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	<title>Iperione Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Nicola Argenti e il suo &#8220;esercizio involontario del sogno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 19:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;esercizio involontario del sogno&#8221; di Nicola Argenti, Les Flâneurs Editore, 2026 Così Iperione, il Titano che rappresenta la luce celeste, decide di attraversare le epoche, muovendosi in quella materia invisibile che ingabbia gli uomini e le cose, ossia il tempo. E siccome più che morire, noi oltrepassiamo, se non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/nicola-argenti-e-il-suo-esercizio-involontario-del-sogno/">Nicola Argenti e il suo &#8220;esercizio involontario del sogno&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;esercizio involontario del sogno&#8221; di Nicola Argenti, Les Flâneurs Editore, 2026</strong></p>
<p dir="ltr">Così Iperione, il <strong>Titano</strong> che rappresenta la luce celeste, decide di attraversare le epoche, muovendosi in quella materia invisibile che ingabbia gli uomini e le cose, ossia il tempo. E siccome più che morire, noi oltrepassiamo, se non addirittura cadiamo di sogno in sogno, allora non solo il tempo è un&#8217;illusione, ma forse lo stesso <strong>Universo</strong> appare così perfetto proprio perché evanescente.</p>
<p dir="ltr">Questo è in sostanza ciò che <strong>Nicola Argenti</strong> ci narra in questo romanzo. E la sua scrittura, così votata a farci assaporare le cose come se fossero estrapolate da un mito antico, ci porta a spasso tra passato e presente. A vegliare sui protagonisti c&#8217;è sempre Iperione, il Titano che ha bisogno di comprendere. Persino lui è incredulo e si domanda se davvero esista l&#8217;origine di tutte le cose.</p>
<p dir="ltr">E forse proprio perché non v&#8217;è origine, ogni elemento, dal più semplice al più complesso, è parte di un sogno che ciascuno di noi osserva e che muta in base al punto di vista. E in questo quadro cos&#8217;è la morte? Un nulla. Un nulla nel vero senso della parola. Anzi, potrebbe essere priva di ogni significato come la stessa parola &#8220;<strong>morte</strong>&#8220;. E secondo questo artifizio linguistico, noi possiamo affermare che siamo immersi nell&#8217;eternità. Pertanto, non solo di questa esperienza chiamata &#8220;<strong>realtà</strong>&#8221; ci cibiamo, ma anche di quelle che abbiamo sperimentato in vite precedenti&#8230; Ops, scusate, volevo dire in sogni precedenti.</p>
<p dir="ltr">Insomma, <strong>Nicola Argenti</strong> ha creato un rebus che non ha bisogno di essere risolto, perché è intuitivo e di facile interpretazione. Non c&#8217;è neanche necessità di avere particolari conoscenze filosofiche per leggere questo romanzo, perché questa è un&#8217;opera che tutti sentiamo in noi e che scriviamo giorno dopo giorno, appena ci svegliamo. Apparentemente non v&#8217;è una trama, non v&#8217;è neanche un tema, semplicemente ogni pagina vibra e si sofferma su alcuni concetti. Chiede al lettore di partecipare e di lasciarsi trasportare.</p>
<p dir="ltr">La realtà è composta di elementi buoni e cattivi, di esperienze comuni e personali. Ciò rende ciascuno di noi unico e inimitabile, seppur legato al resto. Così &#8220;<strong>l&#8217;essere è e mai può non essere</strong>&#8220;, ma potremmo anche affermare un&#8217;altra cosa: Iperione darebbe ragione a <strong>Schopenhauer</strong> quando sentenziò che <strong>&#8220;Il mondo stesso è il giudizio universale&#8221;</strong>, in quanto il &#8220;<strong>qui-ora</strong>&#8221; è il frutto di arcaici precedenti che relegano la giustizia a una &#8220;<strong>Necessità</strong>&#8221; sconosciuta persino agli Dei.</p>
<p dir="ltr">Sì, questo è &#8220;<strong>L&#8217;esercizio involontario del sogno</strong>&#8220;. E il bello è che <strong>Nicola Argenti</strong> non utilizza la filosofia per scrivere un libro complesso, ma adotta uno stile che mi ha ricordato il <strong>Calvino</strong> più sperimentale, o il <strong>Borges</strong> che si diverte a creare labirinti lineari, retti. La filosofia è il giusto sostegno a un&#8217;idea forte di letteratura che non si fermi solo all&#8217;apparenza, ma che resti sempre sostanza mutevole che va continuamente interrogata.</p>
<p dir="ltr">Ecco, ogni scrittore che riesce con semplicità a incantare il lettore fino a farlo &#8220;<strong>oltrepassare</strong>&#8220;, compie un miracolo. <strong>Nicola Argenti</strong> c&#8217;è riuscito senza troppi problemi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/nicola-argenti-e-il-suo-esercizio-involontario-del-sogno/">Nicola Argenti e il suo &#8220;esercizio involontario del sogno&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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