua unica torre &#8211; dal 1204 si trova ancora là, interamente intatta &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Adriana Sabato</strong></em></p>
<p>Ritrovo oggi quel pezzo di cuore lasciato là sul Tirreno cosentino. Ma le aspre architetture della capitale d&#8217;Irlanda catturano ancora ed in toto i miei più recenti ricordi. Inondano i sensi.</p>
<p>Ecco qua il Castello di Dublino, la sua unica torre &#8211; dal 1204 si trova ancora là, interamente intatta &#8211; con le sue guglie &#8220;fantastiche&#8221; da far apparire davanti ai nostri occhi, come dal nulla, Belfagor in compagnia di Erik. Vi girano attorno e poi vagano da fuori a dentro inseguendosi e rincorrendosi in fretta, in cerca di non si sa bene cosa. Forse giocano e basta.</p>
<p>Ci ricorda, la storia del Castello, che venne eretto alcuni decenni successivi all’invasione normanna dell’Irlanda avvenuta nel 1169 a difesa della città. Dotato dunque di mura possenti e profondo fossato, sfruttava il fiume Poddle come fonte naturale di difesa su due fronti.</p>
<p>Entriamo: una lunga scala ci invita a visitare stanze misteriose&#8230;</p>
<p>La stanza del trono &#8211; quello di Re Giorgio IV del Regno Unito d’Inghilterra e d’Irlanda allestito nel 1820 &#8211; originariamente costruita col nome di Battleaxe Hall negli anni &#8217;40 del XVIII secolo, venne convertita in sala di rappresentanza attorno al 1790.</p>
<p>Una stanza che ricorda da subito il dominio anglicano ed il Castello il suo simbolo: una nota dolente per gli irlandesi e per gli abitanti di Dublino.</p>
<p>Marx ed Engels che, analizzando approfonditamente le vicende irlandesi videro nel movimento di liberazione nazionale una grande forza progressista, descrissero metaforicamente anche la forma dell&#8217;Irlanda: così &#8220;spettinata&#8221; a ovest, sembra stravolta dall&#8217;urto con l&#8217;impero inglese, scomodo vicino di nordest.</p>
<p>Un&#8217;unica lunga guerra di liberazione caratterizza gli ultimi secoli della storia irlandese, fatta di battaglie militari ma anche culturali, con Londra impegnata a vietare la lingua, la religione, la musica e gli sport irlandesi, e Dublino a resistere nella difesa delle proprie radici.</p>
<p>Ma non finisce qui. Una lunghissima serie di scontri – ricordiamo tutti o quasi il conflitto etnico-nazionalista in Nord Irlanda, iniziato alla fine degli anni sessanta – tristemente noti nella storia recente, si sono conclusi ufficialmente nel 1998: violenze che nessuno mai potrà dimenticare.</p>
<p>Ma la meravigliosa Dublino e tutta l’Irlanda devono guarire da profonde ferite che ancora oggi sanguinano e bruciano fortissimamente…</p>
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		<title>Meravigliosa Dublino. Un primo flash</title>
		<link>https://www.borderliber.it/bordlib-wordpress-it-dublino-primo-flash/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 01:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Belvedere Marittimo]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Joyce]]></category>
		<category><![CDATA[Vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Adriana Sabato Appena arrivati respiriamo aria nuova. Tersa e limpida, ti solleticano le stelle e ti accarezzano le ali di volatili in continuo movimento, forse in attesa di qualcosa o di qualcuno. Un pezzo di cuore rimane là sul Tirreno e nel Mediterraneo fra le dolci note di cantate all&#8217;italiana e fra nostalgici versi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/bordlib-wordpress-it-dublino-primo-flash/">Meravigliosa Dublino. Un primo flash</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Di Adriana Sabato</strong></em></p>
<p>Appena arrivati respiriamo aria nuova.</p>
<p>Tersa e limpida, ti solleticano le stelle e ti accarezzano le ali di volatili in continuo movimento, forse in attesa di qualcosa o di qualcuno. Un pezzo di cuore rimane là sul Tirreno e nel Mediterraneo fra le dolci note di cantate all&#8217;italiana e fra nostalgici versi e rime baciate, mentre aspre architetture rapiscono sensi e moltiplicano meraviglia.</p>
<p>Dublino, grande porto di mare: rifugio pulito, luminosissimo faro. Guado sicuro, accogliente staccionata. I gabbiani qua sono padroni del tuo vivere quotidiano e non ci puoi fare nulla e poi&#8230;e poi ci sono loro, i celti.</p>
<p>È il primo agosto: storie di druidi e folletti danzanti narrano di feste, danze e giochi, fuochi e musica ad onorare Lugh, dio del Sole e della fertilità della madre Terra, con la dea Arianrhod, dea della luna e dell’Aurora. Feste propiziatorie che riportano ad antiche origini: feste pagane celebrano l’inizio dell’autunno, rimandano all’equinozio autunnale e aprono alla stagione fredda.</p>
<p>Risuonano antichi detti che accomunano il percorso per celebrare madre Terra e i suoi spiriti: “giunge agosto, l’estate è finita”, ed in Puglia, nel Salento: <em>Agosto manda littri cu tte riccoj li zinzuli; ci li zinzulu nu riccujsti fiacchi consigli bisti</em> &#8211; <strong>Agosto manda lettere per raccogliere gli zinzoli, se non li hai raccolti, hai seguito cattivi consigli…</strong></p>
<p>Rituali praticati in questo momento erano indirizzati ad assicurare raccolti generosi, da cui sarebbe dipesa la sopravvivenza dei Celti durante la stagione fredda.</p>
<p>E poi c’è lei, l’antica Musa della musica, Euterpe, l’Abhean irlandese. Facciamo per caso questo bellissimo incontro; siamo per strada, nel centro di Dublino ci sono Dani e Matthew – tra folk e pop di percussioni e chitarra, i loro magici suoni ci deliziano a lungo.</p>
<p>“Pronto per nuove sfide, continuare a migliorare, senza smettere mai di giocare, non importa cosa succede, di quel che dice la gente, non me ne frega nulla, questa è una mia scelta, non importa a nessuno e voglio andare ancora più forte”. Sembra quasi un ritornello ciò che ci racconta Dani.</p>
<p>Irlandesi, meraviglioso popolo. La loro arpa ci ammalierà per sempre ma intanto, giunti nel quartiere Temple, ci “scontriamo” con la statua dedicata al grande James Joyce!</p>
<p>Quasi quasi io non torno più.</p>
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