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	<title>Hypsas Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Hypsas. Valerio Mello e la &#8220;natura delle cose&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/hypsas-mello-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 03:46:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Hypsas&#8221; di Valerio Mello, Ensemble edizioni Anche le pietre e le tombe hanno memoria. Nel suo costante fluire, il tempo modifica la materia e ogni fiume diventa la metafora dell&#8217;esistenza su cui permane il velo dell&#8217;eternità. Valerio Mello delinea bene l&#8217;immagine del poeta-vate che vuole raccontare e insegnare la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Hypsas&#8221; di Valerio Mello, Ensemble edizioni</strong></p>
<p>Anche le pietre e le tombe hanno memoria. Nel suo costante fluire, il tempo modifica la materia e ogni fiume diventa la metafora dell&#8217;esistenza su cui permane il velo dell&#8217;eternità. <strong>Valerio Mello</strong> delinea bene l&#8217;immagine del <strong>poeta-vate</strong> che vuole raccontare e insegnare la lezione che ha appreso, l&#8217;intuizione che gli ha spalancato il varco che unisce e mescola remoto e presente.</p>
<p>Ma poniamo un attimo la nostra attenzione sul verbo <strong>&#8220;insegnare&#8221;</strong>, qui utilizzato non per sottolineare un atteggiamento presuntuoso o per assegnare un ruolo che l&#8217;autore non si attribuisce, ma per indicare una persona che <strong>non può tacere davanti a ciò che ha visto</strong>, che non può tenere per sé quello stupefacente momento in cui l&#8217;eternità si è manifestata.</p>
<p>Non bisogna cercare luoghi particolari o dimensioni adiacenti per venire a contatto con l&#8217;ispirazione, anche davanti ai loculi dei nostri moderni cimiteri come davanti ai monumenti funebri del passato, il significato che ci giunge è lo stesso: <strong>essere nel divenire pur percependone solo una parte</strong>. È dopo aver aperto questa botola sempre lì, a nostra disposizione, che possiamo scendere e inabissarci, o forse risalire, contravvenendo alla logica, verso l&#8217;unione di ogni elemento che si manifesta in <strong>sostanza, pensieri, idee e concetti</strong>.</p>
<p><strong>Dov&#8217;è il limite?</strong> Questo ci fa chiedere Mello attraverso i versi di <strong>&#8220;Hypsas&#8221;</strong>, che si legano l&#8217;uno all&#8217;altro senza possibilità di suddividerli in citazioni, in frammenti da estrapolare. Non c&#8217;è divisione che tenga in questo eterno dialogo che la <strong>Necessità</strong> intrattiene con se stessa, con ciò che mostra e ciò che ha concepito negli abissi di ogni principio percepibile.</p>
<p>Folle per l&#8217;uomo ricostruire, comprendere, imitare questa forza che ci sovrasta. Tutt&#8217;al più egli sente, avverte, comunica la propria esperienza in maniera goffa; <strong>la poesia aiuta, ma è pur sempre imprecisa e tentennante, perché si limita a catturare il riflesso di un fenomeno che è già altro.</strong></p>
<p>Ci dice anche questo Mello, dopo aver imparato a proprie spese la lezione e dopo essersi sgolato nel mezzo della relazione instauratasi tra ciò che chiamiamo <strong>&#8220;vita e morte&#8221;. </strong>Fatto sta che, al di fuori di tutto, la natura delle cose resta un mistero. Infatti, in quell&#8217;Unità a noi sconosciuta, altri fattori pongono l&#8217;uomo, quindi anche il poeta, in una sapienza sciocca, che si compiace dell&#8217;accumulo, che non ha nulla di diverso dalla stoltezza.</p>
<p>Così la <strong>&#8220;Hypsas&#8221;</strong> di <strong>Mello</strong> non ha un fine vero e proprio, se non quello di porre tutti davanti a un divenire che ci ingabbia e nel quale esistiamo per sempre. <strong>Il dramma è che non ce ne accorgiamo.</strong></p>
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