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	<title>Giardiniere Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il giardiniere e la morte di Georgi Gospodinov</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 22:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il giardiniere e la morte&#8221; di Georgi Gospodinov, Voland, 2025 Mi trovo d&#8217;accordo con Giuseppe Dell&#8217;Agata, traduttore di questo testo, che definisce &#8220;Il giardiniere e la morte&#8221; un libro che parla della &#8220;nostalgia della vita che passa&#8221;, proprio perché in questo romanzo la &#8220;morte&#8221; viene sempre trattata con rispetto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il giardiniere e la morte&#8221; di Georgi Gospodinov, Voland, 2025</strong></p>
<p>Mi trovo d&#8217;accordo con Giuseppe Dell&#8217;Agata, traduttore di questo testo, che definisce <strong>&#8220;Il giardiniere e la morte&#8221;</strong> un libro che parla della &#8220;nostalgia della vita che passa&#8221;, proprio perché in questo romanzo la &#8220;morte&#8221; viene sempre trattata con rispetto, come evento naturale, senza demonizzazioni, senza tentativi di assegnarle compiti o responsabilità che non ha.</p>
<p><strong>Gospodinov</strong> ci mette sotto gli occhi la malattia di suo padre, ci fa entrare nel loro rapporto, ci porta per mano in un itinerario di sofferenza e dolore in cui l&#8217;elaborazione del lutto comincia fin dal primo rigo. Nonostante ciò l&#8217;autore non cade nel patetico, nel tragico che a volte può diventare comico, resta sempre in quel campo sensibile in cui &#8220;accettazione&#8221; e &#8220;legittime domande sul senso dell&#8217;esistenza&#8221; si confrontano.</p>
<p><strong>&#8220;Il giardiniere e la morte&#8221;</strong> è però anche un romanzo che mostra come si può affrontare il trapasso, come prepararsi a tale evento pur sapendo che non esiste un metodo. Il padre malato di Gospodinov è immerso nella storia della sua nazione, tra gli echi dell&#8217;ex Madre Russia, nella Bulgaria in cui le parole dolci verso i figli erano tabù.</p>
<p>In questi passaggi, in cui l&#8217;autore delinea un&#8217;esistenza, veniamo a contatto con l&#8217;essenza di questo romanzo: <strong>lo scorrere del tempo e la sua famelicità</strong>. E in questo &#8220;incedere inarrestabile&#8221;, uguale per tutti, si nasconde il lato crudele di questo &#8220;libro&#8221;. Anzi, in questo modo viene espressa proprio la naturalezza della fine, il cinico addio alle cose del mondo.</p>
<p>Lo scrittore non si affanna a rievocare il padre. Non è per lui importante narrare ciò che è destinato a &#8220;non essere più&#8221;. Il suo intento è solo quello di mostrare un passaggio, un uomo in divenire, una consapevolezza che cresce giorno dopo giorno e che pian piano si incanala in ciò che &#8220;così deve andare&#8221;. Sicuramente, nessuno accetta la morte di un suo caro, tantomeno pensa alla propria. Eppure, l&#8217;autore bulgaro costruisce con semplicità una sorta di memoir che non è un resoconto, ma la storia di ciascuno.</p>
<p>Anche il tumore che divora giorno dopo giorno il padre dell&#8217;autore non ruba mai la scena e non è di certo il protagonista, ma è quasi un &#8220;accidente&#8221;, una sorta di traghettatore che accelera l&#8217;evento ultimo. Mentre leggevo <strong>&#8220;Il giardiniere e la morte&#8221;</strong> mi è venuta spesso in mente la famosa frase di Foucault: <strong>&#8220;Noi non moriamo perché ci ammaliamo, ma ci ammaliamo perché fondamentalmente dobbiamo morire&#8221; </strong>che, sono sicuro, anche Gospodinov conoscerà, perché è proprio lungo questa direttrice che quest&#8217;opera si muove.</p>
<p>Infatti, al di là del dolore per la perdita di un proprio caro, <strong>&#8220;l&#8217;essere per la morte&#8221;</strong> di cui parla Heidegger non è una cinica, o peggio ancora nichilista, visione della vita, ma è l&#8217;unica certezza che dovrebbe porre l&#8217;uomo di fronte a sé per vivere a pieno e con &#8220;consapevolezza&#8221;. Ed è anche la &#8220;consapevolezza&#8221; un altro elemento che spicca in questo romanzo, perché tanto il figlio quanto il padre sanno come finirà, quindi non possono che comprendere ciò che è ineluttabile.</p>
<p>Insomma, siamo di fronte a un libro che può essere un taccuino, un diario, un romanzo, semplicemente un insieme di pagine e di pensieri, di tutto ciò che arricchisce di presenza una vita che non c&#8217;è più.</p>
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