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	<title>Indifferenza Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Brividi nella neve</title>
		<link>https://www.borderliber.it/brividi-neve-gervasi-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 23:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia di Giuseppe Gervasi. Foto tratta dal web Fa freddo, gela il cuore di un bambino. Gela il cuore dell&#8217;umanità. Gela la vista di chi è cieco,e non vede le lacrimedell&#8217;innocenza.Gela la linguadi chi sta in silenzio.Gela la manodi chi non sa cosa sia una carezza donata a chi soffre.Gela l&#8217;orecchiodi chi non sa ascoltareil grido di aiuto. Gela la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Poesia di Giuseppe Gervasi. Foto tratta dal web</h4>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">Fa freddo, <br />gela il cuore di un bambino. <br />Gela il cuore dell&#8217;umanità. <br />Gela la vista di chi è cieco,<br />e non vede le lacrime<br />dell&#8217;innocenza.<br />Gela la lingua<br />di chi sta in silenzio.<br />Gela la mano<br />di chi non sa cosa sia una carezza <br />donata a chi soffre.<br />Gela l&#8217;orecchio<br />di chi non sa ascoltare<br />il grido di aiuto. <br />Gela la narice<br />di chi non sente<br />il profumo aspro del pianto.<br />Gela il piede<br />di chi cammina al caldo,<br />e tollera cinicamente <br />i piccoli piedi gelati<br />nella neve macchiata di sangue.<br />Gelido è il cuore del mondo.<br />Infuocato è il cuore<br />di chi abbraccia<br />i brividi di un bimbo nella neve,<br />che piange,<br />che stringe il piccolo pugno,<br />che guarda l&#8217;orizzonte invisibile.</p>
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		<title>Agosto. Carbone e la solitudine dell&#8217;estate romana</title>
		<link>https://www.borderliber.it/agosto-rocco-carbone-romanzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2023 02:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[agosto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Cronista]]></category>
		<category><![CDATA[Deserto]]></category>
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		<category><![CDATA[Meccanicità]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo di Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rubbettino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Agosto&#8221; di Rocco Carbone, Rubbettino, 2023 Sono indolenti questi personaggi, appesantiti dalla loro apatia, persi in una continuità forzata in cui ogni azione cerca di dare un senso e una profondità al tempo che scorre. Agosto è il romanzo di esordio di Rocco Carbone. Pubblicato nel 1993, racconta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Agosto&#8221; di Rocco Carbone, Rubbettino, 2023</strong></p>
<p>Sono indolenti questi personaggi, appesantiti dalla loro apatia, persi in una continuità forzata in cui ogni azione <strong>cerca di dare un senso e una profondità al tempo</strong> che scorre.</p>
<p><strong>Agosto</strong> è il romanzo di esordio di <strong>Rocco Carbone</strong>. Pubblicato nel 1993, racconta di <strong>Roma</strong> e di quelle poche anime rimaste in città in un&#8217;epoca in cui Agosto era il mese del grande esodo e della desertificazione delle metropoli.</p>
<p>Sembra un&#8217;epoca lontana, anche se sono appena trent&#8217;anni dalla nostra, ma in entrambe possiamo cogliere la meccanicità tipica dell&#8217;italiano medio: <strong>un individuo che viaggia sulla via concreta del perbenismo e della noia mascherata da ricerca della felicità.</strong></p>
<p>Se facciamo questo paragone, ci accorgiamo che tra ieri e oggi non è passato molto tempo, anzi tutto è ancora attuale. <strong>Il protagonista è Andrea</strong>; è rimasto in città per lavoro. È un giornalista scontento della propria vita, nonostante abbia una posizione invidiabile. <strong>Pensa alla sua ex, incontra una sedicenne con cui costruisce una amicizia che non diventerà mai amore, ma quasi affetto paterno.</strong></p>
<p>A fare da cornice quella <strong>cronaca nera</strong> che non va mai in vacanza, quel sensazionalismo che rende la violenza spettacolo, che si fa notizia da vendere immediatamente, perché rischia di essere inghiottita da qualcosa di più fresco, di più torbido o cruento.</p>
<p>Ed ecco che<strong> l&#8217;eterno presente,</strong> nel quale vive il <strong>cronista-protagonista.</strong> è l&#8217;unità di misura dell&#8217;intero racconto. Tutto si accorda al <strong>qui-ora</strong>. Non c&#8217;è differenza, tanto meno altro da aggiungere. <strong>Tutto è passeggero, tutto si amalgama nella monotonia</strong>, ogni cosa viene codificata sempre attraverso le stesse sensazioni.</p>
<p>Nessuno sembra avere difese proprie, ogni fatto prorompe con foga, distrugge e prosciuga. L&#8217;unica arma di difesa potrebbe essere <strong>l&#8217;indifferenza</strong>, ma anche con lei bisogna fare i conti.</p>
<p>Tra queste pagine ci sono personaggi che sembrano usciti dalla penna di <strong>Camus</strong>, sono stranieri alla vita, incapaci di rendersi conto <strong>di quel prima e di quel dopo</strong> che dà profondità all&#8217;esistenza. In questo circolo vizioso di <strong>&#8220;immediatezza&#8221;</strong>, di assuefazione al dolore e all&#8217;apatia, tutto è già visto e conosciuto, ogni cosa si consuma.</p>
<p>La certezza che lì fuori, nel Mondo, non ci sia più nulla per cui stupirsi, si alimenta giorno dopo giorno in una asfissiante solitudine, <strong>perché l&#8217;agosto romano del protagonista di questo romanzo</strong> è un passaggio nel deserto del benessere materiale, dell&#8217;opulenza, dell&#8217;umana cecità.</p>
<p>Un libro da leggere; un&#8217;altra prova che accerta la qualità di Rocco Carbone.</p>
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		<title>In strada tra gli ultimi</title>
		<link>https://www.borderliber.it/in-strada-tra-gli-ultimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2022 02:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cercare]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Indifferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Giuseppe Gervasi La gente di strada, gli ultimi e chi non ha più la forza per vivere. Mi sento spesso come loro, nonostante il sorriso e le apparenze. Ci nascondiamo dietro le nostre paure e poi basta un ostacolo, un pensiero e si è costretti a vivere con a fianco un’ombra allungata e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>La gente di strada, gli ultimi e chi non ha più la forza per vivere. Mi sento spesso come loro, nonostante il sorriso e le apparenze. Ci nascondiamo dietro le nostre paure e poi basta un ostacolo, un pensiero e si è costretti a vivere con a fianco un’ombra allungata e triste.</p>
<p>Una stanza un po’ più grande, la piazza dei piccoli paesi. Seduti, su dei gradini di pietra, osserviamo la gente che passa e facciamo insieme a loro un viaggio. Un viaggio nella loro realtà, nei loro pensieri e disagi.</p>
<p>“Un uomo vestito di chiaro, con un papillon a colori, vive la sua vita senza tempo e senza speranza”. La solitudine della lontananza da chi lo ama, si nota negli occhi che parlano al mondo e a chi lo incontra. Quanti messaggi in quegli sguardi, quanti contenuti in quelle poche frasi che scambiamo per le vie del borgo.</p>
<p>Basta poco per essere grandi e poco per tornare piccoli, indifferenza e disinteresse ci fanno sprofondare nell’egoismo puro. E non capiamo, nonostante tutto sia chiaro. Capire, che esiste la follia degli uomini e la dolcezza di essere folli.</p>
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		<title>Dimenticanza e ripetizione. L&#8217;utopia dell&#8217;estinzione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dimenticanza-e-ripetizione-lutopia-dellestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 02:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alika Ogorchukwu]]></category>
		<category><![CDATA[Apparenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Settimana]]></category>
		<category><![CDATA[utopia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano La vediamo questa Storia che si ripete, così come viviamo quotidianamente rivoluzioni che non azzerano nulla. L&#8217;utopia dell&#8217;Uomo nuovo è il nostro pensiero fisso, ma decantiamo sempre i soliti tempi bui, cadendo nella nostalgia dei bei momenti andati. Eppure, che la Storia non insegni nulla lo dimostra il fatto che nessuno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dimenticanza-e-ripetizione-lutopia-dellestinzione/">Dimenticanza e ripetizione. L&#8217;utopia dell&#8217;estinzione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>La vediamo questa <em>Storia</em> che si ripete, così come viviamo quotidianamente rivoluzioni che non azzerano nulla. L&#8217;utopia dell&#8217;<em>Uomo nuovo</em> è il nostro pensiero fisso, ma decantiamo sempre i soliti tempi bui, cadendo nella nostalgia dei bei momenti andati.</p>
<p>Eppure, che la Storia non insegni nulla lo dimostra il fatto che nessuno abbia mai scritto <em>Questo è il miglior periodo per l&#8217;umanità. </em>Moralisti, cronisti e polemisti si sono sempre lamentati di questo pessimo mondo. Di cosa ci meravigliamo davanti all&#8217;ennesimo omicidio ripreso con gli iPhone? Ci inorridisce l&#8217;indifferenza, che un uomo non salvi un altro uomo in difficoltà?</p>
<p><em>Nulla cambia, perché la volontà non è mai cambiata</em>. Ogni processo storico conferma che a una contraddizione risolta si sovrappone un&#8217;ennesima contraddizione, rendendo l&#8217;esistenza dell&#8217;umanità una catena di catastrofi, intervallata da momenti di pace apparente. L&#8217;indignazione è solo un <em>oggi</em>, un momentaneo stato di quiete della crudeltà. Domani tutto proseguirà come se nulla fosse accaduto; magari, sarà commesso un altro omicidio con le stesse modalità e, nel mezzo, appariranno giustificazioni e negazioni, perché di due cose ci si vergogna: <em>della crudeltà e del silenzio. </em>Perciò tutto è un chiacchiericcio che serve solo a spegnere, annegare e occultare.</p>
<p>Il mondo fenomenico è così scevro d&#8217;ogni giudizio, che l&#8217;intera Storia riposa da sempre nella sua <em>epochè</em>. Si guarda al domani con l&#8217;apprensione di sempre, si danno nuovi nomi a fenomeni antichi, si pone l&#8217;opinione a dogma, ma la verità, a patto che esista, è un mistero e nessuno può giungervi. La virtualità è trascendenza e oltre il mondo sta il <em>metaverso</em>. Un tempo si saliva su un monte per dialogare e immergersi nella sostanza di Dio o degli dei; ora si accende un computer per essere parte di un&#8217;unica essenza malata.</p>
<p>Pertanto, l’omicidio di Alika Ogorchukwu, ucciso per strada a Civitanova Marche, a fine luglio, continuerà a esistere solo in video. Poi, sparito anche quel frammento, sarà statistica. Intanto, il viaggio dell&#8217;uomo mai si arresterà. Ricade nelle utopie anche l&#8217;idea che la nostra specie sarà distrutta dalla propria crudeltà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dimenticanza-e-ripetizione-lutopia-dellestinzione/">Dimenticanza e ripetizione. L&#8217;utopia dell&#8217;estinzione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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