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	<title>Il Mulino Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Allegro ma non troppo: Cipolla e le leggi della stupidità umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 15:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Marco Ponzi. In copertina: &#8220;Allegro ma non troppo, con le leggi fondamentali della stupidità umana&#8221; di Carlo M. Cipolla, Edizioni Il Mulino «Non presumere mai cattiveria laddove basta la stupidità.» (Il rasoio di Hanlon) Tempo fa, mi trovavo all’aeroporto, in attesa del volo, e passando di scaffale in scaffale, tra libri inutili e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>Articolo di Marco Ponzi. In copertina: &#8220;Allegro ma non troppo, con le leggi fondamentali della stupidità umana&#8221; di Carlo M. Cipolla, Edizioni Il Mulino</strong></p>
<p dir="ltr" style="text-align: right;"><em>«Non presumere mai cattiveria laddove basta la stupidità.» </em><br />
<em>(Il rasoio di Hanlon)</em></p>
<p dir="ltr">Tempo fa, mi trovavo all’aeroporto, in attesa del volo, e passando di scaffale in scaffale, tra libri inutili e stupidi, mi sono imbattuto in questo “vecchio” volumetto dal titolo “Allegro ma non troppo, con le leggi fondamentali della stupidità umana” di Carlo M. Cipolla, edizioni Il Mulino.</p>
<p dir="ltr">Mi sono detto che, se un titolo menziona la stupidità, probabilmente è un libro intelligente. Così, senza farmi accorgere, l’ho comprato perché, se socraticamente uno sa di non sapere, per parallelismo, potrebbe anche non sapere di essere stupido. Meglio verificare, ma con discrezione, dopo aver trovato un posto nascosto per leggere.</p>
<p dir="ltr">Quando ci si imbatte in un testo con un titolo come questo, a persone di intelligenza media potrebbe sorgere il dubbio di far parte della narrazione, nel bene o nel male. O meglio, non si sa mai esattamente di quale livello di stupidità si parli: se lieve, media o grave.</p>
<p dir="ltr">Uno stupido è uno stupido e forse non esistono gradi di stupidità perché, essendo stupido, le sue azioni saranno sempre gravi. Ma il lettore potrebbe sentirsi coinvolto lo stesso, non sapendo mai esattamente a quale tipo di stupidità l’autore si riferisca. A ogni pagina che voltavo, avevo il terrore di ritrovarmi in un esempio di stupidità citato dall’autore.</p>
<p dir="ltr">Però Cipolla è stato molto gentile e ha fatto esempi lontani dalla nostra contemporaneità, essendo lui partito dal Medioevo. Il libro è diviso in due parti: Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo e Le leggi fondamentali della stupidità umana.</p>
<p dir="ltr">L’autore è stato un importante professore universitario ma l’aver usato la parola “stupidità” nel libro fa sorgere qualche sospetto.</p>
<p dir="ltr">In realtà, la narrazione è umoristica e raccoglie moltissime informazioni di tipo storico-economico-artistico-sociale che si mescolano con osservazioni sagaci di vario tipo. A un certo punto, sempre tenendo a mente il fatto che l’autore sia stato un professore universitario (anche con esperienze all’estero in prestigiose università americane), non si riesce più a distinguere dove finisca la realtà e inizi l’umorismo, soprattutto perché, specie per le cose stupide, la realtà supera la fantasia.</p>
<p dir="ltr">Questo perché l’ironia che pervade ogni rigo, talvolta, rischia per essere presa sul serio. Probabilmente Cipolla lo ha fatto apposta per mettere alla prova il lettore o solo si è divertito a intrattenerlo con pagine leggere ma dense di informazioni.</p>
<p dir="ltr">L’autore si occupava anche di economia e mi ha stupito la mancanza, in questo testo, di qualche citazione relativa al crollo del mercato dei tulipani in Olanda a metà del seicento; in quel tempo, l’economia olandese era basata sullo scambio dei bulbi di tulipano, azione che è stata indubbiamente stupida!</p>
<p dir="ltr">Però visto che l’uomo è stupido e non impara dai propri errori né tanto meno dalla storia, il mercato ha continuato creare e far scoppiare bolle su altri prodotti, ma forse perché Cipolla non è riuscito a farsi ascoltare abbastanza. Ma il “crollo dei tulipani” avvenne molto dopo il Medioevo, dunque è giusto che Cipolla non lo abbia citato.</p>
<p dir="ltr">Si nota che, anche nella parte dedicata al pepe, non manca un certo grado di stupidità che pervade storie e personaggi. Pare proprio che ci siano stati, anche in tempi antichi, numerosi specchietti per le allodole a determinare le sorti del mondo: donne, spezie, fiori e via dicendo.</p>
<p dir="ltr">Il pepe, si sa, è un potente afrodisiaco. Privati del pepe, gli Europei riuscirono a stento a controbilanciare le perdite di vite umane causate da baroni locali, guerrieri scandinavi, invasori ungheresi, e pirati arabi. La popolazione diminuì, le città di spopolarono mentre foreste e paludi si estesero sempre di più.</p>
<p dir="ltr">Persa ogni speranza in una vita migliore in questo mondo, la gente pose sempre più le proprie speranze della vita nell’aldilà e l’idea di ricompense in Cielo l’aiutò a sopportare la mancanza di pepe su questa terra.</p>
<p dir="ltr">La parte del libro relativa alle leggi fondamentali della stupidità è un divertissement che si prende gioco anche dei contemporanei.</p>
<p dir="ltr">Forse Cipolla intendeva mettere in guardia tutti fornendo una base da cui partire per aiutarli a non rientrare nella categoria di cui lui parla. Alla fine, l’autore ci lascia nel mistero e col dubbio, senza risposte: sono dunque uno stupido?</p>
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