<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Idea Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/idea/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/idea/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Mar 2026 09:40:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Guida in stato di insofferenza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/guida-in-stato-di-insofferenza-racconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 09:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Guidare]]></category>
		<category><![CDATA[Idea]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15402</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Guida in stato di insofferenza&#8221; è un racconto di Martino Ciano  Trema, trema, sul ciglio della strada c&#8217;è un cinghiale. Se quello si lancia ti sfonda la macchina, se quello si lancia ti fai male e devi pure pagarti i danni. Ma tu continui a guidare, lo sorpassi e l&#8217;orizzonte lo divora. Dissolto. Prosciolto dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/guida-in-stato-di-insofferenza-racconto/">Guida in stato di insofferenza</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Guida in stato di insofferenza&#8221; è un racconto di Martino Ciano </strong></p>
<p dir="ltr">Trema, trema, sul ciglio della strada c&#8217;è un cinghiale. Se quello si lancia ti sfonda la macchina, se quello si lancia ti fai male e devi pure pagarti i danni. Ma tu continui a guidare, lo sorpassi e l&#8217;orizzonte lo divora. Dissolto. Prosciolto dalla colpa di esistere. Pericolo scampato per te. Addio, l&#8217;ungulato è stato archiviato. Se non lo vedi più, forse neanche più esiste. Le particelle che lo formano obbediranno allo sguardo di qualcun altro.</p>
<p dir="ltr">Certe guerre non ci sono se non in televisione. Sono forme di eversione, neanche di divisione. Creduloni sono coloro che si fanno venire l&#8217;ansia per bombe esplose nei deserti petroliferi. Pensaci quando metti benzina, quando agiti la pompa e vorresti dare fuoco a ogni cosa. Zitto, zitto, tu guidi per fuggire verso l&#8217;ignoto. La strada taglia il cucuzzolo del monte. In fondo, a valle, c&#8217;è il mare, ma prima ci sono troppe case. Tanti tetti rossi fanno un&#8217;emorragia urbana. In quel territorio in sofferenza, ormai dissanguato, c&#8217;è anche la tua dimora che cade a pezzi. Te l&#8217;hanno lasciata in eredità e te la devi tenere così. Gli avi ti hanno incastrato con il loro patrimonio terreno.</p>
<p dir="ltr">Guida in stato di insofferenza. Pigi l&#8217;acceleratore, azzardi in qualche curva ma non è tua intenzione schiantarti. La vita su un altro pianeta sarebbe migliore, persino quella dopo la morte. Qualsiasi cosa venga dopo una lucida supposizione che rende veggenti è migliore. Forse, forse, ma non crederci, poserai l&#8217;auto e andrai a passeggiare, muoverai le gambe e ti sentirai un elastico. Ti verrà anche voglia di fare all&#8217;amore, di baciare tutte le fanciulle del mondo, di addormentarti tra i seni gonfi di una donna ancora illibata.</p>
<p dir="ltr">Attento, attento, il mare ti ispira, la montagna ti sfama e la corsa verso casa segna la fine di un giorno che mai più tornerà indietro. E forse sognare a occhi spalancati si può. Sperare sembra un&#8217;attività diabolica, eppure a volte vince contro la consapevolezza di essersi feriti con le cose del mondo.</p>
<p dir="ltr">Intanto, trema, trema, si è fatto sera e domani si farà giorno. Nel buio guidi ancora in stato di insofferenza. Le cose del mondo non tramontano del tutto, questa è l&#8217;unica cosa che tiene in vita la specie umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/guida-in-stato-di-insofferenza-racconto/">Guida in stato di insofferenza</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15402</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ci proverò sempre</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sempre-lamonica-racconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 03:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Idea]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[Prova]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Sempre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=10382</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prosa e foto di Wanda Lamonica &#8220;Per sempre&#8221;. Son due parole davvero importanti. &#8221;Per sempre&#8221; significa fino all&#8217;ultimo respiro ma anche quando l&#8217;aria ti viene a mancare e non sei fisicamente morto. Finché gli occhi avranno luce, nella guerra e nella pace. &#8221;Per sempre&#8221; è roba impegnativa. È una promessa che fa il tuo cuore. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sempre-lamonica-racconto/">Ci proverò sempre</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Prosa e foto di Wanda Lamonica</strong></em></p>
<p>&#8220;Per sempre&#8221;. Son due parole davvero importanti.<br />
&#8221;Per sempre&#8221; significa fino all&#8217;ultimo respiro ma anche quando l&#8217;aria ti viene a mancare e non sei fisicamente morto.<br />
Finché gli occhi avranno luce, nella guerra e nella pace.</p>
<p>&#8221;Per sempre&#8221; è roba impegnativa.<br />
È una promessa che fa il tuo cuore. Ma la vita a volte te la sporca, te la punzecchia, te la sfida, te la mette a dura prova.<br />
&#8221;Per sempre&#8221; è l&#8217;eternità che si vorrebbe infilare dentro qualsiasi grande amore .<br />
È l&#8217;impegno e il coraggio, il sacrificio solenne del cuore.</p>
<p>&#8221;Per sempre&#8221; è un impegno verso un futuro sconosciuto, preso con la forza di un inizio, del presente.<br />
È il motore delle fiabe più belle . È la linfa dei sognatori. Degli eroi dei sentimenti. Di chi ce la mette tutta. E a volte ci riesce pure.<br />
&#8221;Ci provo &#8221; è più umano. Fa meno chiasso ma non è più semplice. Sono parole umili. Preziose e consapevoli.<br />
&#8220;Ci proverò sempre&#8221;. È ancora meglio. Costruisce eternità, ma giorno per giorno.<br />
Va lentamente. Oltre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sempre-lamonica-racconto/">Ci proverò sempre</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10382</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Maledetti toscani. Malaparte e la &#8220;seriosa toscanità&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/maledetti-toscani-malaparte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 01:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Curzio Malaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Idea]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=9228</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Marco Ponzi. In copertina: &#8220;Maledetti Toscani&#8221;, Adelphi, 2022 Dopo i fatti accaduti in Toscana – mi riferisco alle alluvioni di novembre 2023 – mi sembrava un po’ improprio recensire questo libro, visto il titolo, ma poi ho pensato al toscano come individuo con le sue caratteristiche particolari e ho ritenuto non sbagliato parlarne. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/maledetti-toscani-malaparte/">Maledetti toscani. Malaparte e la &#8220;seriosa toscanità&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Marco Ponzi. In copertina: &#8220;Maledetti Toscani&#8221;, Adelphi, 2022</strong></p>
<p>Dopo i fatti accaduti in Toscana – mi riferisco alle alluvioni di novembre 2023 – mi sembrava un po’ improprio recensire questo libro, visto il titolo, ma poi ho pensato al toscano come individuo con le sue caratteristiche particolari e ho ritenuto non sbagliato parlarne.</p>
<p><strong>Maledetti toscani</strong> è un libro di <strong>Curzio Malaparte</strong> e se l’autore, toscano, ebbe a definire così i suoi corregionali in tempi non sospetti, adesso mi sento sollevato, nonostante le contingenze tragiche. Mia moglie è toscana; di Prato, per la precisione, come Malaparte (Malaparte è un nome d’arte).</p>
<p>Capire le donne, si sa, non è possibile per un uomo e, anche se non ne avevo tutto questo bisogno, mi è piaciuto approfondire il concetto di toscanità, a dire il vero, poco conosciuto ai più. Perché i toscani, e l’ho riscontrato personalmente, <strong>condividono il loro mondo preferibilmente con i loro corregionali e amano distinguersi dal resto d’Italia.</strong> Sarà che si vantano di avere tutto: il mare, i monti, l’arte, il buon cibo e forse anche Curzio Malaparte, per non parlare di <strong>Dante</strong>.</p>
<p>Se si parla, per esempio, di napoletanità, si è in grado di identificare i soggetti; lo stesso per la sicilianità o la piemontesità. Anche per la romagnolità o la <strong>ligurità</strong> è facile. Ma della <strong>toscanità</strong>, in effetti, non si ha un’idea precisa. E allora ce lo spiega Malaparte.</p>
<p>Un mio amico dice che il toscano deve essere simpatico, perché lo stereotipo cinematografico ci porta a crederlo, ma non è sempre proprio così. O meglio, non lo è in letteratura. Malaparte addebita la toscanità al fatto che i toscani non sono mai stati veramente dominati e, da tutto ciò, deriva la peculiarità di un popolo. Il toscano è rimasto tale senza assorbire le influenze straniere e si fa sberleffi dell’invasore.</p>
<p><strong>Il toscano è gentile ma con varie sfumature…</strong> il toscano conosce il senso della misura e queste sue caratteristiche lo mettono in contrapposizione alla gran parte del popolo italiano, a parte gli umbri.</p>
<p>Malaparte parla di tutti i popoli toscani e lo fa un po’ come se fosse stato un <strong>José Saramago</strong> che, nel suo <strong>Viaggio in Portogallo</strong>, che non era una guida turistica ma una guida all’interno del proprio sé, descrive le anime dei luoghi e delle persone.</p>
<p>Questo è stato l’ultimo libro di Malaparte, pubblicato nel 1956 e nato dopo una lunga gestazione. L’autore, sepolto a <strong>Prato</strong> sul monte <strong>Spazzavento</strong>, giusto per ribadire un’appartenenza, si è divertito a raccontare della sua terra personalizzando i paesaggi e <strong>paesizzando</strong> le persone. Egli rende, di persone e luoghi, delle interpretazioni che vanno un po’ oltre e lo fa dall’interno, da toscano che conosce i suoi corregionali e, come tutti, cercando di mantenere un contegno; anche se, a volte, lascia pendere il campanile da una parte a discapito dell’altra.</p>
<p>Il testo ha un tono quasi serio e quasi scanzonato, il confine è labile. Si percepiscono delle sottili preferenze per le varie città, si notano dei lievi sarcasmi per altre e una accettazione e rispetto delle diverse originalità del territorio. Malaparte, a ben vedere, <strong>oltre a raccontare la toscanità nella storia, fa un servizio anche al lettore che, in un certo modo, sa cosa aspettarsi.</strong></p>
<p><strong>&#8220;Maggior fortuna sarebbe se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani&#8221;</strong></p>
<p>Basterebbe questa salace e un po’ allusiva riga in epigrafe per scrivere un commento sul testo, per capire il punto di vista dell’autore ma, detto così, non ci sarebbe stato motivo per scriverci un libro intorno.</p>
<p>Malaparte invece porta esempi reali di gentilezza e misura toscane, ricordandoci i talenti di <strong>Michelangelo, Boccaccio, Donatello</strong> e tanti altri, pure quelli che non sono stati esempi di virtù ma che, come si diceva, sono stati capaci di distinguersi, nel bene e nel male.</p>
<p>Il testo ha una sua eleganza, perfino nelle descrizioni in cui l’eleganza mancherebbe o quando si parla di ammazzamenti che diventano gentili e poetici, se raccontati in un certo modo; ed è questo uno dei talenti dell’autore, dell’immaginifico Malaparte: <strong>raccontare di qualcuno o di qualcosa affascinando un lettore che probabilmente non avrebbe alcun interesse in un dato argomento.</strong></p>
<p><strong>Maledetti toscani</strong>, per quanto mi riguarda, è un testo ancora attuale: ci ho ritrovato molta verità perché sono un frequentatore della <strong>Toscana</strong> e ho esperienze dirette; dunque non sono in grado di smentire le tesi dell’autore.</p>
<p>A un lettore che volesse essere curioso, consiglio di usare questo testo come guida turistica e provare a cercare riscontri nella realtà, senza essere troppo invadente,<strong> ché i toscani poi te la fanno pagare.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/maledetti-toscani-malaparte/">Maledetti toscani. Malaparte e la &#8220;seriosa toscanità&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9228</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Non nasci madre</title>
		<link>https://www.borderliber.it/non-nasci-madre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 01:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Allattare]]></category>
		<category><![CDATA[Bimba]]></category>
		<category><![CDATA[Figlio]]></category>
		<category><![CDATA[Genitore]]></category>
		<category><![CDATA[Idea]]></category>
		<category><![CDATA[Latte]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=6233</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Adriana Sabato Non nasci madre, lo diventi… è un cammino, una specie di prova del fuoco. Strano però, dal momento che il medioevo è trascorso da un po&#8217;… Tutto in salita, nessuno ti aiuta Sei obbligata ad esserlo, madre, e la perfetta madre che fa? Allatta il suo piccolo o la sua piccola. Se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/non-nasci-madre/">Non nasci madre</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Adriana Sabato</strong></em></p>
<div id="m_toolbarLayer" class="layer">
<div id="m_textViewLayer" class="layer">
<div id="m_content">
<div id="pc1">
<div id="p1">
<div>Non nasci madre, lo diventi… è un cammino, una specie di prova del fuoco. Strano però, dal momento che il medioevo è trascorso da un po&#8217;…</div>
<div>Tutto in salita, nessuno ti aiuta Sei obbligata ad esserlo, madre, e la perfetta madre che fa? Allatta il suo piccolo o la sua piccola. Se non accade allora sei una madre a metà. E giù a bere latte e brodo e liquidi vari. Come a doversi drenare per scontare una pena. Lo stomaco soffre e la nausea ti assale.</div>
<div></div>
<div>“È arrivata la montata lattea?”</div>
<div>“No, niente”…ed io mi sento annientata.</div>
<div>“eh ma allora!”</div>
<div>“Allora che?”</div>
<div></div>
<div>Le mie voci di dentro urlano, vorrebbero scoppiare e inondare di vomito quella brutta, bruttissima faccia che mi giudica con lo sguardo da improvvisato carnefice, da mente superiore, da madre e donna perfetta!</div>
<div></div>
<div>“Non lo sono perfetta, io”, mi verrebbe da dire. Ma non lo dico, ‘che poi questa qua si potrebbe pure offendere e farmela pagare. Magari infilando l’ago in vena in maniera maldestra, procurando e aggiungendo dolore al dolore.</div>
<div></div>
<div>Procurandomi lividi su lividi. Con i punti che ancora stringono forte la parte bassa del mio addome. Ma dove siamo, sul ring? “Avanti, avanti…Si accettano scommesse”.</div>
<div></div>
<div>E poi, “oh, com’è bella! La bambina è proprio bella, le abbiamo portato un piccolo regalo”.</div>
<div></div>
<div>“Grazie, ma io? Io non esisto? Lo so, sono brutta, ho appena subìto un cesareo, e quindi dal parrucchiere e dall’estetista proprio no, direi che non è il caso, però, ci sono, esisto lo stesso anche tutta scompigliata e stravolta. Presente, sono qua e sono viva! Non riesco ad allattare e non riesco manco a bere latte: sono intollerante e quando lo bevo mi viene la nausea.</div>
<div></div>
<div>La notte mi sveglio, sperando di riuscire ad allattare mia figlia. Ma lei vuole dormire e scambiando il mio capezzolo per un ciuccio, lo afferra e lo stringe senza farmi male – almeno questo, per fortuna – e così, continua la sua dolce nanna accanto a me! Almeno lei non si lamenta e non mi manda ancora a quel paese!</div>
<div></div>
<div>Così per una settimana. Una solfa che non trova fine. Una tiritera senza soluzione: io sono un disturbo per il personale. Poi, arrivano i dottori a rimuovere i punti. E lì che scatta una molla e le lacrime inondano il mio viso. “Dottore, come faccio, non riesco ad allattare. Mi sento così male. Come crescerà mia figlia, senza il mio latte?”</div>
<div>“Signora, ma di cosa si preoccupa? Io ho due figli grandi. Anche loro hanno bevuto solo latte artificiale. Oggi sono stimati professionisti…Stia tranquilla, il latte artificiale assolve benissimo il suo compito!”</div>
<div></div>
</div>
</div>
<div id="pc2">
<div id="p2">
<div>Anche il pediatra che visita mia figlia, mi rassicura dicendo: tranquilla, calma, pensi solo a riprendersi dal parto cesareo, che comunque è un intervento chirurgico e la sua fibra, il suo corpo ha bisogno dei suoi tempi per riprendersi al meglio. Per tutto il resto ci sono i membri del personale sanitario”.</div>
<div></div>
<div>Peccato però, proprio alcuni di loro – non tutti, in verità esistono coloro che ancora lavorano con passione &#8211; mi avevano riempito le orecchie di quelli che non erano consigli, ma semplici lamentele e frustrazioni lanciate come frecce addosso al primo malcapitato paziente. Da una parte.</div>
<div></div>
<div>Dall’altra, il freddo mutismo&#8230; Brutta bestia, il silenzio! Lascia spazio a mille pensieri: dalla freddezza emotiva, alla mancanza di umana comprensione, a quella specie di indifferenza che non fa che generare tristezza e a volte anche odio. È una specie di giudizio silenzioso: “sei pazza! Sì, sei pazza e dici cose da pazzi, inventi scuse per non fare il tuo mestiere di madre”</div>
<div></div>
<div>Ma non nasci madre, lo diventi. E pretendere la perfezione in merito ad un compito che si apprende solo strada facendo, quello, quello sì che è pazzesco!</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div id="m_textViewLayer" class="layer">
<div id="m_content">
<div id="pc1">
<div class="pageNum"></div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/non-nasci-madre/">Non nasci madre</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6233</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sonia Caporossi. Opus Metamorphicum. A&#038;B Editrice</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sonia-caporossi-opus-metamorphicum-ab-editrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 10:26:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Idea]]></category>
		<category><![CDATA[Ironia]]></category>
		<category><![CDATA[Ismo]]></category>
		<category><![CDATA[Metafisica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://borderliber.wordpress.com/?p=2040</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni sistema teorico può essere annichilito? La risposta ce la dà Sonia Caporossi nel suo libro. La recensione di Martino Ciano è già stata pubblicata per Gli amanti dei libri. Poiché la filosofia è poesia, concetto che Sonia Caporossi ribadisce molte volte, dobbiamo dedurre che tutto ciò che attraversa l’attimo è soggetto a un’intuizione deflagrante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sonia-caporossi-opus-metamorphicum-ab-editrice/">Sonia Caporossi. Opus Metamorphicum. A&amp;B Editrice</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Ogni sistema teorico può essere annichilito? La risposta ce la dà Sonia Caporossi nel suo libro. La recensione di Martino Ciano è già stata pubblicata per <a href="http://www.gliamantideilibri.it/opus-metamorphicum-sonia-caporossi/">Gli amanti dei libri.</a></em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché la filosofia è poesia, concetto che Sonia Caporossi ribadisce molte volte, dobbiamo dedurre che tutto ciò che attraversa l’attimo è soggetto a un’intuizione deflagrante che solo in un secondo momento si sottomette alla logica. Ma il più delle volte ci si ritrova con dei carboni ardenti tra le mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cos’è la logica se non il tentativo di ordinare, in base a strumenti umani, quindi, fallaci, l’esperienza? E soprattutto, ci si può fidare dei risultati conseguiti?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Opus Metamorphicum&nbsp;</em>è la negazione di ogni sistema teorico. Dire “no” è la prima, se non l’unica, dichiarazione di guerra rimasta all’uomo. Negare è il primo passo di ogni nuova riflessione. Quando nella negazione viene posto anche un pizzico di ironia l’essere umano&nbsp;si mostra per ciò che è:&nbsp;<em>un fesso che prova a capirci qualcosa</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo libro di monologhi, a parlare sono grandi filosofi, personaggi dei fumetti, uomini di scienza, donne&nbsp;<em>mezzo-e-fine</em>&nbsp;di Dio. Ognuno di loro si lancia in un discorso ossessivo e petulante; solo per Maria e per la Maddalena parleranno il Padreterno e Gesù, le due&nbsp;<em>fanciulle&nbsp;</em>resteranno&nbsp;“umili” ascoltatrici così “come&nbsp;impone la tradizione”. E in questo vortice di pensieri, tra l’assurdo e il tragico, si muovono le ragioni di una filosofia che è solo uno sforzo banale, che a nulla serve e a nulla porta, perché niente rimane della misteriosa metafisica se non un’opinione cangiante, contraddittoria, indimostrabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa resta all’uomo se non prendere coscienza di essere un’opera in metamorfosi, in balia del divenire, mai stabile, mai sazio delle sue trasformazioni, sempre incapace di controllare ciò che lo muta.&nbsp;Così come il filosofo è dominato dall’angoscia, così Maria e la Maddalena sono sottomesse alla volontà di Dio.&nbsp;Ma non è anche Dio un pensiero che si fa carne e un sistema teorico costellato di concetti traducibili in un&nbsp;<em>nulla è vero, tutto è possibile</em>? Non è il pensiero un’energia simile alla libido, che rende l’orgasmo un’intuizione illuminante, quasi una noesi in carne e ossa?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sonia Caporossi scrive un libro tremendamente ironico, distruttore di ogni favola metafisica, di ogni principio di equivalenza. Una prosa sperimentale, che si autocompiace e si suicida, che rinasce solo perché ha voglia di morire nuovamente, che si prende sul serio solo per ridere meglio di sé. Non è un’opera semplice, perché non si presta a tutti i gusti, ma è una serie di monologhi che fa a pezzi la filosofia e che riporta l’essere umano sul terreno dell’illogicità, del divenire, dell’annichilimento di ogni fobico&nbsp;<em>ismo</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sonia-caporossi-opus-metamorphicum-ab-editrice/">Sonia Caporossi. Opus Metamorphicum. A&amp;B Editrice</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2040</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
